Nell’ambito della presentazione dei progetti per il 2018, il Centro Servizi Volontariato (Csv) ha annunciato la creazione di una casa di accoglienza a Treviso per padri separati che in seguito al divorzio versano in condizioni di grave disagio economico. La struttura avrà 5 posti letto e spazi adibiti alla presenza di padri con figli.
“Capita sempre più spesso che gli uomini vadano in difficoltà dopo la separazione, devono lasciare la casa, e pagare gli alimenti. Ci sono casi in cui non hanno le risorse economiche per farcela, e rischiano di finire sulla strada. Noi cercheremo di evitare loro di andare a dormire in macchina, sarà un sostegno solo per il primo periodo”, lo spiega alla Tribuna Alberto Franceschini, presidente di Csv.
L’emergenza dei padri separati è una questione ampiamente dibattuta negli ultimi anni ed ha visto emergere sempre più casi limite di uomini ridotti alla soglia di povertà. Secondo un’indagine condotta dall’Eurispes nel 2013, la percentuale di padri divorziati che rasentano questa condizione, raggiunge un significativo 20% (circa 800mila su 4 milioni). Da un confronto con i dati pubblicati dall’Istat nel 2011, la percentuale delle madri separate o divorziate a rischio povertà raggiunge invece un preoccupante 24%.
Ciò che emerge dai dati è quindi un allargamento bipartisan della forbice di povertà e uno stato sociale che fatica a garantire un tenore di vita dignitoso a famiglie monogenitoriali quando la coppia decide di porre fine al vincolo matrimoniale.
L’incidenza di questa fenomenologia è riscontrabile a livello locale, in quanto l’affluenza all’interno di strutture per padri disagiati, ma anche nelle strutture come quelle della Caritas Tarvisina di Treviso destinate a madri single indigenti, è in costante aumento. Il bisogno crescente di questo tipo di iniziative basate sul supporto volontario di associazioni caritatevoli, dimostra l’assenza di politiche volte a tutelare i soggetti economicamente svantaggiati, indipendentemente dal genere.
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