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Toni Servillo racconta Emilio Vedova

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Evento coinvolgente domenica al Museo M9, con la proiezione del documentario sulla vita e le opere del grande artista veneziano e la voce “in presenza” del grande attore napoletano.

Mestre – Toni Servillo ci ha trasportati nel mondo di Emilio Vedova attraverso le stesse parole del maestro veneziano, tratte da Pagine di Diario che furono pubblicate agli inizi degli anni sessanta e che, con il loro tono poetico, frammentario e impulsivo, raccontano lo spirito e la personalità del pittore.

Le parole accompagnano nel processo creativo profondo e tormentato dell’artista, attraverso lo scorrere degli anni di vita di Vedova mentre, sullo sfondo scorrono i momenti essenziali della storia del nostro Paese: la società post-agricola, il fascismo, la lotta partigiana, il dopoguerra, le correnti pittoriche e le avanguardie artistiche.

Il film documentario s’intitola “Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio”  ed è nato da un’idea della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova per celebrare nel 2019 i 100 anni dalla nascita del maestro. La regia è di Tommaso Pessina.

Nato a Venezia nel 1919 da una famiglia di artigiani-operai, Emilio Vedova inizia a lavorare intensamente da autodidatta fin dagli anni trenta. Nel 1942 aderisce al movimento antinovecentista Corrente. Antifascista, partecipa tra il 1944 e il 1945 alla Resistenza e nel 1946, a Milano, è tra i firmatari del manifesto “Oltre Guernica”. Nello stesso anno, a Venezia, è tra i fondatori della Nuova Secessione Italiana poi Fronte Nuovo delle Arti. Nel 1948 partecipa alla sua prima Biennale di Venezia, manifestazione che lo vedrà spesso protagonista: nel 1952 gli viene dedicata una sala personale, nel 1960 riceve il Gran Premio per la pittura, nel 1997 riceve il Leone d’Oro alla carriera.

Nel 1951 si sposa con Annabianca Manni, 7 anni più vecchia di lui (uno scandalo per l’epoca) con la quale vivrà a Venezia, fino alla fine.

All’inizio degli anni cinquanta realizza i suoi celebri cicli di opere: Scontro di situazioni, ciclo della Protesta, ciclo della Natura. Nel 1954, alla II Biennale di San Paolo, vince un premio che gli permetterà di trascorrere tre mesi in Brasile, la cui estrema e difficile realtà lo colpirà profondamente. Nel 1961 realizza al Teatro La Fenice le scenografie e i costumi per Intolleranza ’60 di Luigi Nono, con il quale collaborerà anche nel 1984 al Prometeo.

Dal 1961 lavora ai Plurimi, prima quelli veneziani poi quelli realizzati a Berlino tra il 1963 e il 1964, tra cui i sette dell’Absurdes Berliner Tagebuch ’64 presenti nel 1964 alla “documenta” di Kassel, dove ha esposto anche in numerose altre edizioni. Dal 1965 al 1967 lavora al Percorso/Plurimo/Luce per l’Expo di Montreal. Svolge un’intensa attività didattica nelle Università americane e poi alla Sommerakademie di Salisburgo e all’Accademia di Venezia. La sua carriera artistica è caratterizzata da una costante volontà di ricerca e forza innovatrice. Negli anni settanta realizza i Plurimi/Binari del ciclo Lacerazione e i Carnevali e negli anni ottanta i grandi cicli di “teleri” fino ai Dischi, Tondi, Oltre e in continuum. Tra le ultime mostre personali, la grande antologica al Castello di Rivoli nel 1998 e, dopo la sua scomparsa nel 2006, alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma itinerante alla Berlinische Galerie di Berlino e a Milano, a Palazzo Reale, inaugurata nel dicembre 2019.

A settembre del 2006 si spegne, all’età di 94 anni, la moglie Annabianca. Poco più di un mese dopo, a 87 anni, muore Emilio Vedova.

La mostra Rivoluzione Vedova rimarrà aperta fino al 7 gennaio 2024, con orario: mer, gio, ven, 10.00 – 18.00, sab, dom, 10.00 – 19.00 , lunedì e martedì chiuso.

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