Tutti conoscono San Marco, ma quanti sanno che San Rocco è compatrono di Venezia? Il profondo legame della città lagunare con il santo risale ai tempi della peste, in quanto protettore dal terribile flagello.
Rocco di Montpellier, noto come san Rocco, è stato un pellegrino e taumaturgo francese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e patrono di numerose città e paesi. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dalla peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa, tant’è che un recente studio ha individuato san Rocco come il secondo santo più invocato, dai cattolici europei, per ottenere la guarigione dal COVID-19.
Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e alle malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato
Dopo la peste del 1576 la festa del compatrono di Venezia diventò uno degli appuntamenti più importanti: ogni 16 agosto, con un sontuoso corteo acqueo, il Doge si recava alla Chiesa di San Rocco.
La storia racconta che a messa solenne conclusa, il Doge visitasse immancabilmente i tesori della Scuola Grande di San Rocco, fondata nel 1478 da una Confraternita di laici che chiese al Tintoretto di dipingere al suo interno il Vecchio e Nuovo Testamento.
Quest’anno la celebrazione prevede alle 11 la Santa Messa pontificale, preceduta dalla solenne processione dalla Scuola Grande di San Rocco alla chiesa, sotto il Tendon del Doge. Durante la funzione, celebrata dall’arcivescovo emerito di Trento, Luigi Bressan, sarà consegnato il Premio San Rocco 2022.
Laura Folli, soprano, Pia Nainer, viola da gamba, e Dario Falcone, organo, eseguiranno musiche di Claudio Monteverdi. Tra le 13 e le 17.30 (ultimo ingresso alle 17) sarà possibile visitare la Scuola Grande di San Rocco con l’offerta di un euro, destinata in beneficenza. Considerati l’orario ridotto e il grande afflusso di visitatori previsto per la ricorrenza, non potranno essere effettuate visite guidate.
In serata, dalle 21, la chiusura della Festa con il concerto del Klassik Swing Italian Quartet, sotto la direzione artistica del maestro Alessio Benedettelli e con la partecipazione della soprano Martina Bortolotti Von Haderburg. Ingresso su invito e, dalle 21 in poi, libero fino a esaurimento posti.
La Scuola Grande di San Rocco, situata in un palazzo veneziano, nel sestiere di San Polo, nacque come confraternita formata da cittadini veneziani benestanti nel 1478 e divenne particolarmente prospera verso il 1515.
Nell’anno 1478, il Consiglio dei Dieci, organo delegato della Serenissima Repubblica al riconoscimento e regolarizzazione delle confraternite a Venezia, diede il proprio assenso all’istituzione della Scuola di San Rocco, santo protettore delle vittime della peste a cui si votò la città di Venezia per chiedere la grazia durante la prima delle tre grandi epidemie di peste, quella appunto del XV secolo.
Nel 1485 la Scuola entrò in possesso della reliquia del santo: a quel punto risultava indispensabile realizzare una sede appropriata all’importanza del tesoro custodito e capace di accogliere le migliaia di persone che ogni anno si sarebbero recate per rendere omaggio.
Nel 1489 la Scuola avviò la costruzione di una propria chiesa, dedicata a San Rocco, che venne consacrata nel 1508. La decisione di costruire un grande edificio da destinare a nuova sede della Scuola risale al 1499 e precede di almeno 25 anni la stipula effettiva del contratto di compravendita del terreno necessario.
La Scuola Grande di San Rocco rappresenta un momento importante nella storia della pittura veneziana del XVI secolo; la decorazione della Sala dell’albergo fu affidata a Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, che con un’abile operazione d’immagine, donò alla Scuola una tela di grande valore artistico che fu molto apprezzata tanto che si decise di non cambiare lo stile per gli altri teleri. Il Tintoretto ha realizzato il meraviglioso ciclo di teleri nelle tre Sale tra il 1564 e il 1588. Le tele che decorano la Sala Terrena sono dedicate ad episodi della vita della Vergine e dell’infanzia di Cristo; nella Sala Superiore sono rappresentati episodi tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, mentre, nella Sala dell’Albergo ritroviamo sul soffitto San Rocco in gloria, circondato dalle figurazioni allegoriche delle altre Scuole veneziane: San Giovanni Evangelista, San Marco, San Teodoro, della Carità e della Misericordia. Le tele che ricoprono le pareti sono dedicate alla Passione e Morte di Cristo. La rappresentazione delle storie dell’antico e del nuovo Testamento e i dipinti costituivano la catechesi dei Confratelli che potevano in quelle opere leggere la Bibbia. Il Tintoretto ha inteso utilizzare la luce come elemento principale della sua opera.
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