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Ospite, questa mattina alla conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera (VE), il prof. Giorgio Palù, che ha parlato di vaccini e di cure con anticorpi monoclonali.

 

Alla fine il Presidente dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, si è espresso in una previsione circa i tempi di “uscita” dall’emergenza Covid: “Vedremo un calo dei contagi a marzo-aprile, poi c’è la vaccinazione; credo che potremo guardare al futuro con un certo ottimismo”.

 

Per quanto riguarda il bollettino giornaliero, ci sono stati dei problemi al sistema informatico e dunque sono stati  resi noti solo alcuni dati che hanno confermato, per il quindicesimo giorno consecutivo, un calo nei ricoveri sia in area non critica che nelle terapie intensive.

 

Silvia Moscati

La notizia del passaggio della Regione Veneto in zona arancione è arrivata ai giornalisti presenti alla conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera, quando il Presidente Zaia era già andato via lasciando il posto per le domande, riguardo a vaccinazione e ospedalizzazione pazienti Covid, all’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin e al Direttore Generale Luciano Flor.

 

“Oggi ci saranno le classificazioni delle Regioni da parte del Ministero della Salute – aveva detto Zaia – e ci rimettiamo come sempre alle loro decisioni. – “L’Istituto superiore della Sanità ha un dossier quotidiano e settimanale dei dati che provengono dalle regioni e quindi non ci sono persone più qualificate per stabilire il colore delle zone. Il nostro tasso Rt è appena sotto l’uno quindi non si parla di zona rossa, ma non so se decideranno per la zona gialla o arancione”.

 

Tra l’altro, il Ministero della Salute ha emesso il dato riguardante l’Rt delle regioni e quello del Veneto è 0,97.

“Non dobbiamo abbassare la guardia – ha ripetuto il Presidente Zaia – in Veneto siamo a venti giorni di restrizioni e la situazione non sta calando velocemente, anzi, c’è il rischio imminente di una terza ondata. Siamo due settimane in ritardo rispetto alle curve dei contagi europee”.

 

Silvia Moscati

La speranza del Presidente del Veneto Luca Zaia, espressa questa mattina durante la consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera, è quella che il Governo ci ripensi sul divieto di riunire genitori e figli durante i giorni di Natale, S. Stefano e Capodanno, se questi non abitano nello stesso comune. Inoltre il divieto si applica tra comuni senza tener conto delle dimensioni: chi abita a Roma, ad esempio, può andare a trovare tutti all’interno della capitale mentre chi abita a distanza di pochi metri, in un piccolo paese, non può pranzare con il proprio genitore ma lo può vedere la vigilia o due giorni dopo. Non si capisce la ‘ratio’.

 

“Diverso sarebbe se fosse tutto chiuso, in tutt’Italia, e nessuno in quei giorni potesse uscire di casa, come del resto è successo a Pasqua” ha spiegato Zaia. In effetti si comprenderebbe, qualora ce ne fosse bisogno, la necessità di carattere sanitario di tutelare ogni persona allo stesso modo, ma il divieto secondo i confini comunali manca di significato e rimane un’imposizione incomprensibile e pericolosa a livello sociale. “Spero ci sia un ravvedimento” ha concluso il presidente.

 

Per quanto riguarda invece gli indici settimanali e la permanenza in fascia gialla del Veneto, il Presidente Zaia ha confermato il buon andamento dei dati e una curva epidemiologica che tende alla discesa.

In conferenza stampa questa mattina presso la sede della Protezione Civile di Marghera il Presidente del Veneto Luca Zaia ha raccontato di aver provato il nuovo test per l’autodiagnosi del Coronavirus e ha aggiunto: “È una figata!”.

 

Si è poi soffermato ad analizzare le differenze di questa seconda fase rispetto la precedente di marzo. “Oggi abbiamo un macchina sanitaria più efficiente. Il numero di positivi rapportati al numero di tamponi eseguiti è meno della metà di marzo e i pazienti sono diversi perché le terapie intensive sono meno cariche e il turnover dei pazienti negli ospedali è maggiore, i posti letto si liberano più in fretta. Oggi, ad esempio, abbiamo ricoverato 71 persone ma ne abbiamo dimesse 104”. Se poi facessimo il confronto fra i tamponi fatti oggi e quelli del 21 marzo scorso, il momento più nero – ha spiegato Zaia – avremmo dovuto trovare oltre 9.000 positivi. In quella data a marzo, infatti, avevamo 412 contagi con 2.170 tamponi fatti. Se il tasso di positivi sui tamponi in quel momento era intorno al 20%, oggi siamo sul 7-8%, in sostanza la metà della primavera scorsa”. Dunque si tratta, ha ribadito il Presidente Zaia, di stringere i denti per questi due prossimi fine settimana. “Non fate l’happy hour a mezzogiorno per dimostrare chissà cosa, l’appello che faccio è di rispettare le regole. Fate questo sacrificio per queste due settimane, se cambiamo fascia ci chiudono i confini comunali e allora davvero non vai da nessuna parte”.

 

Ricordiamo che per ogni dubbio e informazione sull’ordinanza in vigore da oggi, venerdì 13 novembre, si può telefonare al numero verde 800.990009 o scrivere una mail a [email protected]

 

Silvia Moscati

In molti erano in attesa negli ultimi giorni del nuovo Dpcm, temendo un passaggio del Veneto dalla zona gialla a quella arancione.
Ieri il presidente Conte ha emanato il Dpcm che ha passato cinque regioni dalla zona gialla a quella arancione: Umbria, Liguria, Toscana, Abruzzo e Basilicata.
Il Veneto quindi resta in zona gialla per nostra fortuna e per nostra bravura nel contenere la diffusione della pandemia nella regione.
Ora sta a noi mantenere questa posizione. Dobbiamo rispettare le regole imposte per contenere i contagi. Disciplina quindi e responsabilità di tutti e l’appello che ci viene rivolto onde evitare il trasferimento del Veneto in una fascia di pericolosità contagi.

Arruolati anche i veterinari per fare i tamponi nel Veneto: è quanto ha comunicato durante la conferenza stampa di oggi il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “Chiediamo a tutti la massima collaborazione perché dobbiamo fare squadra”.

Poi ha risposto alle domande di chiarimento poste dai giornalisti riguardo la classificazione del Veneto secondo le fasce verde, gialla, arancione e rossa e le conseguenti chiusure previste dall’ultimo DPCM.

“Attendiamo i chiarimenti del Governo oggi, nel primo pomeriggio. Il colore della fascia nella quale ci troviamo bisogna meritarsela. Dunque pancia a terra e dobbiamo mettercela tutta attuando il massimo delle cautele per non contagiarci e contagiare gli altri”.

A breve dunque daremo maggiori approfondimenti.

“Il virus c’è – ha detto oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia – ma la quasi totalità dei contagiati non ha sintomi. I positivi ad oggi sono 4.754 e si sono superati i 2 milioni di tamponi. In ospedale abbiamo 290 persone e 25 in terapia intensiva, di cui solo 16 positivi. Attualmente le persone isolate sono 10.417 persone, solo il 4,5% di queste sono positive e ad avere sintomi è solo il 3%, mentre a inizio marzo era il 31%. Bisogna comunque indossare la mascherina quando non si è soli o con la famiglia, sia all’interno che all’aperto”.

 

Zaia ha inoltre annunciato che da lunedì saranno eseguiti i tamponi rapidi, quelli che danno il risultato in 7 minuti, ai visitatori delle case di riposo.

 

“Si parte da lunedì e serviranno alcuni giorni per andare a regime – ha aggiunto Zaia – ma riteniamo che così sarà chiusa un’altra porta d’ingresso al virus. Le cose nelle case di riposo stanno andando abbastanza bene – ha precisato – ma abbiamo alcuni segnali che spingono a rafforzare l’attenzione”.

 

Il tampone rapido sarà erogato da personale specializzato, interno o esterno alle strutture, e darà l’esito in pochi minuti.

 

“In caso di negatività – ha specificato il Governatore – le famiglie e gli amici entreranno subito in assoluta sicurezza, garantendo così protezione massima agli ospiti e avendo ricevuto gratuitamente un servizio importante per loro stessi”.

 

Silvia Moscati

“Abbiamo validato una terapia che ha dato risultati eccezionali nella lotta contro il Coronavirus”, ha detto oggi il Rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina, presso l’ateneo scaligero, con il Presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

 

“Questa ricerca – ha dichiarato Nocini – viene pubblicata proprio oggi a New York. Si tratta di un cocktail con un farmaco impiegato per la cura dell’artrite reumatoide utilizzato assieme ad altri farmaci. In via sperimentale, questo farmaco ha già curato 80 pazienti e si è registrato un solo decesso. Invece, su 50 malati non trattati con questo cocktail ci sono stati 26 decessi”, ha spiegato il Rettore Nocini. “Nella sperimentazione – ha concluso – sono stati coinvolti l’Immunologia e la Clinica Medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con la Casa di Cura Pederzoli di Peschiera del Garda”.

 

Il prof. Nocini ha anche annunciato che partirà il 7 settembre la prima somministrazione del vaccino del Veneto a tre volontari. Si tratta del vaccino su cui ha lavorato in questi mesi l’Università di Verona.

 

Dal canto suo il Presidente Zaia è tornato a ribadire il concetto, già espresso sin dallo scorso febbraio, che le linee guida del Governo hanno sempre conteggiato i decessi di pazienti Covid basandosi sulla positività, anche se poi negativizzata. “Il protocollo prevede di trattare il paziente che diventa positivo, anche se è in ospedale come leucemico o malato terminale, come paziente Covid – ha spiegato anche oggi Zaia – abbiamo avuto un paziente la scorsa settimana colpito da infarto ma positivo, conteggiato quindi poi come decesso Covid. È una scelta imposta da linee guida, discutibili, contestate da me da febbraio” – ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

“È stato trovato un positivo che si era recato lo scorso 20 agosto al “Summer Festival” di Cortina D’Ampezzo. Ora ci sono ben 500 persone da controllare, pertanto è stato istituito per domani, 28 agosto, un drive-in test dalle 14.30 alle 18.30 presso lo Stadio del Giaccio di Cortina”. Lo ha annunciato stamani durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera, il Presidente del Veneto, Luca Zaia, sottolineando che è stata avviata la procedura di rintraccio di tutti i suoi altri contatti con il sistema di contact tracing ma “i numeri sono grandi e dunque c’è bisogno della collaborazione di tutti”.

 

Riguardo alla situazione attuale, Zaia ha ribadito: “Siamo la comunità che ha fatto più tamponi al mondo rispetto al numero degli abitanti. Il numero dei positivi, dal 21 febbraio a oggi, è di 22.469 e 132 sono quelli in più rispetto a ieri. I veneti ad oggi, 27 agosto, in isolamento sono 7.036, di cui solo il 32% è positivo e di questi solo il 7% ha qualche sintomo. Quello di trovare tanti positivi è un elemento di virtuosità”, conclude il Presidente Luca Zaia.

Ieri il Presidente Luca Zaia ha aggiornato il numero dei tamponi effettuati finora nel Veneto, che è di 1.416.000, al quale vanno aggiunti i test sierologici. “Il numero dei positivi è aumentato perché noi li cerchiamo” ha voluto precisare il Governatore durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera.

 

Attualmente sono in isolamento 6.565 persone; i sintomatici sono 135, il 2,6% delle persone in quarantena. Il 7,5% dei positivi ha sintomi ma dei ricoverati, 118, solo 35 sono positivi. Oggi le persone in terapia intensiva sono 8, tra questi la bambina di 5 anni ricoverata a Padova in terapie intensiva non è affetta da Coronavirus, ma da altre patologie.

 

“La partita delle vacanze sta pesando – ammette Zaia. – In una giornata 35 turisti provenienti dalla Croazia a Treviso sono risultati positivi. Stiamo testando anche lavoratori in un macello, finora ce ne sono 5 positivi. Ci sono punti di accesso rapido nelle Ulss, dove dalle 7 alle 13 tutti i vacanzieri possono andare, ma stiamo tentando di aggiornare il piano su questo fronte perché possano andare anche gli altri cittadini, per esempio chi ha dei sintomi. Farò un’ordinanza o una circolare per fare test a chi proviene da Adge, in Francia meridionale, Occitania, dove c’è un grande focolaio e molti turisti si sono trovati infettati. Facciamo un appello a rendersi disponibili ai medici di base, con i quali il governo ha fatto un accordo per i controlli del personale scolastico in Veneto, 95mila in tutto. Il piano è frutto dell’accordo tra governo e medici di base, ognuno dei quali dovrebbe testare in ambulatorio tutti i suoi pazienti che lavorano nella scuola. Noi siamo a disposizione: a Verona e Belluno si sono già accordati”.

 

E a chi domanda se l’avvio del nuovo anno scolastico ed elezioni siano a rischio, risponde: “Dov’erano tutti gli scienziati quando sostenevamo che il periodo più sicuro era luglio? Ma pensare di non aprire le scuole vuol dire abdicare alla formazione. Come facciamo a non garantire la formazione ai ragazzi?

I bimbi dovrebbero portare la mascherina 6-8 ore? Io sono contrario. Bisognerà trovare delle alternative: distanze, mascherine agli operatori, test: se positivo, si testeranno tutti i contatti stretti e il bambino positivo dovrà farsi la quarantena”.

 

“Dal punto di vista sanitario non siamo in emergenza, conclude, stiamo gestendo la situazione. Ci sono altre patologie che preoccupano, come quella West Nile trasmessa da alcune zanzare”.

 

 

Silvia Moscati

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