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24 febbraio: Buon Compleanno, Protezione Civile

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“Buon compleanno alla Protezione Civile: il 24 febbraio, le 516 associazioni del Veneto spegneranno 31 candeline insieme a tutti i volontari e le volontarie d’Italia, ricordando così la Legge 225/1992 con cui è stato istituito e regolamentato il sistema di Protezione Civile”.

VENEZIA – Con queste parole, l’assessore regionale veneto Gianpaolo Bottacin, ricorda l’anniversario della nascita della Protezione Civile evidenziando che, “prima della Legge, esistevano delle organizzazioni di Protezione Civile formate da cittadini che agivano in maniera spontanea e solidaristica ogni qualvolta sopraggiungeva, sul territorio nazionale, una qualche catastrofe ed emergenza (terremoti, alluvioni, etc.). Successivamente, grazie alla Legge, il volontariato sarà inserito tra le strutture operative del Servizio nazionale e sarà assicurata la più ampia partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile nelle attività di previsione, prevenzione e soccorso, in vista di calamità naturali”.

“Con il trascorrere del tempo il Sistema si è rafforzato e aggiornato anche grazie al nuovo Codice statale di PC attraverso il D.Lgs 1 del 2018 – ha continuato Bottacin – specializzandosi e aumentando sempre più il livello di preparazione dei volontari e l’organizzazione territoriale”.

Il Sistema di PC veneto è in continua crescita: oggi conta oltre 500 associazioni attive sul territorio che si dividono tra oltre 100 organizzazioni nazionali (esempio Alpini, Carabinieri, Croce Rossa) e circa 350 territoriali (tra cui i Gruppi comunali). Inoltre, ricordo che sul portale regionale sono registrati oltre 26mila volontari”.

“Il nostro prezioso volontariato – ha spiegato l’assessore Bottacin – è quindi cresciuto e ci ha regalato importanti lezioni di vita lungo questo percorso trentennale. Ricordo l’apocalisse del 2018, ovvero la terribile tempesta Vaia, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riconosciuto la Protezione Civile veneta come un’eccellenza e un modello nazionale. Ricordo l’acqua “granda” del 2019 che ha letteralmente sommerso Venezia: un’altra apocalisse che ci ha messo a dura prova, ma su cui abbiamo saputo riemergere. Ricordo il COVID-19. Come si fa a dimenticarlo? Del resto, questo virus sta ancora serpeggiando tra di noi, anche se in maniera meno letale. Nei due anni di pandemia sono stati impiegati quasi 13.000 volontari, che hanno messo a disposizione gratuitamente 425.000 giornate uomo (paragonate a oltre 90 milioni di euro donati alla collettività).

Bottacin, infine, ha ricordato l’ulteriore passo in avanti che è stato fatto in Veneto con l’approvazione in Regione della nuova Legge sulla Protezione Civile in cui ha sottolineato: “Siamo andati a declinare con puntualità anche gli aspetti territoriali consolidando in legge delle procedure e delle modalità di gestione delle emergenze che già abbiamo sperimentato durante alcuni disastri accaduti nel nostro Veneto come ad esempio:  l’istituzione della Unità di Crisi; gli ambiti territoriali che prendono il posto dei distretti; le Consulte provinciali della PC, ecc. Con questa Legge veneta il ruolo della Regione è rimasto quindi centrale anche alla luce del fatto che dal 2018 i Presidenti delle Regioni sono diventati autorità di PC. Una Legge che fotografa un sistema esistente che ha già dato ottimi risultati, che scommette sulla prevenzione e sulla previsione, due aspetti su cui abbiamo lavorato tanto in questi anni e continuiamo a farlo perché ci crediamo profondamente”. 

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