Slide-mainSpeciale 25 novembre contro la violenza sulle DonneSport

La violenza sulle donne è anche nello Sport

2 minuti di lettura

Sei una femmina, non puoi giocare a calcio. Devi trovarti un marito, fare dei figli e badare alla casa

Quante volte ho sentito questa frase. Questa e mille altre. Piene di disprezzo, offensive, irrisorie.

Ma perché perdi tempo dietro ad un pallone. Non troverai mai un fidanzato. Ti si sforma il corpo. Sono tutte lesbiche. Pensa a studiare e trovarti un lavoro. Hai le gambe rovinate. Esci con noi il venerdì sera. Vieni al mare domenica. Non ti porterà mai a niente. Fa uno sport più femminile. Sei solo un maschiaccio. Ma esistono davvero anche campionati per voi? Avete le porte e i campi più piccoli? Usate il pallone dei pulcini? La donna non ha il fisico per giocare a calcio, è uno sport per maschi veri.

Amici, famigliari, conoscenti.

Peggio ancora, dirigenti di squadre maschili e direttori di gara:

Stai zitta tu, che sei una femmina, non puoi parlare!

Anni e anni di vessazioni, di rinunce, di sacrifici. Ma dove è stato deciso che una donna non può far altro sport se non danza, pallavolo, ginnastica ritmica/artistica e poco altro? Certo, ci sono il nuoto o l’atletica, ma ti sformano il corpo e se sei troppo muscolosa non ti vorrà nessuno. Poi, certamente, a massimo vent’anni dovrai comunque smettere, trovarti un marito e metter su una famiglia a cui badare. Trovare un lavoro “serio” e dimenticarti lo sport.

Ma non è anche questa una forma bella e buona di violenza? Quante di queste frasi ha dovuto subire un’atleta donna per arrivare ad alti livelli? Quante hanno dovuto smettere e abbandonare i propri sogni per il quieto vivere?

Purtroppo la violenza non è solo nei gesti, non è solo negli schiaffi ricevuti. Nella maggior parte dei casi la violenza è in primis psicologica. Veri e propri lavaggi del cervello per farci sentire in difetto, inferiori, meno intelligenti, meno atlete. Una donna non è mai abbastanza, non fa tutto quello che deve, tutto quello che la Società le richiede. E appena prova ad alzare la testa, a seguire una sua passione che non corrisponde ai soliti canoni, eccole subito pronte le voci, le frasi di disprezzo. Dette purtroppo anche da altre donne.

Prima di pensare che la violenza sia solo fisica, ripensiamo un attimo a quante volte abbiamo criticato, umiliato, disprezzato una donna per il semplice fatto di essere tale e aver fatto cose diverse. A come venga quasi normale giudicare il suo operato. A come, a fine 2022, riusciamo a trovarci un difetto sempre e comunque. Che sia la mamma, la sorella, la vicina, una sportiva, un’astronauta o il Presidente del Consiglio dei Ministri.

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