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Multe in tangenziale, ricorsi da tutta Italia

Il Giudice di Treviso annulla la multa e dà torto alla Prefettura La seconda sentenza in poche settimane: si profila un “nuovo ordinamento” L’automobilista doveva pagare 942 euro oltre ai punti della patente   A Treviso confermato l’orientamento della

Il Giudice di Treviso annulla la multa e dà torto alla Prefettura
La seconda sentenza in poche settimane: si profila un “nuovo ordinamento”
L’automobilista doveva pagare 942 euro oltre ai punti della patente

 

A Treviso confermato l’orientamento della legge sull’irregolarità delle apparecchiature autovelox, in questo caso quelle collocate lungo la Tangenziale. Il Giudice di Pace trevigiano Luigi Rizzo, nell’udienza tenutasi l’altro ieri (giovedì 19 novembre), ha infatti accolto il ricorso di una società di trasporti, che già aveva impugnato il verbale della Polizia Locale avanti il Prefetto per ottenere l’annullamento dell’ingiunzione di pagamento notificatale dalla Prefettura di Treviso per la violazione dell’art. 142/8-11 del Codice della Strada che punisce il superamento dei limiti di velocità. Il Giudice ha accolto la richiesta dell’automobilista in quanto la Prefettura non aveva allegato le prove circa l’omologazione dello strumento di rilevazione.

 

La contravvenzione avrebbe comportato per l’automobilista il pagamento di 942,59 euro e la decurtazione di 3 punti dalla patente.
Si tratta della seconda sentenza di questo tipo in poche settimane.

 

I fatti risalgono al dicembre del 2019 quando lungo la tangenziale di Treviso SR 53 in direzione Oderzo un furgone della società trasporti aveva superato di 11 km/h il limite di velocità consentito. La società di trasporti di Trani aveva quindi fatto ricorso alla Prefettura di Treviso che a sua volta aveva dato parere negativo.

 

L’avvocato della società però, in virtù della recente sentenza del 29 settembre sempre da parte del Giudice Rizzo che appurava l’illegittimità dei sistemi di rilevamento per la mancanza di regolare “omologazione”, si è avvalso della collaborazione dello Studio Capraro di Treviso che con il supporto del perito Giorgio Marcon ha messo in luce ancora una volta che gli accertatori hanno utilizzato uno strumento di rilevamento della velocità (il “Red & Speed-Evo L2) che ha ottenuto solo l’ “approvazione” del prototipo, e non l’omologazione come previsto dalla normativa di legge.

 

“La legittimità dei sistemi di rilevamento della velocità è stata oggetto negli anni di svariati dibattiti e aveva visto i Giudici di Pace, per lo più, avallare le difese della pubblica amministrazione. Ora si profila un nuovo orientamento – fa sapere l’avvocato Fabio Capraro. – Dopo la prima sentenza dello scorso 29 settembre, io e il Perito Marcon siamo stati tempestati di telefonate e richieste di consulenza da parte di automobilisti e colleghi di tutta Italia che hanno chiesto supporto. Non è quindi da escludere che in un futuro le richieste e relative sentenze possano aumentare e quindi dar vita ad un danno erariale per le casse degli enti pubblici non indifferente. Tutto ciò almeno fino a quando gli apparecchi di rilevamento non verranno regolarmente omologati come previsto dalla legge”, ribadisce Fabio Capraro.

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