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In occasione del Giorno del ricordo celebrato ieri in tutta Italia, l’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con il Comune di Venezia, ha organizzato due eventi nel territorio veneto.

 

Il primo, in programma per domani, martedì 12 febbraio (ore 20.30), prevede la presentazione del libro Da Pola ad Hollywood e oltre di Alida Valli, che si terrà presso la Sala Dino Piaser di Quarto d’Altino.

All’evento parteciperanno anche Alessandro Cuk, curatore del libro e presidente del Comitato provinciale di Venezia dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e Roberto Biffis, componente del direttivo di Treviso dell’associazione.

 

Il secondo appuntamento è per mercoledì 13 febbraio (ore 17), questa volta alla biblioteca VEZ di Mestre, dove sarà presentato il libro Memorie dell’Istria veneziana di Gianfranco Pontini.

L’incontro prevede la partecipazione dell’autore, di Alessandro Cuk e di Salvatore Gravili, presidente Uni3 Mestre.

In occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra oggi, 10 febbraio, la Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, l’associazione Venezia Giulia e Dalmazia e la federazione delle associazioni degli esuli, distribuirà nelle scuole medie il fumetto Foiba Rossa, la storia a fumetti di Norma Cossetto, e un opuscolo di Guido Rumici.

 

 

L’iniziativa è finanziata con 15 mila euro dalla Giunta regionale. Responsabile e promotrice è Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Trasporti nella Giunta Zaia.

 

 

Elena Donazzan, Cuore nero

 

Elena Donazzan, figlia di repubblichini e nostalgica di anni neri, non è nuova a iniziative del genere. Nel novembre del 2010 quando la Regione Veneto approvò la legge sulla valorizzazione dell’antifascismo e della Resistenza votò contro con motivazioni assurde. Nel settembre 2015 partecipò a Valdobbiadene a una cerimonia di inaugurazione di una lapide in onore della Decima Mas. Giacomo Vendrame segretario della CGIL commentò così: “Credo che questa cerimonia si possa configurare come apologia del fascismo. Commemorare la Decima flottiglia Mas, in una sorta di bieco revisionismo storico, è vergognoso, una grave mancanza di rispetto per i nostri caduti della resistenza, coloro che si sono battuti contro la dittatura per la libertà e per la democrazia.”

 

Ora Elena Donazzan ha chiesto al Presidente della Repubblica Mattarella di sciogliere l’ANPI, per la sua posizione su confine orientale, foibe ed esodo dalmata istriano, che l’assessore alla Cultura falsifica. Il fumetto Foiba Rossa, che la Donazzan distribuirà agli studenti veneti di scuola media, distorce la drammatica vicenda di Norma Cossetto.

 

 

Norma Cossetto

Norma Cossetto a 24 anni fu uccisa e infoibata ad Antignana, il 4 o 5 ottobre 1943. Qualsiasi tragica morte suscita orrore, e Norma Cossetto, per la sua orrenda morte, merita onore e ricordo. Concetto Marchesi, comunista e rettore dell’Università di Padova, e Azeglio Ciampi hanno onorato la sua memoria: il primo conferendole nel 1947 una laurea honoris causa, il secondo decorandola con una medaglia d’oro.

 

Anche la verità, però, merita rispetto.
Norma Cossetto era iscritta alla Gioventù Universitaria Fascista in Istria ed era figlia di Giuseppe Cossetto, un ricco possidente fascista, che fu anche Commissario governativo delle Casse Rurali della Provincia d’Istria, il quale espropriò centinaia di contadini slavi dell’Istria delle loro terre. Ad assassinarla non furono partigiani slavi, ma degli italiani. Qualche anno fa, il Circolo Norma Cossetto pubblicò un documento nel quale affermava che Norma fu invitata a presentarsi al Comando partigiano del luogo, fu interrogata e rilasciata. In seguito, però, cadde nelle mani di alcuni italiani, tre o quattro, dei cani sciolti, che la condussero a Parenzo, da lì fu poi portata ad Antignana, violentata, uccisa e infoibata. Costoro furono presi da fascisti italiani alla fine dell’ottobre 1943 e, insieme con altri, per lo più innocenti e tutti italiani (in tutto diciassette), furono massacrati a raffiche di mitra, senza alcun processo e furono gettati nella stessa foiba di Norma Cossetto.

 

Il corpo di Norma Cossetto, stando al verbale dei Vigili del Fuoco di Pola che lo estrassero, si presentava intatto, senza segni di sevizie. Inoltre vi è la testimonianza di Arnaldo Harzarich dei Vigili del fuoco di Pola, che si trova in Foibe di Papo, citata anche nel Bollettino dell’Unione degli Istriani n. 28, sett. dic. 1998, pag. 5, che confermerebbe il verbale dei Vigili del Fuoco di Pola.

 

Soltanto in seguito, in una serie infinita di ricostruzioni, peraltro contraddittorie, si cominciò a parlare di torture, di seni ed organi genitali straziati, eccetera. Anche lo storico triestino Roberto Spazzali, nel suo libro Foibe: un dibattito ancora aperto,  edito nel 1996 dalla Lega Nazionale di Trieste, dunque da un’associazione non partigiana, ha scritto: “L’ampia letteratura di quegli anni e del dopoguerra dedicherà un consistente spazio alla morte e al rinvenimento di Norma Cossetto, intrecciando incontrollate fantasie e presunte testimonianze”.

 

 

 

Norma Cossetto a Montebelluna

In occasione del 10 febbraio, a Montebelluna verrà inaugurata ufficialmente una via dedicata a Norma Cossetto. La storia del 10 febbraio a Montebelluna non brilla per verità storica e democrazia. Il 10 febbraio 2012 l’amministrazione comunale sponsorizzò un evento organizzato dal Comitato Provinciale di Treviso dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che parlava di genocidio di istriani, giuliani e dalmati. Presentò l’avv. Maria Bortoletto. Il 10 febbraio 2013 l’amministrazione comunale impedì, togliendo l’Auditorium della biblioteca comunale precedentemente concesso, un convegno organizzato dall’Anpi di Montebelluna su fascismo, confine orientale e foibe, con la partecipazione delle storiche Monica Emmanuelli e Alessandra Kersevan. Decisivo fu allora Claudio Borgia, collega politico di Elena Donazzan simpatizzante di Mussolini, che lo appoggia, e ora assessore all’Istruzione e alle Politiche familiari.

 


Oratori ufficiali saranno il sindaco Marzio Favero e Alma Brussi, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmati.
Il sindaco, obiettore di coscienza e antifascista, in un’intervista dell’aprile 2018 ad Antenna 3 ha chiarito la sua posizione su via Norma Cossetto. Vedere il video dell’intervista.

 

Le sue parole sono contro speculazioni politiche e quindi non proprio coincidenti con quanto scritto da Treviso Today in data 8 maggio 2017: “La nuova via della frazione sarà infatti dedicata a Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana, vittima dell’esercito popolare di liberazione della Iugoslavia del maresciallo Tito. Venne torturata, violentata e gettata in una foiba nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.”

 

All’inaugurazione ufficiale è stata invitata l’ANPI di Montebelluna, il cui presidente provinciale di Treviso, Giuliano Varnier, ha rilasciato recentemente queste dichiarazioni ad Antenna 3. Se l’ANPI accetterà di essere presente sarà un’occasione per affermare qual è la sua reale posizione sulle drammatiche vicende del confine orientale.

Domenica 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo” delle foibe e dell’esodo della gran parte degli Italiani d’Istria, Fiume, Dalmazia. 

 

Per mantenere vivo il ricordo di una delle drammatiche pagine della storia recente, la Città di Mogliano ha programmato l’annuale commemorazione che l’Amministrazione comunale ha promosso con la collaborazione delle rappresentanze provinciali di Venezia e Treviso dell’ANVGD, Esuli istriani, fiumani e dalmati, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, l’Associazione Mojan, l’ANPI, la Croce Rossa Italiana, la Pro Loco di Mogliano Veneto e l’Unuci.

 

La cerimonia avrà inizio alle 10.30 in Piazza dei Caduti alla presenza delle Autorità, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e di tutti i soggetti coinvolti, con la deposizione di fiori alla targa commemorativa posta lungo il porticato. Interverranno il Sindaco, Carola Arena, e il Generale Giuseppe Frascella, con la lettura della “Preghiera dell’infoibato” per la commemorazione ufficiale.

La cerimonia proseguirà in Sala Consiliare con la testimonianza di Pietro De Cleva, nativo istriano, Maestro del Lavoro.

 

L’ANVGD, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, fondata nel 1947, è la maggiore rappresentante sul territorio nazionale degli italiani fuggiti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale sotto la spinta della pulizia etnica delle milizie jugoslave e lo spettro delle foibe; ne derivò l’esodo di 350.000 persone di ogni ceto sociale e la morte violenta di migliaia di innocenti nelle foibe. 

 

Il “Giorno del Ricordo” fu istituito con la Legge 92/2004, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, a seguito della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Nelle foibe i partigiani comunisti titini gettarono, tra il 1943 e il 1945, più di 3000 italiani, su un totale complessivo di 80.000 vittime, per lo più croate e slovene.

 

La cerimonia è aperta alla cittadinanza, che è invitata a partecipare.

Lunedì 11 febbraio alle ore 10.30, in Piazzale Martiri delle Foibe a Marghera, si terrà la cerimonia ufficiale che darà il via alle iniziative promosse dalla Presidenza del Consiglio comunale di Venezia in occasione del “Giorno del Ricordo, della tragedia delle foibe e dell’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia”. Saranno presenti le autorità cittadine e il coro dell’Istituto comprensivo “Filippo Grimani” di Marghera. Il programma completo del Giorno del Ricordo è stato presentato questa mattina al Municipio di Mestre con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, la vicesindaco di Venezia, Luciana Colle, l’assessore comunale al Turismo, Paola Mar, il presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Alessandro Cuk, e i rappresentanti degli enti, delle istituzioni e delle associazioni cittadine che hanno collaborato alla realizzazione del calendario di eventi.

 

“Ogni anno questo giorno assume un’importanza maggiore – ha esordito la presidente Damiano – a testimonianza di quanto Venezia, già da prima dell’istituzione del Giorno del Ricordo con la Legge 92 del 2004 e anche con le celebrazioni del Giorno della Memoria, sia una città che fa della memoria un caposaldo di civiltà e rispetto dinnanzi a tragedie e drammi che hanno colpito il nostro Paese”. Anche l’assessore Mar si è soffermata sull’importanza del ricordo e della testimonianza: “Oggi sono qui come sia come amministratore – ha esordito – sia come cittadino che ha il diritto e il dovere di ricordare, perché la nostra storia è una possibilità di comprensione del tempo presente e degli scenari futuri che si potrebbero prospettare. Abbiamo la responsabilità civile di testimoniare quello che è accaduto per evitare che si ripeta”.

 

Infine la vicesindaco Colle ha ribadito l’importanza del ruolo delle istituzioni, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni: “Siamo qui per ricordare il più possibile ciò che è accaduto – ha concluso – perché è la storia che ce lo chiede”. In particolare, il Servizio di Progettazione educativa del Comune di Venezia proporrà agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado alcune attività didattiche che si svolgeranno fino a marzo, dal titolo “Le infinite maschere del male”. Il progetto, articolato in percorsi laboratoriali differenziati per età, si avvarrà di testimonianze raccolte dagli esuli istriani e dai sopravvissuti alle foibe, e da alcuni libri che trattano il tema della diversità, dell’odio, del razzismo e dei concetti del male e del bene.

 

Inoltre sono previste anche delle attività didattiche da parte del Circuito Cinema comunale: nei cinema del Circuito sarà infatti possibile attivare delle proiezioni per le scuole (su richiesta degli istituti interessati, previo contatto con il referente Paolo Dalla Mora, telefono 041.2747140, email [email protected]venezia.it) del film Red land – Rosso Istria, uscito nelle sale cinematografiche il 15 novembre scorso. Il film inoltre sarà proiettato martedì 5 febbraio alle ore 16.30 e 20.30 al Multisala Rossini di Venezia (ingresso 7.50 euro) e giovedì 21 febbraio alle ore 16 al Centro culturale Candiani di Mestre.

 

Tra le novità di quest’anno, come ha sottolineato anche il presidente Anvgd, Cuk, è l’attenzione, all’interno del programma, al rapporto con le comunità italiane in Istria, con l’incontro con la Comunità degli Italiani di Isola d’Istria e la presentazione del libro su Domenico Lovisato, sabato 23 febbraio, alle ore 16 al Candiani, e l’ultimo appuntamento in calendario, sabato 9 marzo, alle ore 18, ovvero il concerto del coro “Lino Mariani” della Comunità degli italiani di Pola, nella chiesa di San Sebastiano a Venezia. Altra particolarità è data dalla presentazione del libro di Viviana Facchinetti dal titolo “Protagonisti senza protagonismo. La storia nella memoria degli esuli giuliani, fiumani e dalmati nel mondo”, mercoledì 20 febbraio alle ore 17 al Candiani: “Dei circa 350mila esuli – ha spiegato Cuk – almeno 70/80mila sono sparsi per il mondo, e soprattutto in Canada, Australia, Sud America”.

 

L’ingresso agli appuntamenti, dove non diversamente indicato, è gratuito e fino ad esaurimento posti.

Ricordare il martirio e il sacrificio del popolo istriano, giuliano e dalmata è un impegno e un imperativo dovuto alla memoria di migliaia di morti e ai 350.000 italiani che, dal settembre 1943, furono costretti dall’odio etnico ad abbandonare le loro case, i loro beni e il loro lavoro, per disperdersi come esuli in varie parti di Italia e del mondo intero.

 

Il 10 febbraio sarà celebrato il Giorno del Ricordo per non dimenticare, e anzi, per far conoscere alle nuove generazioni il sacrificio di tanti innocenti connazionali. Quest’anno le celebrazioni saranno sostenute e amplificate da un grande evento: il prossimo 5 febbraio, in cento sale cinematografiche di altrettante città italiane sarà proiettato Red Land – Rosso Istria, l’intenso film firmato da Maximiliano Hernando Bruno, che narrando la vita e il martirio della giovane studentessa istriana Norma Cossetto, racconta in un tragico affresco quei drammatici giorni, e lo fa in un crescendo epico di dolore, paura e disperazione.

 

Il film voluto, prodotto e distribuito da Venicefilm, con il sostegno della Regione del Veneto e della Regione Lazio, in collaborazione con Rai Cinema, ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e FederEsuli, si avvale dell’interpretazione di star internazionali come Franco Nero e Geraldine Chaplin. La giovane Norma ha il volto dolce ed espressivo della brava Selene Gandini e Romeo Grebensek dipinge con grande efficacia l’odio, la rabbia e la ferocia del carnefice titino.

 

 

Il progetto sostenuto dalle associazioni degli esuli, da amministratori comunali e regionali, da senatori e deputati, convinti della forza di penetrazione del grande schermo, avrà l’indiscutibile merito di rinnovare e conservare la memoria ma soprattutto di far conoscere alle nuove generazioni la tragedia e l’esodo di un popolo.

 

Ogni proiezione sarà  introdotta da un breve dibattito con le testimonianze di esuli e dei loro discendenti, interventi di istituzioni, rappresentanti del mondo politico, storici e associazioni, alla presenza – dove sarà possibile – del cast e del regista.

 

Ospite al Cinema Careni di Pieve di Soligo sarà il Presidente della VI Commissione Consiliare, il dott. Alberto Villanova, che da subito si è preso a cuore la questione e l’ha portata in Consiglio Regionale, dove ieri è stata approvato all’unanimità la mozione da lui presentata, affinché il film Red Land – Rosso Istria sia proiettato in tutto il territorio regionale.

 

“Ritengo sia importante trasmettere e portare all’attenzione delle giovani generazioni ciò che è successo e ciò che hanno vissuto i nostri fratelli nell’allora terra veneta. La VI Commissione Consiliare (che si occupa di Attività culturali, Istruzione, Ricerca scientifica, Sport, Turismo) si riunirà il prossimo 6 febbraio per commemorare il Giorno del Ricordo. In questa occasione ha esteso l’invito a due classi. Questo in via del tutto eccezionale, perché di solito l’evento è chiuso al pubblico”.

Mantenere vivo il ricordo di una delle tristi pagine della storia recente.

Con questa finalità la città di Mogliano ha programmato l’annuale commemorazione del “Giorno del ricordo”, istituito nel 2005 con una legge del Parlamento italiano, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, a seguito della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale.

Nelle foibe i partigiani comunisti titini gettarono, tra il 1943 e il 1945, più di 3000 italiani, su un totale complessivo di 80.000 vittime, per lo più croate e slovene.

 

Sabato 10 febbraio alle 10.30, in Piazza Caduti interverranno il Sindaco, Carola Arena, e il Generale Giuseppe Frascella, per la commemorazione ufficiale che l’Amministrazione comunale ha promosso con la collaborazione delle Associazioni combattentistiche e d’arma, l’Associazione Mojan, l’ANPI, la Croce Rossa Italiana, la Pro Loco di Mogliano Veneto e l’Unuci.

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“Ricordando le foibe: le famiglie, le speranze, il dramma” è il tema del concorso promosso in tutte le scuole dalla Regione Veneto, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e la Federazione delle associazioni degli esuli in occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra sabato 10 febbraio.

 

Gli alunni delle scuole primarie e secondarie del Veneto, pubbliche e paritarie,  nonché dei corsi degli istituti professionali di stato e degli organismi di formazione sono invitati a riflettere sulla tragica vicenda delle foibe, sull’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati dalle loro terre e, più in generale, sulle vicende del confine orientale  durante la seconda guerra mondiale e il dopoguerra.

 

“Abbiamo promosso l’idea del concorso, in concomitanza con il Giorno del Ricordo – sottolinea l’assessore regionale – per valorizzare gli spunti che cronaca e celebrazioni potranno dare alle giovani generazioni e invitarle ad approfondire e a fare memoria di quelle vicende ancora poco note e rappresentano ferite aperte nei ricordi individuali di molte persone, famiglie e comunità, e nella coscienza collettiva del nostro paese. la loro colpa fu solamente di essere italiani. Il Veneto, per il legame culturale e storico forte con la Venezia Giulia , l’Istria e la Dalmazia ha un compito in più verso gli esuli e i loro discendenti. Giuliani, istriani e dalmati scelsero l’Italia perché italiani, ma l’Italia non li accolse con benevolenza. E la cattiva coscienza politica nonché la vergogna per il trattamento riservato ai propri connazionali profughi, fece cancellare quelle storie dai libri di storia”.

 

“Per le associazioni degli esuli giuliani e dalmati – aggiunge Alessandro Cuk, rappresentante  della Federazione delle associazioni degli esuli – il rapporto con il mondo della scuola è una priorità. Far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia strappata per troppo tempo dai libri di storia è fondamentale. Per noi, inoltre, è positiva qualsiasi collaborazione con il mondo della scuola che trovi il supporto delle istituzioni locali, come la Regione del Veneto. Consideriamo l’iniziativa del concorso regionale uno stimolo prezioso, perchè gli studenti possano prendere coscienza e capire  la tragedia delle foibe e dell’esodo”.

 

Studenti e scuole potranno partecipare inviando entro il 30 aprile rappresentazioni grafiche, testi, prodotti multimediali e video alla Direzione Formazione e Istruzione della Regione Veneto. In palio ci sono nove premi: 2 mila euro per i primi tre classificati dei tre ordini di scuola, 1500 euro e 1000 euro rispettivamente per i secondi e terzi classificati. Oltre all’evento della consegna ufficiale dei premi è prevista anche una visita alla foiba di Basovizza e al Museo della civiltà istriana fiumana e dalmata di Trieste.

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Mantenere vivo il ricordo di una delle tristi pagine della storia recente.

Con questa finalità la città di Mogliano ha programmato l’annuale commemorazione del “Giorno del ricordo”, istituito nel 2005 con una legge del Parlamento italiano, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, a seguito della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale.

Nelle foibe i partigiani comunisti titini gettarono, tra il 1943 e il 1945, più di 3000 italiani, su un totale complessivo di 80.000 vittime, per lo più croate e slovene.

 

Sabato 10 febbraio alle 10.30, in Piazza Caduti interverranno il Sindaco, Carola Arena, e il Generale Giuseppe Frascella, per la commemorazione ufficiale che l’Amministrazione comunale ha promosso con la collaborazione delle Associazioni combattentistiche e d’arma, l’Associazione Mojan, l’ANPI, la Croce Rossa Italiana, la Pro Loco di Mogliano Veneto e l’Unuci.

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