I giochi proposti dal quasi centenario giornale “La Settimana Enigmistica” battono tutti i social game e ogni altra strana tendenza del momento, classificandosi primi nella schiera dei fenomeni sociali e dimostrando di essere una vera e propria istituzione italiana
Lo abbiamo visto sempre, in edicola o in casa, sin da bambini. E ogni estate si ripete il rituale antico: uno di famiglia la compra, tutti lo leggono, qualcuno risolve quasi tutti i giochi, ma alla fine ne resterà sempre qualcuno da risolvere. E i numeri si accumulano, di anno in anno, nella casa, nell’angolo dedicato ai giornali, tanto non hanno scadenza.
Ma c’è chi la compra e la legge tutto l’anno, perché è molto più di una semplice rivista. È un fenomeno sociale, un appuntamento fisso per milioni di italiani. La sua uscita in edicola il giovedì è attesa da persone di tutte le età, che la portano in spiaggia, in treno, la tengono sul comodino o sul tavolino del salotto. Risolvere i suoi enigmi è un’attività che unisce generazioni, una tradizione familiare e un passatempo intellettuale.
Ancora oggi, nonostante l’era digitale La Settimana Enigmistica continua a vendere centinaia di migliaia di copie ogni settimana, dimostrando la forza del suo format e la lealtà dei suoi lettori.
La storia
Il primo numero de “La Settimana Enigmistica” uscì il 23 gennaio 1932. L’ideatore fu Giorgio Sisini, un ingegnere sardo. La rivista fu fondata e ideata a Milano, in un piccolo appartamento in affitto.
Il sottotitolo era “rivista di enigmistica, novelle, varietà”, un mix di cruciverba, rebus, giochi di logica e racconti brevi, il tutto con un’attenzione particolare alla qualità e all’eleganza della grafica.
All’inizio, la testata aveva una copertina a colori e le illustrazioni erano realizzate da artisti dell’epoca. Il prezzo era di 50 centesimi di lire, una cifra accessibile che contribuì alla sua rapida diffusione. La formula del cruciverba era già presente, ma fu proprio “La Settimana Enigmistica” a renderlo popolare a livello nazionale.
Nel corso degli anni, la rivista ha mantenuto una coerenza stilistica e una formula editoriale che sono diventate i suoi marchi di fabbrica. La copertina, in particolare, è rimasta praticamente invariata: un rebus figurato, spesso con un’illustrazione d’epoca o un disegno in stile liberty, e la celebre frase “La Settimana Enigmistica – Il Settimanale Enigmistico Più Diffuso in Italia“. Questa frase, pur con piccole variazioni, è stata presente in quasi ogni numero ed è diventata un elemento iconico.
Senza pubblicità
Un’altra caratteristica inconfondibile è l’assenza di pubblicità all’interno delle pagine dedicate ai giochi, una scelta che ha sempre garantito la massima leggibilità e il focus sul divertimento.
Cibo per la mente
La Settimana Enigmistica può essere considerata a tutti gli effetti un ottimo “cibo per la mente”. Non è solo un passatempo, ma un vero e proprio strumento per mantenere la mente attiva e in forma. Allena la logica e il ragionamento, Aumenta il vocabolario e favorisce la cultura generale.
I cruciverba, i giochi di logica e i quiz mettono alla prova le capacità di connettere informazioni, dedurre soluzioni e pensare in modo strutturato. È un esercizio che stimola la parte razionale del cervello.
Inoltre, migliora la concentrazione, combatte lo stress, stimola la creatività.
In sintesi, la Settimana Enigmistica è una palestra per il cervello, un modo per tenerlo allenato in maniera leggera e divertente. È un po’ come fare stretching mentale, mantenendo flessibili e pronte all’uso tutte le tue capacità cognitive.
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