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“Io non mi tuffo“

1 minuti di lettura

Il fiume, apparentemente sobrio, un tuffo e poi la tragedia, imprevedibile in quanto sottovalutata per mancanza di prudenza e conoscenza

Tutte le sciagure avvenute negli ultimi mesi nei nostri fiumi hanno un minimo comune denominatore, la mancata percezione del pericolo insita nelle piccole spiagge che, a prima vista, appaiono minute oasi dove godersi in relax un paio d’ore, lontano dal caldo e dallo stress, in autonomia. Con poca gente.

Ma proprio in questi piccoli eldorado il pericolo si annida impetuoso, con il fiume che puó tradire improvvisamente anche per chi conosce bene il nuoto, con repentini cambi delle correnti dovute dalle continue piogge che, alla fine si trasformano in trappole mortali coinvolgendo molte volte anche generosissime persone, che sprezzanti del pericolo perdono la vita per salvare altri.

“IO NON MI TUFFO“ potrebbe essere lo slogan di una campagna di sensibilizzazione promossa da Comuni, Regioni o Province, magari con la collaborazione di qualche testimonial famoso, che riesca a fare breccia dove la cultura della conoscenza non arriva, raccontando i fiumi con l’enfasi giusta, promuovendo mostre, reading, flash mob ed eventi. Perchè la sensibilizzazione il più delle volte arride alla consapevolezza.

Eppure i cartelli di “Divieto di balneazione“ recitano chiaro, sono quasi sempre molto visibili ma forse non bastano e si è parlato anche di delimitare le zone piú a rischio con transenne e divieti di accesso.

Tutte strade percorribili, per porre fine a questa stupida guerra che miete vittime e incombe ogni giorno, come un’altra idea, prendendo spunto dai nostri mari, potrebbe essere quella di porre sulle rive delle bandiere rosse intermittenti, simboliche quanto basta e con la forza di diventare un valido deterrente.

Perchè “Io non mi tuffo“ diventerebbe propedeutico al fine di allontanare una situazione ad alto rischio, rispettando la bellezza dei nostri fiumi, torrenti e ruscelli ed evidenziando l’importanza di questi corsi d’acqua dolce a cui dobbiamo molto.

Ma è forse proprio la scarsa conoscenza di questo patrimonio a scandirne le note negative, avvicinandone i pericoli e allontanando pregi e virtù.

Zero Biscuit di Mauro Lama

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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