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È risaputo che le api siano delle grandi lavoratrici e che uno dei loro compiti è quello di produrre il “nettare degli dei”, ovvero il miele.
Ma a quanti di noi è nota la pappa reale, anch’essa prodotta dalle api?
La pappa reale è una secrezione prodotta dalle ghiandole ipofaringee e mandibolari delle api operaie per l’alimentazione e lo sviluppo delle giovani larve, che diventeranno poi regine. A differenza del cibo che sarà consumato dalle api operaie, la pappa reale contiene un quantitativo inferiore di acqua, molti più zuccheri, proteine e sali minerali. Si presenta come una sostanza cremosa di colore bianco o giallastra.
Sin dall’antichità viene consumata in tutto il mondo, in quanto considerata un alimento funzionale, grazie, soprattutto, alla sua composizione chimica che prevede:
50-70% di acqua
7-21% di zuccheri (fruttosio e glucosio, quelli maggiormente presenti)
8-9% di proteine
7-18% di acidi grassi
1-2% di sali minerali (sodio, zinco, potassio, fosforo, calcio, magnesio, ferro) e vitamine.

 

I popoli prima di noi utilizzavano la pappa reale spesso per vari scopi.
Gli scienziati di oggi si sono chiesti perché e quindi, per placare la nostra sete di informazioni, hanno condotto diversi studi su di essa. La pappa reale risulta essere coinvolta nei processi di anti-invecchiamento, antiossidanti, ipolipemizzante e anti-infiammatori.
Sono stati condotti degli studi sui ratti – quindi ancora da verificare sull’uomo – che hanno dimostrato come la pappa reale sia coinvolta anche nella prevenzione della malattia di Alzheimer, in quanto previene la perdita neuronale.

 

La presenza di polifenoli rende la pappa reale un alimento con attività antiossidante. Proprio quest’ultima proprietà è stata ultimamente oggetto di studi scientifici, che la renderebbero un alleato importante nel trattamento dello stress ossidativo e, in secondo luogo, nel diabete di tipo 2. Da questo studio è emerso come la pappa reale possa influenzare positivamente l’insulino-resistenza, attraverso il suo effetto antiossidante e che quindi può portare ai pazienti diabetici innegabili benefici.

 

Uno dei principali scopi per cui gli antichi utilizzavano la pappa reale era la guarigione di ferite. Infatti essa aumenta l’attività dei fibroblasti e degli sfingolipidi e, in più, svolge il ruolo di vasodilatatore.
Attualmente l’industria cosmetica la utilizza per prevenire l’invecchiamento delle pelle, causato dall’esposizione ai raggi UV promuovendo la produzione di collagene, quindi è sempre più frequente trovare creme a base di pappa reale.
Nella letteratura scientifica si intravedono i primi studi in cui si attribuisce alla pappa reale una proprietà antibatterica e che rappresenterebbe un punto di partenza per la formulazione di nuovi prodotti terapeutici e farmacologici…
Attendiamo con ansia i nuovi risultati, nel frattempo consumiamola senza problemi!

Se non vi è mai capitato di andare in Sicilia o di poter assaggiare un dolce a base di mandorle, non riuscirete mai a capire cosa vi siete persi.
Le mandorle, con la loro nota fresca e profumata, sono un alimento ricco di proprietà e, da sempre, presenti nella dieta mediterranea.
L’albero del mandorlo è originario dell’Asia centro-occidentale e venne introdotto nelle regioni mediterranee in epoca molto antica. La sua fioritura avviene da dicembre a marzo, ma, naturalmente, ciò può variare in base alla località e all’andamento climatico.
Le mandorle sono ricche di nutrienti come vitamina E, proteine, acidi grassi mono e polinsaturi, calcio, magnesio, potassio e fibre alimentari, tutti utili per un buon funzionamento dell’apparato cardiovascolare. Vi sono forti evidenze cliniche che dimostrano l’effetto benefico delle mandorle nella gestione dei lipidi (quindi grassi) nel nostro sangue.

 

In circa 100 g di mandorle possiamo trovare:
579 kcal
4,41 g di acqua
21,15 g di proteine
49,93 g di lipidi in totale
12,5 g di fibra
4,35 g di zuccheri.

 

Negli anni, per verificare gli effetti benefici di un consumo regolare di mandorle, sono stati eseguiti vari studi. Uno studio recente ha evidenziato come l’assunzione giornaliera di 30 g di mandorle abbia effetti positivi sulla riduzione di colesterolo, trigliceridi e LDL presenti nel nostro sangue, anche se non ha dimostrato avere un impatto significativo sui livelli di HDL. Lo stesso studio ha inoltre mostrato che le mandorle sono coinvolte nella riduzione dell’accumulo di grasso addominale, che è noto essere un fattore nella sindrome metabolica. Inoltre si è scoperto che un consumo di mandorle prima di un pasto può ridurre la massa grassa corporea.
Presentando un basso indice glicemico, le mandorle sono coinvolte nella riduzione di insorgenza del diabete. Ecco perché sarebbe meglio preferirle per una merenda sana, invece di assumere, ad esempio, biscotti.
Nell’industria cosmetica spesso vengono utilizzate parti della mandorla non commestibili. La pelle e il guscio della mandorla sono, infatti, ricchi di composti antiossidanti che, nello specifico, prendono il nome di composti fenolici. Quest’ultimi sono importanti molecole che agiscono contro gli effetti dannosi dei raggi UV e dell’ossigeno.

È possibile combinare un pasto salutare a una gita fuori porta o a una giornata di lavoro senza dover ricorrere ai soliti panini o tramezzini?

Assolutamente sì e senza dover rinunciare al gusto!

 

 

Oggi metteremo sotto la lente d’osservazione alcuni cereali e pseudo tali che si possono utilizzare per preparare delle ottime insalate fredde quest’estate da mangiare soprattutto durante la pausa pranzo del lavoro.

 

Farro. Il farro è un grano utilizzato fin dall’antichità che ultimamente spopola in tutta Europa proprio per le sue proprietà benefiche. Esso contiene un quantitativo di fibra pari a 2,64 g su 100 g, tanto da essere in grado di controllare la glicemia. A svolgere quest’ultima funzione sono, in particolare modo, i β-glucani. Altre componenti importanti presenti nel farro sono le lecitine (molecole che fanno parte del gruppo delle proteine) che, non essendo completamente digerite, rimangono attive in tutto il tratto gastrointestinale.

 

Orzo. La coltivazione dell’orzo occupa circa un quinto della coltivazione mondiale e occupa un ruolo importante nell’alimentazione mondiale. L’orzo è considerato un alimento nutraceutico, anch’esso contiene β-glucani, composti fenolici e le vitamine del gruppo B. Per i suoi composti fenolici l’orzo è un alimento dall’alto valore antiossidante.

 

Segale. La segale è un cereale molto consumato in Europa. La parte esterna del cereale, la crusca, presenta dei componenti bioattivi che sono in grado di interagire con il metabolismo degli acidi grassi e, quindi, portare benefici alla nostra salute. Come molti cereali, la segale è fonte di fibra, in particolar modo di arabinoxilani. In 100 g di segale non raffinata possiamo trovare ben 16,9 g di fibra.

 

Quinoa. Tra gli scaffali dei nostri supermercati la quinoa ha oramai acquisito un ruolo di protagonista, questo soprattutto per le sue innegabili proprietà nutraceutiche. Nella sua composizione chimica troviamo: carboidrati a basso indice glicemico, proteine ad alto valore biologico, vitamine (B1, B2, PP, E) e minerali (magnesio, potassio, zinco, manganese). Per il suo aspetto potremmo classificarla come un cereale: di fatto non lo è! L’elevato contenuto di proteine fa sì che essa sia un ottimo alleato nelle diete vegetariane e vegane.

 

Avena. La caratteristica principale dell’avena, dal punto di vista nutrizionale, è il fatto di essere molto equilibrata. L’avena integrale contiene, infatti: 11-15% di proteine, 60% di amido, 6-9% di lipidi, 3-8% di fibra, minerali (calcio e ferro) e vitamina (B1, B2 e PP). L’avena è arrivata recentemente sulle nostre tavole attraverso muslei, pane, porridge, biscotti e alimenti per l’infanzia, in quanto offre un alto contenuto di fibra.

 

Dopo aver scoperto insieme le proprietà  di questi alimenti non possiamo far altro che sbizzarrirci in cucina per condirli.

Un consiglio? Fate spadellare delle verdure come asparagi, melanzane, zucchine, pomodorini e carote con uno/due cucchiai di olio e poi aggiungete il cereale o il pseudo cereale che avrete acquistato. Ottenere così un gustoso piatto veloce, facile da portare durante le vostre giornate fuori casa e comodo da conservare in frigo per due/tre giorni…ma, soprattutto, pieno di sostanze benefiche che aiutano il nostro organismo!

Attraverso il massaggio i genitori stimolano tutti i sensi del bambino e favoriscono l’interazione, l’attaccamento e la crescita

 

“I bambini imparano quello che vivono e diventano ciò che sentono. Attraverso il massaggio, i genitori stimolano tutti i sensi del bambino e favoriscono l’interazione, l’attaccamento e la crescita”.

 

Lo Studio i 5 Sensi – il coworking del benessere, organizza un corso di massaggio infantile, con l’obiettivo di rendere consapevoli e diffondere i benefici che esso apporta alla crescita e allo sviluppo del bambino.

Il massaggio del bambino è un’antica tradizione, presente nelle culture di molti paesi, che si è diffusa in tutto il mondo. L’evidenza clinica e ricerche recenti hanno confermato l’effetto positivo del massaggio sullo sviluppo e sulla maturazione del bambino a diversi livelli (rilassamento, stimolazione, sollievo, interazione e attaccamento) e sul benessere del genitori.

 

Il massaggio favorisce infatti il legame di attaccamento e rafforza la relazione genitore bambino, promuovendo uno stato di benessere e di rilassamento in entrambi. Inoltre, facilita la conoscenza delle varie parti del corpo, contribuendo nel bambino allo sviluppo di una sana immagine di sé.

 

Infine è semplice, pertanto ogni genitore può apprenderlo facilmente, ed è flessibile, poiché può adattarsi alle esigenze del bambino fin da piccolo e durante le varie fasi della sua crescita.

 

Il corso si terrà domani mattina, dalle 10 alle 12, in piazza allArma di Cavalleria, 5, di Casale sul Sile.

 

Per informazioni:

3278164937

Evento Facebook

Un olio ricchissimo di vitamina E ottenuto dalla spremitura a freddo e senza solventi della parte nobile del chicco di grano, che, qualora sia indicato con chiarezza sulla confezione, può essere assunto come integratore alimentare a effetto ipocolesterolemizzante nel controllo del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue.

 

Molto più spesso viene utilizzato sulla pelle di viso e corpo o come cura per i capelli sfibrati. Vediamo più nel dettaglio i suoi usi:

 

VISO
– Come siero applicato in un leggero strato tutte le sere dopo la pulizia del viso, ottimo come antiossidante e per contrastare l’invecchiamento cellulare.
– Come maschera (1 o 2 volte a settimana) applicare un generoso strato sul viso quindi risciacquare dopo 15-20 minuti.

 

CORPO
– Per idratare le pelli stressate dopo esposizione al sole (anche per trattare scottature) o le pelli più esigenti che tendono a arrossarsi.
– Durante la gravidanza per prevenire le smagliature, essendo ricco di vitamina E favorisce la rigenerazione tissutale.

 

CAPELLI
– Come impacco prima dello shampoo per capelli sfibrati, secchi o trattati.

 

UNGHIE
– Per le unghie fragili che tendono a rompersi massaggiare un paio di gocce di olio tutte le sere. Come sempre vi consiglio di comprare un olio puro privo di profumazioni, in tal modo lo potrete utilizzare in molti modi diversi, potrete sempre impreziosirlo e profumarlo con oli essenziali puri scelti tra le vostre profumazioni preferite o per trattare una problematica specifica.

 

Chiara Gallo

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