La perla di Wanaka, un ricco paesino in Nuova Zelanda, è il suo centro di riciclaggio. Non un comune centro di riciclaggio dove si differenziano solo rifiuti, ma il salvavita di chi non fa parte della benestante popolazione locale e mecca per chi è dipendente dallo shopping. Wastebusters è il luogo dove si porta tutto ciò che non si usa e di cui ci si vuole disfare. Questa prospettiva invita le persone a tenersi leggere: cambiare il guardaroba o liberarsi di brutti soprammobili è piuttosto facile. Aiuta a mantenersi minimalisti. Dall’altra parte, offre la possibilità a chi non può che permettersi oggetti di seconda mano, da materassi a biciclette, un adeguato stile di vita. Quando si parla di comprare un materasso usato da Wastebusters, i prezzi vanno dai 10 ai 16 dollari neozelandesi (circa tra gli 8 e i 12 euro). Il mio ultimo acquisto: una scacchiera d’arte africana in marmo con i pezzi fatti a mano. In euro mi sarebbe costata meno di cinque. La bellezza di Wastebusters va ben oltre i prezzi: è una grande sede del (quasi) baratto per il Paese. Invece di inquinare con il vecchio e appropriarsi del nuovo, gli oggetti possono incontrare molteplici proprietari prima di trasformarsi in rifiuto. La molteplice proprietà degli oggetti rende la comunità più familiare. Ci si ferma a pensare a chi è appartenuto quel paio di pantaloni e si spera che l’amico che ti ha regalato quella sciarpa non la scopra là tra gli scaffali. Senza scordare che armarsi di oggetti di seconda mano fa bene al Pianeta. Servirebbe un Wastebusters in ogni città.
Photo Credits: FB @wanakawastebusters
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