Italian flag
ItaliaSlide-mainSport

Italia tutti a casa

4 minuti di lettura

La Nazionale italiana di calcio perde 2-0 con la Svizzera ed è eliminata da EURO 2024

BERLINO – Non basta la città che ci ha visti laureare Campioni del Mondo per la quarta volta a risvegliare l’orgoglio e, soprattutto, il gioco della Nazionale. Una squadra senza gambe, senza idee, senza cuore. Agonizzante dal primo all’ultimo minuto.

Siamo tramortiti da una Svizzera con semplicemente più voglia che andrà meritatamente sabato a Dortmund a giocarsi l’accesso alla semifinale con la vincente tra Inghilterra e Slovacchia. Un gol preso al 37′ minuto dopo la bellezza di trentatré (33!) passaggi di fila. Il secondo dopo soli 27 secondi della ripresa.

Agli ottavi ci eravamo andati per fortuna e non per merito. Una prima partita giocata anche abbastanza bene nonostante il gol preso a freddo dopo soli 23 secondi da una piccola Albania. Nella seconda la Spagna ci aveva demoliti, fisicamente e psicologicamente, lasciando solo le macerie di un gioco inesistente e facendo cadere anche quelle poche velleità di squadra.

Gli ultimi venti minuti dell’ultima partita del Girone con una Croazia ormai a fine ciclo, ci avevano dato speranza, in fondo non si può far peggio di così. E invece si può eccome.

Non ho ricordi di una Nazionale così vuota, brutta, inesistente. Inchiodata sulle proprie gambe, senza un’anima o un minimo desiderio di rivalsa. Attendeva solo il fischio finale per far terminare l’agonia e noi tutti tifosi con lei. Il CT Spalletti a fine partita si è addossato tutte le colpe, come giusto che sia.

Molte sono sue, a partire dalla confusione dei troppi moduli cambiati e delle convocazioni per un tipo di gioco poi mai proposto. Ma soprattutto dei tanti giocatori messi fuori ruolo o usati in maniera troppo diversa dalla posizione nel club di appartenenza.

Ciò non toglie che il materiale umano a disposizione in questo momento è questo. Un solo fuoriclasse, Donnarumma, anche oggi decisivo. Alcuni giocatori di buon prospetto come Chiesa (tra i pochi a non mollare oggi), Barella (irriconoscibile stasera) e la scoperta Calafiori. Il resto della squadra è composta da gregari che magari in campionato o nelle coppe riescono anche a brillare, ma più per la capacità dei propri compagni stranieri che per i loro meriti.

È una sconfitta su tutti i piani. Ma dalle macerie si può solo ricostruire, anche se va fatto in fretta per non rischiare di perdere la qualificazione al terzo Mondiale di fila.

La partita

Spalletti, rispetto alla precedente partita con la Croazia, ripropone la difesa a 4 ma con vari cambi. Con Calafiori squalificato e Dimarco infortunato, entra Mancini e Darmian scala dietro. A centrocampo debutta da titolare Fagioli con Barella e Cristante. Il tridente davanti è formato da El Shaarawy e Chiesa ai lati della punta Scamacca.

Parte subito arrembante la Svizzera con Ndoye e Aebischer, ma è solo al 23′ che si fa davvero pericolosa. Embolo scatta sulla linea del fuorigioco e si trova a tu per tu con Donnarumma, protagonista dell’ennesimo miracolo di questo Europeo. Risponde Chiesa dalla sinistra, ma Akanji devia in angolo. Al 32′ è Rodriguez, ex di Milan e Torino, a calciare alto di sinistro.

È comunque il preludio del gol che arriva al 37′. Dopo un fitto palleggio elvetico con ben trentatré passaggi di fila, Freuler si inserisce indisturbato in area e batte Donnarumma.

Si spera nella voglia di rivalsa degli azzurri, ma le loro facce al rientro dagli spogliatoi denotano lo scoramento generale, con il solo Chiesa che prova a scuotere gli animi. Rimane negli spogliatoi El Shaarawy, dentro l’eroe del gol con la Croazia Zaccagni. Passano solo 27 secondi e Vargas riceve palla in area, la stoppa, guarda la porta, la mira e insacca sotto al sette.

Gli azzurri sono sulle ginocchia. Nessuna reazione. Al 52′ fortunosamente rischiamo però di rientrare in partita con Fagioli che mette in area un pallone e Schär che la devia maldestramente di testa sul proprio palo con Sommer battuto. Spalletti capisce che è ora di rischiare, dentro Retegui fuori uno spento Barella (anche a causa di una botta rimediata nel primo tempo).

È proprio l’italoargentino al 28′ a provare il tiro ma Sommer para senza fatica. Qualcosa sembra muoversi, ed è Scamacca a risvegliarsi dal suo torpore con un tiro che va a infrangersi di nuovo sul palo. Ultimi cambi con Cambiaso per Darmian e Pellegrini per Cristante. Dopo poco esce anche Fagioli per Frattesi. Ma non c’è la ricerca veemente del gol, non c’è proprio alcuna reazione.

Si va tutti a casa. Meritatamente.

I commenti

Queste le parole del CT Luciano Spalletti a fine partita:

“Quel gol all’inizio del secondo tempo ci ha tagliato le gambe, e anche se siamo rimasti nella loro metà campo siamo stati poco incisivi. Ha fatto la differenza il ritmo, troppo inferiore al loro. Anche nelle individualità, nelle coppie, c’era un passo differente. Il ritmo e la freschezza fanno la differenza, al di là della qualità. Ci vuole più continuità di sacrificio, in diversi siamo stati non continui a rosicchiare il metro, il centimetro. Non siamo arrivati a questo Europeo a una condizione eccezionale. Io penso che ci sia la possibilità di costruire qualcosa, ma ci vuole un po’ più di tempo: bisogna andare a trovare quelle caratteristiche in giocatori che abbiamo visto ci mancano“.

Il capitano Gigio Donnarumma: “Una sconfitta che fa malissimo, chiediamo scusa a tutti. Sono deluso, ma la Svizzera ha meritato. Abbiamo fatto fatica: nel primo tempo abbiamo permesso troppe palle e lasciato troppi spazi. Cosa è mancato? Un po’ tutto: coraggio, qualità. Nel primo tempo hanno sempre avuto loro il pallino del gioco, volevamo iniziare bene il secondo tempo ma abbiamo preso subito il secondo gol“

Il tabellino

SVIZZERA-ITALIA 2-0 (p.t. 1-0)

SVIZZERA (3-4-3): Sommer; Schär, Akanji, Rodriguez; Aebischer (dal 46′ Steffen), Freuler, Xhaka, Rieder (dal 25′ st Stergiou); Vargas (dal 25′ st Zuber), Embolo (dal 32′ st Duah), Ndoye (dal 32′ st Sierro). A disp.: Mvogo, Kobel, Elvedi, Zakaria, Okafor, Zesiger, Shaqiri, Jashari, Amdoui. Ct.: Yakin

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Darmian (dal 30′ st Cambiaso); Cristante (dal 30′ st Pellegrini), Fagioli (dal 42′ st Frattesi), Barella (dal 18′ st Retegui); Chiesa, Scamacca, El Shaarawy (dal 1′ st Zaccagni). A disp.: Vicario, Meret, Dimarco, Buongiorno, Gatti, Jorginho, Raspadori, Bellanova, Folorunsho. Ct.: Spalletti

Marcatori: 37′ pt Freuler, 1′ st Vargas

Arbitro: Marciniak (Polonia). Assistenti: Listkiewicz-Kupsik (Polonia). Quarto ufficiale: Tello (Argentina)

Note: ammoniti Barella (I), El Shaarawy (I), Mancini (I)

Photo Credits: Figc.it

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

1977 articoli

AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
Articoli

    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

    Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

    Newletter Il Nuovo Terraglio

    Articoli correlati
    AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

    Il giorno più lungo dell'anno

    1 minuti di lettura
    Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…
    AttualitàSlide-mainSportTreviso

    Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

    2 minuti di lettura
    Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo il match di Coppa Italia di serie C, dove i…
    AttualitàSlide-mainVeneto

    Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

    3 minuti di lettura
    Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…