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La “sua” campagna, la guerra, i 5 figli e 22 nipoti 

 

100 anni e una grande passione per la sua terra che continua a falciare con la vecchia “falsa” così la chiama nonno Cesare che domenica prossima 19 luglio raggiungerà l’importante traguardo di un secolo di vita.
È ancora in gamba e vive con la moglie Giulia, di 94 anni, a Castelminio di Resana (TV). Si sono sposati esattamente 70 anni fa, il 30 novembre del 1949. “Ho combattuto la seconda Guerra mondiale e sono stato prigioniero nel campo di concentramento di Algeri” racconta ancor oggi ai suoi 22 tra nipoti e pronipoti. Storie di guerra che ora si leggono nei libri ma che nonno Cesare ha vissuto e che ha ancora ben vive nella sua memoria; storie di vita vera, quasi irreali “Per non morire di fame si mangiava anche erba, corteccia degli alberi e topi” scrive una nipote nella sua tesina d’esame di terza media dopo aver sentito i racconti del nonno.

 

Un altro ricordo indelebile di nonno Cesare, tanto da raccontarlo spesso a chi va a trovarlo, è quello di quando, durante la prigionia in Algeria, una guardia lo costrinse a stare al sole con due pesanti pietre in mano e se le avesse fatte cadere la guardia l’avrebbe fucilato.

Nonno Cesare non fece cadere le pietre!!

Dopo la liberazione, nel ’46, tornò in Italia ma, prima di rientrare a casa, fece tappa a Padova per andare a ringraziare di persona l’allora Padre Leopoldo perché le parole, dell’oggi Santo, che gli aveva detto prima di partire, durante la confessione, lo avevano protetto “Vai tranquillo segui quanto ti ho detto e porterai a casa la pelle”.
Ancora oggi nonno Cesare è molto devoto a San Leopoldo; lui e tutti i suoi familiari.

 

 

Domenica 19 luglio ci sarà una festa nell’ampio giardino dove abitano nonno Cesare e nonna Giulia. Sarà presente anche il sindaco del paese. È organizzata dai suoi nipoti e pronipoti che per l’occasione hanno scritto, per invitarlo alla festa di compleanno, anche al presidente Luca Zaia. Purtroppo il presidente non ci sarà ma nei giorni scorsi ha inviato una bellissima lettera di auguri che leggeranno domenica a voce alta, come piace a nonno Cesare. Naturalmente i nipoti fanno sapere che verranno rispettate tutte le norme di distanziamento sociale e chi si avvicinerà al nonno dovrà avere la mascherina. “Gli anziani sono le persone più fragili in questo periodo e anche il nonno, pur essendo in ottima salute, deve essere tutelato perché vogliamo che stia con noi ancora per tanto tempo. Ha ancora tante cose da raccontarci…”- fanno sapere i nipoti – Non vogliamo però togliergli la gioia di festeggiare un momento così importante. Anche perché non è escluso che voglia sfidare qualcuno a “ falsar a spagna come che se fasea ai bei tempi”.

 

Il nostro lettore Giuseppe Budicin ha condiviso con noi alcune note sull’Impresa di Fiume, comandata dal poeta soldato Gabriele D’Annunzio

 

Quest’anno ricorre il Centenario della Marcia di Ronchi e dell’Impresa di Fiume, comandata dal poeta soldato Gabriele D’Annunzio.

 

È risaputo che, il nucleo originario dei militari partecipanti all’azione fu un battaglione di Granatieri di Sardegna, in quel momento di stanza a Ronchi, vicino a Monfalcone.

 

Lì, il 31 agosto 1919, sette ufficiali dei Granatieri (i sette giurati di Ronchi) si riunirono in una stanzetta e prestarono solenne giuramento di liberare Fiume e di annetterla all’Italia.

 

La formula originale è la seguente:

In nome di tutti morti per l’Unità d’Italia, giuro di essere fedele alla causa santa di Fiume e di non permettere mai, con tutti i mezzi, che si neghi a Fiume l’annessione completa e incondizionata all’Italia. Giuro di essere fedele al motto: Fiume o Morte.

 

Da quel giorno, i sette furono chiamati “giurati”, i militari “legionari” e al nome Ronchi fu aggiunto “dei legionari”, come è l’attuale toponimo.

 

Primario protagonista e promotore dell’iniziativa fu il trevigiano Tenente dei Granatieri Riccardo Frassetto di Crocetta del Montello (Treviso). 

 

Fu lui ad andare a Venezia, alla Casa Rossa, a proporre e convincere D’Annunzio ad assumere il comando dell’Impresa e marciare su Fiume.

 

Fra D’Annunzio e il Frassetto si instaurò un rapporto fiduciario che andò oltre i 16 mesi della tragica avventura Fiumana e che durò fino alla morte del Vate, nel 1938. Molti e importanti gli incarichi che il Comandante affidò all’allora tenente Frassetto fra cui “Ufficiale addetto alla sua persona, per incarichi speciali” e “Primo e unico comandante della Legione di Ronchi.

 

È di Riccardo Frassetto il libro I Disertori di Ronchi del 1926, che D’annunzio approvò, e scrisse: Grazie per il tuo bel libro. Caro Riccardo, ora sei autore fra gli autori.

 

Ancora oggi, il testo de I Disertori di Ronchi è considerato il più attendibile sull’Impresa di Fiume ed è consuetudine degli storici e degli scrittori di consultarlo per la sua affidabilità nella descrizione dei fatti e antefatti della sofferta fase preparatoria. 

 

Le due opere saranno presentate a Treviso il prossimo settembre

Il volume è in corso di ripubblicazione anastatica da parte di Antiga Edizioni e sarà disponibile a partire dai primi giorni di settembre insieme a un libretto scritto dai nipoti titolato Zio Riccardo. La vita, la storia, le imprese.

 

 

Nel pomeriggio di sabato 28 settembre, presso l’Auditorio della Provincia di Treviso, ci sarà la presentazione ufficiale delle due opere, con un importante evento e con un relatore, scrittore e storico, di chiara fama. 

 

Dei violini allieteranno il pomeriggio con musiche di Chopin e Liszt, care a D’Annunzio, mentre un attore leggerà alcuni significativi passaggi dei due libri. Un rinfresco e un brindisi chiuderà la giornata.

 

 

Grande festa a Trieste, in Piazza Unità e Municipio

Sono molte le manifestazioni e le cerimonie che si terranno in tante città italiane, in memoria di una Impresa che molti studiosi e storici interpretano come l’ultimo atto del Risorgimento Italiano.

 

La mattina di mercoledì 11 settembre 2019, a Trieste, in Piazza Unità e in Municipio, i Granatieri di Sardegna organizzano una conferenza e una mostra di fotografie e di inediti documenti dei Granatieri.

Il titolo: “D’Annunzio e i Granatieri-Fiume, l’amore per una città”.

Saranno presenti le autorità civili e militari e tutte le armi con labari, gagliardetti e medaglieri.

 

Nel pomeriggio del successivo giovedì 12 settembre, al monumento dedicato all’Impresa di Fiume, a San Polo di Monfalcone, sarà organizzata una cerimonia solenne per celebrare il Centenario della Marcia di Ronchi.

 

Ci sarà una sfilata di militari e di automezzi d’epoca, alla presenza dei sindaci delle città a quel tempo coinvolte e delle massime autorità sia venete che friulane.

È dato sapere che il monumento fu inaugurato nel 1960 e che l’oratore ufficiale fu il Giurato Riccardo Frassetto.

 

Sono brevi premesse che hanno l’intendimento di ricordare con riconoscenza tutti i legionari veneti, trevigiani e non, che parteciparono con il Tenente Frassetto e con gli altri giurati all’Impresa di Fiume e che rischiarono la loro vita in ragione dei propri ideali, per amor di Patria e per alto senso di giustizia.

 

 

Giuseppe Budicin, Fiumano 

 

 

Fotografie gentilmente concesse da Giorgio Frassetto

Inizia il conto alla rovescia per l’evento che domenica 11 novembre commemorerà i 100 anni dalla fine della Grande Guerra: iscritte 25 staffette assolute e 65 giovanili. Partenza alle 9.30 da Colfosco di Susegana e arrivo all’Isola dei Morti seguendo il corso del Piave

 

Si sono iscritte in novanta: novanta staffette per commemorare, domenica 11 novembre, con un grande evento podistico, i 100 anni dalla fine della Grande Guerra.

 

“Abbiamo registrato l’adesione di 25 staffette assolute e 65 giovanili – spiega Oddone Tubia, presidente del Comitato provinciale della Fidal e responsabile organizzativo della manifestazione -. Siamo soddisfatti: dal punto di vista organizzativo tutto procede per il meglio e l’adesione delle società dimostra che il messaggio è stato recepito: sarà una gara, ma soprattutto un percorso della memoria, nel cuore di un territorio che un secolo fa fu teatro di un evento tragico, costato migliaia di morti”.

 

La Staffetta del Centenario avrà uno sviluppo complessivo di 15,5 chilometri. Cinque le frazioni, tutte di lunghezza diversa. La partenza avverrà alle 9.30 a Colfosco di Susegana, in prossimità della statua del Cristo. Il primo cambio, dopo 3,5 chilometri, sarà a Sant’Anna di Susegana, all’inizio del rettilineo che porta a Falzè di Piave. Il secondo passaggio di testimone, dopo 3,1 chilometri, avverrà in piazza Arditi a Falzè di Piave. Il terzo cambio, dopo una frazione di 3,5 chilometri, è previsto in piazza Martiri della Libertà a Sernaglia della Battaglia. Il quarto e ultimo passaggio di testimone, dopo altri 2,5 chilometri, sarà davanti al municipio di Moriago della Battaglia.

 

La quinta frazione si svilupperà sulla distanza di 2,9 chilometri e il traguardo sarà all’interno dell’Isola dei Morti, l’area naturalistica e monumentale di particolare suggestione, in cui tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 1918 si sviluppò l’offensiva della Battaglia della Vittoria, che portò alla conquista di Vittorio Veneto e alla fine della Grande Guerra. L’Isola dei Morti ospiterà anche le staffette giovanili: le categorie esordienti, ragazzi, cadetti e allievi si sfideranno su un percorso ridotto, con uno sviluppo di 600 metri, a partire dalle 10.30.

 

La Staffetta del Centenario è organizzata dal Comitato provinciale della Fidal, con il supporto delle amministrazioni comunali di Susegana, Sernaglia della Battaglia e Moriago della Battaglia, delle sezioni Anadi Conegliano e Valdobbiadene e degli Artiglieri della provincia di Treviso.

 

La manifestazione sarà accompagnata da momenti di rievocazione storica, con il sorvolo degli aerei della Jonathan Collection e la presenza di figuranti con le divise militari dell’epoca.  Gli iscritti riceveranno la t-shirt ufficiale dell’evento e una medaglia che rappresenterà un pezzo unico, da collezione. Lungo il Piave, domenica, si correrà davvero nella Storia.

Cento anni dalla fine della Grande Guerra e una staffetta per commemorare quei tragici eventi che sul Piave provocarono morte e distruzione. Il conto alla rovescia è partito: si correrà domenica 11 novembre, una settimana dopo la giornata simbolo delle celebrazioni per il Centenario della fine del primo conflitto mondiale.

 

Sarà una gara a tutti gli effetti, inserita anche nel calendario federale, ma rappresenterà soprattutto un momento di valorizzazione degli aspetti storici ed educativi legati a un territorio che, giusto un secolo fa, fu teatro di eventi tragici, costati migliaia di vittime.

 

La Staffetta del Centenario – questo il nome dell’evento – si svilupperà per una quindicina di chilometri, correndo in parallelo al corso del Piave. Cinque le frazioni previste, tutte di lunghezza diversa. La partenza sarà a Colfosco, in prossimità della statua del Cristo. Il primo cambio avverrà all’inizio del lungo rettilineo che porta a Falzè di Piave. Il secondo passaggio di testimone sarà in piazza a Falzè di Piave, il terzo in piazza a Sernaglia della Battaglia, il quarto e ultimo a Moriago della Battaglia.

 

Di particolare suggestione l’arrivo, che sarà posizionato nell’Isola dei Morti, l’area naturalistica e monumentale dove tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 1918 si sviluppò l’offensiva dellaBattaglia della Vittoria, che portò alla conquista di Vittorio Veneto e alla fine della Grande Guerra.

 

La Staffetta del Centenario verrà organizzata dal Comitato provinciale della Fidal, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali di SuseganaSernaglia della Battaglia e Moriago della Battaglia, dellesezioni Ana di Conegliano e Valdobbiadene e degli Artiglieri della provincia di Treviso, e sarà aperta agli atleti del settore assoluto e delle categorie master. C’è anche un precedente storico. Mezzo secolo fa, nel 1968, in occasione del cinquantesimo anniversario della fine della Grande Guerra, lungo il corso del Piave si svolse una staffetta organizzata dal Csi. Il percorso della gara dell’11 novembre sarà lo stesso.

 

Non mancheranno momenti di rievocazione storica, con il sorvolo di aerei d’epoca. Mentre nella zona d’arrivo sarà organizzata una staffetta per le categorie giovanili, su un percorso ridotto di 600 metri. Le iscrizioni delle squadre sono già aperte nel portale Enter Now. I primi cinquecento iscritti riceveranno la t-shirt ufficiale dell’evento e una medaglia che rappresenterà un pezzo unico, da collezione. Lungo le sponde del Piave, l’11 novembre, si correrà davvero nella Storia. Emozioni garantite.

 

La Canzone del Grappa, il Ponte di Bassano, il Forte di Primolano, il Grappa, il Tomba e il Monfenera: i colli veneti sono il teatro principale della Grande Guerra e proprio qui – nel centenario della fine del conflitto – si svolgerà un grande giro celebrativo.

 

La MotoAdunata si terrà la seconda settimana di ottobre, precisamente il 12, il 13 e il 14, lungo quello che fu il sanguinoso fronte della Grande Guerra, dall’Altopiano di Asiago attraverso Primolano e il Grappa fino al Piave, al Montello e alla Strada dei Cento Giorni che porta al Passo San Boldo.

 

Il piatto forte è certamente il motogiro di domenica, particolarmente suggestivo ed emozionante, accompagnato dalle note della “Canzone del Grappa”, suonata da una banda davvero speciale, ma anche la cena dell’amicizia di sabato – con appassionati provenienti da Austria e Germania – avrà un sapore speciale.

 

Dal 20 agosto è possibile iscriversi. La partecipazione a questo spettacolare motogiro è gratuita (ma obbligatoria), con la possibilità di lasciare un’offerta libera.

Una quota sarà richiesta come iscrizione a chi desidera fermarsi a pranzo al termine del tour.

 

Per maggiori informazioni, si prega di contattare il sito.

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