Ieri decine di persone hanno accolto le proposte del WWF e hanno partecipato alle iniziative svolte contemporaneamente a Mestre/Marghera e al Lido di Venezia/Alberoni.
A Mestre con la bicicletta, tramite pista ciclabile, partiti da via Torino hanno fatto un largo giro di oltre 3 ore per vedere da vicino il verde urbano gestito dal Comune di parchi e giardini pubblici del centro città ma anche il verde più nascosto, gestito anche con l’intervento dei privati. Hanno ammirato le curatissime aiuole della zona di Via Bissolati accudite con amore dai cittadini dei palazzi attorno, annaffiate grazie al condominio prospiciente ed emulate dai negozianti vicini. L’orto didattico della scuola Giulio Cesare partito come occasione di sfogo dei ragazzini più turbolenti e diventato esperienza stupefacente per quelli che il mondo reale lo leggono tramite lo schermo dello smartphone. L’orto condiviso della Cita in cui convivono/coltivano cittadini di varie etnie e che è diventato un punto di socialità in mezzo ai grandi condominii-alveare che lo sovrastano.
Ma nel peregrinare tra le varie aree verdi i ciclisti hanno anche avuto modo di apprezzare l’attivismo e l’animazione che caratterizzavano la festa-anniversario dei volontari di Viva Piraghetto, che animano l’omonimo parco, e quella dei cittadini, che al Parco Catene hanno dato vita alla Festa dei Popoli con i colori ed i sapori delle varie etnie del quartiere.
Alla fine della giornata si sono raccolte molte firme sulla petizione che vuole premere sull’Amministrazione per la creazione di un nuovo grande parco in centro città, il parco fluviale del Marzenego, in stretta connessione con iniziative analoghe nei centri urbani a monte del fiume.
Agli Alberoni al mattino le decine di giovani accorsi per la pulizia mattutina dell’oasi si sono imbattuti perfino in un a barca a vela adagiata tra le dune per spostare la quale ce n’è voluta! Purtroppo il seguito della giornata è stato rovinato dalla pioggia ma tutti i giovani sono stati contenti di aver ripulito un’area di grande valore naturalistico.
Il filo conduttore della giornata WWF era la necessità di cambiare il modo di vedere il verde, vuoi del centro città vuoi semicentrale. In un’epoca in cui la popolazione tende a concentrarsi nelle città il verde urbano va interpretato come un bene indispensabile, non più come un semplice ornamento o trascurabile elemento di svago. Questo perché aiuta a far fronte alla modifica incombente del clima con la sua capacità di mitigarlo ombreggiando, di filtrare l’aria dalle polveri sottili e di assorbirne i crescenti volumi di anidride carbonica!
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