Se pensate di trovare disamine negative sulla partita odierna, cambiate canale… ops, giornale. Ci ha battuto la nazionale più forte al mondo. Il riassunto di Italia – USA racconta dello show degli Statunitensi, oggi fisicamente e mentalmente superiori agli Azzurri. In questo strano mondo che è lo sport, le seconde del girone – Serbia e USA – hanno fatto fuori le prime, ovvero Lituania e Italia. Al Poz e ai giocatori solo un grande “grazie”: ci avete fatto sognare.
MANILA – Nessuno avrebbe scommesso all’inizio di questo Mondiale che l’Italbasket sarebbe arrivata tra le prime otto squadre al mondo. Un risultato che mancava da 25 anni.
Magra consolazione? Anche no. Convinti di uscire non subito ma quasi, godiamoci la parte buona di questo cammino degli Azzurri.
Quindi, se pensate di trovare disamine negative sulla partita odierna, cambiate canale… ops, giornale.
Avremmo voluto finisse diversamente? Domanda retorica. Avremmo voluto un Simonefontecchio sul tetto del mondo, un Nick Melli idem e con loro tutta la squadra, con il Poz a dispensare cuori? Eccome.
Ma saremmo stati poco, pochissimo realisti.
Inizialmente avrei voluto titolare quest’articolo Alla ricerca del canestro perduto. Ma sarebbe stata un’immane mancanza di rispetto per degli atleti che hanno giocato ogni due giorni un basket che ci ha fatto divertire, palpitare, esultare, chiamare a raccolta il calendario santificando chi più, chi meno… alla bisogna.
La percentuale dei tiri dai tre. Ecco, magari se fosse finita 100 a 92, a 87 o giù di lì non sarebbe stato male. E forse non sarebbe nemmeno stata impresa impossibile, se qualche bomba da tre avesse gentilmente scelto di infilare il retino invece di accanirsi sul ferro e dintorni.
Ma siamo onesti, la partita è finita più o meno al secondo quarto. A partire dal parziale di 18 a 31, è stato quasi sempre un monologo statunitense.
Superiori agonisticamente, umanamente… mah. Certe sceneggiate da soap opera, a un mondiale, alcuni giocatori potrebbero anche risparmiarsele. Ma se hai bisogno di andare a sbeffeggiare chi è in panchina, sei sicuro di avere una sana autostima?
Rispetto delle regole. Ancora voi. Lo sfregio sul volto di Melli parla da solo. Il mezzo sorriso con leggero scuotimento del capo da parte di chi, dopo l’instat replay, si becca l’antisportivo, anche.
Se la sconfitta ci sta, l’umiliazione un po’ meno. E non venitemi a dire che c’è bisogno anche di questo, in campo. Se è ingiustificabile chi, in qualsiasi sport, oltre a perdere il match lascia per strada anche la trebisonda, figuriamoci quando stai vincendo.
Alla fine, anche se si tratta di un Mondiale, è UNA partita. E ogni partita è a sé. Senza contare che giocare ogni due giorni non aiuta. Puoi essere allenato, motivato, preparato fisicamente e mentalmente ma a volte non basta proprio.
Di là dal risultato, spiace soprattutto per il (quasi) cappotto. 37 punti di scarto non son pochi. Succede.
Che non sia stata la migliore partita dell’Italia, lo racconta la lucida sintesi di Nick Melli: “Han giocato da USA. Noi non siamo stati brillanti in questa partita, mi dispiace per i miei compagni perché abbiamo fatto un percorso che non meritava di finire così“.
Gigi Datome, quota 201. “Sono molto fiero di fare parte di questo gruppo“. Solo grazie, qualche tua giocata ancora la vedremo e ce la godremo tutta.
Simonefontecchio ci ha ricordato perché gioca in NBA. Anche se eravamo provati, vederlo volare a canestro è sempre un momento catartico.
Nicolò Melli rimedia uno sfregio ma non molla. Difende tutto il difendibile ma non basta. Il nostro eroe.
Ci aspettano altre due partite. Noi ci saremo. Non è che perché avete perso ci siamo disinnamorati di voi.
Magari può momentaneamente succedere con un altro tipo di pallone, a un Europeo. Ma questa è un’altra storia.
credits foto FIP
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
