Si vede subito quando il Sior Pare è inquieto. Lo vedi che cammina nervoso, cerca sempre di far qualcosa, dalla lavastoviglie alla lavatrice, lavori in giardino ecc. Quando è così vuol dire che sta rimuginando su qualcosa. Se gli chiedi lui non ti risponde. Inizio a pensare mentalmente a tutte le cose che lo possono turbare: festività finite, anniversari anche, il Venezia sta andando alla grande, la juve si sta riprendendo… cosa mai può essere?
Ecco che improvvisamente l’arcano viene svelato:
“Eora, quando xe che ea fiaccoea ‘riva Venexia? (Allora, quando è che la fiaccola arriva a Venezia?)”
Il Sior Pare è il classico malato di sport. Se non si sta guardando un’opera lirica o un film per la milionesima volta, si può esser certi che sia sintonizzato su Sky Sport 24. Lo si potrebbe definire il suo miglior amico. Per cui è sempre aggiornato al secondo su tutto quello che capita in ogni disciplina sportiva.
Il calcio e il basket sopra ogni altra cosa, certo. Ma l’evento che aspetta sempre con maggior passione e di cui non perde nemmeno un secondo è di certo l’Olimpiade. Il suo più grande amore e rimpianto. Perché lui ci doveva essere ai Giochi di Roma 1960, ma purtroppo, non riuscì a vedere nemmeno una gara. Ecco quindi che appena è stato ufficializzato che i prossimi Giochi Olimpici Invernali si sarebbero svolti a Milano e Cortina, è andato nel classico brodo di giuggiole.
Non per andare a vedere le gare, perché, come detto da lui più volte: “Beh… ti sa però che ben che se vede beato in divano daea teevision?!? (Beh… sai però che bene che si vede beato in divano dalla televisione?!?)”
I lati positivi sono dati innanzitutto dagli orari. Una volta tanto non bisogna svegliarsi all’alba o andare a letto alle 4 del mattino. Ma la cosa che più aspettava era il passaggio della Fiamma Olimpica. Ecco quindi che appena è stata comunicata la data lui non aspettava altro.
Giovedì scorso arriva finalmente il gran giorno. Venezia è improponibile con il freddo e la massa di gente. Prima però i tedofori faranno un passaggio per Piazza Ferretto a Mestre. Perfetto! Per quanto la comitiva dovrebbe passare intorno alle 15, noi alle 14 siamo già lì, per prenderci i posti migliori. Da lì l’attesa.
- “Ma quando i passa? E da dove riva? (Ma quando passano? E da dove arrivano?)”
- “Dovrebbero partire da Via Pasqualigo alle 14.45, più o meno per le 15 dovrebbero essere qui…“
- “Ma ghe xe anca el braciere? (Ma c’è anche il braciere?)”
- “No, quello lo fanno a Venezia stasera…“
- “Che beo ga da essar… ma de notte, xe fredo… co ea calca de gente… no no (Che bello deve essere… ma di notte, è freddo, con la calca di gente… no no)”

Intanto arriva anche la mascotte della Reyer vestita da leone. Il Sior Pare tutto sorridente la saluta urlando “Forza Reyer”. Cammina un po’ su e giù per scaldarsi, ma non può assolutamente perdersi il suo posto in prima fila. Si sentono le sirene della Polizia, arriva la prima parte del lungo convoglio che segue i tedofori.
Arriva finalmente anche la Fiamma Olimpica. Il Sior Pare ci capisce poco, per fortuna dal palco di fronte a noi la presentatrice racconta tutti i passaggi e infine avviene il bacio delle torce. Da lì un’altra tedofora riprende il cammino verso Venezia. Ci passa davanti a pochissimi centimetri. Siamo entrambi emozionatissimi, con gli occhi lucidi e la gioia nel cuore.
- “Allora, hai visto la Fiamma?“
- “Forse, go visto tanta gente e ‘na maccia bianca co ‘na roba rossa sora che passava. Gera ea? (Forse, ho visto tanta gente e una macchia bianca con una cosa rossa sopra che passava. Era lei?)”
- “Sì papà! La macchia bianca era la tedofora, la cosa rossa la fiamma!“
- “Che beo… che emossion… E ‘desso i va Venessia? (Che bello… che emozione… E adesso vanno a Venezia?)”
- “Sì, ora passano il resto di Mestre, Porto Marghera e poi via a Venezia“
- “Beo, beo, proprio beo… So proprio contento…“

Rimane un po’ lì, tutto trasognante. Una foto al volo con i cinque cerchi Olimpici costruiti artigianalmente dalla geniale Maestra (nonché nostra vicina di casa) di una scuola presente con tutti i suoi alunni, e poi via verso casa.
La giornata procede tranquilla. La cena e poi tutti davanti alla televisione a guardar prima un documentario e poi la fine della partita della Roma. E poi così, dal nulla:
- “Ciò, ma ‘desso quando tacca e Olimpiadi? (Eh, ma adesso quando iniziano le Olimpiadi?)”
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
