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Infinito Buffon

2 minuti di lettura

A vederlo giocare sembra passato un giorno da quando lo ammiravamo durante i Mondiali vittoriosi del 2006. Ma di anni ne sono passati quasi 17. Di quei 23 giocatori è l’unico che ancora calca i campi professionistici come calciatore. Gli altri hanno passato quasi tutti la barricata e sono diventati allenatori o comunque sono rimasti nel mondo del calcio in altre forme, come dirigenti, agenti o commentatori.

Gianluigi Buffon, per tutti Gigi, no. Lui non si arrende all’avanzare inesorabile dell’età, perché il tempo passa anche per i campioni immensi. E anche se il 28 gennaio compirà 45 anni, anche se gli infortuni quest’anno finora gli hanno permesso di giocare solo 3 partite in campionato e una, immensa, in Coppa Italia contro l’Inter, lui non si arrende e, con il suo più che classico sorriso, ci sorprende volando da un palo all’altro come fosse ancora un ragazzino.

Sono lontani i giorni della prima avventura al Parma, quando esordì contro il Milan nel novembre 1995 a soli 17 anni per poi passare alla Juventus per la cifra record di 105 miliardi delle vecchie lire. In mezzo un palmarès da far invidia a chiunque: campione del Mondo nel 2006, vicecampione d’Europa nel 2012, 6 coppe Italia, 7 Supercoppe Italiane, 10 scudetti più uno revocato, 1 Supercoppa di Francia, un campionato francese e una Coppa Uefa col Parma. Senza contare gli innumerevoli premi personali impreziositi dal premio UEFA come miglior giocatore del 2003, il Premio Yashin nel 2006, il secondo posto nello stesso anno al Pallone d’oro e il premio IFFHS come migliore portiere del secolo XXI dopo aver vinto l’annuale per ben 5 volte ed esser stato premiato come miglior portiere degli ultimi vent’anni.

Non basterebbe un giornale intero per descrivere tutto quello che ha vinto, tutto quello che ha rappresentato Buffon in questi 27 anni, chiunque si starebbe già godendo la sua pensione dorata o avrebbe iniziato una nuova carriera.

Gigi Buffon invece no. Continua ad allenarsi ogni giorno, infortuni permettendo, con la stessa voglia e spirito di quando era ancora ragazzino e giocava a centrocampo. Non importa se la maggior parte dei suoi attuali compagni di squadra non fosse ancora nato quando lui già era professionista. Lui è ancora il numero uno. E lo ha dimostrato una volta in più tenendo sotto scacco l’Inter fino ai tempi supplementari nella partita di Coppa Italia di martedì scorso, arrendendosi solo alla fine e sfoderando una parata impossibile sul tiro di Dzeko al 91° e uscendone indiscutibilmente come migliore in campo.

L’incredibile parata di Buffon contro l’Inter

Gli anni purtroppo passano per tutti, ma alla domanda: “È stata la tua ultima partita a San Siro?” la risposta non si è fatta attendere nei suoi canali Social:

Photo Credit: parmacalcio1913.com

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