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Intervista a Chiara Di Giusto sulla scuola e “Cambiamo! Con Toti”

Abbiamo incontrato Chiara di Giusto, docente di lettere classiche al Liceo Canova di Treviso, coordinatore per Mogliano Veneto del partito politico “Cambiamo!Con Toti”, che ci ha concesso il piacere di ascoltare il suo punto di

Abbiamo incontrato Chiara di Giusto, docente di lettere classiche al Liceo Canova di Treviso, coordinatore per Mogliano Veneto del partito politico “Cambiamo!Con Toti”, che ci ha concesso il piacere di ascoltare il suo punto di vista sulla scuola e sull’Esame di Stato così come è stato configurato oggi.

 

• Professoressa, cosa ne pensa della Maturità 2020 così come l’ha voluta il nuovo Ministro Azzolina?

“Bisogna per prima cosa fare una premessa: questo governo è tornato al passato, probabilmente per accontentare interessi di partito. Il MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), istituito dal governo Berlusconi, è tornato ad essere smembrato in due Ministeri distinti, dell’Istruzione e dell’Università. E credo che questo si commenti da solo.

Tornando al discorso principale, sull’Esame di Stato, il ministro Azzolina ha accolto la richiesta di ripristinare il tema di argomento storico ed ha abolito il sistema delle buste scelte dagli esaminandi nel colloquio, riproponendo la modalità con proposte avanzate dalla Commissione.”

 

• Lei crede che si sia voluto dare un aspetto personale all’Esame di Maturità?

“Il Ministro ha voluto dare un suo tocco personale rispetto a quanto previsto dall’Esame dell’anno scorso. Osservo che ultimamente ogni Ministro che va ad occupare il Ministero dell’Istruzione si preoccupa di lasciare un suo segno, senza tenere conto delle reali esigenze della scuola e dei tempi tecnici che docenti ed allievi devono affrontare con le nuove regole.”

 

• Anche la FLC CGIL è intervenuta sull’argomento Esami. Quali le sue considerazioni?

“Due soprattutto sono gli interventi fatti dalla FLC CGIL.

Il primo consiste nella richiesta di un ripensamento complessivo dell’attività di alternanza scuola-lavoro (ASL), oggi definita PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento); l’altro nella richiesta di eliminare la finestra dedicata alla discussione di questa esperienza da parte del Candidato durante l’orale dell’Esame di Stato.

Per quanto riguarda il primo punto, i nostri giovani sono in ritardo rispetto ai loro coetanei europei, in termini di durata del percorso di studio. E già questo li rende meno competitivi.

Qui, inoltre, si sta negando la possibilità di sperimentare il mondo del lavoro già durante il corso di studio. Si rischia così di avere dei ragazzi che escono dalla scuola ricchi di conoscenze, ma incapaci di adattarsi alle esigenze della vita lavorativa.

Va bene, quindi, ripensare al percorso di alternanza, in termini di tempi e modalità, soprattutto in relazione al curricolo scolastico, ma eliminarlo dalla discussione dell’Esame di Stato significa svuotarlo del significato conferitogli durante gli anni del percorso di studio, disorientando l’allievo.

Dal punto di vista formativo, poi, si toglie al giovane l’unico spazio che può gestire in modo autonomo, dimostrando il suo livello di maturità.”

 

• Sappiamo del suo impegno politico con Cambiamo!. Come politica, qual è il suo pensiero sulla scuola in generale e sull’alternanza scuola-lavoro?

“Come Cambiamo! Siamo assolutamente favorevoli a mettere in atto tutte quelle strategie che puntano ad un’ottica di sviluppo della scuola;quindi la valorizzazione dell’alternanza scuola-lavoro negli Istituti superiori con percorsi adeguati a seconda del ciclo di studi: un’esperienza che deve proseguire ed anzi essere potenziata e valorizzata. E’ necessario creare un ponte stretto tra scuola e lavoro. E’ dalla scuola che il mondo del lavoro può attingere nuova linfa vitale. Cambiamo!, inoltre, chiede un investimento nella formazione dei docenti, ma un investimento “mirato”, non “a pioggia”: un investimento che parta dalla progettazione e dalle effettive esigenze della scuola e dei suoi operatori.”

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