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Nelle scuole, la storia a fumetti di Norma Cossetto e un opuscolo di Guido Rumici

In occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra oggi, 10 febbraio, la Regione Veneto, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale, l'associazione Venezia Giulia e Dalmazia e la federazione delle associazioni degli esuli, distribuirà nelle scuole

In occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra oggi, 10 febbraio, la Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, l’associazione Venezia Giulia e Dalmazia e la federazione delle associazioni degli esuli, distribuirà nelle scuole medie il fumetto Foiba Rossa, la storia a fumetti di Norma Cossetto, e un opuscolo di Guido Rumici.

 

 

L’iniziativa è finanziata con 15 mila euro dalla Giunta regionale. Responsabile e promotrice è Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Trasporti nella Giunta Zaia.

 

 

Elena Donazzan, Cuore nero

 

Elena Donazzan, figlia di repubblichini e nostalgica di anni neri, non è nuova a iniziative del genere. Nel novembre del 2010 quando la Regione Veneto approvò la legge sulla valorizzazione dell’antifascismo e della Resistenza votò contro con motivazioni assurde. Nel settembre 2015 partecipò a Valdobbiadene a una cerimonia di inaugurazione di una lapide in onore della Decima Mas. Giacomo Vendrame segretario della CGIL commentò così: “Credo che questa cerimonia si possa configurare come apologia del fascismo. Commemorare la Decima flottiglia Mas, in una sorta di bieco revisionismo storico, è vergognoso, una grave mancanza di rispetto per i nostri caduti della resistenza, coloro che si sono battuti contro la dittatura per la libertà e per la democrazia.”

 

Ora Elena Donazzan ha chiesto al Presidente della Repubblica Mattarella di sciogliere l’ANPI, per la sua posizione su confine orientale, foibe ed esodo dalmata istriano, che l’assessore alla Cultura falsifica. Il fumetto Foiba Rossa, che la Donazzan distribuirà agli studenti veneti di scuola media, distorce la drammatica vicenda di Norma Cossetto.

 

 

Norma Cossetto

Norma Cossetto a 24 anni fu uccisa e infoibata ad Antignana, il 4 o 5 ottobre 1943. Qualsiasi tragica morte suscita orrore, e Norma Cossetto, per la sua orrenda morte, merita onore e ricordo. Concetto Marchesi, comunista e rettore dell’Università di Padova, e Azeglio Ciampi hanno onorato la sua memoria: il primo conferendole nel 1947 una laurea honoris causa, il secondo decorandola con una medaglia d’oro.

 

Anche la verità, però, merita rispetto.
Norma Cossetto era iscritta alla Gioventù Universitaria Fascista in Istria ed era figlia di Giuseppe Cossetto, un ricco possidente fascista, che fu anche Commissario governativo delle Casse Rurali della Provincia d’Istria, il quale espropriò centinaia di contadini slavi dell’Istria delle loro terre. Ad assassinarla non furono partigiani slavi, ma degli italiani. Qualche anno fa, il Circolo Norma Cossetto pubblicò un documento nel quale affermava che Norma fu invitata a presentarsi al Comando partigiano del luogo, fu interrogata e rilasciata. In seguito, però, cadde nelle mani di alcuni italiani, tre o quattro, dei cani sciolti, che la condussero a Parenzo, da lì fu poi portata ad Antignana, violentata, uccisa e infoibata. Costoro furono presi da fascisti italiani alla fine dell’ottobre 1943 e, insieme con altri, per lo più innocenti e tutti italiani (in tutto diciassette), furono massacrati a raffiche di mitra, senza alcun processo e furono gettati nella stessa foiba di Norma Cossetto.

 

Il corpo di Norma Cossetto, stando al verbale dei Vigili del Fuoco di Pola che lo estrassero, si presentava intatto, senza segni di sevizie. Inoltre vi è la testimonianza di Arnaldo Harzarich dei Vigili del fuoco di Pola, che si trova in Foibe di Papo, citata anche nel Bollettino dell’Unione degli Istriani n. 28, sett. dic. 1998, pag. 5, che confermerebbe il verbale dei Vigili del Fuoco di Pola.

 

Soltanto in seguito, in una serie infinita di ricostruzioni, peraltro contraddittorie, si cominciò a parlare di torture, di seni ed organi genitali straziati, eccetera. Anche lo storico triestino Roberto Spazzali, nel suo libro Foibe: un dibattito ancora aperto,  edito nel 1996 dalla Lega Nazionale di Trieste, dunque da un’associazione non partigiana, ha scritto: “L’ampia letteratura di quegli anni e del dopoguerra dedicherà un consistente spazio alla morte e al rinvenimento di Norma Cossetto, intrecciando incontrollate fantasie e presunte testimonianze”.

 

 

 

Norma Cossetto a Montebelluna

In occasione del 10 febbraio, a Montebelluna verrà inaugurata ufficialmente una via dedicata a Norma Cossetto. La storia del 10 febbraio a Montebelluna non brilla per verità storica e democrazia. Il 10 febbraio 2012 l’amministrazione comunale sponsorizzò un evento organizzato dal Comitato Provinciale di Treviso dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che parlava di genocidio di istriani, giuliani e dalmati. Presentò l’avv. Maria Bortoletto. Il 10 febbraio 2013 l’amministrazione comunale impedì, togliendo l’Auditorium della biblioteca comunale precedentemente concesso, un convegno organizzato dall’Anpi di Montebelluna su fascismo, confine orientale e foibe, con la partecipazione delle storiche Monica Emmanuelli e Alessandra Kersevan. Decisivo fu allora Claudio Borgia, collega politico di Elena Donazzan simpatizzante di Mussolini, che lo appoggia, e ora assessore all’Istruzione e alle Politiche familiari.

 


Oratori ufficiali saranno il sindaco Marzio Favero e Alma Brussi, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmati.
Il sindaco, obiettore di coscienza e antifascista, in un’intervista dell’aprile 2018 ad Antenna 3 ha chiarito la sua posizione su via Norma Cossetto. Vedere il video dell’intervista.

 

Le sue parole sono contro speculazioni politiche e quindi non proprio coincidenti con quanto scritto da Treviso Today in data 8 maggio 2017: “La nuova via della frazione sarà infatti dedicata a Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana, vittima dell’esercito popolare di liberazione della Iugoslavia del maresciallo Tito. Venne torturata, violentata e gettata in una foiba nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.”

 

All’inaugurazione ufficiale è stata invitata l’ANPI di Montebelluna, il cui presidente provinciale di Treviso, Giuliano Varnier, ha rilasciato recentemente queste dichiarazioni ad Antenna 3. Se l’ANPI accetterà di essere presente sarà un’occasione per affermare qual è la sua reale posizione sulle drammatiche vicende del confine orientale.

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