Si festeggia oggi, 26 maggio, la giornata mondiale dell’aperitivo, una tradizione tutta italiana, nata a Torino e cresciuta a Milano, che oggi parla veneziano.
Venezia – Solo dallo scorso anno, questo rituale è diventato evento internazionale con l’intento di valorizzare uno dei momenti più ”amichevoli” della giornata, che favorisce la socialità, gli incontri, le occasioni di leggerezza e allegria.
La storia narra che Ippocrate consigliasse un vino aromatizzato agli inappetenti, per stimolarne l’appetito. Del resto, il termine latino aperitivus significa che apre e da sempre viene inteso come uno stimolante alla cena.
Il significato di questa iniziativa internazionale sta anche nel valorizzare i prodotti italiani e acquisire nuovi mercati nel mondo attraverso una giornata di attenzione verso questa tradizione.
Oggi secondo i dati divulgati, a tenere il primato dell’ aperitivo più amato nel mondo è lo spritz, conosciuto fuori dal Veneto solo da una ventina d’anni.
Al contrario della sua recente fama, l’origine dello Spritz è antica più di quanto si pensi, addirittura se ne parla nell’ottocento, quando le truppe austriache, di stanza nel Regno Lombardo-Veneto, iniziarono ad allungare i vini veneti con acqua frizzante, per dissetarsi maggiormente e avere quell’effetto “buonumore” che il vino dava. Da qui l’origine del nome, dal tedesco spritzen, “spruzzare”, cioè spruzzare dell’acqua frizzante nel vino.
Negli anni 20 e 30, tra Venezia e Padova, si cominciò ad “arricchire” la miscela acqua e vino con del bitter. Sempre a Venezia, era nato il bitter Select e ben presto iniziò la moda di berlo allungato con soda o seltz. Poi furono creati l’Aperol e il Campari.
Negli anni cinquanta, con il boom economico spopolava la moda di fare l’aperitivo con i nuovi bitter e lo spritz cominciò a primeggiare, prima a Venezia e Padova, poi in tutto il Veneto e infine, in tutto il nord e da lì in tutta Italia. Da qui fu presto amato in tutto il mondo.
Nel 2011 fu ufficializzato lo “Spritz Veneziano”, poi semplicemente “Spritz”. La sua notorietà a livello nazionale è avvenuta tramite la pubblicità dell’Aperol che a inizio 2008 ha avviato una campagna favorendone la diffusione nel resto d’Italia e all’estero.
Nel veneziano lo spritz viene ancora servito nel ‘goto’, il classico bicchiere da osteria tozzo, e si accompagna con i “cicheti”, piccole tartine o pezzi di polenta arrostita o mezze uova sode, farciti con tonno e altri ingredienti, che stuzzicano l’appetito.
Oggi sono molteplici le varianti dello sprtz: con Cynar, con Martini, con Prosecco o con bianco fermo, con oliva, arancia o con limone, con menta e fragola.
L’aperitivo, con qualunque drink lo si faccia, sia alcolico che analcolico, accompagnato da una semplice patatina o con una tartina super ricca d’ingredienti, rimane un momento piacevole della giornata che va salvaguardato come un rito in via d’estinzione, sopraffatto da appuntamenti virtuali.
E naturalmente va accompagnato dal un rumoroso “cin cin”, guardandosi negli occhi.
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