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Enrico Zaffalon, il Campione e la sua vela

2 minuti di lettura

Una storia d’amore per la vela che dura da tutta una vita, fino a far rinascere in terra nostrana le meraviglie del dinghy 12′, prima imbarcazione della storia stazzata in vetroresina. Sabato 14 gennaio alle 15, al Palazzetto del CONI in via del Gazato a Mestre, si svolgeranno le premiazioni della Federazione Italiana Vela Veneto per i Campionati Zonali del 2022.

VENEZIA – Numerosi gli atleti premiati: dai più giovani della Classe Optimist agli atleti delle Classi Olimpiche, fino ai meno giovani e definirei quasi veterani della vela della Classe Dinghy 12’.

Fra questi spicca il Campione, il numero uno di quest’anno: al secolo Enrico Zaffalon, con il suo Dinghy 12’ Bonaldo è meritatamente salito sul podio.

Enrico Zaffalon non è persona sconosciuta nel mondo della vela sportiva. È stato infatti presidente del Comitato Veneto per otto anni, ufficiale di regata nazionale e regatante da almeno una quarantina d’anni.

Ultimamente si è dedicato alla Classe Dinghy 12’ per passione e sempre per passione ha rilevato stampi e marchio di uno dei più famosi costruttori di dinghy 12’, Il Cantiere Bonaldo di Chioggia, il primo ad aver costruito, nel 1977, il primo dinghy in vetroresina da regata della storia.

E così in soli cinque anni ha riportato in auge un marchio che era quasi scomparso dal mondo della vela, conquistando un secondo posto al Campionato Italiano del 2020 e ora Il Campionato Zonale Veneto 2022.

La storia

Nel 1913 l’inglese George Cockshott partecipò e vinse il concorso indetto dal “Boat Racing Association” per la progettazione di una deriva che unificasse i vari modelli di “tender” con i quali gli armatori dei grandi yachts si sfidavano in appassionanti regate nei porti e nelle rade del nord Europa.

Nell’Inghilterra di fine Ottocento queste imbarcazioni si assomigliavano tutte: fasciame sovrapposto (detto a clinker), due banchi per vogare, poppa a specchio, bordo libero quanto bastava e albero con vela al terzo.

Cockshott non poteva certo immaginare quale successo avrebbe avuto la sua creatura.

Economico, maneggevole, adatto al diporto nautico, il Dinghy 12’ non tardò a diffondersi. Sottovela, infatti, il Dinghy si rivelò imbarcazione molto tecnica e raffinata e, divenuto nel 1919 la prima “International Class”, venne scelto nel 1920 e nel 1928 alle Olimpiadi quale classe “en solitarie”.

È proprio l’esperienza dei velisti italiani che vengono selezionati per le Olimpiadi di quegli anni a introdurla nel nostro Paese: le prime imbarcazioni sono costruite nel 1929, mentre nel 1931 si tiene il primo Campionato Italiano a Zara.

Per oltre trent’anni il Dinghy 12’ reciterà un ruolo determinante nello sport velico nazionale, e, in particolare, per la formazione dei più giovani.

Dopo la crisi degli anni sessanta, nel 1969 venne fondata l’Associazione Italiana Classe Dinghy 12’.

Nel 1976, per venire incontro alle esigenze economiche di quel periodo – in cui un dinghy 12′ in legno costava moltissimo – la Classe ha permesso la costruzione del dinghy in vetroresina.

Nel 1977 Danilo Bonaldo costruisce per primo il dinghy in vetroresina e legno per regata, cambiando da quel momento la storia e l’evoluzione del Dinghy 12′, e da allora l’incremento degli armatori e dei regatanti è stato continuo.

Nel 2015 Enrico Zaffalon compra i progetti, lo stampo e il marchio da Danilo Bonaldo e riporta in auge questo meraviglioso modello di dinghy 12′.

Il resto, è la storia di un amore per la vela che dura da tutta una vita.

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