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Nervesa, fiori sulla lapide dedicata alla resistenza per difendere la costituzione e contrastare il pericolo di una guerra nucleare

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Le sezioni nervesana e montebellunese dell’ANPI e lo SPI CGIL montelliano sabato mattina hanno commemorato la riunione che 79 anni fa diede inizio alla Resistenza in provincia di Treviso. Sono stati ricordati i giovani nervesani che contribuirono a liberare l’Italia dal nazifascismo, si è rinnovato l’impegno per difendere i valori della Costituzione e della democrazia mentre è stato rilanciata la necessità di costituire un movimento per la Pace per scongiurare il pericolo di una guerra nucleare.

Ieri mattina, di fronte alla canonica di Bavaria, le delegazioni dell’ANPI, con le sezioni di Nervesa e Giavera e dell’Antonio Boschieri “D’Artagnan” di Montebelluna, e dello SPI CGIL dei Comuni montelliani hanno reso omaggio ai partecipanti della prima riunione antifascista in provincia di Treviso che si svolse il 7 ottobre 1943 nella casa canonica di Bavaria. Un gesto, quello della posa dei fiori di fronte alla lapide che ricorda questo avvenimento, che è stata anche un modo per far emergere alcune riflessioni sull’attualità, prima fra tutte il rischio di una guerra nucleare.

79 anni fa a Bavaria si tenne il primo incontro tra antifascisti per organizzare la Resistenza nella Marca Trevigiana. Tanti i giovani che all’epoca si resero protagonisti: nel corso della commemorazione sono stati citati Umberto Lorenzoni, che in battaglia ha assunto il nome “Eros”, che il 7 ottobre 1943 aveva il ruolo di fare la guardia e che poi, oltre a essere stato uno delle maggiori anime della Resistenza, ha presieduto per anni l’ANPI provinciale; si è ricordato l’ex sindaco di Nervesa Mario Schiavetto, “Ovidio” in battaglia, che il giorno dell’armistizio, l’8 settembre 1943, caricò un motocarro di armi che servirono nelle lotte contro il nazifascismo.

Senza dimenticare, inoltre, i tanti ragazzi montelliani che si unirono alle brigate “Piave”, “Mazzini” e “Montegrappa” che lasciarono le proprie case per vivere in clandestinità e sconfiggere gli invasori tedeschi. Ora la canonica di Bavaria non ha perso la sua funzione sociale poiché accoglie persone in difficoltà e una famiglia ucraina che ha dovuto lasciare il proprio Paese.

La commemorazione di fronte alla lapide che ricorda la prima riunione antifascista nella frazione di Nervesa è stata anche l’occasione per rilanciare la proposta di un ampio movimento per la Pace di fronte al pericolo dello scoppio di una guerra nucleare. C’è anche la preoccupazione che in questi tempi vengano messi in discussione i valori della Resistenza e della Costituzione ma l’ANPI e le organizzazioni democratiche si ripromettono di vigilare, di mantenere la memoria e di diffondere la cultura antifascista in particolare nelle scuole.

Infine, l’appuntamento è per una ricca stagione di iniziative che inizierà con il ricordo del 100° anniversario della Marcia su Roma del 27 ottobre 1922 e che terminerà il prossimo 25 aprile per festeggiare, ancora una volta e con lo stesso entusiasmo, la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Qui, 79 anni, si diede il via per la costruzione delle prime brigate partigiane dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 – affermano ANPI e SPI CGIL – Quest’anno, a differenza del 2021, c’è un contesto preoccupante come quello della guerra e infatti oggi l’ANPI a livello nazionale manifesta per rilanciare un movimento per la pace che sensibilizzi le persone e fermi il rischio di una guerra nucleare che porterebbe a gravi conseguenze. Siamo qui per onorare i giovani che in quegli anni si sono impegnati per liberare l’Italia dopo il ventennio fascista: a fare la guardia alla canonica c’erano Umberto Lorenzoni e il futuro sindaco di Nervesa Mario Schiavetto che l’8 settembre caricò un furgone di armi che servirono ai partigiani per fare la Resistenza. Vogliamo rendere onore a queste grandi persone, che ricorderemo per sempre, e ricordare che non c’è democrazia senza antifascismo.

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