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L'editoriale del direttoreMestreSlide-mainSport

Gemini, da amare comunque (e ovunque)

3 minuti di lettura

C’è stato un tempo davvero poco lontano in cui i sabati e le domeniche al Taliercio avevano un unico colore. Che non era biancorosso. Basterebbe questo per “rientrare in bolla” e far scemare sul nascere ogni polemica sulle ultime vicende cestistiche mestrine.

MESTRE – C’è un po’ di malcontento tra i tifosi per la quinta sconfitta della Gemini Mestre, che ha perso con Ozzano sabato scorso sul filo di lana. C’è anche chi dice – e mi trova d’accordo – “sempre e comunque Basket Mestre 1958”.

A Ozzano, Gemini Mestre ha perso 68 a 64 a pochi minuti dalla fine. Sono quegli ultimi canestri che, se non entrano a te ma entrano agli altri, cambiano il volto di una partita.

Un po’ com’era successo al “mito greco” Vangelis Mantzaris al Taliercio non molto tempo fa. E lì aveva vinto la compagine mestrina.

È lo sport.

Per informazioni, passare da Novak Djokovic addì 25 novembre 2023, e lui proprio di primo pelo tennistico non è.

Tornando a noi, non è un momento facile per Mestre, sotto organico per la partenza di Fabio Bugatti cui auguro tutto il bene del mondo.

Serve un rimpiazzo, ormai lo sanno anche i manichini nella galleria che precede il parterre. Per un rimpiazzo di valore, servono soldi e atleti disponibili.

Sui papabili non mi esprimo perché è troppo facile fare nomi con cognizione di causa estremamente labile. Non sono un tecnico, non sono la società, concordo sul fatto che si possano esprimere pareri o desideri – tanto Conti non arriva – ma con le dovute riserve.

E soprattutto, senza gettare la croce addosso a questo o quel giocatore, che per alcuni tifosi da genio della lampada è diventato Ebenezer Scrooge senza passare dal via.

Sul fatto che non ci sia alchimia in squadra sento di dissentire, viste le chiacchierate fatte con tutti i giocatori pochi giorni fa. Ma è solo la mia modesta opinione. Sulle questioni tecniche non entro nel merito proprio perché non sono un tecnico, anche se ne ho conosciuti davvero tanti.

Sul ritardo nel trovare un rimpiazzo, sui soldi pagati a questo o quello…

  1. Fate i presidenti
  2. Mettete montagne di soldi
  3. Pagate un noleggio per giocare “in casa” (la tua casa)
  4. Fate ogni settimana i conti con introiti minimi biglietti – pubblico pagante

Poi, ma solamente poi, cominciate a contestare. Per ora potreste cominciare da me, conscia che esco oggi stile Grillo Parlante un tantino fastidioso.

Tant’è, nell’economia di una squadra, ci sono da guardare millemila fattori. E il 99,9 periodico non dipende da chi si siede in qualsiasi sedia del palazzetto. Ma non è in campo e tantomeno in spogliatoio.

Sono dell’idea che una squadra o si ama, o si ama. Per quello che dà, anche quando perde. Ma se invece vogliamo pensare che si deve vincere e basta, non ci siamo proprio. O dobbiamo cominciare a disertare gli spalti, fischiare, diventare trevigiani così, per diletto?

E se invece si facesse quadrato comunque vada questa stagione, che tra l’altro è lunghissima e non mi risulta che la Gemini sia attualmente a fondo classifica.

Sui social qualche giorno fa il Basket Mestre 1958 ha messo un post. Titolo: il nostro sesto uomo.

Da stampare in fronte a rovescio, così da guardarsi allo specchio nei momenti bui.

Perché, se già si è sotto organico, manca solo che il sesto uomo abdichi. E l’amore, il “non ti ho tradita mai”? O improvvisamente vale solo se va tutto bene?

Ricordiamoci il passato, onoriamo le vecchie, immense glorie che hanno scritto pagine di storia e magari, tutti insieme, scriviamo un altro capitolo.

Titolo: Gemini, da amare comunque (e ovunque).

Concludo con le parole di Paolo Lazzaro, innamorato numero uno di questa squadra, nonché suo addetto stampa: “Se quel canestro fosse arrivato prima forse ora racconteremmo un’altra storia. Si torna da Ozzano con tanti rimpianti ma anche consapevoli che la squadra lotta: il mercato porterà nuova linfa dopo la partenza di Bugatti, bisogna stringere i denti e ritrovare fiducia, Mestre ha superato periodi peggiori di questi”.

Mestre ha superato periodi peggiori di questi. Tipo quando era nell’oblio cestistico.

Senza contare che, se tocchi il fondo – e qui siamo a malapena a metà della salita – puoi solo risalire. Ma se sei a metà, cosa vuoi che sia risalire insieme al sesto uomo?

Meditate gente, meditate…

credits foto Susy 2023 – Basket Mestre 1958

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