Ma come invecchia il nostro cervello? Lo svela uno studio della Normale di Pisa
E al centro di questo importante studio c’è un pesce africano, il Killifish turchese, che pur vivendo meno di un anno avrebbe il proprio cervello strutturato alla pari con gli esseri umani. Ma cosa sarebbe la causa scatenante dell’invecchiamento del cervello? Lo stallo nella sintesi delle proteine cerebrali, una sorta di rallentamento nella produzione di proteine che andrebbe associato al declino cognitivo legato all’età.
La ricerca, condotta da un team internazionale con la Normale di Pisa, Istituto Leibniz di Jena per lo studio dell’ invecchiamento e Stanford University, con la stretta collaborazione della Stazione Zoologica Anton Dohm di Napoli e l’Università di Trieste, con i risultati pubblicati nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Science, recante il titolo “Altered translation elongation contributes to key hallmarks of aging in killifish brain”.
Alla luce di tutto questo e molto altro ancora, si profila la chiara ipotesi di quale meccanismo possa alla fine avere il potere di innescare tutta quella fitta sequela di eventi che degenera nella perdita delle funzioni cognitive, e si prevede a breve l’utilizzazione del Killifish per test di sperimentazioni, con la chiara apertura verso altri interventi nel pieno ambito della medicina umana.
Da notare che altri studi alquanto recenti, evidenziano come l’invecchiamento cerebrale possa essere causato da altri fattori, quali per esempio, la genetica, identificando ben 64 geni che potrebbero causare invecchiamento cerebrale, le proteine specifiche, come quelle associate al proprio peso corporeo o i fattori epigenetici, elementi ambientali e dello stile di vita.
L’aspetto esteriore che rincorriamo quotidianamente, in un loop che richiama bellezza e perfezione deve coniugare necessariamente lo stato di salute del cervello, che risente in ogni caso di variazioni anatomiche legate alla genetica e agli stili di vita. Reali e inesorabili.
Ed è proprio questo doppio fronte che percorriamo ogni giorno, con il nostro cervello composto da miliardi di neuroni interconnessi, soggetto a stallo e a declino, con l’orami famoso pesciolino africano intento a svelare parte dei suoi misteri.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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