Verrà inaugurato oggi all’M9 , CALAMITA/À rappresentazione del disastro del Vajont. Sarà presente Marcello Mazzucco, superstite della catastrofe
Mestre – A più di 60 anni di distanza, la tragedia del Vajont rimane uno dei più gravi disastri ambientali nella storia d’Italia, ancora oggi elemento vivo e pulsante nella memoria collettiva nazionale.

Calamita/à
Il progetto artistico di ricerca multidisciplinare, curato da Gianpaolo Arena e Marina Caneve, è nato nel 2013 e ha coinvolto più di cinquanta artisti e ricercatori per affrontare il tema della rappresentazione della catastrofe attraverso progetti site specific a breve termine. Inoltre, promuove riflessioni su argomenti quali la trasformazione del paesaggio, lo sfruttamento delle
risorse energetiche, la relazione tra uomo, natura e potere, l’emarginazione sociale delle minoranze e l’identità individuale e collettiva.
Dal 2016 in poi, il focus del progetto è diventato quello di sviluppare lavori a lungo termine prodotti da un gruppo ristretto di autori: Gianpaolo Arena, Marina Caneve, CélineClanet, François Deladerriere, Petra Stavast, Jan Stradtmann.
Nel 2023, grazie al supporto della Provincia di Treviso e alla collaborazione con il FAST – FotoArchivio Storico Trevigiano della Provincia, CALAMITA/À è risultato vincitore del bando “Strategia Fotografia” del Ministero della Cultura.
L’installazione effimera ideata per M9 è un invito a entrare in contatto con le tematiche proposte e approfondire i lavori degli artisti. Nell’installazione memoria storica e contemporaneo si incontrano mettendo in dialogo una stretta selezione di fotografie realizzate nell’ultimo decennio con fotografie d’epoca, risalenti al 1963, conservate dal FAST e, prima di questo progetto, inedite.
“CALAMITA/À” verrà inaugurato questo pomeriggio, venerdì 28 giugno, alle 19 a M9 – Museo del ‘900, dove sarà esposto fino all’8 settembre 2024. Le fotografie del progetto saranno visibili gratuitamente nel foyer, al piano terra del Museo, integrando la proposta di M9 con l’esposizione permanente e la mostra BURTYNSKY. Extraction/Abstraction che si trova al terzo piano.
“Accogliamo con entusiasmo CALAMITA/À nei nostri spazi: un progetto potente e necessario, che tratta un capitolo importante nella storia del nostro Paese con nuove angolature di racconto” commenta Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ‘900.
“La storia del Vajont rappresenta un invito sempre attuale a riflettere sulle conseguenze dell’azione antropica sui luoghi che
abitiamo: temi che il Museo da sempre esplora in diversi linguaggi, dagli spazi dell’esposizione permanente a quelli al terzo piano, e con i quali questo progetto si integra, offrendo ai visitatori un ulteriore punto di vista su cui affacciarsi”.
“In una modernità dove si passa senza soluzione di continuità da una catastrofe alla successiva, il progetto si occupa di esplorare i territori geografici e culturali del Vajont per investigare una domanda fondamentale: come vedere la catastrofe che si avvicina?”, commentano Gianpaolo Arena e Marina Caneve.
Partner di progetto
Sono partners dei Calamita/à: Books (Amsterdam); M9 Museo del ‘900 (Mestre); Museo Nazionale della Montagna “Duca
degli Abruzzi” (Torino); Spazio Labo’ (Bologna); mu.ri (Treviso); Impact Spin off dell’Universitá degli studi di Padova – Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova.
Nel 2024 il progetto si svilupperà attraverso una serie di tre mostre, lectures e la pubblicazione del libro (Fw:Books).
Evento realizzato nell’ambito del progetto CALAMITA\À sostenuto da Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Progetto inserito nell’ambito del programma Dolomiti metamorfosi di un paesaggio.
Il superstite
La presentazione del progetto si terrà oggi alle ore 19 presso l’Auditorium del Museo. Interverranno: Gianpaolo Arena, Marina Caneve – curatori e autori, François Deladerriere, Petra Stavast – autori Alessandra Prandin – curatrice d’arte contemporanea
Sarà presente Marcello Mazzucco, superstite della catastrofe.
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