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Oggi, martedì 3 dicembre, ricorre la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita nel 1992 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani considera importante in tale ricorrenza promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità nelle scuole.

 

In tale occasione, il CNDDU promuove la conoscenza dei più importanti personaggi affetti da qualche forma di disabilità che hanno contribuito al progresso della società: il fisico, astrofisico e cosmologo, Stephen Hawking, la pittrice Frida Kahlo, il regista Steven Spielberg, lo statista Winston Churchill, il matematico John Nash, il pittore Toulouse Lautrec, i compositori Richard Wagner e Ludwig Van Beethoven, il musicista Stevie Wonder, i presidenti degli Stati Uniti d’America Abraham Lincoln e Franklin D. Roosevelt, l’atleta Beatrice Vio “Bebe”, l’informatico Steve Jobs, l’attivista Helen Keller solo per citarne alcuni.

 

L’apporto di tali figure è stato inestimabile; la disabilità non è stata un limite, ma una possibilità di esprimere le proprie potenzialità in maniera diversa e raccontare e offrire al mondo prospettive, soluzioni e “visioni” innovative. 

 

Il CNDDU invita il MIUR ad impegnarsi nella maniera più tempestiva possibile per formare adeguatamente docenti qualificati nel sostegno, onde supportare nella maniera più appropriata i giovani studenti bisognosi di strategie didattiche adeguate alle loro caratteristiche, per evitare, come accade all’inizio di ogni scolastico, il reiterarsi di cattedre vuote di personale specializzato.

 

Gli istituti scolastici sono invitati inoltre a organizzare nel mese di dicembre attività, eventi ed incontri, sul tema segnalando al CNDDU le principali iniziative. 

 

Lo slogan della giornata è #unascuolapertatutti.

 

Credo che le persone disabili dovrebbero concentrarsi sulle cose che il loro handicap non impedisce di fare e non rammaricarsi di quelle che non possono fare.

(Stephen Hawking)

Partirà l’11 maggio prossimo da Venezia per un viaggio in solitaria verso gli Stati Uniti e percorrerà oltre 5000 chilometri in bicicletta per raggiungere New York. Ma l’impresa di Gianni Paganin, dirigente della Polizia locale di Venezia, lascerà un segno anche in città.

 

A presentare il progetto sono stati questa mattina, al Parco San Giuliano, durante una lezione di educazione stradale rivolta ai ragazzi, lo stesso Paganin insieme all’assessore comunale alla Sicurezza e al comandante della Polizia locale di Venezia, Marco Agostini.

 

“Ogni primavera – ha spiegato Paganin – in questo circuito didattico centinaia di bambini della scuola primaria svolgono la prova pratica di guida per conseguire il patentino di conducente della bicicletta. Così ho pensato di utilizzare una parte della quota che l’associazione sportiva ‘Prosecco&Friends’ ha messo a disposizione per sostenere la mia sfida per acquistare tre biciclette speciali a tre ruote”.

 

 

Le biciclette, per un costo complessivo di 1500 euro, sono state donate al Comando del Corpo, che le metterà a disposizione dei bambini con disabilità e di chi non sa andare in bicicletta.

 

“L’appuntamento di oggi – ha commentato l’assessore alla Sicurezza – è un ulteriore segnale della vicinanza della Polizia locale ai cittadini e della sensibilità soprattutto nei confronti dei ragazzi, che sono il nostro futuro. Questa iniziativa ci rende orgogliosi perché conferma l’attenzione dell’amministrazione nei confronti dei più deboli, che devono sempre essere tutelati e sostenuti”.

Un’agevolazione fino al 75 per cento della retribuzione lorda per ogni assunto, anche a tempo determinato: è la principale novità del programma di collocamento mirato, per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità che da anni non trovano occupazione, nonostante gli obblighi di legge in vigore per le imprese con più di 15 dipendenti.

 

Il programma di collocamento mirato, proposto dagli assessori al lavoro e al welfare Elena Donazzan e Manuela Lanzarin e approvato dalla giunta regionale, ha una dote finanziaria complessiva di 9,6 milioni di euro, provenienti dal fondo per l’inserimento al lavoro finanziato dalle imprese, e mette in campo iniziative che favoriscano l’occupazione o la ri-occupazione degli oltre 30 mila iscritti in Veneto alle liste di collocamento obbligatorio. Il piano, elaborato d’intesa con la commissione regionale di concertazione tra le parti sociali, che rappresenta associazioni datoriali, sindacali e terzo settore, mette l’accento su quanti sono assenti dal mondo del lavoro da almeno 24 mesi.

 

Sono quattro le misure con le quali la Regione intende favorire il diritto al lavoro delle persone con problematiche fisiche o psichiche:

1) il rimborso fino a 20 mila euro dei costi sostenuti dal datore di lavoro per l’adattamento dei luoghi o delle postazioni di lavoro alle esigenze della persona disabile

2) incentivi di 5 mila euro per chi assume disabili con più di 45 anni di età (che salgono a 7500 euro per gli over 55), di bassa scolarità o con disabilità sensoriale, nelle imprese con almeno 15 dipendenti, mentre per le imprese con meno di 15 dipendenti è sufficiente la sola percentuale di invalidità inferiore non superiore al 66 %

3) incentivi pari alla percentuale di invalidità diminuita del 25 per cento (quindi pari al 75 per cento nel caso degli invalidi totali) e incentivi fino al 75 per cento della retribuzione lorda  nel caso di disabilità psichiche e/intellettive, qualora la persona disabile sia stata per almeno 24 mesi assente dal mondo del lavoro

4) copertura dei costi di residenzialità per i non vedenti che si iscrivono ai percorsi formativi per centralinista telefonico, promossi da altre regioni.

 

“Se le prime due misure, e in particolare la prima ricalcano quanto prevede la legge nazionale 68/99 sul collocamento obbligatorio – fanno notare Donazzan e Lanzarin – le altre due inaugurano una nuova tipologia di intervento, nel solco delle politiche attive regionali per il lavoro”.

 

“In particolare – spiega l’assessore Donazzan – si intende intervenire a favore dei tanti disabili iscritti da tempo nelle liste di collocamento obbligatorio e che, non avendo mai trovato una opportunità di inserimento lavorativo sono ormai sfiduciati e hanno rinunciato all’idea di un possibile inserimento occupazionale. La Regione mette a disposizione un ristoro molto importante al datore di lavoro che li assumerà a tempo determinato e, nel contempo offrirà a questa tipologia di disabili la possibilità di proporsi autonomamente alle imprese. L’obiettivo è quello di agevolare l’avvio di un percorso di autonomia e di attivazione delle risorse della persona e di contrastare processi di esclusione o autoesclusione dal mondo del lavoro”.

 

Il Programma di interventi in materia di collocamento mirato 2018-2019 mette a disposizione risorse per 2,5 milioni per sperimentare questa misura.

 

Infine, la Giunta regionale ha deciso di confermare anche per quest’anno la copertura dei costi sostenuti per la residenzialità nei corsi fuori regione per non vedenti che vogliono qualificarsi come centralinisti telefonici: negli ultimi anni i numeri veneti erano insufficienti per l’avvio di un corso regionale e l’intervento regionale a copertura delle spese di alloggio di corsi organizzati da altre regioni ha dimostrato di essere una soluzione apprezzata ed efficace.

 

“Con questo piano, alimentato da una significativa dote finanziaria e sostenuto dal senso di responsabilità delle imprese  – commenta l’assessore Donazzan – la Regione si fa carico in particolare di quei disabili che più hanno difficoltà a trovare una opportunità di inserimento lavorativo: si tratta di almeno 23.500 persone sugli oltre 30 mila iscritti al collocamento. Nonostante gli obblighi di legge e l’impegno di realtà cooperative e di imprese solidali, molto resta ancora da fare per assicurare a tutti la dignità di un lavoro”.

 

“Il lavoro è il primo fattore di riconoscimento sociale e di integrazione – conclude l’assessore Lanzarin – ed è il cardine di ogni politica di integrazione sociale, in particolare di quelle rivolte alle persone con disabilità”.

Domenica 24 febbraio, presso il palazzetto Alvise De Vidi di Olmi di San Biagio di Callalta si è svolta una giornata memorabile in tema di solidarietà e di aggregazione sportiva.

 

Una squadra unica formata da ragazzi e sportivi, che hanno dato vita a una grande dimostrazione di come lo sport può donare tanta forza ed emozione a chi partecipa, ma soprattutto a chi ne respira l’energia scaturita.

 

I grandi Ex del basket di Treviso (Marco Mordente, Paolo Presacco, Denis Marconato, Marcelo Nicola, Massimo Minto e Massimo Iacopini), i ragazzi degli Special Gladiator di Oderzo, i Baskettosi, i Treviso Bulls e il coro Anton hanno partecipato a questa manifestazione segnata da momenti di grande entusiasmo e partecipazione emotiva con un condimento musicale grazie alle canzoni originali del Coro e tanta voglia di divertirsi.

 

Tutto ciò per sostenere la ricerca contro la distrofia muscolare di Duchenne e sostenere le squadre dei Treviso Bulls e dei Baskettosi, due realtà presenti nella provincia, dove sport e disabilità rappresentano un sogno ma soprattutto una realtà.

 

Un’occasione insomma da ripetere e da ricordare, perché tutti insieme i partecipanti hanno dimostrato un gesto di affetto e solidarietà nei confronti di Manuel Bortuzzo, il nuotatore trevigiano ferito a Roma.

 

Un grazie all’amministrazione comunale di San Biagio di Callalta, presente con il sindaco e l’assessore allo Sport, a tutti i partner che hanno sostenuto l’evento e a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione dell’evento.

Volete divertirvi, condividere un pomeriggio di sani valori sportivi e aiutare un gruppo di ragazzi? Allora non potete perdere l’appuntamento di domenica con l’iniziativa “Sport e Disabilità… un sogno, una realtà!” promossa dal Coro Anton in appoggio ai Treviso Bulls.

 

I Baskettosi si ritroveranno per un quadrangolare contro tre specialissime e simpaticissime squadre. La prima sarà composta dai membri del Coro Anton. La seconda sarà quella degli Special Gladiator Oderzo, la terza riunirà vecchie glorie della pallacanestro trevigiana, da Marco Mordente a Marcelo Nicola, oltre a Denis Marconato, Massimo Minto, Alberto Vianini, Massimo Iacopini e Paolo Pressacco.

 

E ovviamente ci saranno anche loro, i ragazzi Baskettosi, che in una domenica di pausa dal torneo Special Basket Girone Nord Est (primi in classifica), si dedicheranno a una nobile causa.

 

Tutto il ricavato dell’evento andrà a beneficio della ricerca medica contro la distrofia muscolare di Duchenne, una malattia rara e degenerativa che oggi non conosce ancora una cura specifica.

 

Potete dunque mancare? Ovviamente no! Vi aspettiamo questa domenica, alle 16, al Palasport “Alvise De Vidi” di Olmi di San Biagio di Callalta.

Proteggere e dare sostegno all’autonomia della persona fragile, con particolare attenzione agli aspetti della vita personale, relazionale, patrimoniale e della salute.

 

È questo l’obiettivo di un percorso formativo promosso dall’amministrazione comunale che avrà partner organizzativo dell’associazione Lions Club Mogliano Veneto – Terraglio, promotrice di numerose iniziative importanti dal punto di vista sociale e che si avvale della consulenza di professionisti di alto livello, con la quale è proficua la collaborazione.

 

“Abbiamo a cuore il benessere di tutta la cittadinanza, ma è quasi inutile dirlo, in particolare di quella parte di essa che presenta maggiori fragilità, a causa delle quali la vita quotidiana diventa difficile da gestire, spesso per via della solitudine che si aggiunge al disagio. Una comunità attenta ai bisogni dei più deboli è una comunità sana, che ha nella solidarietà un punto di forza. E quella di Mogliano è una comunità attenta e inclusiva, grazie anche alla presenza di un associazionismo sociale ben radicato e sempre più in rete. Dobbiamo sostenere questo mondo che fa del bene disinteressatamente”, commentano il sindaco Carola Arena e l’assessore alle Politiche sociali Tiziana Baù.

 

Il percorso formativo progettato approfondirà la normativa relativa al ruolo dell’amministratore di sostegno (L. 6/2004) e finalizzata a favorire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave (L. 112/2016) e si rivolgerà principalmente ad esperti in materia di politiche sociali, assistenti sociali degli Enti Locali e dell’Azienda Ulss, e tecnici e associazioni che si occupano di disabilità e anziani. Lo scopo è formare le figure professionali che possano indirizzare le famiglie all’utilizzo delle opportunità che la normativa fornisce per la cura delle persone in difficoltà.

 

Il programma dell’iniziativa prevede due incontri: il 21 febbraio 2019 presso la Sala Consiliare, sul tema “L’Amministratore di Sostegno”, applicazione della legge n. 6 del 2004, il secondo il 21 marzo 2019 sempre presso la Sala Consiliare, sul tema “Dopo di noi” applicazione della legge n. 112 del 2016.

 

Considerato che le tematiche oggetto degli incontri risultano di particolare interesse e utilità per la categoria degli assistenti sociali, l’amministrazione ha coinvolto l’Associazione Nazionale Assistenti Sociali, con la quale sarà sottoscritta una convenzione al fine di prevedere il riconoscimento di crediti per la formazione continua degli assistenti sociali.

Il docufilm “Parole IN-Superabili”, realizzato dalla Fondazione Oltre il Labirinto con il regista Giacomo Ravenna e nato per raccontare il mondo della disabilità, ha già al suo attivo numerose proiezioni pubbliche, tra cui la Fondazione Benetton, la 75^ Mostra del Cinema di Venezia, l’apertura del natale trevigiano sotto la “Loggia Incantata” e l’auditorium Dina Orsi di Conegliano per la giornata della disabilità. Sono oltre 1500 le persone già raggiunte e ora il film è disponibile anche su Youtube.

L’obiettivo che si pone la Fondazione è una distribuzione capillare nelle biblioteche e nelle scuole della provincia e della Regione: un obiettivo peraltro già condiviso dall’assessore Manuela Lanzarin, che ora ricopre il maxi-assessorato Sanità e Servizi Sociali del Veneto.

“La scuola non è solo il passaporto per il futuro ma è anche la palestra in cui forgiare il rispetto e la cultura dell’inclusione – spiega Mario Paganessi Direttore di Fondazione Oltre il Labirinto –  Questo docufilm ha la grande ambizione di provare a creare un seme di insegnamento e amore per il prossimo nei giovani, a partire proprio dai banchi di scuola, luogo privilegiato di formazione per i ragazzi. Secondo l’Istat – prosegue Paganessi –  gli alunni disabili iscritti nelle scuole italiane sono oltre 250mila. Nettamente in aumento rispetto ai 160mila registrati nel 2006. Si tratta di un dato in crescita, con circa 10mila nuovi iscritti all’anno e il sostegno agli allievi con disabilità grave riconosciuta è ormai una emergenza nazionale.”

Alcuni dati: gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado sono 254.366: il 2,9% del totale della popolazione studentesca. In totale, nell’anno scolastico 2016/2017, il 43,3% delle classi aveva almeno un alunno disabile.

A Treviso, per l’anno scolastico 2017/2018, su 112.278 studenti, 2617 sono disabili (pari al 2,33%)

È la scuola primaria a registrare, in termini assoluti,  la presenza più elevata di alunni con disabilità, 90.845. Mentre è la scuola secondaria di I grado ad avere la più alta incidenza di disabili sul totale della sua popolazione studentesca, pari al 4%.

 

Il 93% degli alunni con disabilità frequenta le scuole statali che hanno una media di presenze, rispetto al totale della propria popolazione studentesca del 3,1% contro l’1,6% delle non statali.

 

Nel 96,1% dei casi la disabilità è di tipo psicofisico. Nella scuola di II grado il 23,6% delle studentesse e degli studenti con disabilità frequenta un liceo, il 26,6% un istituto tecnico e il 50% un istituto professionale.

Si celebra oggi, 3 dicembre, in tutto il mondo, la Giornata internazionale delle persone con disabilità. La Redazione de Il Nuovo Terraglio pubblica una riflessione di Mario Paganessi, direttore di Fondazione Oltre il Labirinto, associazione di Treviso che dal 2009 si occupa di assistenza a ragazzi affetti da autismo e alle loro famiglie

 

“Il 3 dicembre, in tutto il mondo, verranno organizzate diverse manifestazioni ed iniziative per celebrare la Giornata internazionale delle persone con disabilità, proclamata nel 1992 dalla Risoluzione 47/3 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

Dopo 26 anni è ancora importante porre il focus sul progetto iniziale che prevedeva il “rafforzare le persone con disabilità e garantire l’inclusione e l’uguaglianza”, ponendo al centro della riflessione e dell’azione globale il potenziamento delle persone con disabilità, nell’ambito di uno sviluppo che sia inclusivo, equo e sostenibile, come previsto dall’Agenda 2030, che si pone l’obiettivo di “non lasciare nessuno indietro” (leave no one behind).

 

Questo anno si parla di resilienza, ovvero di quella capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. È possibile? Qualcosa è cambiato? Persistono sacche di stigma e discriminazione verso i disabili? Siamo una società dove i governi, le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative, le istituzioni accademiche e il settore privato sono in grado di lavorare  come una “squadra” per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile?

 

Sono tutte domande semplici ma estremamente complicate per i perimetri che racchiudono a livello politico, geografico e di natura. 

 

Un’Europa a misura di disabile: ecco come l’Ue vuole garantire servizi accessibili per tutti.

 

In Europa circa 80 milioni di persone hanno un certo grado di disabilità. A causa dell’invecchiamento della popolazione si stima di arrivare a 120 milioni entro il 2020.

 

In Italia ci sono circa 4.360.000 di persone con disabilità, il 7,2% della popolazione italiana, la maggior parte dei quali ha più di 65 anni, con oltre 3 milioni di persone con gravi disabilità. Di queste solo un milione e centomila fruiscono di indennità di accompagnamento. Il 70% delle famiglie con persone con disabilità non fruisce di alcun servizio a domicilio. Meno di 7 disabili su 100 contano su forme di sostegno presso la propria abitazione. Ciò significa che nella maggior parte dei casi le famiglie gestiscono da sole ciò che i servizi non offrono, rinunciando a molto, spesso anche al lavoro. Meno di un disabile su cinque lavora. La spesa in protezione sociale per funzione disabilità in Italia è pari a 27,7 miliardi ovvero 1,7% del PIL contro la media europea che è di 2,1%.

 

Numeri, idee, proposte, paure, ostacoli, opportunità. Un calderone che rischia a volte di farci dimenticare la vera essenza, il vero obiettivo ovvero quello di garantire il diritto che ha ogni uomo e ogni donna disabile, in qualunque Paese del mondo, a una vita dignitosa garantendo di vedere riconosciuto il proprio desiderio e diritto di accoglienza e di autonomia.

 

In questo percorso ancora oggi gli ostacoli nascono dagli stessi attori; da un lato un legislatore e governatore incapace di gestire una progettualità avvalorante, condivisa e programmatica. Dall’altra un numero infinito di Enti autoreferenziali. Il 94,1% delle organizzazioni non profit italiane è stato costituito dopo il 1971 in risposta alla compressione delle funzioni svolte dallo Stato, raccogliendo l’eredità solidaristica dello Stato stesso. Interessante l’analisi di Giovanni Moro, sociologo, nel suo Contro il non profit (Laterza, 2014) ci racconta come è andata a finire. È successo che il terzo settore dell’economia, approfittando dell’alone di benemerenza che vi aleggia e del fatto che “non si spara sulla Croce Rossa”, si è strutturato in un magma economico che in tanti casi nulla ha a che vedere con l’interesse generale.

 

In varie parti del mondo esistono controlli a carico del non-profit ad esempio in UK troviamo la Charity Commission, in USA oltre all’equivalente inglese denominata Internal Revenue Service troviamo anche il Better Business Bureau che valuta le organizzazioni non-profit.

 

In Italia siamo ancora lontani e vediamo il prevalere di situazioni contrastanti ed illogiche, dove oltre al fiorire di Enti inutili da un punto di vista sociale, se non addirittura in contrasto con una missione non-profit, manca una vera rete progettuale in cui superare interessi di parte e poter essere attori di un cambiamento.

 

Purtroppo, ancora oggi, dobbiamo ripartire dal 1963 e da quanto espresso da John Fitzgerald Kennedy che dichiarava: “Se non siamo in grado di porre fine alle differenze, alla fine non possiamo aiutare a rendere il mondo sicuro di tollerare le diversità”.

 

Un convegno per affrontare le tematiche dell’accesso allo sport per soggetti con disabilità e delle relative tutele giuridiche previste per persone con disabilità (sia sportivi che non), sono state affrontate in un convegno organizzato nei giorni scorsi da AIGA Treviso (Associazione Italiana Giovani Avvocati), presieduta dall’avv. Valentina Billa, con il coinvolgimento di molti professionisti, associazioni, il Comitato Paralimpico Italiano e con il supporto della Fondazione AIGA Tommaso Bucciarelli.

 

“Una delle problematiche affrontate durante la serata è la mancata applicazione effettiva della normativa, pur esistente, sulle tutele giuridiche per persone con disabilità (ad esempio L. 67/2006), che spesso non è nemmeno conosciuta – dichiara l’avv. Elisa Davanzo, direttivo AIGA e organizzatrice del convegno – Altra questione rilevante attiene agli ausili e agli ostacoli per ottenere tali ausili anche alla luce dei costi (ad esempio una carrozzina costa 15000 euro). Su questo punto esistono due categorie di persone con disabilità, per così dire di serie A  e di serie  B: i primi ottengono gli ausili tramite l’INAIL senza sopportare i relativi costi, mentre i secondi tramite l’Inps beneficiano solo di uno sgravio fiscale. E’ necessaria dunque una normativa che uniformi ed equipari a 360 gradi le persone con disabilità e l’accesso a tali ausili”.

 

“E’ stato molto interessante affrontare il tema sport e disabilità non dal solito punto di vista socio-sanitario bensì dal lato giuridico, che ha fatto emergere come lo sport, e la possibilità di accedervi per le persone con disabilità, sia essenzialmente un diritto che, in quanto tale, se soddisfatto contribuisce alla piena integrazione dei disabili nella società – afferma Davide Giorgi, Consigliere Nazionale CIP Delegati Area Nord – Il diritto allo sport è spesso negato a causa delle barriere architettoniche, a difficoltà legate al trasporto e alla mobilità, alla limitazioni a volte poste dalle stesse società sportive, solo 3% dei disabili in Italia vi accedono. Gli avvocati hanno fornito strumenti e indicazioni specifiche su normative giuridiche che facilitano questo accesso e tutelano i diritti delle persone con disabilità, supportando anche le amministrazioni locali e le società alla loro applicazione”.

 

Negli anni, i casi di tutela giudiziaria  (in via generale per persone con disabilità e non solo di sportivi con disabilità) non sono stati molti perché la normativa,  pur esistente, non è sufficientemente conosciuta.
Dal 2006 ad oggi (12 anni) solo 60 persone con disabilità si sono rivolte a Tribunale Monocratico per ottenere la cessazione del comportamento discriminatorio e il risarcimento del danno.

 

L’estensione di tali tutele nell’ambito dello sport e disabilità ha visto grandi passi in avanti e in questo il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) ha svolto e svolge un ruolo fondamentale (specie da quando è divenuto un ente pubblico) – prosegue l’avv. Davanzo – Anche le paralimpiadi hanno contribuito a dare maggior visibilità agli atleti con disabilità e quindi a promuovere una campagna di sensibilizzazione (si è tenuta a Roma Tiburtina la giornata nazionale dell’orgoglio paralimpico con ospiti atleti paralimpici medagliati e non, e vari testimonial quali Bebe Vio e Alex Zanardi)”.

 

Anche le associazioni svolgono un ruolo fondamentale nell’accesso allo sport delle persone con disabilità, operando in sinergia con il CIP e, in tale senso, sono risultate significative le testimonianze, durante il convegno, di Eddy Bontempo, presidente UILDM Treviso e della squadra dei Treviso Bulls e Paolo Barbisan, presidente di PDM (Polisportiva Disabili Marca).

 

Tra i relatori anche l’avv. Massimo Rolla del foro di Perugia, segretario del dipartimento di Diritto Sportivo della Fondazione Aiga e il prof. Paolo Moro, docente di filosofia del diritto all’Università di Padova intervenuto sul tema diritto allo sport e etica dello sport.

 

Prima proiezione del docu-film prodotto dalla Fondazione Oltre il Labirinto

 

Questa è la breve ma fondamentale domanda a cui decine di persone hanno provato a rispondere davanti all’occhio neutrale della telecamera. Succedeva lo scorso dicembre e il set era stato allestito all’interno del Museo Bailo di Treviso, che ospita le opere di Arturo Martini e di Gino Rossi, artista, quest’ultimo, che ben conobbe la disabilità, nel suo caso psichica.

 

Da questo interessante esperimento sociale nasce il video racconto “Parole In-Superabili”, un lavoro nato per raccontare la disabilità attraverso parole, testimonianze, immagini e musica: un’idea della Fondazione Oltre il Labirinto, per la regia di Giacomo Ravenna.

 

La prima proiezione ufficiale avverrà giovedì 7 giugno, alle 20.30, nell’Auditorium di Palazzo Bomben (Fondazione Benetton).

 

 

“Sono state molte le persone che, di fronte a una telecamera, hanno superato il primo momento di imbarazzo per poi condividere pensieri e riflessioni sulla disabilità, e la cosa ci ha davvero emozionato – dichiara Mario Paganessi Direttore Fondazione Oltre il Labirinto – Negli anni passati abbiamo organizzato convegni in cui si è approfondito il tema da diversi punti di vista, interventi sul territorio, inclusione scolastica, sport e disabilità. Questa volta, invece, abbiamo voluto spostare l’attenzione sulla percezione e sull’idea del mondo disabili, ponendo una semplice e difficile domanda: “Cos’è la disabilità?”

 

 

 

Pochi giorni fa il neo insediato Governo ha dichiarato di voler istituire un ministero della Disabilità, sicuramente negli anni si sono fatti molti passi in avanti, nell’inclusione sociale, scolastica, sportiva, lavorativa. Ma continuiamo a chiederci se lo stigma che ha colpito le persone disabili in secoli di storia sia stato superato, se oggi il mondo sia sicuro di tollerare le diversità. Questo documentario racconta il vissuto di molte persone che la disabilità la vivono quotidianamente, insieme al pensieri di altri uomini e donne che sul tema hanno accettato di interrogarsi. Crediamo sia un esperimento sociale molto interessante.”

 

Il documentario, di sensibilizzazione e promozione sociale, è stato girato da Giacomo Ravenna e realizzato all’interno del Museo Bailo, a Ca’ Sugana e nelle realtà famigliari o di vita quotidiana di alcune persone di cui si racconta la storia.

 

 

In “Parole In-Superabili”, oltre alle decine di interviste realizzate all’interno del Museo Bailo, sono state raccolte le storie di Eddy, e dei Treviso Bulls, squadra di Weelchair Hockey di cui è fondatore, alcuni atleti dello Special Team di Gymnasium Centro Studi e Formazione Pordenone, una squadra di atleti con disabilità intellettive-relazionali, i ragazzi dell’associazione “Oltre quella sedia”, Cristiana mamma di Giampietro e Domenico, papà di Simone.

 

“Un racconto corale, dove le storie personali si intrecciano con quelle collettive, dove si racconta la storia della disabilità nel tempo, nell’arte, nel sentire comune. Ringraziamo il Comune di Treviso, che ha messo a disposizione di questa iniziativa il Museo Bailo, luogo così ricco di significato per la tematica che affrontiamo, Giacomo per aver diretto con sensibilità e competenza questo documentario, l’Associazione XI di Marca per esserci sempre a fianco e tutte le persone che hanno voluto partecipare. Speriamo di aver dato un piccolo contributo nel cammino quotidiano verso la conoscenza, l’inclusione e la consapevole bellezza della diversità racchiusa in ciascuno di noi – conclude Mario Paganessi.

 

 

 

La disabilità nel mondo e a Treviso

Nel mondo le persone disabili sono circa 1 miliardo.
In Europa sono 44 milioni i disabili in età lavorativa (tra i 15-64 anni) mentre in Italia sono circa 4,5 milioni le persone che vivono con una qualche forma di disabilità, di queste oltre 1,5 milioni in età lavorativa (18-60 anni).
Si stima che entro il 2047 la disabilità riguarderà 1 donna su 4 e 1 uomo su 6.
Nei tre distretti dell’Usl 2 Marca Trevigiana (Treviso, Pieve di Soligo e Asolo), gli adulti con disabilità in carico alle strutture sanitarie risultano essere 2.906, mentre i minori, compresi i non autosufficienti con assistenza scolastica, sono 2.610.

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