Erida Petriti dialogherà con Valerio Di Donato sul suo libro “Riflessa in uno specchio rotto” il 7 marzo, alle ore 20.45, al Centro Sociale di Piazza Donatori di Sangue.
Perché “Riflessa in uno specchio rotto”? perché l’autrice, al suo arrivo in Italia dall’Albania, ha deciso di dimenticare il suo travagliato passato, dimenticare gli anni di sofferenza, dimenticare quella parte di sé così duramente messa alla prova dalla vita in un paese prima oppresso da una dispotica dittatura e poi da una turbolenta e instabile democrazia. Una terra devastata da conflitti sfociati poi nella guerra civile da cui, a ondate, in tanti sono fuggiti ma non tutti, purtroppo, riuscendoci.
Voleva guardare avanti, Erida, vivere un presente sereno, costruire un bel futuro per sé e la sua famiglia e così sta facendo a Mogliano Veneto dove vive e lavora con il marito e i due figli.
Solo dopo aver metabolizzato e incapsulato il triste passato si è sentita in grado di poter sollevare quel velo che aveva volontariamente deposto, e potersi rivedere. Nei brani raggruppati ne “Lo sciamano” descrive proprio questo momento, traumatico e all’inizio quasi rifiutato.
È costretta a guardarsi allo specchio, lo specchio della sua memoria nascosta, nel quale vede se stessa nella sua vita precedente. Accetta questa sfida, si sente ora pronta a riguardare il film di quegli anni, ma il suo ricordo è come uno specchio rotto che non le restituisce un’immagine integra ma solo frammenti. Frammenti che lei esamina e riveste ciascuno di una propria personalità, creando per ogni storia un personaggio diverso plasmato sulla matrice comune dei suoi ricordi.
Grazie a queste tristi storie, a questi sofferti personaggi, l’autrice ci racconta di sé e di un popolo a noi vicino ma, allo stesso tempo, così poco conosciuto, l’Albania.
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