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Sior Pare & mi

Sior Pare e le medicine

1 minuti di lettura

Una mia amica dice sempre: “Pecà diventar veci” (Peccato diventare vecchi). Il Sior Pare, nonostante la sua diversamente giovane età, se la cava anche bene. Ha dei dolori cronici a schiena e anca, è ipovedente, si deve tenere sotto controllo, certo, ma è abbastanza in salute.

Ciò nonostante la lista di farmaci che assume è infinita. E una per la pressione, una per la prostata, e il cuore, e i dolori, e le vitamine… È davvero da andare fuori di testa ogni qual volta devo far l’ordine alla sua dottoressa.

Fino a prima della pandemia lui andava ogni settimana in ambulatorio, si ordinava la medicine e qualche giorno dopo andava in farmacia davanti a casa a prenderle. Ora sono io a far l’ordine una volta al mese e ad andare poi a ritirarle.
Questo vuol dire che ormai quando entro in farmacia le povere farmaciste già si rimboccano le mani e iniziano a preparare un borsone.

Prima di scrivere la mail alla dottoressa ovviamente si fa il check delle scorte e di quelli che sta finendo, ma essendo ben 13 medicine fisse più varie ed eventuali, capita spesso che qualcuna scappi al controllo. Un po’ anche per responsabilizzarlo e tenerlo attivo, do sempre a lui il compito di avvisarmi quando inizia a scarseggiarne una. Ma ecco che puntualmente la situazione ricapita.

  • “No trovo el lobidiur… (non trovo il Lobidiur)”
  • “Sarà in armadietto…“
  • “Boh, ghe ne xe una ceeste che no so cossa che sia, ma no sembra… (Boh, ce n’è una celeste che non so cosa sia, ma non sembra…)”

Guardo. Confronto la lista nome commerciale, principi attivi. Controllo sia nell’armadio delle scorte sia dove tiene quelle che usa ogni giorno. Non c’è.

  • “Sior Pare, quando l’hai finito?“
  • “Geri… (Ieri…)”
  • “E cosa ti dico sempre io?!?“
  • “Che quando so a metà scatoea te eo go da dir… (Che quando sono a metà scatola te lo devo dire…)”
  • “Non riesci a vedere, ma senti quante ne mancano, giusto?“
  • “Sì…”

(sguardo sconsolato e orecchie sempre più basse)

  • “Che poi, te sempre di venerdì sera o sabato mi devi dire che hai finito le medicine?!?“
  • “Ciò, no xe colpa mia se finisse sempre de festa! (Eh, non è colpa mia se finiscono sempre di festa!)”

Ride imbarazzato

  • “Eppure lo sai che mi devi avvisare quando la scatola è…?“
  • “A metà…“
  • “E quindi sei??“
  • ” ‘Na testa de casso!“

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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