Zero è diverso da Ventuno, e i dati si leggono in settimane non in poche ore.
Il Presidente Zaia ha spiegato oggi il disordine creato intorno ai dati riguardanti l’andamento epidemiologico nel Veneto, e alla comunicazione di questi, nell’ormai consueta conferenza stampa delle 12,30 di oggi, 22 maggio. Il Governatore ha usato i concetti fisico statistici dell’entropia per mettere ordine nell’interpretazione frettolosa di alcuni risultati molto ottimistici che vedevano a zero l’incremento dei nuovi positivi.
In realtà l’aveva preceduto, con una sintesi molto chiara, la dottoressa Francesca Russo, capo dipartimento della prevenzione del Veneto, “la madre del nostro piano regionale per combattere la pandemia” come l’aveva definita Zaia quando raccontava di come questo piano fosse già pronto il 31 gennaio 2020. La dottoressa Russo è colei che materialmente ha fatto il piano della sanità pubblica, come direttore della prevenzione, ha sottolineato Zaia anche oggi.
Alla fine si è capito che pur avendo un RT (quello che ormai si conosce come R0) pari a 0,41 e un trend complessivo molto favorevole, non bisogna abbassare la guardia poiché i dati si leggono complessivamente tenendo conto vari indicatori ma soprattutto lo si fa settimanalmente e non ogni sei ore.
Inoltre è stato spiegato cosa si intende per focolaio, numericamente diverso da zero ma per formare il quale bastano due positivi per formarlo, se correlati tra di loro e localmente vicini. Sono un piccolo focolaio, ad esempio, marito e moglie entrambi positivi, indipendentemente dal decorso della malattia. La chiusura del focolaio, in questo caso, si avrà solo con la negativizzazione di ambedue i soggetti.
Silvia Moscati
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