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L’Avis Provinciale di Treviso sposa il progetto di raccolta fondi per sostenere le aziende sanitarie del territorio nell’acquisto del materiale sanitario necessario per affrontare al meglio questo delicato periodo di emergenza COVID-19.

 

«Oggi più che mai c’è bisogno dell’aiuto di tutti noi per supportare i nostri ospedali. Abbiamo dato seguito alle istanze di molti donatori e Avis Comunali che hanno manifestato di voler sostenere i bisogni delle strutture sanitarie in prima linea nel contrasto al Coronavirus ma anche fortemente impegnate nel garantire la raccolta di sangue necessaria per curare i pazienti che devono essere trasfusi. Adesso, così come nei prossimi mesi, dovremo garantire sempre, attraverso la prenotazione delle donazioni, una risposta responsabile ai malati» sottolinea Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso.

 

L’iniziativa, condivisa da tutte le Avis Provinciali Veneto e ABVS insieme ad Avis Regionale, e promossa sui social con gli hashtag #distintimauniti e #insiemecelafaremo, estesa a tutti i cittadini che vorranno dare il loro prezioso contributo attraverso l’Iban: IT 21 P010 3012 0810 0006 1165 563

Beneficiario: Avis

Causale: Donatori di sangue raccolta fondi emergenza Covid-19 per materiale sanitario

 

 

Quanto raccolto verrà poi dettagliatamente rendicontato e, sentite le esigenze delle strutture sanitarie, si procederà agli acquisti necessari per supportare l’operatività del servizio ma anche per la sicurezza di donatori, pazienti e personale sanitario.

 

«Diamo voce insieme a questa raccolta fondi» conclude Pradal «questo impegnativo momento che ci sta mettendo a dura prova richiede a tutti un responsabile impegno civico per non lasciare solo nessuno».

L’Ater di Venezia, su volontà del presidente Raffaele Speranzon, ha individuato nei giorni scorsi e messo oggi a disposizione della Protezione Civile 86 alloggi per ospitare medici e infermieri impegnati nell’emergenza sanitaria, nei territori dei plessi ospedalieri di Dolo, Mestre (Villa Salus) e Jesolo, cioè quelli individuati come centri emergenziali anti COVID-19.

 

Questa mattina Speranzon ha inviato una lettera con l’elenco dei civici delle abitazioni disponibili, già da subito, all’assessore regionale all’Ambiente e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, alla Direzione Protezione Civile e Polizia Locale della Regione Veneto e all’assessore regionale ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin.

 

“È un piccolo contributo in questo drammatico momento per il nostro territorio – spiega Speranzon – e l’intera nazione. Nei giorni scorsi abbiamo individuato gli appartamenti che potevano essere dedicati alla causa: immobili pronti e liberi da subito, in cui sono finiti recentemente i lavori o che si sono resi ultimamente disponibili. Abitazioni che si trovano nelle vicinanze degli ospedali, facilmente raggiungibili. Abbiamo inviato questa mattina l’elenco degli alloggi ritenuti più idonei alla Protezione Civile, affinché siano messi al più presto a disposizione delle aziende sanitarie”.

 

“Gli alloggi – aggiunge Speranzon – possono essere d’aiuto al personale medico e infermieristico chiamato a lavorare, anche da fuori, per l’emergenza sanitaria. Ognuno di noi in questo momento è chiamato a fare la sua parte”.

 

Le 86 abitazioni sono così distribuite: 45 sono state individuate nell’area di Villa Salus, tra Mestre e Favaro, 31 nell’area dell’ospedale di Dolo e comuni limitrofi, altre 10 a Jesolo. Hanno dimensioni diverse, con una metratura che va da un minimo di 42 metri fino ad un massimo di 102 metri.

 

Da sottolineare che le case dell’Ater dedicate al personale sanitario per la durata dell’emergenza non vanno a togliere nulla ai cittadini, non rientrano tra quelle dedicate alle emergenze abitative e non sono abitazioni che sarebbero state assegnate a breve ai cittadini.

 

“Siamo in grado di concedere gratuitamente, da oggi e fino ad emergenza rientrata, questi 86 alloggi al personale sanitario – conclude il presidente – che ne avesse necessità. Le aziende sanitarie potranno richiedercele sia per ospitare personale volontario in arrivo da altre zone d’Italia o del mondo, sia per il personale già in servizio che risiede lontano dall’ospedale di lavoro. Riteniamo sia necessario lanciare un messaggio di ringraziamento al personale sanitario che è tutti i giorni in prima linea per salvare delle vite. Per questi mesi di assoluta emergenza non chiederemo alcun canone di affitto per le residenze messe a disposizione della Protezione Civile e delle aziende sanitarie”.

Raccomandiamo ai nostri lettori di diffondere l’appello a prestare massima allerta in questi giorni verso coloro che suonano alla porta di casa, riferendo di essere incaricati della Regione del Veneto per effettuare il controllo con il tampone per il Coronavirus: si tratta di impostori.

Si raccomanda quindi di non aprire la porta e di chiamare immediatamente il 112.

 

 

Photo Credits: FB @ulss2marcatrevigiana

Si è già messa in moto la macchina della Regione Veneto per la distribuzione delle nuove mascherine, prodotte dall’Azienda Grafica Veneta, e presentate dal Presidente della Regione Luca Zaia e dal titolare di Grafica Veneta, Fabio Franceschi.

 

L’Assessore alla Protezione Civile, Giampaolo Bottacin, e l’Assessore alla Sanità e Sociale, Manuela Lanzarin, hanno inviato loro lettere ai Comuni veneti e a Centri Servizi per Anziani, Residenze Sanitarie Assistite e Case Alloggio per Disabili, contenenti le indicazioni pratiche per la distribuzione.

 

Bottacin, nella lettera ai Comuni, specifica che le relative forniture verranno consegnate alle singole Amministrazioni a cura della Protezione Civile Regionale e invita i Sindaci a favorirne la distribuzione il più capillare possibile, utilizzando i Gruppi Comunali di Protezione Civile e il volontariato locale.

 

La Lanzarin ha scritto a tutte le strutture per persone anziane e con disabilità, annunciando l’arrivo delle mascherine e ringraziando tutto il personale per l’impegno, il lavoro e la dedizione. In questo caso, la distribuzione sarà direttamente a cura di Grafica Veneta, alla quale la Regione sta inviando gli indirizzi ove consegnare le mascherine.

 

Sarà invece Azienda Zero a distribuire alle Ullss le mascherine per la consegna, all’esterno delle strutture, alle persone che, per qualsiasi motivo, frequentino gli ospedali.

 

Photo Credits: Regione del Veneto via Facebook

Un video messaggio per i 159 anni dell’Unità d’Italia, amministratori, dirigenti e militanti veneti di Fratelli d’Italia uniti contro l’emergenza Coronavirus

 

Un video messaggio per celebrare l’Unità d’Italia in un momento così difficile per l’emergenza Coronavirus. Un’iniziativa lanciata a mezzo social nella mattinata di oggi, martedì 17 marzo 2020, 159esimo anniversario dell’Unità d’Italia, da diversi amministratori, dirigenti e militanti veneti di Fratelli d’Italia.

 

“In un momento così difficile, come ha detto oggi il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c’è bisogno di unità – spiegano Tommaso Razzolini e Marina Marchetto Aliprandi esponenti di Fratelli d’Italia – e insieme a tanti amici abbiamo voluto lanciare un messaggio di coraggio e senso di appartenenza alla nostra Nazione ferita dall’emergenza Coronavirus cantando a squarcia gola il nostro amato inno nel giorno dell’Unità d’Italia”.

 

“Stretti attorno al tricolore – continua Marina Marchetto Aliprandi – e ognuno rigorosamente dalle proprie abitazioni, possiamo sentirci davvero uniti per far fronte a questa lotta comune e rilanciare al più presto l’intero territorio veneto e nazionale”.

 

 

Non è un caso infatti che l’idea sia nata in una delle prime zone colpite dalla pandemia di COVID-19, il Veneto, e in particolare nelle provincie di Treviso, Padova e Vicenza.

 

Nessuno qui vuole arrendersi – conclude Tommaso Razzolini – e insieme a tanti amministratori siamo in prima linea ad affrontare questa emergenza, seguiamo con attenzione l’evoluzione della situazione e cerchiamo di dare risposte ai nostri cittadini. Il nostro video messaggio è un augurio all’Italia: restiamo a casa, andrà tutto bene”.

 

Coinvolti nel video messaggio insieme al Vicesindaco di Valdobbiadene Tommaso Razzolini anche gli Assessori comunali Claudio Borgia (Montebelluna), Matteo Fabris (Brendola), Michele Gottardi (Gaiarine), e i consiglieri comunali Nicolas Gasparini (Maserada sul Piave), Fabio Miotti (San Giorgio in Bosco), Luigi Sabbatino (Cittadella), Jessica Ruggeri (Valdobbiadene), Davide Visentin (Treviso), Raffaele Freda (Preganziol), Marta Zulian (Monfumo) e Daniel Venturin (Volpago del Montello).

 

Presenti per Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, la Presidente Provinciale di Treviso Erika Fischer e l’esponente dell’Esecutivo Nazionale Carlo Alberto Correale, senza dimenticare Marina Marchetto Aliprandi, Vice Presidente Provinciale di Fratelli d’Italia Treviso, Giovanni Battista Papete, Presidente del Circolo di Villorba e Responsabile Comunicazione, Stampa e Social di Fratelli d’Italia Treviso e Massimiliano Spagnol, Dirigente Provinciale di Fratelli d’Italia Treviso. Tutti uniti per l’obbiettivo.

L’iniziativa promossa dalla Fondazione di CentroMarca Banca

 

Un euro a famiglia per aiutare le terapie intensive. Parte il Crowdfunding AIUTIAMO GLI OSPEDALI. Se ogni famiglia veneta versasse la cifra di un euro, il costo di un caffè, in poche ore potremmo raggiungere 2 milioni di euro quanto basta per l’acquisto di 100 ventilatori polmonari.

 

Un aiuto concreto ai nostri angeli in camice che da giorni senza sosta si stanno prodigando per salvare tante vite umane.

 

Con loro la nostra sanità pubblica sta dimostrando tutto il suo valore ma anche il singolo cittadino può mostrare il proprio aiutando la sanità come può.

 

La  Fondazione di CentroMarca Banca CC di TV e VE ha deciso di farsi promotrice di un Crowdfunding AIUTIAMO GLI OSPEDALI. Una forma di raccolta che è già stata adottata per altre iniziative sociali di CMB concretizzatesi nel territorio.

 

Un elemento importante è che attraverso questa piattaforma, la Fondazione che fa capo al Credito Cooperativo CentroMarca Banca (presente nel territorio da oltre 120 anni) offre la garanzia che tutto, ma proprio tutto quello che verrà raccolto andrà immediatamente all’Aulss 2 di Treviso e all’Aulss 3 di Venezia e contribuirà all’acquisto di quelli che fino a una settimana fa pochi conoscevano l’esistenza: i ventilatori polmonari.

 

Donare è molto semplice, per tutti, e per contribuire sarà sufficiente registrarsi alla piattaforma www.cmb4people.org con la possibilità di eseguire un bonifico bancario (esente da commissioni per i Clienti CMB) sul conto corrente intestato a: EMERGENZA CORONAVIRUS – codice IBAN: IT 21 P 08749 12001 014000771267.

 

Da parte sua CentroMarca Banca ha stanziato la donazione di 50mila euro che serviranno per l’acquisto immediato di due apparecchi che andranno alle rispettive AULSS.

Nonostante l’attenzione sia in massima parte dedicata a seguire gli sviluppi del Coronavirus, la Direzione Prevenzione della Regione Veneto sta monitorando anche l’andamento dell’influenza stagionale.

 

Nell’ultima settimana valutata (24 febbraio-1 marzo) il tasso d’incidenza è sceso a 6,11 casi per mille abitanti (8,24 casi per mille abitanti la scorsa settimana), inferiore alla media nazionale che è del 9,48 per mille, rispetto al picco di 10,83, registrato in Veneto nella sesta settimana del 2020. Complessivamente, l’influenza ha colpito finora 389.500 persone, 29.900 delle quali nell’ultima settimana.

 

L’età maggiormente colpita è sempre quella tra 0 e 4 anni, ma con un tasso di notifica in forte calo, sceso a 18,94 per mille contro il 21,03 per mille della scorsa settimana. Segue la seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con 12,08 per mille contro18,56 casi per mille precedente, anche questa forte in calo. Diminuzione, ma contenuta, per la fascia centrale d’età (15-64 anni) con 5,46 casi per mille. Dopo una piccola crescita la scorsa settimana, in questa è scesa anche l’incidenza negli ultrasessantacinquenni, fissata a 1,88 casi per mille contro il 2,37 per mille del passato rilevamento.

 

In tutto, i casi gravi segnalati sono stati 12, con 3 decessi. Entrambi i dati sono, al momento, i più bassi dalla stagione 2014-2015, quando si iniziò a monitorare le complicanze.

 

“Sulla base di questi dati – dice l’Assessore regionale alla Sanità – i nostri esperti confermano che il periodo dell’influenza stagionale si avvia a conclusione”.

Nonostante l’attenzione sia in massima parte dedicata a seguire gli sviluppi del Coronavirus, la Direzione Prevenzione della Regione Veneto sta monitorando anche l’andamento dell’influenza stagionale.

 

Nell’ultima settimana monitorata (17-23 febbraio) il tasso d’incidenza è sceso a 8,24 casi per mille abitanti (inferiore alla media nazionale che è del 10,87 per mille), rispetto al picco di 10,83, registrato nella sesta settimana del 2020. Complessivamente, l’influenza ha colpito finora 365.700 persone, 40.400 delle quali nell’ultimo periodo.

 

L’età maggiormente colpita è sempre quella tra 0 e 4 anni, ma con un tasso di notifica in forte calo, sceso al 21,03 per mille. Segue la seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con 18,56 casi per mille, anche questa in calo. Diminuzione, ma contenuta, per la fascia centrale d’età (15-64 anni) con 6,17 casi per mille. In controtendenza il leggero aumento nella fascia over 65, ma con un tasso molto basso, pari al 2,37 per mille.

 

In tutto, i casi gravi segnalati sono stati 12, con 3 decessi. Entrambi i dati sono, al momento, i più bassi dalla stagione 2014-2015, quando si iniziò a monitorare le complicanze.

I consiglieri regionali Piero Ruzzante, Cristina Guarda e Patrizia Bartelle si interrogano sui chiarimenti applicativi diramati in seguito all’ordinanza contingibile n. 1 di domenica 23 febbraio

 

“Domenica scorsa (23 febbraio) il Ministro della Salute di Intesa con il Presidente della Giunta Regionale del Veneto hanno diramato l’ordinanza contingibile e urgente n. 1 disponendo, tra l’altro, la sospensione delle iniziative ludico sportive.

“Ieri (lunedì 24 febbraio) il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale, ha emanato dei chiarimenti applicativi precisando che la sospensione riguarda soltanto le iniziative che comportano afflusso di pubblico. Perciò, rispetto alle attività sportive, non puoi assistere ma ti puoi allenare.”

 

Sono le parole dei Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Cristina Guarda (Civica per il Veneto) e Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiungono:

“Non è chiaro come un dirigente regionale possa interpretare il contenuto di un’ordinanza emanata da un Ministro e da un Presidente di Giunta Regionale, inoltre, siamo stupiti e increduli nel constatare che la Regione sembri considerare gli sportivi dei super uomini/donne immuni al contagio. Eppure non c’è dubbio che l’attività sportiva comporti il contatto ravvicinato e ripetuto tra più persone”

 

“Per la verità questi ‘chiarimenti’ sembrano essere un po’ avventati – continuano Ruzzante, Guarda e Bartelle – e lo dimostrerebbe anche la circostanza per cui inizialmente, nell’oggetto, era indicato il ‘Presidente della Regione Emilia Romagna’ anziché quello della Regione Veneto. Si sa che questi errori spesso sono figli della fretta.”

 

“Riteniamo che, per evitare la diffusione del contagio da COVID-19, sarebbe stato più opportuno prevedere la sospensione dell’attività di palestre e centri sportivi.”

“Per questo – concludono Ruzzante, Guarda e Bartelle – abbiamo depositato una interrogazione per chiedere alla Giunta Regionale se questi ‘chiarimenti applicativi’ siano stati concordati con l’Assessore regionale alla Sanità e Sociale e con il Presidente della Giunta e se tali chiarimenti non siano una deroga non autorizzata a quanto disposto con l’ordinanza emanata domenica da Presidente e Ministro”

“In caso di controversia farà fede l’ordinanza o la circolare e chi risponderà di una eventuale errata interpretazione?”

Nell’ultima settimana monitorata (20-26 gennaio) l’influenza stagionale in Veneto ha colpito 37.700 persone, portando il totale da inizio sorveglianza a 177.100.

L’incidenza è pari a 7,68 casi per mille abitanti, molto al di sotto di quella nazionale, pari a 10,58 per mille.

 

Lo indica il quarto Rapporto epidemiologico del sistema di sorveglianza dell’influenza 2019-2020, redatto dalla Direzione Prevenzione e diffuso oggi dall’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin.

 

La fascia d’età più colpita risulta, come sempre, quella tra zero e 4 anni, con 21,84 casi per mille, contro il 30,78 per mille a livello nazionale. Nei ragazzi tra 5 e 14 anni il tasso d’incidenza è di 16,47 casi per mille, contro il 20,68 a livello nazionale. Tra i 15 e i 64 anni si registra un aumento contenuto, con un valore complessivo di 7,11 per mille (8,95 per mille in Italia). La fascia d’età meno colpita è quella degli over 65, con 1,82 casi per mille, contro 3,44 per mille a livello nazionale.

 

Purtroppo si registra il primo decesso, in una bambina di 10 anni colpita da una rara complicazione che non le ha lasciato scampo. I casi gravi sono finora sei, due segnalati dall’Ulss 3 Serenissima, due dall’Ulss Marca Trevigiana e uno ciascuno dalle Ullss Scaligera ed Euganea. Nessuno dei soggetti interessati è risultato vaccinato.

 

Il picco stagionale è atteso per la metà di febbraio.

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