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Questa piccola guida racchiude l’abc delle attività per ottimizzare efficacemente il ranking di qualsiasi sito, apparire nei primi risultati di ricerca ed essere visibili ai clienti.

 

L’insieme delle tecniche e delle attività necessarie per risalire il ranking dei motori di ricerca viene definita SEO (Search Engine Optimization).

 

Segui queste 10 regole per scalare la SERP e migliorare il posizionamento Google del tuo sito web:

 

1. Offrire contenuti di valore

Il fattore principe che guida un sito web al vertice della classifica di Google sono i contenuti, originali e in grado di generare traffico rispondendo a necessità dell’utente.

 

2. Scelta delle keyword corrette

Determinante è l’uso del “clustering”, ovvero creare gruppi di contenuti che spieghino sotto più punti di vista uno stesso argomento. La ricerca delle parole chiave deve partire da quelle più generiche e arrivare a quelle specifiche, individuando keyword correlate e long tail keyword.

 

3. Ottimizzare il sito per il mobile

Rendere il sito compatibile con telefonini, tablet e smart device, ovvero essere “mobile friendly”, è ormai diventato un must per chiunque voglia raggiungere le prime pagine sui motori.

 

4. Presenza di backlink

La popolarità di un sito in rete è in parte misurata da qualità e dalla quantità di backlink e menzioni che possiede.

 

5. Una buona User Experience

Il RankBrain di Google tiene in considerazione le principali metriche utente per valutare quanto sia interessante un contenuto o un insieme di contenuti come tempo di permanenza e pagine visitate.

 

6. Titoli in pagina

I tag “Title” e “Description” sono elementi chiave di qualsiasi strategia SEO, perché vengono utilizzati dai motori per definire e recepire i contenuti in pagina.

 

7. Pubblicare una sitemap

La sitemap XML in particolare, è diventata indispensabile per velocizzare l’indicizzazione del sito. Ogni motore di ricerca ha una funzionalità apposita per segnalare o caricare la sitemap.

 

8. URL, permalink e struttura

Per consentire una corretta indicizzazione da parte dei motori di ricerca è meglio evitare URL con molti parametri e nomi di pagine generici o incomprensibili.

 

9. Video e multimedia

Oltre al testo, all’interno dei contenuti è importante includere immagini, audio, video, slide show, brochure, documenti ed in genere elementi multimediali.

 

10. Recensioni e commenti

Un forum all’interno del sito, abilitare i commenti in pagina, consentire ai visitatori di lasciare recensioni agli articoli che scrivi o ai prodotti che vendi, permette agli utenti di interagire tra l’oro e con l’azienda.

Si può comprendere la rilevanza delle immagini per la SEO e, quindi, per il buon posizionamento di un sito andando ad analizzare alcune statistiche recenti.

Pensate che la modalità di ricerca di Google Immagini detiene – da sola – circa il 27% delle query totali generate dagli utenti sui primi 10 motori di ricerca usati negli USA.
Milioni sono infatti gli utenti che sfruttano quotidianamente questa risorsa, che consente di atterrare in un sito da una (Google) immagine.

 

Il riconoscimento delle immagini usato da Google è pertanto un segnale di pertinenza imprescindibile per un’indicizzazione efficace del contenuto della pagina stessa.
Le immagini sono uno strumento potente, utilizzabile per attrarre traffico organico sul sito attraverso il motore di ricerca parallelo di Google Immagini. Nel caso di uno shop online, poi, possono essere una leva estremamente efficace per incrementare le conversioni, ovvero gli acquisti!

 

I primi passi per ottimizzare le immagini per la SEO

1. Scegli immagini possibilmente univoche, da marcare in modo adeguato, personalizzandone titolo e descrizione pertinenti con il contesto della pagina in cui sono pubblicate.

2. Un semplice metodo di ottimizzazione delle immagini è nominare il file media.
Usa delle keyword scelte con cura, riconducibili all’immagine stessa, così da posizionarla in Google Immagini.
Ometti le stop words (es. le preposizioni) e utilizza una struttura di URL con separazione di parole chiave con trattini o underscore.

3. Molto utile è il tag alt, detto anche testo alternativo, ovvero il testo di parole chiave che dà significato a una grafica, a una foto e a un qualsiasi contenuto visual inserito in una pagina. Questo testo compare quando il sito non riesce a mostrare l’immagine a causa di un problema, come per esempio una scarsa connessione. Inserendo il tag alt, si eviterà che in casi come questo l’utente visualizzi solo uno spazio bianco di errore.

 

Questo è l’abc dell’ottimizzazione immagini per la SEO. Se desideri avere ulteriori informazioni e posizionarti al meglio in Google Immagini, puoi contattare WTN, agenzia di comunicazione con oltre vent’anni di esperienza nel settore digital!

Nato nel 2008 e diventato oggi il sistema più utilizzato al mondo, Google Chrome consente di navigare su internet collegando il proprio PC con le pagine web e gli altri client connessi alla rete.

 

Google Chrome funziona su PC, Mac e anche su dispositivi mobili come Android e iOS. Trattandosi di un browser sviluppato da Google è inoltre da sottolineare la sua connessione a tutti i servizi sviluppati dal colosso di Mountain View.

 

Chrome ha infatti innumerevoli funzioni. Altre possono essere aggiunte con le estensioni, tuttavia non sempre sono conosciute dai meno esperti o da chi non vuole perdere troppo tempo tra impostazioni e personalizzazioni.

 

Di seguito, le tre più utilizzate.

 

Lingue

Chrome propone di tradurre automaticamente le pagine web scritte in una lingua diversa dall’italiano, potendo inoltre escludere le lingue che già si conoscono, come ad esempio l’inglese.

 

Scaricare video

Se vuoi salvare sul computer un video visto su un sito per poterlo guardare offline, Flash Video Downloader è un’estensione di Chrome che analizza la pagina su cui si trova il video, risale al suo file e ti dà la possibilità di scaricarlo.

 

Personalizzare il browser con un tema grafico

Google Chrome pone attenzione anche all’aspetto estetico del browser, lasciandotelo personalizzare. Per esempio puoi scegliere un’immagine di sfondo alla barra di ricerca di Google, facendo click in basso a destra sul simbolo a forma dell’ingranaggio.
In Google Chrome è quindi possibile cambiare il tema, installandolo dalla galleria ufficiale del Chrome Web Store.

In questo articolo elencheremo i 5 errori SEO più comuni, in cui capita di incappare durante l’analisi di un sito web.

 

1.     Mancanza di contenuti di qualità

Il primo motivo che non fa funzionare la strategia SEO è la mancanza di contenuti originali e di qualità sul sito. Assicurarsi pertanto che il sito web pubblichi serve a offrire agli utenti delle pagine che meritano di essere visitate. Presentare invece contenuti non originali, testi copiati dai siti dei competitor, articoli pieni di errori grammaticali possono convincere il pubblico ad abbandonare il tuo sito web e penalizzarti nel posizionamento presso i motori di ricerca.

 

2.     Assenza di keyword efficaci

L’attività di selezione delle keyword non si limita alla ricerca di parole chiave con il volume maggiore, ma riguarda un complesso di valutazioni che prendono in considerazione fattori quali le reali esigenze del sito, i suoi utenti e il posizionamento rispetto ai competitor.

 

3.     Avere un sito non mobile friendly e non responsive

Non aver ancora provveduto a ottimizzare il sito per i dispositivi mobile e non avere un sito mobile friendly né un design responsive che si adatta ai vari display è sicuramente un fattore che può penalizzare in partenza la campagna SEO, oltre che far perdere traffico organico in considerazione del Google mobile first index.

 

4.     Ignorare gli aggiornamenti di Google

Il primo errore in tal senso è non tenere il passo degli aggiornamenti di Google e del suo algoritmo, che generano modifiche in grado di influenzare anche in modo significativo i risultati di ricerca dei siti.

Già nella fase di impostazione della strategia SEO bisogna essere flessibili e pronti a correggere il tiro al netto di eventuali novità di Google, che è il punto di riferimento di questa attività.

 

5.     Essere impazienti

Anche la pazienza è una dote fondamentale per chi cerca di ottenere il massimo dalle proprie campagne SEO: per iniziare a vedere degli effetti concreti e duraturi bisogna preventivare un tempo di attesa di almeno 3 mesi, anche se qualche segnale incoraggiante può comparire già prima.

La SEO è un’attività a medio-lungo termine, che necessita dei giusti tempi di pianificazione e di raccolta dei risultati: solo entrando in questa ottica si può evitare di cadere nella tentazione di ritenere fallita una campagna dopo solo poche settimane, o di cambiare continuamente aspetti tecnici al sito senza capire se le modifiche precedenti possano concretamente essere vincenti.

 

 

Desideri avere ulteriori informazioni o approfondire le tecniche per ottimizzare la SEO del tuo sito? Contatta WTN, web agency con sede a Mogliano Veneto e Roma, con esperienza ventennale nel settore digital!

“Forzare” l’indicizzazione e il posizionamento di un determinato sito web sui motori di ricerca: una pratica poco conosciuta che porta a pesanti conseguenze

Le tecniche di Negative SEO consentono di “forzare” l’indicizzazione e il posizionamento di un determinato sito web: l’applicazione pratica di queste tecniche, banali o complesse che siano, porta una determinata piattaforma web ad essere fortemente penalizzata dai motori di ricerca.

 

La conseguenza di ciò è che l’intero dominio viene inserito in una “blacklist” dalla quale è poi molto complicato uscirne, con tutte le conseguenze del caso.

 

La Negative SEO può essere utilizzata da veri e propri professionisti che, assieme a tipologie di attacchi come DoSSQL InjectionCross-Site Scripting possono mettere in seria difficoltà una piattaforma web causandone la penalizzazione.

 

La concorrenza sleale non è mai stata così concreta come in questo periodo dove “anonimato” consente di raggiungere più o meno facilmente l’obiettivo.

 

Sono molte le società che fanno uso della Negative SEO allo scopo di poter “affondare” i competitor, utilizzando le tecniche non per errore sulla propria piattaforma web ma con estrema pianificazione e strategia verso piattaforme web delle vittime. E raramente si assiste ad un contrattacco da parte della vittima designata.

 

La più grande problematica della Negative SEO è la quasi impossibilità di difendersi senza un supporto professionale, specie se gli attacchi sono mirati a piattaforme completamente estranee. 

 

 

Le più comuni tecniche di Negative SEO

Vediamo quindi in dettaglio alcune delle più comuni tecniche di Negative SEO che possono essere messe in pratica per colpire la reputazione di un sito Web nei confronti dei motori di ricerca e causarne così la conseguente penalizzazione:

• Google Bowling: una tecnica che si basa sulla creazione di numerosi link di bassa qualità. Molto spesso questa tecnica viene portata a segno da una combinazione di attacchi SQL Injection e Cross-Site Scripting che consentono di manipolare o aggiungere informazioni e contenuti web su piattaforme estranee alla vittima. Generalmente il Google Bowling si basa sulla creazione di numerosi post, recensioni e topic in molte piattaforme web come forum, blog e web application di vario tipo che risultano essere obsolete con diversi bug di sicurezza. La generazione massiva di questi contenuti ritenuti una forzatura, oltre che essere di bassa qualità dai motori di ricerca, causa una forte penalizzazione del dominio della vittima;

• Guilty by Association: attraverso il web scraping (una tecnica di estrazione automatica dei contenuti di una piattaforma web), il malintenzionato esegue una copia esatta della pagina o dell’intero sito web, pubblicando la copia su un nuovo dominio, completamente sconosciuto alla vittima. Dopodiché, l’attaccante non deve fare altro che attendere la scansione del bot del motore di ricerca che, dopo l’analisi del contenuto della piattaforma clonata, con molta probabilità andrà a contrassegnare il clone come spam (questo perché verifica l’anzianità del contenuto rispetto alla piattaforma web della vittima). Infine il malintenzionato, verificata l’assegnazione dello status di spam da parte del motore di ricerca, completa il tutto inserendo nella piattaforma clonata un redirect 301 verso la piattaforma web della vittima causando una notevole riduzione della reputation.

 

È molto importante monitorare costantemente la propria piattaforma, al fine di poter prendere tutte le contromisure necessarie per limitare quanto più possibile il danno causato dalla Negative SEO. Nello specifico si può cominciare:

• Monitorando la propria piattaforma con i più famosi strumenti di Analytics (esempio Google Analytics, Google Webmaster Tools, Bing Webmaster Tools) così da poter notare immediatamente un eventuale calo di traffico e quindi procedere immediatamente con un’analisi così da individuare la causa e poter agire nel minor tempo possibile;

• Se si è colpiti da un malware è molto importante ripristinare l’intera piattaforma web prima di danneggiare ulteriormente e definitivamente la reputation. Se i tempi di disaster recovery sono lunghi in questo caso basterebbe un redirect 302 su una pagina che notifichi la “Manutenzione in corso”;

 

Se desideri avere ulteriori informazioni e sapere se i tuoi siti web sono al sicuro dagli attacchi della concorrenza, puoi rivolgerti a WTN, Web Agency attiva da oltre vent’anni sul territorio veneto e non solo.

Due strumenti molto differenti fra loro, se sfruttati insieme in modo sinergico, permettono di potenziare al massimo l’efficacia di una strategia di Digital Marketing

 

La SEO ha il compito di aiutare le aziende a farsi trovare nelle prime posizioni su Google quando qualcuno cerca un contenuto per parola chiave, e agisce in un momento di “ricerca”, ovvero quando l’utente è attivamente impegnato nella ricerca (appunto) di un prodotto o servizio ed è libero da azioni pubblicitarie.

 

Nell’Email Marketing, invece, il target finale riceve passivamente un messaggio che il mittente ha creato per lui in virtù di un’iscrizione pregressa. L’email è inoltre personalizzata grazie alle informazioni che lo stesso ha volontariamente comunicato, sempre nel rispetto della sua privacy.

 

Vediamo quindi alcune similitudini tra questi strumenti:

• il titolo di un articolo in un blog può essere considerato l’equivalente dell’oggetto di una newsletter. Il titolo è la prima informazione che un utente legge. Deve esserne colpito e attratto; per questo va definito con attenzione in entrambi i canali.

• oltre il 60% delle aperture delle email deriva dalla capacità dell’oggetto di generare interesse nell’utente, mentre dal titolo di un blog post può derivare un buon posizionamento sui motori di ricerca.

 

SEO e Email Marketing possono collaborare attivamente tra di loro al raggiungimento degli obiettivi, come ad esempio:

• la creazione di un database comune. Google ama il traffico di qualità e analizza bounce rate, tempo di permanenza e altri dati. Significa che mandare i tuoi contatti “caldi” e profilati a leggere le ultime novità sul tuo sito sarà un’ottima arma per ottenere visitatori più interessati e migliorare la tua reputazione di fronte a Google.

• testare i contenuti prima di pubblicarli sul sito. Se non sai quale contenuto è potenzialmente più performante prova a immaginare quando li invierai al tuo database di contatti. Le interazioni ti serviranno per “testare” preventivamente quelli che funzioneranno anche sul sito web.

 

In conclusione, sebbene siano due canali di Marketing digitale differenti, Email Marketing e SEO hanno degli aspetti simili e sinergici da non sottovalutare, perfetti da integrare quando si progetta una strategia digitale.

 

Se desideri avere ulteriori informazioni e approfondire le tecniche per ottimizzare la tua strategia di Digital Marketing, puoi contattare WTN, agenzia digitale con sede a Mogliano Veneto!

Come funziona lo strumento di Google pensato per le attività commerciali e professionali

 

 

Google My Business è lo strumento che permette ad attività e organizzazioni di gestire e curare la propria presenza online su Google e su varie piattaforme come Search e Maps.

 

Attraverso questo strumento le aziende possono verificare e modificare le informazioni sulla propria attività, per essere trovate più facilmente degli utenti, e pubblicare immagini e dettagli del proprio lavoro.

 

Google My Business appare come un box al perfezionarsi di query inerenti, che consentono agli utenti di visualizzare un riquadro sull’attività che contiene fotografie, indirizzo della sede, orari di apertura, numeri di telefono, mappa e indicazioni stradali, eventuale sito web o spazio Social, recensioni degli altri utenti e punteggio relativo, ricerche correlate e altro ancora.

 

Il servizio di Google My Business si raggiunge dall’URL https://www.google.com/business ed è gratuito: ogni proprietario di attività può (in prima persona o delegando un gestore) inserire i dati, aggiornarli e monitorare il proprio brand, ottimizzando le informazioni associate e interagendo con gli utenti.

 

I tre motivi per cui tale strumento si rivela utile per le aziende di ogni tipo sono:
– rendere più accurate le informazioni visualizzate online sulla propria attività;
– migliorare l’interazione con gli utenti (con foto sia della sede che di prodotti e servizi offerti);
– attirare nuovi clienti e indirizzarli sul sito online.

 

Se desideri avere ulteriori informazioni o approfondire le tecniche per ottimizzare la tua scheda Google MyBusiness, contatta WTN, Web Agency con oltre vent’anni di esperienza.

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