I consiglieri regionali del Partito Democratico (Pd) sollecitano il Veneto a reagire e adottare misure concrete per contrastare l’emergenza
Cologna Veneta (VR) – La recente scoperta di 33 braccianti ridotti in schiavitù a Cologna Veneta, nel Veronese, ha messo i rifelttori su un problema allarmante che affligge anche la regione Veneto. Il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo richiede un’azione decisa e urgente, anche alla luce della tragica morte del bracciante Satnam Singh, avvenuta a Latina poche settimane fa.
I consiglieri regionali del Pd, Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, hanno promosso l’avvio di un ciclo di audizioni presso la commissione Legalità del Consiglio regionale del Veneto. Ciò mira a individuare e comprendere a fondo i meccanismi di questo sistema, al fine di adottare misure efficaci per contrastare lo sfruttamento. L’obiettivo è coinvolgere diversi attori chiave, tra cui l’ispettorato del lavoro, le forze dell’ordine e la magistratura, per ottenere indicazioni preziose e sviluppare strategie efficaci.
Zanoni: “Serve alzare la testa”

Secondo il consigliere regionale Andrea Zanoni, è fondamentale che la società nel suo complesso si renda conto dell’entità del problema e agisca in modo deciso. È necessario “isolare le mele marce” che sfruttano i lavoratori e garantire che vengano adeguatamente punite. Zanoni ritiene inoltre che la Regione debba adottare una politica di buon senso e deterrenza. Le aziende che hanno violato le leggi e calpestato i diritti umani non devono godere di alcun beneficio o contributo finanziario.
La lotta contro lo sfruttamento e il caporalato nel Veneto richiede un impegno collettivo e misure decise. Le audizioni promosse dalla commissione Legalità del Consiglio regionale rappresentano un passo importante per individuare soluzioni concrete. Alla luce della tragica morte di Satnam Singh a Latina, è ancora più urgente agire per garantire la sicurezza e la dignità dei lavoratori. È cruciale che la società civile, le istituzioni e le autorità competenti si uniscano per porre fine a questa grave forma di violazione dei diritti umani e assicurare una vita dignitosa per tutti i lavoratori.
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