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“Il virus c’è – ha detto oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia – ma la quasi totalità dei contagiati non ha sintomi. I positivi ad oggi sono 4.754 e si sono superati i 2 milioni di tamponi. In ospedale abbiamo 290 persone e 25 in terapia intensiva, di cui solo 16 positivi. Attualmente le persone isolate sono 10.417 persone, solo il 4,5% di queste sono positive e ad avere sintomi è solo il 3%, mentre a inizio marzo era il 31%. Bisogna comunque indossare la mascherina quando non si è soli o con la famiglia, sia all’interno che all’aperto”.

 

Zaia ha inoltre annunciato che da lunedì saranno eseguiti i tamponi rapidi, quelli che danno il risultato in 7 minuti, ai visitatori delle case di riposo.

 

“Si parte da lunedì e serviranno alcuni giorni per andare a regime – ha aggiunto Zaia – ma riteniamo che così sarà chiusa un’altra porta d’ingresso al virus. Le cose nelle case di riposo stanno andando abbastanza bene – ha precisato – ma abbiamo alcuni segnali che spingono a rafforzare l’attenzione”.

 

Il tampone rapido sarà erogato da personale specializzato, interno o esterno alle strutture, e darà l’esito in pochi minuti.

 

“In caso di negatività – ha specificato il Governatore – le famiglie e gli amici entreranno subito in assoluta sicurezza, garantendo così protezione massima agli ospiti e avendo ricevuto gratuitamente un servizio importante per loro stessi”.

 

Silvia Moscati

“Abbiamo validato una terapia che ha dato risultati eccezionali nella lotta contro il Coronavirus”, ha detto oggi il Rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina, presso l’ateneo scaligero, con il Presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

 

“Questa ricerca – ha dichiarato Nocini – viene pubblicata proprio oggi a New York. Si tratta di un cocktail con un farmaco impiegato per la cura dell’artrite reumatoide utilizzato assieme ad altri farmaci. In via sperimentale, questo farmaco ha già curato 80 pazienti e si è registrato un solo decesso. Invece, su 50 malati non trattati con questo cocktail ci sono stati 26 decessi”, ha spiegato il Rettore Nocini. “Nella sperimentazione – ha concluso – sono stati coinvolti l’Immunologia e la Clinica Medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con la Casa di Cura Pederzoli di Peschiera del Garda”.

 

Il prof. Nocini ha anche annunciato che partirà il 7 settembre la prima somministrazione del vaccino del Veneto a tre volontari. Si tratta del vaccino su cui ha lavorato in questi mesi l’Università di Verona.

 

Dal canto suo il Presidente Zaia è tornato a ribadire il concetto, già espresso sin dallo scorso febbraio, che le linee guida del Governo hanno sempre conteggiato i decessi di pazienti Covid basandosi sulla positività, anche se poi negativizzata. “Il protocollo prevede di trattare il paziente che diventa positivo, anche se è in ospedale come leucemico o malato terminale, come paziente Covid – ha spiegato anche oggi Zaia – abbiamo avuto un paziente la scorsa settimana colpito da infarto ma positivo, conteggiato quindi poi come decesso Covid. È una scelta imposta da linee guida, discutibili, contestate da me da febbraio” – ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

“È stato trovato un positivo che si era recato lo scorso 20 agosto al “Summer Festival” di Cortina D’Ampezzo. Ora ci sono ben 500 persone da controllare, pertanto è stato istituito per domani, 28 agosto, un drive-in test dalle 14.30 alle 18.30 presso lo Stadio del Giaccio di Cortina”. Lo ha annunciato stamani durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera, il Presidente del Veneto, Luca Zaia, sottolineando che è stata avviata la procedura di rintraccio di tutti i suoi altri contatti con il sistema di contact tracing ma “i numeri sono grandi e dunque c’è bisogno della collaborazione di tutti”.

 

Riguardo alla situazione attuale, Zaia ha ribadito: “Siamo la comunità che ha fatto più tamponi al mondo rispetto al numero degli abitanti. Il numero dei positivi, dal 21 febbraio a oggi, è di 22.469 e 132 sono quelli in più rispetto a ieri. I veneti ad oggi, 27 agosto, in isolamento sono 7.036, di cui solo il 32% è positivo e di questi solo il 7% ha qualche sintomo. Quello di trovare tanti positivi è un elemento di virtuosità”, conclude il Presidente Luca Zaia.

Ieri il Presidente Luca Zaia ha aggiornato il numero dei tamponi effettuati finora nel Veneto, che è di 1.416.000, al quale vanno aggiunti i test sierologici. “Il numero dei positivi è aumentato perché noi li cerchiamo” ha voluto precisare il Governatore durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera.

 

Attualmente sono in isolamento 6.565 persone; i sintomatici sono 135, il 2,6% delle persone in quarantena. Il 7,5% dei positivi ha sintomi ma dei ricoverati, 118, solo 35 sono positivi. Oggi le persone in terapia intensiva sono 8, tra questi la bambina di 5 anni ricoverata a Padova in terapie intensiva non è affetta da Coronavirus, ma da altre patologie.

 

“La partita delle vacanze sta pesando – ammette Zaia. – In una giornata 35 turisti provenienti dalla Croazia a Treviso sono risultati positivi. Stiamo testando anche lavoratori in un macello, finora ce ne sono 5 positivi. Ci sono punti di accesso rapido nelle Ulss, dove dalle 7 alle 13 tutti i vacanzieri possono andare, ma stiamo tentando di aggiornare il piano su questo fronte perché possano andare anche gli altri cittadini, per esempio chi ha dei sintomi. Farò un’ordinanza o una circolare per fare test a chi proviene da Adge, in Francia meridionale, Occitania, dove c’è un grande focolaio e molti turisti si sono trovati infettati. Facciamo un appello a rendersi disponibili ai medici di base, con i quali il governo ha fatto un accordo per i controlli del personale scolastico in Veneto, 95mila in tutto. Il piano è frutto dell’accordo tra governo e medici di base, ognuno dei quali dovrebbe testare in ambulatorio tutti i suoi pazienti che lavorano nella scuola. Noi siamo a disposizione: a Verona e Belluno si sono già accordati”.

 

E a chi domanda se l’avvio del nuovo anno scolastico ed elezioni siano a rischio, risponde: “Dov’erano tutti gli scienziati quando sostenevamo che il periodo più sicuro era luglio? Ma pensare di non aprire le scuole vuol dire abdicare alla formazione. Come facciamo a non garantire la formazione ai ragazzi?

I bimbi dovrebbero portare la mascherina 6-8 ore? Io sono contrario. Bisognerà trovare delle alternative: distanze, mascherine agli operatori, test: se positivo, si testeranno tutti i contatti stretti e il bambino positivo dovrà farsi la quarantena”.

 

“Dal punto di vista sanitario non siamo in emergenza, conclude, stiamo gestendo la situazione. Ci sono altre patologie che preoccupano, come quella West Nile trasmessa da alcune zanzare”.

 

 

Silvia Moscati

“Sono 6.394 gli isolati, mentre le persone attualmente positive sono 1.634. Significa che il 25 per cento degli isolati è positivo. Delle persone attualmente positive solo 65 hanno dei sintomi, vale a dire l’1,02 per cento. Il virus quindi c’è, non si può fare la festa della liberazione ma le cose sono cambiate. Vanno valutati anche i sintomatici, che sono spesso paucisintomatici e la cui carica virale è più bassa del previsto – ha detto oggi in conferenza stampa il Presidente del Veneto Luca Zaia – invito dunque gli scienziati a chiudersi in una stanza e fare sintesi almeno su tre punti, in primis a rispondere alla domanda su quanto infettino gli asintomatici e sui test rapidi”.

Il Presidente ha inoltre confermato che da parte sua non ci saranno altre ordinanze restrittive ma che ci si atterrà alle disposizioni del Governo, con discoteche chiuse e mascherine dalle 18 alle 6 del mattino.

Silvia Moscati

“Non abbiamo previsto alcuna anticipazione della data di avvio dei saldi. Dopo aver sentito la volontà delle categorie economiche e degli imprenditori, ho deciso di non anticipare tale data e di lasciarla al 1° agosto come annunciato a suo tempo. Questo perché ritengo che sia un mio preciso dovere ascoltare il territorio e farmi portavoce delle esigenze e delle istanze di chi lavora quotidianamente a contatto con la gente”.
Così l’assessore regionale allo sviluppo economico spiega che la Regione del Veneto conferma l’avvio dei saldi dal 1° agosto, come fissato a suo tempo nella fase successiva alla pandemia da Covid-19, in accordo con gli operatori. La precisione risulta necessaria dopo il dibattito emerso nei giorni scorsi a livello nazionale nel quale la Regione Campania aveva chiesto la possibilità di anticipare la data all’inizio di luglio, come di norma.

 

“Abbiamo ricevuto comunicazione da Confesercenti Veneto, Confcommercio Veneto – Federazione Moda Italia e Federdistribuzione che confermano di essere favorevoli all’avvio dei saldi il 1° agosto – precisa l’assessore veneto al commercio – volontà che la Regione conferma. Ricordo che la data del 1° agosto era stata il frutto di un lungo confronto con le Regioni al fine di dare l’uniformità che i commercianti ci hanno
sempre chiesto”.

 

“Nel periodo dell’emergenza – conclude l’assessore – abbiamo avuto modo di confrontarci quotidianamente con le categorie economiche, con i commercianti in particolare che hanno subito un calo delle attività e dei consumi anche dopo la fase di lockdown. Dal confronto costante si è rafforzata la collaborazione che ha portato alla definizione del 1° agosto. Data che confermiamo per andare incontro alle esigenze di un settore, quello del commercio, che ha necessità di riprendersi al più presto”.

Sandro Taverna, già Coordinatore Provinciale di Fratelli d’Italia Treviso, ora commissariato per la Candidatura alla Regione Veneto, inizia ufficialmente la sua corsa per le elezioni regionali di settembre, inaugurando a Treviso la sua sede elettorale.

 

Circa 250 persone si sono recate nella giornata di martedì all’inaugurazione della sede elettorale del candidato di Fratelli d’Italia, ovviamente in modo scaglionato, tra le 18.00 e le 24.00 con ingressi ponderati con il relativo distanziamento sociale di sicurezza.

 

Tra i molti presenti, anche diversi rappresentanti di associazioni e categorie del territorio, diversi amministratori locali, tra cui il consigliere comunale di Villorba Barbara Haas, che correrà alle elezioni regionali al fianco di Sandro Taverna.

 

Presenti all’inaugurazione anche il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Giuseppe Montuori, il parlamentare europeo di Fratelli d’Italia Sergio Berlato e il vice segretario nazionale di Riva Destra Angelo Bertoglio, assente per impegni parlamentari il coordinatore regionale On. Luca De Carlo, ma già presente due giorni fa in un altro incontro in visita alla sede prima dell’inaugurazione.

 

“Sono felice, emozionato e soprattuto motivato per questa nuova sfida – queste le prime parole di Sandro Taverna – voglio portare in Regione Veneto il nostro territorio, voglio portare in Regione Veneto, ognuno di voi, con le proprie esigenze, con le proprie necessità e soprattutto con le vostre proposte per il nostro territorio.
Voglio portare Treviso in consiglio regionale, perché sono certo e convinto che Treviso debba essere protagonista delle scelte e delle decisioni dei prossimi 5 anni. Proprio per questo motivo è molto altro, ho scelto di candidarmi al consiglio regionale”.

 

Perché Sandro Taverna ha deciso di servire Treviso?

“Voglio dedicare i miei prossimi anni a scrivere con voi il nostro futuro e il futuro di chi verrà dopo noi.
Tutto questo sarà possibile con la forza e la determinazione di tutti quanti gli amici che sceglieranno di essere protagonisti del nostro futuro con la testa e il cuore al servizio del nostro territorio”.

Il presidente dei Pescatori di Pace auspica che il test venga effettuato direttamente al Governatore

 

Il presidente dei Pescatori di Pace e responsabilità economiche APF, Lorenzo Damiano, dopo quanto avvenuto nella conferenza live del governatore Luca Zaia nella quale ha invitato un giornalista a effettuare il test rapido, lancia la provocazione e chiede al Governatore che il test live venga effettuato direttamente da lui: “Una scenetta molto carina, solo non ho capito una cosa: come mai il test è stato effettuato al cronista e non al Presidente?”.

 

Damiano, che domenica in un video social aveva parlato di effettuare il tampone al suo staff, lancia l’affondo: “Invito il Governatore, il suo staff, e gli uomini della Protezione Civile a dare il buon esempio a effettuare il test live, in diretta: così potremmo anche capire se effettivamente il test funziona, effettuandolo ogni giorno, visto che molti di questi dispositivi non sono risultati esattamente attendibili. Mi auguro che il Governatore questa volta dia il buon esempio: in molti si sono chiesti come mai in Puglia il cosiddetto distanziamento sociale non sia stato esattamente rispettato dal presidente del Veneto”.

“Un nuovo focolaio di Coronavirus scatenato da una persona rientrata dalla Bosnia ha portato il Veneto da un rischio basso a un rischio elevato, passando da una R con T pari a 0,43 all’1,63”, ha annunciato con voce dura il Presidente Zaia durante la conferenza stampa di oggi. Il Governatore ha poi ricostruito la vicenda legata al viaggio in Bosnia in auto sulla quale viaggiavano 5 persone, ora positivi, che hanno generato 89 isolamenti.

 

“Il paziente zero, rientrato dalla Serbia il 25 giugno, ha iniziato ad avere sintomi lo stesso giorno. Il 28 – continua Zaia – è andato al pronto soccorso, effettuando il tampone e risultando positivo, ma rifiutando il ricovero. Se uno è padrone della sua vita, non deve però poter mettere a repentaglio quella degli altri: ecco perché dico che il Parlamento ci deve dare gli strumenti adeguati. Ricoverato, dopo molta insistenza, anche del sindaco, il 1° luglio, attualmente è in rianimazione ed è pure emerso che il 30, pur sapendo di essere ammalato, ha visto altre persone. Il secondo caso di positività è emerso il 30 giugno, dopo almeno 6 giorni asintomatici, per uno degli altri occupanti dell’auto andata in Serbia, e terzo e quarto il 1 luglio, nel secondo caso per un occupante dell’auto non dichiarato. L’ultimo caso, presso l’Ulss 6 Euganea, riguarda una paziente che si è presentata al pronto soccorso di Schiavonia il 29 giugno, dichiarando di aver avuto contatti con il primo paziente.

 

In questo caso – ha rilevato Zaia – l’indagine è risultata difficoltosa per la negazione di alcuni dati, come lavoro e contatti.  E mi chiedo se abbia senso aver buttato via quattro mesi della nostra vita per ritrovare complottisti e liberisti. L’ordinanza è già potenzialmente scritta e potevo firmarla anche oggi. Ma non sono contento. Per colpa di pochi irresponsabili ora pagheranno tutti”, ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

“Chissà se Zaia accetterebbe di lavorare a cinque euro l’ora. È vergognoso che ci siano paghe del genere in strutture pubbliche e, poiché non è il primo caso, che la Regione non sia mai intervenuta”. Così Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commenta la protesta degli addetti ai servizi di portineria dell’Ulss 2 della Marca Trevigiana che, con il nuovo appalto vinto da una mini-cordata di due cooperative, hanno visto un netto peggioramento delle loro condizioni contrattuali.

 

“Non si possono ulteriormente tollerare le gare al massimo ribasso di Azienda Zero in cui a rimetterci è l’ultimo anello della catena, i lavoratori. Da 7,11 a 5,34 euro l’ora, lordi, è una sforbiciata troppo pesante per persone che già prima non guadagnavano cifre straordinarie e che magari, complice la crisi, saranno pure costrette ad accettare una paga da fame. Ma con stipendi del genere come si fa ad arrivare a fine mese e vivere dignitosamente? Come può il lavoro malpagato nobilitare l’uomo? Su ciò attendiamo una presa di posizione di Zaia, anche perché non è un episodio isolato. Un caso analogo era scoppiato quasi due anni fa a Vicenza, con i presidi sociosanitari dell’Ulss 8; come Partito Democratico avevamo presentato un’interrogazione a dicembre 2018 che è senza risposta da 18 mesi. Se questi sono i risparmi garantiti da Azienda Zero, c’è davvero poco di cui vantarsi”.

 

“Zaia – aggiunge in chiusura il consigliere democratico trevigiano – dovrebbe intervenire visto che è un ente regionale, mostrando verso gli addetti ai servizi di portineria la stessa sensibilità avuta nei confronti delle associazioni venatorie a cui ogni anno vengono garantite centinaia di migliaia di euro, soldi spesi anche in lauti pranzi e cene di pesce, dell’inadempiente concessionario della Superstrada Pedemontana, cui sono stati assicurati 300 milioni di euro per completare l’opera, o per la sua struttura di comunicazione che costa ai veneti un milione l’anno”.

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