Home / Posts Tagged "giunta Zaia"

«La Lega boccia l’emendamento per finanziare il progetto dell’opera che aveva promesso di completare»

 

«Trovo incomprensibile la bocciatura del mio emendamento sull’Idrovia, con cui si chiedeva semplicemente di stanziare 5 milioni del bilancio 2019-2021 per il progetto funzionale al completamento dell’opera. Ne deduco che manca da parte della Lega la volontà di arrivare entro i prossimi 3 anni non dico ad aprire i cantieri, ma nemmeno di affidare la redazione del progetto! Eppure il completamento dell’Idrovia è nel Defr e nel programma della Lega». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante a margine della seduta odierna del Consiglio regionale del Veneto nella quale è stato bocciato il suo emendamento sull’idrovia Padova-Venezia.

“La Giunta regionale è autorizzata ad affidare la redazione delle fasi progettazione funzionali al completamento dell’idrovia Padova-Venezia come canale navigabile e invaso con funzioni idrauliche”, questa la proposta di Ruzzante, respinta dalla maggioranza, per la quale il consigliere di Liberi e Uguali aveva previsto uno stanziamento di 5 milioni di euro a partire dal 2019.

«Invece anche questo bilancio si chiude con 0€ sul capitolo Idrovia – commenta Ruzzante – quando si contano ormai a decine i Comuni del che hanno approvato una mozione con la quale si chiede il completamento della Idrovia Padova-Venezia in tempi brevi. E non a caso: si tratta di un opera fondamentale per la sicurezza idraulica del territorio, di un’area vasta che va dal padovano al veneziano». «La Lega, che governa a Roma e Venezia, tradisce ancora una volta le promesse fatte ai cittadini», conclude Ruzzante.

«Tutti ammessi con la sola autocertificazione, niente certificati patrimoniali da richiedere in consolato evocati dai leghisti. Con la circolare inviata a tutti i Comuni della regione dall’assessore Donazzan, firmata anche da Anci Veneto, il dietrofront della Giunta Zaia viene finalmente formalizzato. Avevamo ragione noi: vittoria!». Esulta Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), che nei giorni scorsi con due interrogazioni aveva chiesto alla Giunta regionale di chiarire una volta per tutte le ambiguità sul bando relativo al buono libri.

 

«Occhio però: dopo aver fatto tutta questa confusione, la Giunta Zaia non pensi di archiviare il caso con questa circolare. Chiediamo che vengano riaperti i termini del bando per dare la possibilità di rientrare a chi non ha presentato la domanda, scoraggiato dai certificati che venivano richiesti. Un atto doveroso dopo il caos della Regione, necessario anche a evitare ricorsi da parte di eventuali esclusi».

Liberi e Uguali chiede alla Giunta Zaia di quantificare precisamente le ricette “taroccate”, di informare i cittadini che hanno subito ritardi nell’erogazione delle prestazioni, di valutare possibili risarcimenti e di commissariare la Ulss 3.

 

«In passato ho denunciato più volte il problema delle liste d’attesa nel pubblico, che esiste soprattutto in relazione con la sanità a pagamento. Qui però siamo di fronte a qualcosa di più di una carenza organizzativa, c’è l’utilizzo da parte di una Usl di un “trucco” che ha modificato le priorità di decine di migliaia di prestazioni dal 2015: hanno taroccato le ricette dei medici di base, potrebbe essere il più grande scandalo della sanità veneta. Dal Ben ancora al suo posto? Assurdo». Così Piero Ruzzante, consigliere regionale di Liberi e Uguali e primo firmatario del progetto di legge n. 351 dell’8 maggio 2018 per la riduzione delle liste d’attesa, che oggi ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale.

 

Gli fa eco Gabriele Scaramuzza, segretario regionale di Articolo UNO Liberi e Uguali Veneto: «Quanto accaduto all’Ulss 3 con la modifica delle priorità per prestazioni mediche a oltre 44.000 persone è semplicemente inaudito. Si sono modificati dati di natura ultrasensibile di cittadini a loro insaputa, solo per rientrare nei tempi delle liste d’attesa e garantire premi di produttività a direttore generale e dirigenti. L’indagine della magistratura deve essere celere e verificare le responsabilità di natura giudiziaria. Ma al di là di quella del tribunale, esiste una responsabilità politica in capo alla Regione e al suo presidente». «La sola sospensione del dirigente responsabile per 5 mesi è semplicemente un oltraggio – conclude Scaramuzza –: di fronte ad un atto di questa gravità sarebbe più opportuno e giusto prevedere l’immediato commissariamento dell’Ulss 3. Sarebbe il minimo atto di giustizia nei confronti di migliaia di cittadine e cittadini delle aree del miranese e della riviera del Brenta che hanno conosciuto una violazione inaccettabile del diritto fondamentale alla salute sancito nell’art. 32 della Costituzione».

 

«Intanto voglio capire – prosegue Ruzzante -, e l’ho chiesto alla Giunta Zaia, di quante ricette effettivamente si tratta: leggo di 44.600 casi nel 2017, ma non si sa nulla rispetto al 2015 e al 2016. Inaccettabile. Poi penso che chi è stato imbrogliato abbia quantomeno il diritto di saperlo – aggiunge Ruzzante –, anche perché ci sono cittadini che possono magari aver subito un danno: la Giunta Zaia farà un censimento di questi pazienti “declassificati”? Ci saranno risarcimenti?». «Infine c’è un altro aspetto – sottolinea il consigliere regionale di Liberi e Uguali –: la Regione era al corrente almeno dal 2 marzo scorso, stando a quanto riportano gli organi di stampa, dell’utilizzo del software da parte dell’Ulss 3. Sono passati 7 mesi da allora, 7 mesi nei quali nessuno, né Zaia, né Coletto, né altri, ha pensato di informare i cittadini di quanto era avvenuto. Nel frattempo  Dal Ben, il dg della Ulss 3 che non poteva non sapere dell’utilizzo del software, è ancora al suo posto: inaccettabile che la Giunta Zaia non abbia ancora preso provvedimenti».

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni