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In Veneto centinaia di insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia, in possesso di diploma magistrale ma non di laurea in Scienze primarie (richiesto ora ma non al tempo dell’assunzione), hanno perso il posto per titolo di studio, considerato non adeguati, dopo decine di anni di insegnamento e aver svolto incarichi di responsabilità. 

 

Interviene in loro difesa, ancora una volta, l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan. “Amareggia e stupisce – afferma la titolare delle Politiche regionali per l’Istruzione – che questo governo si sia dimenticato dei propri insegnanti diplomati magistrali che non hanno nemmeno il sussidio di disoccupazione. Per loro nessun reddito di cittadinanza e, peggio, nessun riconoscimento del ruolo di educatori che dovrebbe essere prioritariamente tutelato proprio dallo Stato”.

 

“Maestre diplomate, ma senza laurea, sono state lasciate a casa nonostante le reiterate promesse di una soluzione politica. Sono state licenziate e sono quindi escluse dalle Graduatorie ad esaurimento. Non hanno nemmeno diritto alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione e restano in un limbo. Inoltre, beffa ulteriore, pur essendo state espulse dalla scuola, risultano ancora dipendenti per l’Inps e quindi il Tfr è a rischio”.

 

“Di fronte ad una vicenda paradossale come questa – conclude l’assessore –  sono sempre più convinta che l’autonomia sia una condizione necessaria, perché responsabilizzerebbe maggiormente la classe politica e determinerebbe scelte decisamente più giuste ed eque nei settori strategici della funzione pubblica, dove la scuola non può che rappresentare la priorità”. 

Pigozzo e Sinigaglia (PD): “Laurea in Infermieristica, Zaia intervenga con urgenza per evitare la chiusura delle sedi di Mirano e Conegliano”

 

 

“La Regione affronti il problema dell’accorpamento delle sedi del corso in Infermieristica che va a cancellare Mirano e Conegliano. A quanto pare la decisione dell’Università di Padova dipende dalla Regione: una scelta autolesionista perché sono professionalità di cui c’è bisogno e per cui non mancano le richieste di iscrizione. Avevamo presentato un’interrogazione a fine febbraio che non ha ancora avuto risposta, adesso torniamo a sollecitare un intervento di Zaia a nome di tutta la Quinta commissione”. I consiglieri del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia tornano sulla decisione dell’Ateneo padovano di tagliare due sedi delle Ulss 2 e 3, unendo Conegliano a Treviso e Mirano con Mestre.

 

 

“A fine marzo abbiamo ricevuto una nota del Rettore in cui illustrava la situazione, evidenziando la carenza di docenti, tra pensionamenti e blocco del turnover. Non parlava tuttavia di decisione irrevocabile, sembrava, anzi, chiedere sostegno alla Regione per avere gli insegnanti necessari a mantenere i due corsi triennali. Da allora però non è successo niente. Nell’ultima seduta della Commissione ho quindi sollevato nuovamente la questione: è assurdo accorpare le sedi senza tener conto di un fabbisogno reale. Ci sarebbe in ballo anche una seconda ipotesi: instaurare una collaborazione con l’Università di Ferrara, già contattata dal direttore dell’Area sociale Mantoan, che ha dato la propria disponibilità a mandare propri docenti nella sede di Rovigo, liberando così del personale per l’Ateneo padovano che potrebbe essere impiegato a Mirano e Conegliano. Abbiamo così deciso di rivolgerci direttamente a Zaia affinché la Regione agisca con tempestività, anche un intervento politico per convincere Palazzo Bo della bontà dell’intesa con Ferrara – aggiungono Pigozzo e Sinigaglia – L’importante è fare presto, poiché il provvedimento parte dal prossimo anno accademico: dobbiamo garantire un elevato livello didattico su tutto il territorio veneto, in modo da formare personale infermieristico di qualità, ricordando che rappresentano uno dei pilastri del nostro sistema sanitario. L’accorpamento delle sedi, che porterebbe anche a un calo delle iscrizioni, va nella direzione opposta”.

Nel corso della seduta del 9 maggio a Roma della nona commissione della Conferenza Stato-Regioni, di cui fanno parte gli assessori regionali all’istruzione, formazione e lavoro, l’assessore veneto ha avanzato la richiesta alla presidenza – che è in capo alla Regione Toscana – di affrontare la spinosa questione dei diplomati magistrali, non all’ordine del giorno, per sollecitare con somma urgenza una soluzione.
In Veneto – ha fatto presente l’assessore – senza questi docenti il prossimo anno scolastico non partirà. Fra Natale e Capodanno. con la sentenza del Consiglio di Stato che li esclude, il problema si è evidenziato in tutta la sua gravità ma il governo da allora non ha mai individuato nessuna soluzione, rimandando a interpretazioni, ad accordi con i sindacati. Si pone invece per tutte le Regioni da un lato il problema dell’inizio dell’anno scolastico, dall’altro quello del riconoscimento dei diritti di questi insegnanti da molti anni precari, già ampiamenti valutati nella loro attività didattica ma oggi senza nessuna prospettiva”.

 

La commissione ha accolto la richiesta presentata dal Veneto e, non essendoci ancora un governo a cui rivolgersi, ha deciso di scrivere ai presidenti del Senato e della Camera, già insediati e quindi in grado di operare, perché dia urgentemente una soluzione politica alla questione, consentendo così il regolare avvio dell’anno scolastico attualmente a rischio.

Tocchi al cielo questo pomeriggio in piazza San Marco per 930 nuovi laureati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Alla cerimonia, presieduta dal rettore dell’Ateneo Michele Bugliesi, è intervenuto, in rappresentanza del Comune di Venezia, il consigliere comunale Maurizio Crovato. Presenti inoltre il consigliere comunale Paolo Pellegrini e il vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Pigozzo.

 

Ricordando il suo percorso di studi a Ca’ Foscari, dove si è laureato e dove ha ricevuto il premio Cafoscarino dell’anno 2003, il consigliere Crovato ha rivolto ai laureandi un affettuoso saluto a nome dell’Amministrazione comunale, augurando loro buona fortuna per i traguardi futuri.

 

Ospite speciale della giornata, che ha tenuto il discorso di augurio per i neo dottori, è stato quest’anno il fisico Federico Faggin, inventore del primo Microchip. Nel corso della cerimonia sono inoltre saliti sul palco il miglior studente italiano e straniero della sessione, Leonardo Sanelli e Haijing Yao.

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