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Pellegrino fa suo il primo podio dell’anno

3 minuti di lettura

Federico Pellegrino torna sul podio per il dodicesimo anno consecutivo con il terzo posto nello sprint maschile in tecnica libera.

DAVOS (Svizzera) – Alla quarta tappa delle sette previste nel Tour de Ski, Federico Pellegrino conquista il primo podio stagionale sprint maschile in tecnica libera di Davos. La finale, vinta con margine dal francese Lucas Chanavat sullo svedese Edvin Anger, ha visto lo sciatore valdostano arrivare terzo e salire sul podio, in almeno una gara del circuito maggiore, per il dodicesimo anno consecutivo.

Una pista amica quella di Davos in Svizzera dove Federico Pellegrino ha saputo centrare ben quattro vittorie e otto podi complessivi. È il primo piazzamento tra i primi tre della stagione, il 43° in Coppa del Mondo.

Pellegrino ha iniziato le qualificazioni subito bene, concludendo con il sesto tempo, per poi passare sia i quarti che la semifinale. Nella finale nulla ha potuto contro la superiorità di Chanavat, ma ha lottato fino al traguardo per contendere la piazza d’onore ad Anger, mentre alle sue spalle arrancavano lo statunitense Gus Schumacher (alla fine quarto), e i norvegesi Havaard Taugboel (quinto) e Matz Jenssen (sesto).

Con questo piazzamento Pellegrino rilancia le sue ambizioni in classifica generale vista la concomitante uscita di scena nei quarti del leader del torneo Harald Amundsen (vittima di una scivolata), mentre Ansgar Evensen non è andato oltre la semifinale.

Terzo nella sprint e ora terzo anche nella classifica generale del Tour de Ski, dopo quattro di sette tappe. Mancano solo due prove in classico al termine – un inseguimento di 20km a Davos e la mass start di 15km in Val di Fiemme – e la Final Climb finale verso il Doss dei Laresi, sull’Alpe Cermis, di domenica 7 gennaio. Il norvegese Harald Amundsen guida la graduatoria con 11″ sul connazionale Erik Valnes e 25″ sull’azzurro.

Buona prova dei giovani Martino Carollo ed Elia Barp, usciti a testa alta nei quarti di finale. Non avevano superato il taglio Simone Daprà 41simo, Giandomenico Salvadori 60simo, Paolo Ventura 72simo e Dietmar Noeckler 74simo.

I commenti post gara

Queste le parole del trentatreenne valdostano a fine gara:

“Il terzo posto della sprint di Davos è molto importante perché mi è sembrato di sentire nuovamente gambe reattive e di stare molto bene dal punto di vista organico. Finalmente sto arrivando in quel punto della stagione in cui cambio marcia. A dicembre ho lavorato molto ma l’influenza mi ha fatto fare alcuni passi indietro: dentro di me sapevo che quanto fatto avrebbe pagato. Quella di Davos è una pista che mi piace particolarmente e che si adatta alle mie caratteristiche: ad un certo punto ho pensato anche di poter vincere, ma la potenza di Chanavat e Anger ha avuto la meglio sulla mia esperienza e conoscenza della pista.

In ottica classifica generale forse sarebbe stato meglio non superare i quarti di finale perchè tanti turni fanno consumare molte energie. Nell’inseguimento in classico ci saranno tanti tratti pianeggianti e da dietro diversi avversari potranno recuperare il tempo perduto con gli abbuoni della sprint: l’obiettivo è quello di difendermi al meglio, per ritrovarmi grosso modo nella posizione che occupavo al termine della tappa di Dobbiaco. A quel punto lo sguardo sarà sulla Val di Fiemme e le ultime due tappe del Tour: mi sono già espresso bene in quelle gare e voglio provare a giocare al meglio le mie carte”.

Il primo podio conquistato nel massimo circuito da Federico Pellegrino era stato il quindici gennaio 2011 a Liberec. Sono passati tredici anni solari, dodici stagioni agonistiche in cui Chicco non ha mai mancato l’appuntamento con il podio, almeno in un’occasione: 17 vittorie, 18 secondi posti, otto terzi posti, incluso quello odierno. Conteggio a cui vanno aggiunti il titolo iridato nella sprint di Lahti 2017, i due argenti olimpici di PyeongChang 2018 e Pechino 2022 e le altre cinque medaglie mondiali raccolte tra sprint e Team Sprint.

“Dodici stagioni consecutive sul podio sono tante, mi fa piacere: significa che il mio approccio mentale e fisico ha funzionato e funziona ancora, così come il lavoro di tutto il team di oggi e del passato, perché sono stato messo nelle condizioni di potermi esprimere al 100 percento per anni”.

Photo Credits: fisi.org

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Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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