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“Guardatelo bene. Ha un aspetto umano, ma è un punto esclamativo pervaso d’energia, venuto dallo spazio. Si chiama Igor Cassina, signori. Si chiama Igor Cassina. E non ce n’è per nessuno”.

 

Era il 23 agosto 2004, quando ad Atene Cassina vinceva l’oro olimpico nella sbarra (la cinquecentesima medaglia olimpica conquistata dall’Italia), realizzando un’impresa mai riuscita prima a un ginnasta italiano. Le parole del telecronista Andrea Fusco accompagnarono Cassina sul gradino più alto del podio olimpico.

 

Lì il ginnasta di Meda entrò nella leggenda. Nel suo palmarés, l’oro olimpico, ma anche un argento e un bronzo mondiale, un argento e due bronzi europei, oltre a gloria imperitura per aver inventato un esercizio particolare, un Kovacs teso con avvitamento a 360° sull’asse longitudinale, che la Federazione internazionale ha ufficialmente chiamato “movimento Cassina”.

 

 

 

Chi è Igor Cassina

Igor, ormai trevigiano d’adozione (vive a Paderno di Ponzano con la fidanzata Valentina), ha chiuso la carriera nel 2011, abbracciando nuove sfide sportive e professionali. È anche per questo che giovedì 25 aprile sarà al via della 48^ edizione della Duerocche, la grande classica del podismo di primavera che si svilupperà sulle colline tra Cornuda e Asolo. Tra i cinque percorsi previsti – quattro dedicati alla corsa e uno al nordic walking – Cassina ha scelto quello da 12 chilometri.

 

“Da qualche anno mi sono avvicinato alla corsa, grazie a mia sorella Mara che mi ha spinto a correre una maratona – spiega l’ex ginnasta, ora 42enne -. Mi piace e mi affascina mettermi in gioco in nuove sfide. La corsa, in particolare, richiede un approccio e una preparazione totalmente differente da quello della ginnastica. Correre mi permette di stare all’aperto e mi rende libero. La Duerocche sarà un’altra bellissima esperienza”.

 

La sua storia – i mille volti di un campione (ginnasta, innovatore, ma anche allenatore, insegnante e maratoneta) – è raccontata nel libro “Igor Cassina. Il ginnasta venuto dallo spazio”, dedicato a Filippo, un giovane sportivo strappato troppo presto alla vita da un male crudele.

 

Un’altra piccola, grande pagina sarà scritta giovedì 25 aprile alla Duerocche, nell’anno del quindicesimo anniversario di un oro olimpico entrato nella storia. Sarà bello vedere Cassina idealmente affiancato, sulla linea di partenza, ai tanti campioni del trail azzurro (un nome su tutti, la regina del Monte Bianco, Francesca Canepa) annunciati al via della Duerocche 2019.

 

 

Per iscriversi

Con la chiusura della procedura d’iscrizione online, le adesioni alle quattro prove podistiche della Duerocche (48, 21, 12 e 6 chilometri) continueranno a essere raccolte martedì 23 e mercoledì 24 aprile alla palestra comunale Palapace (già sold out, invece, la prova sui 14 chilometri riservata ai praticanti del nordic walking, sul tragitto della Duerocche storica, da Asolo a Cornuda). Quest’anno, per la prima volta, non sarà invece possibile iscriversi alla Duerocche nella mattinata della gara.

 

 

La partenza

La partenza sarà in via della Pace (zona impianti sportivi sportivi) a Cornuda; alle 7.15 la 48 km, alle 9 la 21 km, alle 9.30 la 6 e la 12 km. Avvio libero, invece, dal centro di Asolo, per la Passeggiata Storica dedicata al Nordic Walking. Spettacolo garantito. Le iscrizioni nei giorni scorsi hanno raggiunto quota 4.000.

 

La storica azienda di Asolo si conferma per il sesto anno consecutivo Main Sponsor del classico evento del 25 aprile: a Cornuda la fuoriclasse valdostana che nel 2018 è diventata la prima italiana a vincere il mitico Ultra-Trail du Mont-Blanc

 

La Duerocche continua a correre con Scarpa®. L’azienda di Asolo, tra i leader mondiali nella produzione di calzature da montagna e per l’attività outdoor, anche nel 2019 sarà Main Sponsor del classico evento trevigiano del 25 aprile. Per la Duerocche è un connubio ormai consolidato, che si rinnova per il sesto anno consecutivo.

 

“Scarpa® continua a sostenere la Duerocche e lo fa con convinzione, nel ruolo di Main Sponsor – spiega Diego Bolzonello, amministratore delegato di Scarpa® –. Questo evento rappresenta la più importante competizione di trail running di tutto il Veneto, con una grandissima partecipazione e una sinergia assoluta con il territorio. Inoltre è una gara ‘di casa’, nella nostra regione, e siamo contenti di poterlo ‘firmare’ anche per l’edizione 2019”.

 

Quest’anno alle Duerocche anche Francesca Canepa

La Duerocche, con la sua ampia zona espositiva, sarà anche l’occasione per scoprire i nuovi prodotti di Scarpa® dedicati all’Alpine Running per la collezione Spring-Summer 2019. Non solo: grazie a Scarpa®, quest’anno arriverà alle Duerocche una fuoriclasse di valore mondiale: Francesca Canepa, l’atleta che a settembre del 2018 è diventata la prima italiana a vincere il leggendario Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB), il giro del massiccio del Monte Bianco (172 chilometri con oltre 10.000 metri di dislivello positivo).

 

“Sarà la prima volta per me a questo evento, e finalmente visiterò l’area dove Scarpa® progetta le calzature con cui corro – commenta Francesca Canepa, che proprio con il modello Spin del brand ha vinto l’UTMB 2018 –. Sono contenta di essere alla Duerocche perché è una gara storica con un percorso incredibile e molto scenografico. Sono sicura che sarà una grandissima giornata di sport per tutti: runner e famiglie”.

 

 

Classe 1971, di Courmayeur, psicologa, ex baby-ballerina diventata prima snowboarder e poi runner estrema con un talento fuori dall’ordinario, Francesca Canepa è un autentico mito per gli appassionati di ultratrail. Il suo palmarés è impressionante: basta ricordare le due vittorie nel massacrante Tor des Géants (330 km) per comprendere il valore di questa valdostana di ferro. Che l’anno scorso, con la vittoria all’Ultra-Trail du Mont-Blanc, ha raggiunto un risultato senza precedenti per un’atleta italiana, chiudendo davanti a tutte, dopo 26 ore di corsa tra le montagne di Francia, Svizzera e Italia, una gara che resterà nella storia.

 

 

Il percorso e le prove

Il 25 aprile, in occasione della Duerocche, sui sentieri che si sviluppano tra le colline tra Asolo e Cornuda, si svolgeranno cinque diverse prove. Gli appassionati di trail potranno scegliere tra due gare: la 48 km, con 2.300 metri di dislivello, e la 21 km, con 1.000 metri di dislivello. Previsti inoltre i due classici percorsi cross country di 6 e 12 km, aperti a tutti, e la prova sui 14 km, dedicata al nordic walking, che percorrerà il tragitto della Duerocche storica, da Asolo a Cornuda.

 

Per ragioni organizzative, l’insieme delle cinque prove avrà un numero programmato di partecipanti. Seimila in totale, così suddivisi: 400 nella 48 chilometri, 700 nella 21 chilometri, 500 nella Passeggiata Storica, 4.400 nelle due prove aperte a tutti.

 

Nessun dubbio che anche l’edizione 2019 arriverà al tetto di iscritti. Il consiglio è di prenotare il proprio pettorale al più presto. Anche perché – piccola, grande rivoluzione – nessuna delle cinque prove, neppure le due più brevi, quest’anno prevede la possibilità di iscriversi nella mattinata dell’evento. La presenza della star Francesca Canepa sarà un motivo in più per non mancare.

Di corsa, tutti assieme, sui sentieri che percorrono le colline di Asolo e Cornuda. La Duerocche lancia un ciclo di allenamenti collettivi in vista del grande appuntamento del 25 aprile.

 

Il primo appuntamento di #roadtoduerocche – questo l’hashtag di riferimento – è oggi, domenica 3 marzo. Il programma della mattinata prevede un’uscita di circa 2 ore su un percorso di 16 km, con dislivello positivo di 550 metri.

 

“L’obiettivo è duplice: testare forma e materiali, ma anche andare alla scoperta dei sentieri su cui si svilupperà la gara del 25 aprile”, spiega il presidente del comitato organizzatore della Duerocche, Carlo Fabris. “Gli incontri prevedono, di volta in volta, la partecipazione di partner tecnici: Alessio Camilli (4Performance) darà indicazioni e suggerimenti per preparare al meglio le gare di trail, Passsport Store effettuerà test sui materiali, Polar metterà alla prova la nuova linea di cardiofrequenzimetri, PharmaSport svolgerà valutazioni sulla massa corporea”.

 

Il secondo incontro si svolgerà domenica 17 marzo a Maser, con ritrovo alle 9 nel parcheggio del bar De Gusto (previsto un percorso di 14 km, con 700 metri di dislivello positivo). Il terzo e ultimo appuntamento si terrà invece  venerdì 29 marzo, in orario serale (ritrovo alle 19.30), con ritrovo dietro il Comune di Cornuda (percorso di 11 km, con dislivello positivo di 500 metri). La partecipazione ai tre incontri è libera e gratuita e, alla fine di ogni allenamento, ci sarà il sempre apprezzato terzo tempo.

 

 

 

Con #roadtoduerocche inizia così ufficialmente il percorso d’avvicinamento alla 48^ edizione della grande corsa del 25 aprile che rappresenta l’evento outdoor più significativo nel cuore del distretto mondiale dello Sportsystem.

 

 

Quel giorno, i sentieri sulle colline tra Asolo e Cornuda ospiteranno cinque diverse prove, che ricalcheranno i contenuti dell’edizione 2018. Gli appassionati di trail potranno scegliere tra due gare: la 48 km, con 2.300 metri di dislivello, e la 21 km, con 1.000 metri di dislivello. Previsti anche i due classici percorsi cross country di 6 e 12 km, aperti a tutti, e la prova sui 14 km, dedicata al nordic walking, che percorrerà il tragitto della Duerocche storica, da Asolo a Cornuda.

 

 

 

 

 

 

Per ragioni organizzative, l’insieme delle cinque prove avrà un numero programmato di partecipanti. Seimila in totale, così suddivisi: 400 nella 48 chilometri, 700 nella 21 chilometri, 500 nella Passeggiata Storica, 4.400 nelle due prove aperte a tutti.

 

Nessun dubbio che anche l’edizione 2019 arriverà al tetto di iscritti. Il consiglio è di prenotare il proprio pettorale al più presto. Anche perché – piccola, grande rivoluzione – nessuna delle cinque prove, neppure le due più brevi, quest’anno prevede la possibilità di iscriversi nella mattinata dell’evento. Lunedì 4 marzo, intanto, è l’ultimo giorno utile per iscriversi alla due gare trail (48 e 21 km) e alla prova di nordic walking (14 km) utilizzando la quota agevolata. Meglio approfittarne.

 

 

 

 

ABOUT DUEROCCHE

La Duerocche è nata nel 1972 per iniziativa di un gruppo di appassionati della corsa. Giunta alla 48^ edizione, è una delle manifestazione podistiche più longeve del Triveneto e si svolge ogni anno nella stessa data: il 25 aprile. Il nome deriva dai luoghi di partenza e di arrivo che caratterizzavano il percorso originario: la Rocca monumentale di Asolo e il Santuario della Madonna della Rocca di Cornuda. Siamo nel cuore della Marca Trevigiana e la Duerocche coniuga al meglio le caratteristiche di un territorio unico: gli splendidi scorci naturali e le tradizioni di una terra che ha scritto pagine importanti della nostra storia. Cinque i percorsi: 6 e 12 chilometri per tutti, 14 chilometri per il Nordic Walking, 21 e 48 chilometri per gli appassionati di trail. Nelle ultime stagioni, la Duerocche ha conosciuto una progressiva crescita di presenze, passando dai 1.700 partecipanti del 2006 agli oltre 6.000 del 2018, record assoluto di partecipazione. Oltre 50 mila gli atleti che hanno preso parte alla Duerocche dal 2006 ad oggi, a testimonianza di un evento ormai imperdibile per moltissimi appassionati provenienti da tutto il Nord Italia, e non solo.

Evento a ingresso libero a gratuito 

Domani, martedì 29 gennaio, CNA Asolo ospita CultAround, la startup innovativa nata con l’obiettivo di far conoscere gli eventi culturali grazie a una piattaforma digitale esclusivamente dedicata. Unica in Italia, CultAround si propone di suggerire all’utente gli eventi culturali migliori, allineando l’offerta alle caratteristiche, agli interessi e alle disponibilità di tempo.

 

L’incontro, a ingresso libero e gratuito, si terrà alle 20.30 presso la sede della CNA di Asolo in viale Enrico Fermi 37.

 

È un’occasione per conoscere questa giovane realtà imprenditoriale che dà a soggetti privati e giuridici l’opportunità di investire nel suo business tramite l’equity crowdfunding, una modalità di raccolta fondi autorizzata dalla CONSOB e rivolta a chi vuole investire in un’azienda in crescita, ricevendo in cambio quote societarie e ottenendo un beneficio fiscale del 40% sul capitale investito.

 

Ma che cos’è CultAround? È una start up innovativa che opera nel settore della cultura e che, da novembre 2017, è stata testata con successo in Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Attraverso la campagna di equity crowdfunding nel portale www.opstart.it, CultAround vuole raccogliere 150.000 euro per espandersi in tutta l’Italia e creare un’app dedicata a chi ama la cultura a 360 gradi. L’applicazione, infatti, grazie a un sofisticato sistema digitale, aiuterà gli appassionati di cultura a trovare gli eventi culturali giusti per i loro interessi.

 

«Nessuno ha mai creato un’app così specifica – spiega Stefano Cazzaro, 26 anni fondatore di CultAround al cui progetto collabora insieme a Enrico Moro, 40 anni, marketing strategist, e Laura Casagrande, 26 anni, social media manager -. Molte piattaforme consigliano eventi generalisti, ma gli amanti della cultura vogliono un’applicazione che consigli unicamente eventi culturali».

L’appuntamento è alle 18.00 nella sala consiliare del Municipio di Asolo: interverrà Gian Mario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge, accompagnato da Donatella Cipolato e Savina Bacchin, che leggeranno alcuni tra i versi più significativi ed emozionanti del poeta scomparso

 

Poeta unico nella produzione letteraria non solo veneta ma anche italiana, Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011) sarà protagonista sabato 26 gennaio alle 18.00 nella sala consiliare del Municipio di Asolo (Treviso) dell’incontro intitolato “Andrea Zanzotto tra natura e grammatica”, promosso e organizzato dall’Academia dei Rinnovati di Asolo con il patrocinio del Comune di Asolo.

 

La figura e la poesia di Zanzotto saranno delineate da Gian Mario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge, ma anche poeta, narratore e saggista, autore di raccolte poetiche e romanzi. Sarà affiancato da Donatella Cipolato e Savina Bacchin, che avranno il compito di leggere e interpretare alcune delle opere più significative e intense del poeta pievegino.

 

Attraverso le liriche di Zanzotto si percorreranno le due tematiche fondamentali che ricorrono in tutta la sua ricerca poetica: il paesaggio e la lingua. Da un lato, il paesaggio è l’interlocutore privilegiato dell’io lirico zanzottiano e gioca un ruolo cruciale dalla prima raccolta del 1951 fino a Conglomerati. Dall’altro lato, la sperimentazione sul linguaggio è al centro della sua esperienza poetica: le raccolte poetiche di Zanzotto perseguono una continua oltranza linguistica, ovvero una ricerca costante del limite del linguaggio stesso, attraverso la negazione dei significati ordinari delle parole e delle norme della comunicazione ma anche delle regole tradizionali del codice poetico.

 

Ingresso responsabile.

Per ulteriori informazioni: [email protected] – 335.5958880 

 

Academia dei Rinnovati

Lo scopo della rinata Academia dei Rinnovati di Asolo, come di quella originariamente fondata nel 1750 da dieci patrizi asolani e attiva nella “città dei cento orizzonti” per una quindicina d’anni, è contribuire allo sviluppo della vita culturale del borgo e del territorio circostante, generando occasioni per vivere e condividere la ricchezza culturale che lo caratterizza. Per questo motivo ha suddiviso la propria attività in quattro aree, ben distinte ma collegate, ognuna con uno, o più, responsabili: poesia – letteratura, saggistica, teatro – musica, arti figurative.

Organizzata dall’Academia dei Rinnovati nella Sala della Ragione del Museo civico di Asolo, l’esposizione costituisce una novità assoluta: riunisce le opere di sei pittori di fama nazionale e internazionale legati alla “città dei cento orizzonti” e le propone al pubblico accompagnandole con brani musicali inediti composti ad hoc da ascoltare in cuffia, per un’esperienza artistica immersiva.

Si intitola “Forme e musiche dei colori” ed è molto più di una mostra d’arte: rappresenta un concept del tutto innovativo organizzato dall’Academia dei Rinnovati con il patrocinio del Comune di Asolo. 

L’inaugurazione avverrà sabato 15 dicembre alle 18.00, nella Sala della Ragione del Museo Civico, e sarà visitabile da domenica 16 dicembre 2018 a domenica 13 gennaio 2019, permettendo ai visitatori di vivere il colore nella musica e la musica nel colore.

 

Le opere di sei pittori contemporanei di fama nazionale e internazionale, legati artisticamente ad Asolo, saranno abbinate a sei differenti temi musicali: l’osservazione di ciascun quadro sarà accompagnata dall’ascolto in cuffia dei brani che sono stati appositamente composti dal Maestro Matteo Segafreddo, per un’esperienza multisensoriale e immersiva.

Ventiquattro opere, che nascono dalle suggestioni, dirette o mediate, del paesaggio circostante, e sei composizioni musicali (una per ogni artista), che scaturiscono dalle emozioni che segno e colore hanno suscitato nel noto compositore, danno vita ad un esperimento artistico unico, che si inserisce nel solco della strettissima correlazione tra arti visive e musica sviluppatasi per tutto il Novecento identificando in Wassily Kandinsky il massimo esponente.

 

Durante questo particolare ed esclusivo itinerario attraverso le opere di sei artisti, – spiega Duilio Tassinari, curatore della mostra i brani appositamente composti guidano il visitatore da un quadro all’altro, da un artista all’altro, offrendogli un’esperienza unica: quella di scoprire e interiorizzare la stretta relazione tra forma, colore ed espressione musicale. Un viaggio dell’arte nell’arte per superare ogni confine, fino a una perfetta sinestesia”.

 

Il percorso espositivo nella Sala della Ragione sarà organizzato in sei tappe, una per artista e per brano musicale. Si inizia da Roberto Bertazzon, che si divide tra l’atelier trevigiano di San Fior e quello parigino nel XIX Arrondissement: per lui il legame con il territorio si sostanzia nella protezione dell’ambiente, tanto che le sue installazioni sono vere e proprie campagne sociali. Lle note ideate dal Maestro Segafreddo per affiancare le sue opere descrivono “immagini di grandi calici in rotazione ottica e sonora che fanno emergere un passato che si rende visibile”.

 

Lo sguardo passa dunque ai dipinti di Antonio Gallina, allievo asolano di Renato Nesi e Juti Ravenna che con elaborazioni del colore e del segno dà vita ad un personale linguaggio di sintesi estetica: nelle sue opere “le geometrie cromatiche si  intrecciano in percorsi di aree musicali  non eterogenee”.

 

Si prosegue con Bruno Pedrosa, artista brasiliano che si è fermato ad Asolo dove trae ispirazione dai colori del borgo per poi trasfigurarli con una vivacità cromatica densa, materica, sanguigna e insieme intima: l’osservazione delle sue opere è accompagnata dall’ascolto in cuffia di una “musica che disegna i solchi di linee e trasparenze pittorico – gestuali”.

 

Continuando il percorso espositivo si incontrano le opere di Duilio Tassinari, architetto e curatore della mostra, per il quale il colore, protagonista assoluto dei suoi dipinti, rappresenta un mezzo poetico per esprimere emozioni soggettive ma anche semplicemente sensazioni di un momento: “in un’atmosfera di immutabile sospensione cromatica, emergono singoli episodi di apparizioni pittorico – musicali dà profondità inconsuete”.

 

Mario Tavernaro, quinto artista coinvolto nella mostra collettiva, è originario di Asolo e ha compiuto un percorso attraverso la manipolazione della materia e del colore, indagando la solitudine come condizione umana e quindi espressione di armonia e autenticità: per i suoi dipinti “la musica ripercorre i tratti misterici e indefiniti di possibili volti delineati dalle sagome rappresentate”.

 

Il percorso si conclude con Lina Zizola, pittrice asolana attratta dalla forza della luce e del colore, per la quale il paesaggio assume una nuova connotazione strutturale e cromatica: nei suoi quadri “la dimensione musicale è consonante alle visioni che si ampliano nel variopinto dinamismo espressivo”.

 

Per valorizzare l’impatto cromatico delle opere si è optato per un allestimento essenziale composto da semplici pannelli bianchi, ai quali sono fissate le opere, sostenuti da cavalletti e disposti in forma semicircolare nelle sei stazioni, così da favorire l’immersione nell’ambiente artistico.

 

L’esperimento di creare un dialogo tra pittura e musica è un modo non soltanto per assaporare l’arte in modo differente e nuovo, ma anche per attirare l’attenzione di un pubblico variegato e dai molteplici interessi: la mostra è pertanto trasversale, adatta tanto a visitatori esperti d’arte contemporanea (che potranno trovare nomi e opere quotati a livello internazionale) quanto a cultori musicali, e pure al grande pubblico, sia adulto sia giovane e giovanissimo.

 

FORME E MUSICHE DEI COLORI

Sala della Ragione, Museo civico di Asolo – Treviso

Inaugurazione sabato 15 dicembre 2018 ore 18.00

Domenica 16 dicembre 2018 – domenica 13 gennaio 2019

Orario di apertura: da giovedì a domenica 9.30/12.30 – 15.00/18.00

Biglietti: biglietto intero euro 5,00, ragazzi fino ai 13 anni gratuito

 

Per informazioni: [email protected],

mob. 335 595 8880 

Fungo killer degli olivi, interrogazione di Zanoni (PD) e Guarda (AMP): “È la seconda volta in due anni, cosa sta facendo la Regione per scoprire le cause e trovare la soluzione?”

 

“Gli oliveti dell’Asolano sono stati nuovamente attaccati da un parassita sconosciuto. È la seconda volta in due anni, dopo aver ottenuto la denominazione di olio d’oliva extravergine Dop: sembra una maledizione. Quali misure ha in cantiere la Regione per contrastare questo fenomeno?”

A chiederlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, in seguito alla denuncia di alcuni agricoltori e del direttore dell’Aipo (Associazione interregionale produttori olivicoli) Enzo Gambin. Zanoni ha presentato sull’argomento un’interrogazione a risposta immediata, firmata anche da Cristina Guarda della Lista AMP.

 

“Secondo quanto riferito sembra essere però un problema diverso da quello del 2017, anche perché ben differenti sono state le condizioni meteo: siamo passati da una grande siccità a un’annata con forte umidità, che favorisce la proliferazione di funghi. Ad essere colpite sono state soprattutto le piante giovani, tra i 15 e i 30 anni, che si sono seccate, bloccando la crescita dei frutti che cadono a terra prima di maturare. Siamo in un momento delicato per quanto riguarda la maturazione delle olive e c’è il rischio che vada persa un’altra annata, dopo l’azzeramento della produzione di dodici mesi fa. Occorre mettersi a lavoro per individuare le cause e scongiurare il ripetersi di casi simili – l’invito di Zanoni – I produttori hanno chiesto una deroga per l’impiego di fitosanitari, ma non può essere la soluzione al problema perché si rischia di contaminare l’ambiente. Gli olivicoltori tuttavia hanno investito molto per ottenere dal ministero per le Politiche agricole il riconoscimento della Dop e hanno diritto di ottenere risposte dalla Regione: Zaia e la sua Giunta lavorino per trovare i rimedi utili a evitare da un lato un’altra strage, dall’altro pesanti effetti collaterali sull’ambiente”.

Domani, lunedì 4 giugno, alle ore 11, ad Asiago, l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto e il presidente dell’Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, nella sede dell’Unione Montana in viale Stazione 1, presentano alla stampa, alla cittadinanza e alle categorie economiche interessate l’accordo di collaborazione raggiunto per fornire informazione, collaborazione e assistenza agli allevatori locali e ai ‘malgari’ per affrontare il ritorno dei grandi carnivori, in particolare del lupo.

 

L’accordo, che sarà ufficializzato la settimana prossima, prevede la presenza sull’altopiano di Asiago tre giorni la settimana di un esperto della Regione Veneto in materia faunistica e ambientale, che aiuterà istituzioni e categorie economiche ad affrontare sul posto le principali problematiche create dal ritorno del predatore sulle montagne venete e ad affiancare gli allevatori nella salvaguardia dell’attività di pascolo in quota e nella tutela delle loro greggi e mandrie.
Al termine dell’incontro pubblico l’assessore regionale, sempre nella sede dell’Unione montana, incontrerà i rappresentanti degli oltre cento ‘malgari’ attivi sull’Altopiano.

Dopo Andy Warhol, un altro successo al Museo Civico di Asolo: oltre 4500 visitatori alla mostra su Schifano e la Pop Art. Il curatore Matteo Vanzan: “Siamo entusiasti, è un risultato che premia tutti coloro che hanno creduto nelle nostre proposte espositive”.

 

Superati i 4500 visitatori per la mostra dedicata a Mario Schifano e alla Pop Art italiana, a dimostrazione di un territorio sensibile all’Arte e alla Cultura che fa gioire organizzatori e curatori dell’esposizione al Museo Civico di Asolo (Tv). Un pubblico proveniente dalle province di tutto il Veneto e prenotazioni da Milano, Bologna e Ferrara che premia lo sforzo dei promotori dell’evento e del prezioso contributo degli sponsor privati che hanno sposato l’iniziativa.

 

“Siamo entusiasti dei risultati di questa seconda mostra presentata al Museo Civico di Asolo” – afferma Matteo Vanzan di MV Eventi, curatore della mostra assieme a Enrica Feltracco –  “Un risultato che conferma gli ottimi afflussi della precedente esposizione dedicata a Andy Warhol e che premia tutti coloro, Assessorato alla Cultura in primis, che hanno creduto nelle nostre proposte espositive. Ma quello che mi ha colpito di più sono state le ottime recensioni critiche da parte dei visitatori riguardo uno spaccato dell’arte italiana sicuramente conosciuto, ma certamente più di nicchia rispetto a Warhol. Schifano è indubbiamente l’artista italiano più influente del secondo Novecento e questo ha favorito anche tutte le prenotazioni alle visite guidate gratuite del sabato pomeriggio, format che vorremmo riconfermare anche per la prossima mostra.”

 

Opere dagli anni Sessanta in avanti, acrilici e sculture, hanno accolto i visitatori per uno excursus di oltre 40 opere sulla Roma degli anni sessanta che continua il filo conduttore iniziato con Warhol e che proseguirà con le grandi rivoluzioni underground degli anni seguenti “sperando di poter continuare il percorso iniziato, con una grande mostra di Keith Haring e della Street Art internazionale” conclude Vanzan.

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