La tragedia di Palermo, con 5 morti e un ferito in gravi condizioni, oltre al dolore e alla rabbia, pone molti interrogativi
“L’ennesima inaccettabile strage sul lavoro, a pochi giorni dal 1 maggio, deve riproporre con forza la necessità di un impegno comune che deve riguardare le forze sociali, gli imprenditori e le istituzioni preposte” ha detto il Presidente Sergio Mattarella nell’esprimere il suo dolore e cordoglio ieri, quando ha saputo del gravissimo incidente, mentre si trovava a New York.
I fatti
Casteldaccia, Palermo, su una strada residenziale, con villette su entrambi i lati, tre operai si sono calati ieri all’interno del locale della fognatura, profonda circa 5 metri, per effettuare lavori di manutenzione. La ditta appaltatrice per la quale lavoravano si chiama Quadrifoglio Srl. Aveva vinto l’appalto dell’Amap, l’azienda municipalizzata di Palermo.
Erano le 12 circa e subito dopo avere fatto i primi scalini, i primi tre operai si sono sentiti male, perdendo i sensi. Non sentendoli, altri due colleghi, sempre scendendo dal tombino, hanno raggiunto il solaio in cemento per capire cosa stesse succedendo, ma anche loro sono rimasti intrappolati. Un sesto operaio che si trovava all’esterno s’è precipitato per soccorrerli ma subito dopo avere inalato il gas è riuscito a risalire in superficie, salvandosi, anche se le sue condizioni sono gravi, ed è ricoverato al Policlinico di Palermo. C’era idrogeno solforato, dieci volte sopra il limite consentito, che li ha storditi subito.
Ma che ora era?
Tra l’orario indicato dal testimone, le 12, e la chiamata al 112 c’è un vuoto di 1 ora e 48 minuti. Gli inquirenti stanno indagando sulla dinamica e stanno raccogliendo le testimonianze anche dei quattro operai scampati alla strage.
I vigili del fuoco, che sono intervenuti con tre squadre più alcuni volontari dopo la chiamata al 112 arrivata alle 13.48, hanno recuperato i cinque corpi degli operai con l’ausilio della squadra dei sommozzatori che si sono immersi nella melma della vasca, di circa 80 centimetri. “Ci sono indagini in corso, posso dire solo che gli operai non avevano le maschere di protezione e quando li abbiamo recuperati erano già deceduti nonostante i tentativi del personale sanitario di rianimarli”, ha detto ai cronisti il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo, Girolamo Bentivoglio Fiandre.
Le vittime
Cinque morti, un ferito grave trasportato intubato al Policlinico di Palermo ed è in coma e uno rimasto ferito in maniera lieve. Morti uno dietro l’altro dopo essersi calati in un tombino dell’impianto fognario, che si trova sotto la cantina Duca di Salaparuta a Casteldaccia nel palermitano.
Le vittime sono state trovate tutte senza protezioni e mascherine. Si tratta di Epifanio Alsazia, 71 anni di Partinico, contitolare della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, che aveva vinto l’appalto dell’Amap e degli operai Giuseppe Miraglia, 47 anni, originario di San Cipirello (Palermo), Roberto Raneri, 51 anni di Alcamo (Trapani), Ignazio Giordano, 59 anni (Partinico) e del lavoratore internale dell’Amap Giuseppe La Barbera, 28 anni, di Palermo.
Perché non avevano protezione?
Rimane una grande punto interrogativo. Perché operai considerati esperti si sarebbero calati nella vasca senza mascherina e dispositivi di protezione?
“E’ una cosa assurda, l’odore era tale che non è comprensibile perché non si siano protetti”, commenta il presidente dell’Amap Alessandro Di Martino, che si è subito recato a Casteldaccia, dove è arrivato anche il sindaco della città metropolitana Roberto Lagalla. Con le lacrime agli occhi il prefetto, Massimo Mariani: “Sono qui perché si tratta di un evento tragico, non possiamo che esprime il nostro dolore”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
