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Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale ha emesso un bollettino di aggiornamento della situazione in base alle evoluzioni meteo

 

Come attesto, da ieri sera precipitazioni estese in tutta la Regione. La situazione attuale vede precipitazioni in spostamento da sud-ovest a nord-est che interessano gran parte del Veneto, anche con rovesci a tratti. 

 

Si è alzata rispetto al previsto la quota neve che sulle Prealpi a 1700/1900 m, sulle Dolomiti molto variabile tra i 900/1100 m delle zone più chiuse e i 1400/1600 m delle zone più aperte.

 

Per quanto riguarda la situazione dei fiumi, si segnalano dei lievi incrementi nelle sezioni montane e pedemontane di alcuni corsi d’acqua. L’incremento più significativo si è registrato sull’Agno a Recoaro, che ha superato la prima soglia di guardia. Sul resto dei corsi d’acqua non si sono ancora registrati incrementi, e i livelli sono in generale in lenta diminuzione dopo la morbida di due giorni fa. Al momento non sono stati segnalati fenomeni franosi sui versanti.

 

Le previsioni fino alle 15 di oggi indicano persistenza precipitazioni estese, dalla costa alle zone pedemontane e montane da discontinue/modeste (1-5 mm/h) a frequenti/moderate (5-10 mm/h). Quota neve sulle Prealpi stabile attorno ai 1700/1900 m, sulle Dolomiti generalmente stabile a 1400/1600 m sulle zone più aperte ed in risalita fino a 1400/1600 m sulle zone più chiuse. I venti sulla pianura andando dalla costa alla pedemontana continueranno ad essere da tesi e provenienti da sud-est a moderati con tendenza a disporsi da nord-est, nelle valli deboli/moderati con direzione variabile, in alta montagna forti / molto forti da sud-est

 

 

Cosa ci aspetta nelle prossime ore

In base alle previsioni per le prossime ore si attendono ulteriori incrementi dei livelli idrometrici nelle sezioni montane e pedemontane di quei corsi d’acqua, i cui bacini montani saranno interessati dalle precipitazioni più significative.

 

Le precipitazioni previste potranno, inoltre, creare possibili locali disagi nella rete di drenaggio urbano e in alcuni canali della rete secondaria. La saturazione dei terreni potrà determinare l’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti.

Al breve miglioramento meteorologico di queste ore fa seguito, in Veneto, l’arrivo di una nuova perturbazione. A partire dalla serata di domani, giovedì 14, e per tutta la giornata di venerdì 15 sono previsti venti tesi, a tratti forti, di Scirocco sulla costa e sulla pianura veneta, in quota e sulle dorsali prealpine, dai quadranti meridionali. Dalla serata di domani cominceranno le prime deboli precipitazioni sparse in successiva estensione e intensificazione. 

 

Venerdì 15 il tempo sulla nostra regione sarà in prevalenza perturbato, con precipitazioni diffuse, anche con rovesci o occasionali temporali, localmente anche molto abbondanti, sulle zone montane/pedemontane e localmente abbondanti anche sull’alta pianura. Sono previste abbondanti nevicate sopra i 1200 metri e dalla mattina di venerdì il pericolo di valanghe sale al livello 4 (arancione) su tutto il territorio montano per la probabilità di distacchi spontanei, anche di dimensioni molto grandi, lungo i percorsi abituali. Dalla sera di venerdì probabile attenuazione dei venti e diradamento delle precipitazioni.

 

In considerazione del quadro meteorologico previsto il Centro decentrato della Protezione civile del Veneto ha dichiarato lo stato di pre-allarme (allerta arancione) per criticità idrogeologiche su tutta la fascia montana e pedemontana del Veneto e per il bacino idraulico del Basso Brenta-Bacchiglione. Per l’area del bacino scolante in laguna, del Basso Piave e del Sile, nonché del Livenza, del Lemene e del Tagliamento è allerta gialla fino alla mezzanotte di venerdì 15.

“Pensavamo di avere visto il peggio con Vaia, invece siamo di fronte a uno scenario apocalittico su Venezia e tutto il litorale. Uno scenario che ci preoccupa anche per le prossime ore. In montagna sta nevicando e le temperature si stanno alzando. Sono previsti 120 cm di neve, che con lo scirocco stanno facendo prospettare uno scenario come quello dell’alluvione del 2010. Ricordo che in quell’occasione sono stati colpiti 235 Comuni, oltre 10.000 tra cittadini e imprese, ed è stato superato il miliardo di danni.”  

 

Così il Presidente della Regione, Luca Zaia, ha inquadrato questa mattina la drammatica situazione di emergenza maltempo che si è venuta a creare in Veneto da ieri sera. Particolarmente colpiti Venezia, Pellestrina e tutta la zona del litorale. Erano presenti alla conferenza stampa, svoltasi nella sala operativa della Protezione civile regionale, a Marghera, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il Direttore del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco Fabio Dattilo.  

 

“Abbiamo già dichiarato lo stato di crisi per Venezia e tutte le altre località – continua a spiegare il Presidente – resta ferma la modalità che tutte le segnalazioni che via via arriveranno saranno accolte lasciando aperto il decreto. Continueremo a seguire le evoluzioni dalla sala operativa, consapevoli che siamo di fronte ancora una volta a un evento straordinario.”

 

Nell’Unità di Crisi della Protezione Civile, attivata ieri, sono operativi l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, il direttore dell’area ambiente Nicola Dell’Acqua e il direttore della Protezione Regionale, Luca Soppelsa, che stanno monitorando tutto ciò che accade non solo a Venezia ma anche nel resto della Regione.

Il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto ha emesso un nuovo bollettino, nel quale si conferma l’arrivo di precipitazioni in tutta la Regione, accompagnate da forti venti

 

Le previsioni ARPAV dicono, infatti, che, tra martedì e mercoledì, sono attese precipitazioni anche abbondanti, con venti dai quadranti orientali anche forti sui monti e, a tratti, sulla costa nella seconda parte di domani. Sui monti quota neve piuttosto variabile, fino a martedì pomeriggio in risalita fino anche a 1600/1800 metri sulle Prealpi e 1400/1700 metri sulle Dolomiti, da domani sera in calo fino anche a 1000/1200 metri sulle Prealpi e a 700/900 metri sulle Dolomiti.

 

In riferimento alla situazione meteorologica attesa sul territorio regionale, in particolare le previsioni che domani indicano l’arrivo di venti dai quadranti orientali anche forti sui monti e a tratti sulla costa nella seconda parte della giornata, è stata dichiarata la fase operativa di attenzione su zone montane, pedemontane e costiere per vento forte.

Auchan, che da 3 anni registra perdite, oggi perde ancora oltre un milione di euro al giorno. Il Piano presentato da Conad unica soluzione per invertire la rotta e ridare valore all’impresa e al lavoro

 

Si è svolto ieri al MISE l’incontro tra Conad e le organizzazioni sindacali, alla presenza del Sottosegretario Alessandra Todde e del Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, incontro che viene dopo l’interruzione del tavolo di confronto in sede aziendale alla fine di Settembre.

 

I rappresentanti di Conad hanno presentato l’aggiornamento del Piano Industriale, elaborato, sulla base delle “Linee Guida” già illustrate in sede Ministeriale prima del closing (a luglio), a soli tre mesi dal completamento dell’acquisizione della rete di Auchan Retail Italia.

Auchan da 3 anni registra perdite

Lo stato della rete Auchan è di “grave crisi” che si è manifestata in modo significativo negli ultimi 3 anni con perdite accumulate per oltre 800 milioni nel triennio (1,1 miliardi di gestione caratteristica) e dovute a: calo delle vendite, disaffezione crescente della clientela, mancanza di investimenti, presenza di punti vendita di grandi dimensioni con costi insostenibili, costo del lavoro e affitti degli immobili molto al di sopra delle medie “di sostenibilità” del settore, scelte manageriali inadatte alle caratteristiche del mercato italiano.

Oggi perde ancora oltre un milione di euro al giorno

Il deterioramento della rete e della relazione dell’insegna con i consumatori è così rapido che nel 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente (-6,7% dei ricavi rispetto al progressivo di settembre 2018) e oggi la rete Auchan fa registrare perdite di esercizio per 1,1 milioni al giorno.

 

Conad presenta una soluzione per invertire la rotta

Per questa ragione Conad ha accelerato quanto più possibile la messa a punto della chiusura dell’acquisizione e la preparazione di un Piano Industriale per il “salvataggio” dell’impresa e la salvaguardia e la tutela del lavoro nella rete Auchan. Il Piano, elaborato in  brevissimo tempo e che ancora deve accogliere le possibili determinazioni della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, offre all’azienda la reale possibilità di “invertire la rotta” e tornare a crescere, rilanciando le proprie attività ed offrendo alla grande maggioranza dei suoi dipendenti continuità di lavoro, inseriti in un modello operativo, quello CONAD, che, negli ultimi anni, ha fatto registrare una crescita costante.

 

Il dato di partenza del Piano Industriale è quindi “la situazione di grave crisi aziendale” in cui ormai versa il Gruppo Auchan che può essere affrontata e superata solo con interventi organizzativi e di business a carattere straordinario, efficaci e tempestivi.

Gli interventi proposti

Il primo intervento è quello di “messa in sicurezza” della rete per la quale è prevista l’integrazione di gran parte della rete Auchan (60%) nella rete commerciale CONAD e della rimanente parte della rete Auchan (40%) presso le reti commerciali di altri primari operatori del settore. Il tutto da realizzare entro la metà del 2020.

 

Completano il Piano, per la rete integrata in CONAD, gli interventi sul “format” degli ipermercati attraverso una riduzione delle relative superfici in linea con il modello e gli standard di Conad.

 

Per la messa in sicurezza e l’integrazione della rete Auchan in quella CONAD sono previsti a Piano investimenti per circa 170 milioni di euro. Il Piano Industriale presentato prevede il ricorso a soli strumenti ordinari di gestione di crisi aziendali.

Segnali incoraggianti

Nei primi tre mesi di gestione, Conad è riuscita, con interventi strutturali e rilevanti investimenti, a fermare il veloce deterioramento della rete Auchan, riportando consumatori nei punti vendita e inserendone una prima parte nella propria organizzazione.

 

La prima tappa di integrazione è stata quella che si è chiusa a fine settembre con il trasferimento di 109 punti vendita.

In questo modo Conad ha potuto dimezzare il possibile impatto della crisi aziendale sui dipendenti Auchan, che al momento dell’acquisizione erano 16.140.

Le elaborazioni dei dati disponibili ad agosto avevano evidenziato come, al 31/07/19, ci fosse l’85% dei punti vendita Auchan con EBITDA negativo e il rischio di impatto sui livelli occupazionali e di costo del lavoro conseguente allo stato di crisi che riguardava 6.197 dipendenti.

 

Gli interventi e gli investimenti già effettuati seppur non abbiano ancora riportato in equilibrio i conti dei punti vendita (nei primi tre mesi dall’acquisizione i negozi con EBITDA negativo sono diventati circa il 90%) hanno comunque portato una soluzione occupazionale stabile e garantita da tutti i diritti previsti dalle leggi vigenti a 3.092 dipendenti, mettendo quindi in sicurezza il lavoro di 13.035 dipendenti.

 

Il Piano Industriale prevede che ora siano avviate iniziative per offrire soluzioni occupazionali diverse a 3.105 dipendenti. Viene quindi proposto un vero e proprio Piano per il Lavoro, inteso come salvaguardia del lavoro e tutela dell’occupazione.

 

 

Il Piano di Solidarietà di Conad

Per questo Conad ha già elaborato Piano di Solidarietà occupazionale, che prevede:

  • Ricollocazioni in Conad
  • Ricollocazioni presso terzi (altre reti commerciali)
  • Ricollocazioni presso terzi (spazi ipermercati)
  • Ricollocazione presso i fornitori
  • Outplacement.

 

Il Piano Industriale di Conad

Il Piano Industriale prevede inoltre:

  • mobilità “incentivata”
  • sostegno al reddito/occupazione (CIGS, etc.)
  • salvaguardia del lavoro vs flessibilità
  • imprenditorialità di ex dipendentiAuchan nel sistema Conad: avviamento alla professione di Soci Imprenditori.

 

Conad è pronta a continuare il confronto in sede aziendale per proseguire la strada del risanamento per la salvaguardia dell’impresa e delle persone che ci lavorano.

Il tour per sensibilizzare sul futuro dei nostri litorali, dei laghi e del mare toccherà tutto lo Stivale e coinvolgerà anche i cittadini volontari, che potranno partecipare attivamente iscrivendosi all’iniziativa di proprio interesse sul sito

 

 

Fino al 17 ottobre Gruppo VéGé, primo gruppo della distribuzione moderna nato in Italia, porta sulle spiagge italiane il tour “Ripuliamo le spiagge, sviluppato in collaborazione con Legambiente, che prevede la pulizia straordinaria di 60 spiagge attraverso la rimozione dei rifiuti.

 

 

Pulizia in Veneto dall’8 al 12 ottobre 

Il Veneto ospiterà il tour con la pulizia, dall’8 al 12 ottobre, di alcune spiagge di Venezia e Rovigo.

 

L’iniziativa è rivolta non solo ai dipendenti di Gruppo VéGé ma anche ai cittadini, che potranno contribuire a ripulire 60 arenili da tonnellate di rifiuti ed evitare che entrino in mare. All’interno dei punti vendita delle imprese socie del Gruppo, infatti, i clienti saranno invitati a partecipare alla pulizia di una spiaggia sul loro territorio.

 

Questo il calendario delle iniziative in territorio veneto:

 

Data Regione Area / provincia Comune Spiaggia Orario iniziativa
08/10/2019 Veneto Venezia Caorle Spiaggia Brussa 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Bibione Zona Faro 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Eraclea Spiaggia Eraclea Mare, punta sud 10.00
10/10/2019 Veneto Rovigo Rosolina Porto Caleri (zona giardino botanico) 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Mort 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Faro 10.00

 

I rifiuti continuano a invadere i nostri litorali: 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia di cui l’81% rappresentato dalla plastica. L’usa e getta di plastica la fa da padrone: sulle 93 spiagge monitorate sono state monitorate 34 stoviglie ogni 100 metri di spiaggia (tra piatti, bicchieri, posate e cannucce) e raccolte oltre 10.000 tra bottiglie e contenitori di plastica per bevande, inclusi i tappi*.

 

Questi numeri testimoniano l’importanza della lotta all’utilizzo e alla dispersione nell’ambiente della plastica monouso. Proprio in quest’ottica nasce il progetto “Ripuliamo le spiagge”.

 

 

“Al diffondersi di un mare di plastica, Gruppo VéGé risponde con il progetto “Ripuliamo le Spiagge” e si mette in prima linea, insieme ai suoi imprenditori e dipendenti, promuovendo stili di consumo sostenibili,” – spiega Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé. – “Inoltre il Gruppo si è impegnato, all’interno dei punti di vendita, ad accelerare i tempi della programmata rimozione dagli scaffali delle stoviglie usa-e-getta, dismettendo definitivamente tutte le stoviglie in plastica monouso entro il 30 giugno 2020, quindi in netto anticipo rispetto all’entrata in vigore della legge che impone la loro rimozione dagli scaffali nel 2021”.

 

 

“Il coinvolgimento dei cittadini e dei consumatori è un passo fondamentale nel contrasto all’emergenza mondiale dei rifiuti in mare – dichiara Stefano CiafaniPresidente di Legambiente. Grazie a campagne di pulizia come questa, tutti possono fare un gesto concreto per l’ambiente. Al contempo, l’obiettivo è quello di prevenire l’arrivo dei rifiuti in mare e sulle spiagge, cambiando i nostri stili di vita e di consumo, quotidianamente. Il protagonismo e la responsabilità dei cittadini, insieme alle politiche dei governi nazionale e locali, delle imprese e dell’industria possono fare davvero la differenza nel ridurre i rifiuti, gestirli correttamente con l’economia circolare e arginare un fenomeno devastante per l’ecosistema marino, i suoi abitanti e l’economia del turismo”.

 

 

Per ulteriori informazioni sul progetto e per partecipare, si rimanda a: www.ripuliamolespiagge.it.

 


*Fonte Legambiente – Beach Litter 2019

“La scuola serve per favorire un’integrazione a 360 gradi. La vera integrazione però non è a senso unico, e la mensa scolastica fa parte di questo processo. È anch’essa una modalità didattica all’interno del più vasto programma scolastico ed è uno sforzo importante anche sotto l’aspetto dell’educazione e dell’integrazione. Richieste come quelle avanzate dai genitori bengalesi di Mestre sono l’esatto contrario”.

 

Così l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, interviene rispetto alla richiesta di due genitori bengalesi di religione musulmana di Mestre di approntare per i loro figli una mensa “halal” senza carne di suino e di procedere alla macellazione rituale delle altre carni.

 

“Questi genitori – aggiunge Donazzan – hanno scelto di venire in Italia e credo sia un loro preciso dovere favorire un’integrazione piena dei loro figli. Se i loro bimbi non possono mangiare determinati cibi per motivi di salute, non c’è problema. In caso contrario – conclude l’assessore – faccio loro presente che, se quanto approntato dalla mensa per tutti i bambini non è di loro gradimento, possono senza problemi farli nutrire con alimenti equivalenti sotto l’aspetto nutrizionale”.

“Visto che il Ministro Provenzano sembra essere il più informato di tutti sulla proposta di autonomia del Veneto sono certo che saprà dire agli italiani, in tempi brevissimi, quali ne sono i contenuti; cosa ne pensa, invece, dell’autonomia siciliana; e, di conseguenza, i motivi tecnici per cui la Sicilia può avere la sua autonomia e il Veneto no; perché l’autonomia siciliana va bene ed è “virtuosa” e quella chiesta dal Veneto spacca l’Italia e penalizza il Paese; qual è il modello di autonomia (par di capire non quello siciliano) che, secondo lui, fa sì che il federalismo sia un sistema che aumenta i costi”.

 

Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ribatte al Ministro per il Sud, che ha dichiarato oggi che la proposta di autonomia del Veneto “spaccava l’Italia”.

 

“Da buon siciliano esperto di economia, vice direttore dello Svimez che si occupa di sviluppo economico del meridione, in passato capo segreteria dell’Assessore all’Economia Luca Bianchi della Giunta Crocetta in Regione Siciliana, e poi consulente del Ministro Andrea Orlando in materia di ambiente – aggiunge Zaia – di certo sarà facilmente in grado di spiegarci i contenuti che rendono economicamente e gestionalmente efficiente e virtuosa l’autonomia siciliana, visto che si dice così preoccupato della proposta veneta”.

 

Zaia conclude con una domanda al ministro Provenzano: “nelle sue dichiarazioni – chiede – ha usato il verbo ‘spaccava’, al passato. Forse che il Governo di cui fa parte ha già deciso qualcosa? Se sì, ci dica cosa. O dedichi qualche ora del suo tempo a studiare la proposta di autonomia del Veneto per poterne parlare con cognizione di causa”.

Si è riunito ieri a palazzo Balbi il Comitato di Indirizzo e Sorveglianza, durante il quale l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, insieme ai rappresentanti dei Comuni capoluogo e delle Province, ha fatto il punto della situazione sulla qualità dell’aria in Veneto

 

“I dati dimostrano un trend in calo per quanto concerne i principali inquinanti, mentre permane un valore di fondo non trascurabile – sottolinea l’assessore – non è un problema solo nostro, ma di tutte le regioni del Bacino Padano, che ha caratteristiche tali da rendere la situazione persistente.” 

 

“Negli ultimi anni – precisa Bottacin – abbiamo investito 300 milioni di euro su questo fronte e continuiamo con provvedimenti e misure che incentivano la riduzione delle emissioni. Ho chiesto, insieme ai colleghi del bacino padano, al ministro Costa più volte di avere una interlocuzione con Bruxelles per cercare di esplicitare la particolare situazione della nostra area, che dal punto di vista geomorfologico non favorisce il ricambio dell’aria.”

 

La riunione del Comitato coordinato dalla Regione è stata occasione per prendere atto del recente accordo tra i Comuni capoluogo di provincia per affrontare i picchi di emissione di PM10 che, per la maggior parte, sono derivanti dal riscaldamento domestico. Visto l’accordo dei Comuni, sono state coinvolte formalmente le Province per l’attivazione dei tavoli zonali che hanno il compito di sovrintendere all’applicazione e, eventualmente, all’estensione dell’accordo stesso. 

 

“L’invito alle Province, come prevede la normativa vigente, è ad attivare i tavoli zonali – commenta l’assessore regionale all’Ambiente – saranno i tavoli a valutare se estendere l’impegno preso dai Comuni capoluogo, in modo da rendere omogenei e, quindi, più efficaci i provvedimenti a tutela della qualità dell’aria in tutto il Veneto.”

 

I rappresentanti degli enti presenti si sono dati appuntamento a fine mese per mettere in atto gli impegni presi a partire dal mese di ottobre.  

Il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, si dice “felice della sensibilità dimostrata dall’assessore regionale Lanzarin. Da mesi ci interfacciamo e lavoriamo con profitto a fianco della Regione, indicando in tutti i tavoli che la strada giusta è proprio quella di applicare dei piccoli correttivi alla normativa, che non stravolgano l’impianto ma che prendano in considerazione variabili e situazioni particolari del veneziano”.

 

 

Dal 1° luglio sono entrati in vigore i nuovi canoni per gli inquilini di edilizia residenziale pubblica, come previsto dalla legge regionale n.39 del 2017. L’Ater di Venezia, come le altre Ater del Veneto e i Comuni, si attiene alle disposizioni normative regionali e ha inviato ai propri inquilini la comunicazione formale sull’entrata in vigore dei nuovi contratti di locazione.

 

 

A fronte delle nuove disposizioni dettate dalla normativa, in base all’Isee del nucleo familiare che prende in considerazione la situazione reddituale e la situazione patrimoniale, una parte di inquilini Ater ha visto un aumento dell’affitto e un’altra una diminuzione.

 

 

“Abbiamo i numeri e le istanze degli inquilini che perderebbero i diritti di rimanere nelle case popolari – spiega Speranzon – abbiamo evidenziato tutti i casi e le variabili. Ci siamo confrontati ai tavoli con le altre Ater del Veneto, abbiamo partecipato alla commissione consiliare in Regione e alla prima seduta del tavolo tecnico regionale per chiedere una “Legge speciale” sulla casa per Venezia. Siamo dunque felici di vedere grande disponibilità nell’applicazione di utili correttivi, in questo modo l’assessore ha dimostrato sensibilità e apertura ai problemi reali. Fermo restando che – aggiunge Speranzon – siamo tutti d’accordo sul fatto che chi può permettersi una casa privata o chi pensa di stare in una casa dell’Ater pur avendo centinaia di migliaia di euro in banca deve assolutamente lasciare l’alloggio popolare a chi ne ha diritto”.

 

 

In questi giorni sono numerosi gli inquilini che si rivolgono agli uffici dell’Ater di Venezia per avere spiegazioni e delucidazioni in merito ai nuovi canoni.

 

 

“Invitiamo a chiamare gli uffici e prendere appuntamento per avere delucidazioni – rimarca il presidente – soprattutto chi ha riscontrato delle “stonature” rispetto alla propria posizione Isee e chi non ha ancora regolarizzato e definito la propria posizione perché carente di documentazione. Non penalizzeremo i soggetti e i nuclei familiari in condizione di fragilità socio-economica”.

 

Alcuni dati

Gli inquilini “assegnatari” dei 7.565 alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) che hanno avuto un aumento del canone d’affitto sono 6.170, mentre quelli che hanno avuto una diminuzione del canone sono 1.395.

Per chi non supera i 20mila euro di Isee, il canone medio di affitto nelle case Ater di Venezia è di 129 euro.

Sempre per chi resta all’interno dei 20mila euro dell’Isee, il range di aumento è di circa 50 euro al mese. Per coloro che invece hanno avuto una diminuzione, il calo medio, rispetto a prima, è di circa 100 euro al mese.

 

 

Nel totale ci sono circa 1.400 gli inquilini assegnatari che non hanno compilato correttamente la modulistica o presentano delle anomalie da verificare, per cui il possesso dei requisiti per rimanere nell’alloggio pubblico resta da definire.

L’affitto minimo è fissato a 40 euro al mese.

“L’obiettivo della legge regionale – spiega Speranzon – non è penalizzare le fasce deboli, ma garantire un alloggio a condizioni di favore a chi ne ha bisogno, accompagnando gli inquilini con maggiori possibilità economiche a rivolgersi al libero mercato delle locazioni”.

“Siamo fiduciosi – aggiunge il presidente dell’Ater veneziana – che il tavolo regionale prenderà in considerazione le criticità che stiamo riscontrando ed evidenziando nel territorio veneziano”.

“Per i singoli casi di particolare fragilità sociale – rimarca il presidente – e in particolare per i nuclei dove sono presenti disabili e anziani in età avanzata, l’Ater è impegnata a valutare e ad adottare le soluzioni di maggior tutela per l’inquilino. Su Venezia in particolare contiamo di poter approfondire le particolari esigenze di residenzialità dove oltre alla pressione turistica sul livello degli affitti, c’è un’elevata età media degli inquilini nelle case popolari. Inoltre, con l’età sempre più avanzata degli utenti si presentano anche le necessità e le difficoltà di adeguare gli alloggi alle persone con disabilità. Situazioni, queste, che richiedono una specifica attenzione di tutela e salvaguardia”.

 

Informazioni e appuntamenti

Maggiori informazioni sul rinnovo del contratto e il calcolo del canone si possono ottenere solo per appuntamento, da concordare con i dipendenti dell’Ater, telefonando ai numeri 041.798817 e 798857, il martedì e il giovedì, dalle 15 alle 17. È stata inoltre stata attivata la casella di posta elettronica [email protected].

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