La Regione del Veneto adotta nuove strategie per affrontare la carenza di personale sanitario e migliorare i servizi pubblici
VENEZIA – La Regione del Veneto è da tempo impegnata a fornire soluzioni basate sulle necessità dei territori. Sono stati implementati interventi organizzativi per affrontare la carenza di personale sanitario, garantire il servizio pubblico e offrire la migliore risposta ai cittadini. L’obiettivo è continuare con determinazione a reclutare nuovi professionisti, rendere più attrattivi alcuni settori e valorizzare il capitale umano e le sue competenze. Si mira a costruire un modello organizzativo efficace attraverso una pianificazione attenta, progettando le prestazioni, migliorando l’organizzazione del lavoro e potenziando gli investimenti tecnologici e infrastrutturali.
Observatory Venice Summer School
Nel pomeriggio di ieri, l’assessore alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, ha aperto il convegno di approfondimento al Palazzo Grandi Stazioni di Venezia, promosso nell’ambito dell’Observatory Venice Summer School. L’evento, giunto alla XVIII edizione, è organizzato dall’Osservatorio Europeo sui sistemi e le politiche sanitarie in collaborazione con la Regione Veneto, e si svolge sull’isola di San Servolo. Quest’anno, il focus del convegno è la forza lavoro sanitaria.
Secondo la Lanzarin, gli operatori sanitari sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario. Negli ultimi dieci anni, l’Europa ha affrontato una crisi senza precedenti del personale sanitario, culminata nella pandemia di COVID-19. Tutti i paesi europei stanno soffrendo perché la domanda di servizi cresce molto più rapidamente della disponibilità di operatori sanitari. Le cause sono molteplici:
- l’invecchiamento progressivo della popolazione
- l’aumento delle malattie croniche e della multimorbilità
- le crescenti aspettative di salute della popolazione
- le minacce sanitarie associate ai cambiamenti climatici
La Lanzarin ha sottolineato la necessità di un nuovo approccio alle politiche della forza lavoro sanitaria e assistenziale per proteggere la salute fisica e mentale degli operatori, puntando su politiche di sostegno, formazione, flessibilità e autonomia. È fondamentale aumentare le assunzioni e intraprendere azioni urgenti per garantire un’offerta adeguata a soddisfare le nuove esigenze dei sistemi sanitari, con un rafforzamento della medicina territoriale e del ruolo del professionista.
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