Riceviamo e volentieri pubblichiamo un comunicato stampa a firma dell’avvocato Fabio Crea, esponente trevigiano di Fratelli d’Italia e candidato alle elezioni regionali dei prossimi 20 e 21 settembre, sul tema riapertura delle scuole
«A un mese dalle elezioni e dalla riapertura delle scuole, lo stesso governo che inasprisce le misure anti-Covid e che prevede un’impennata dei contagi nel mese di settembre, continua a prendere tempo senza spiegare concretamente agli italiani in che modo sarà possibile votare e tornare in classe nel rispetto delle regole». A denunciare l’immobilismo dell’esecutivo, l’avvocato Fabio Crea, esponente trevigiano di Fratelli d’Italia e candidato alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre. Elezioni che, è il sospetto di Crea, potrebbero subire, nel silenzio generale, un ulteriore rinvio giustificato da pareri negativi del comitato tecnico-scientifico, gli stessi che avrebbero portato il Ministero della Salute a ordinare la chiusura delle discoteche e a rivedere le regole sull’utilizzo della mascherina all’aperto.
«Sostenere di riuscire ad adeguare le scuole con cantieri in pieno agosto o parlare di banchi con le rotelle e lezioni negli uffici pubblici significa prendere in giro i cittadini, così come tacere sull’evidente incoerenza che si manifesterebbe nell’invitare milioni di persone a recarsi in coda ai seggi in aule scolastiche con finestre sigillate e passaggi di matite elettorali e documenti vari», riflette Crea che non solo accusa il Governo di condurre il Paese verso nuovi stop forzati, ma anche di non preparare strategie alternative che consentano di andare avanti garantendo il diritto di voto.
Difficile anche valutare l’opportunità di un rinvio dell’apertura delle scuole o delle elezioni di settembre in assenza di trasparenza, una questione che assume particolare rilievo anche in vista degli ipotizzati “lockdown localizzati”. Da qui la richiesta dell’avvocato all’esecutivo: «Noi italiani vogliamo la pubblicazione immediata dei verbali del comitato tecnico-scientifico. Vogliamo sapere sulla base di quali dati scientifici (o presunti tali) il governo ricomincia con i DPCM comprimendo i nostri diritti. Non siamo sudditi ma cittadini e i cittadini hanno il diritto di essere informati per valutare l’operato di chi li governa. Conte e compagnia», conclude Fabio Crea, «si stanno solo preoccupando di tenersi la carega con lo scellerato patto tra PD e Movimento 5 stelle che, per celebrare questo matrimonio, trova il tempo di cambiare il proprio statuto anziché pensare ai problemi degli italiani».
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