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La rivolta dei followers

2 minuti di lettura

Una nota imprenditrice digitale italiana, sedicente influencer con un milione di follower, ha ottenuto il clamore che voleva pubblicando un breve video che la ritrae riversa in un letto d’ospedale, con la flebo al braccio.

Inizialmente i suoi seguaci pare si siano preoccupati per le sue condizioni, ma poi, visualizzando bene la scena, si sono infuriati. E sono piovuti post con critiche feroci.

In effetti, la “flebo” altro non è che una grande borsa di una nota casa di moda e il set fotografico non è un ospedale ma la casa di Giulia Nati, classe 91, nata a Viareggio e residente a Milano, madre di due bimbi, con i nomi … legati alla nota maison.

La donna è titolare dell’agenzia di comunicazione web Giulia Nati Agency che porta il suo nome, e dà molti consigli su come aumentare le proprie view.  Senza dubbio oggi, dopo solo un giorno di pubblicazione del video, le visualizzazioni, come i commenti, sono alle stelle, l’autrice alle stalle.

Eppure lei controbatte e non si abbatte: “Sto leggendo le vostre risposte e ci tengo a dire che bisogna avere un attimo di humour nella vita, io capisco che ovviamente ci sono persone che stanno male e io in prima persona lo sto vivendo perché ho una persona molto vicina che sta facendo delle cure tutte le settimane, per una cosa molto brutta. Ma questo non c’entra nulla perché era una cosa scherzosa e chi non lo capisce non dovrebbe stare sui social né in nessun altra piattaforma. Siete l’esempio di chi è veramente ipocrita, le persone che fanno certi commenti dovrebbero vivere in una campana di vetro. Io sono una persona vera che non prende per il culo nessuno, fatevi una risata e non rompetemi le scatole”.

Sfogliando le foto che riempiono i suoi profili, una grande tristezza ti assale. Svariati sono i motivi: gli sguardi dei bambini, la falsità delle situazioni, i contenuti talvolta insignificanti, altre inquietanti.

Ma se vai nella pagina Giulia Nati Agency  e vedi consigli e slogan per ottenere risultati e vendite attraverso una comunicazione efficace, allora la tristezza si trasforma in sconforto.

Se questa è la comunicazione, se per farsi notare le persone sono disposte a tutto, se i figli sono dei manichini per abiti, se la bellezza è di plastica, se la vita, la morte, i sentimenti e i valori e perfino la malattia sono solo armi di persuasione, di attrazione, per raggiungere fama e successo, allora siamo all’atto finale della decadenza.

Infine, ti convinci che sia necessario lottare contro questa deriva che ci può portare al crollo della nostra società, attraverso l’etica professionale e l’umanità.

E Noi de Il Nuovo Terraglio, lottiamo ogni giorno.

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