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Focus on: malattie esantematiche

2 minuti di lettura

Le mamme lo sanno: alcune malattie sono tipiche dei bambini, anzi, tanti di noi ricorderanno di avere avuto un fratellino malato e ripenseranno alle parole della mamma: “Sta’ vicino a tuo fratello, così te la becchi pure tu e ci togliamo il pensiero!”.

Oggi parliamo di malattie esantematiche, ovvero di quelle patologie su base infettiva, quasi sempre virale, caratterizzate da esantema, il cosiddetto “sfogo cutaneo”: lesioni della pelle – pustole, chiazze, puntini – che in alcuni casi sono estese a tutto il corpo, altre localizzate in determinati distretti cutanei. L’esantema in genere si accompagna ad altri sintomi, quali febbre, spossatezza e malessere.

Esiste una precisa correlazione tra diffusione delle malattie ed età dei pazienti, così come lo stesso si può dire riguardo la stagionalità: l’incidenza delle malattie esantematiche è maggiore durante l’infanzia e la contagiosità aumenta durante i mesi invernali.

Come avviene il contagio? Attraverso le goccioline di saliva che si propagano parlando o starnutendo, per esempio, oppure per contatto diretto con le lesioni infette o ancora toccando le secrezioni di naso e gola.

Le malattie esantematiche causate da virus sono:

  • morbillo;
  • rosolia;
  • varicella;
  • quinta malattia;
  • sesta malattia;
  • malattia mani-piedi-bocca.

La scarlattina invece è sostenuta da un batterio, lo Streptococco β-emolitico, e prima dell’avvento dell’antibiotico era altamente mortale.

Generalmente, tra l’inizio dei disturbi e la comparsa dell’esantema possono trascorrere anche diversi giorni, e in questo lasso di tempo le persone infette sono già contagiose. L’ideale sarebbe giungere all’identificazione della malattia in tempi rapidi, motivo per il quale il pediatra andrebbe allertato alla comparsa dei primi sintomi (febbre, brividi, dolori muscolari, prurito, affaticamento, spesso associati a mal di gola, tosse, naso che cola, occhi rossi e congiuntivite, mal di testa, dolori addominali, diarrea, malessere generale, perdita di appetito, stanchezza, irritabilità).

Quando all’infezione virale se ne sovrappone una di origine batterica (sovrainfezione) si può andare incontro a complicanze dagli esiti infausti.

Questo accade raramente, ma purtroppo può succedere.

I distretti interessati alla sovrainfezione possono essere diversi e la patologia secondaria che si associa può andare dall’otite, alla laringite, alla diarrea fino alla polmonite o l’encefalite o causare danni al fegato, al rene o al cuore. Questo si verifica soprattutto con soggetti sensibili dal punto di vista immunitario, come i neonati e le persone immunodepresse a causa di una patologia pregressa o di una terapia farmacologica in atto.

Come prevenire queste complicanze?

Con la vaccinazione, a cui si ricorre in sicurezza ormai da tanti anni. I vaccini contro la pertosse (che non è una malattia esantematica ma è tipica dell’età pediatrica), la varicella, la rosolia e il morbillo rientrano tra quelli obbligatori in Italia.

Come si curano le malattie esantematiche?

Se sono originate da virus, la terapia è solo sintomatica e consta di antipiretici, per abbassare la febbre, e antistaminici, per via orale e/o per applicazione locale, per calmare un eventuale prurito.

In caso di scarlattina o di altre infezioni batteriche, anche concomitanti, si usano invece gli antibiotici (dietro prescrizione medica).

Le malattie esantematiche non possono essere contratte una seconda volta, perché, dopo la guarigione, si è protetti a vita dagli anticorpi sviluppati dal sistema immunitario.

Fanno eccezione la scarlattina – perché, come dicevo, è causata da un batterio (uno streptococco) di cui esistono diversi ceppi – e la varicella, il cui agente eziologico può rimanere nascosto all’interno delle cellule anche dopo la guarigione e, in particolari situazioni (stress o altre condizioni che provocano una riduzione delle difese immunitarie), si manifesta, anche a distanza di decenni, dando origine all’herpes (generalmente labiale) o al fuoco di Sant’Antonio, caratterizzata dalla comparsa di lesioni cutanee generalmente localizzate sul tronco e cui è associata una nevralgia molto importante e dolorosa.

Dr.ssa Claudia Cocuzza

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