Un soffio leggero di sabato sera come un anelito, un refolo di ponentino e trapela tutto, da domani tutti a casa e d’acchito non si capisce ma esiste una spiega.
E la domenica mattina senza la Messa il teatro o il cinema già è in cavalleria, mai digerita ma compresa, ma neanche uscire e forse nada pallone, qui le poche certezze granitiche vacillano, tutto sembra con i piedi d’argilla.
Il giorno scorre lento e sincopato, si riapre il vecchio Risiko, per alcuni l’incanutito Monopoli e poi play-station o scopone scientifico e perché no rifarsi l’armadio e sistemarsi le piantine ornamentali, o rileggere una vecchia ricetta, in cuffia hit sul tubo in loop.
Ma deve ancora tramontare la nottata e arrivare lunedì e qui il focus si sposta diametralmente sul lavoro, da sempre al nostro fianco, posso, non posso, e fino a che ora e come?
Fino a lunedì sera dove la penisola si scopre interamente closed, intrisa di quel rosso carminio che significa stop, qui ci si ferma, una svolta totale inimmaginabile e mai vista, ma necessaria.
E allora la dolce dimora ci accoglie come sempre ha fatto al nostro ritorno, solo che ora siamo tutti per lei e con i suoi mattoncini rossi la scorgiamo che scodinzola, come un cucciolo di cane felice di averti finalmente tutto il giorno per sé.
Mauro Lama
#Instacult
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