La Signora del Plasma del Veneto, dottoressa Giustina De Silvestro, ha spiegato oggi come la raccolta dai donatori guariti ci salverà da ogni possibile riacutizzarsi del Coronavirus.
La responsabile del Centro trasfusionale dell’Azienda ospedaliera di Padova, Giustina De Silvestro, ha parlato oggi sulle cure sperimentali con il plasma praticate in Veneto su 23 pazienti, durante la conferenza stampa quotidiana del Presidente del Veneto Luca Zaia nella sede della Protezione Civile di Marghera.
Il progetto , che è partito da Padova, ha avuto inizio a marzo quando è stato proposto il via per la stesura del protocollo. “A inizio aprile abbiamo cominciato a raccogliere il plasma, man mano che i pazienti sono guariti. – ricorda la De Silvestro – Sono stati 23 pazienti iniziali. Il paziente deve dare il consenso per la cura, in caso che il paziente sia incapace di prendere una decisione si accoglie il consenso, o meno, della famiglia. Sono stati trattati in terapia intensiva e in ventilazione assistita, pazienti mediamente più gravi di quelli curati a Pavia con la stessa sperimentazione.”.
“Dopo l’appello di Zaia abbiamo avuto molti donatori. Va precisato che solo il 30% dei guariti che donano il sangue, che devono essere persone tra i 18 e i 66 anni, senza ulteriori patologie, hanno raggiunto una soglia di anticorpi (+160) tale da permettere la cura su pazienti malati. Ogni raccolta di plasma da una persona non è sufficiente per curare un malato: ciò significa che ci vogliono 1,5 donatori per ogni paziente”, ha infine chiarito la dottoressa De Silvestro.
Silvia Moscati
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