Arriva prima il suono, la dolce melodia dei bastoncini. Una sorta di inno gioioso.
A cui si affidano loro, i praticanti di questa splendida camminata nordica, così definita dal suo ideatore, Marko Kantaneva. Dove le braccia spingono in modo antitetico ed alternato rispetto ai piedi, con l’aiuto salvifico dei famosi bastoni.
È capitato a noi tutti di doverci imbattere in questi gruppi, motivati e carichi di adrenalina solo propedeutica al benessere, dove conta la postura oltre ad un certo tipo di vigoria giusta ed osservarli dapprima con occhi sorpresi e poi, quasi a volersi immedesimare e forse a cercare di imitare nella nostra passeggiata quotidiana le loro gesta, i loro tratti atletici.

Perchè di questo si tratta, senza sci o tapis roulant scaricare tensioni e stress in un’attività immersiva che contempla orizzonti che fanno della natura il proprio mantra, sciorinando percorsi desueti, figli di paesaggi, sentieri e strade che mai si sarebbe pensato di lambire, di accarezzare volutamente strisciando bastoncini, sudore e muscoli. Con movimenti alterni.
Il perfetto mashup tra movimento e natura, ridefinisce appieno questa camminata che racchiude in sé una tecnica semplice in apparenza, ma geniale nel “raccogliere“ nella sua striscia di stretta competenza azioni e dinamiche complesse. Di nordica operosità.
Con un antefatto che fa della sessione di riscaldamento un preludio alla camminata, per poi tramontare nella seduta di defaticamento, dove quasi in una sorta di pantheon il gruppo accoglie le proprie fatiche, fiero dell’esercizio fisico anche se incline nel volersi ripetere a breve.
Perché forse è la prossima camminata quella che conta.
Instacult di Mauro Lama
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