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“Per quantità e qualità di luoghi e mete di grande interesse storico, culturale, artistico e paesaggistico, la nostra è naturalmente una terra di cammini, capaci di attrarre un crescente numero di appassionati di una nuova forma di turismo che si sta affermando tra quelle di maggior successo negli ultimi anni. Questa nuova legge, quindi, ha il pregio di disciplinare un comparto in espansione, sia ai fini del riconoscimento dei cammini, sia della loro gestione, valorizzazione e promozione, consentendo al Veneto di consolidare il primato di prima Regione turistica d’Italia, non solo per arrivi e presenze, ma anche per organizzazione della propria variegata offerta”.        

 

Lo afferma l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, salutando con soddisfazione l’odierna approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Regionale del Veneto del progetto di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini veneti”.

 

“La creazione di un Registro della Rete dei Cammini Veneti – prosegue Caner – è coerente con gli obiettivi del Piano Strategico del Turismo, che prevede l’individuazione di nuove destinazioni e nuovi prodotti basati su un’esperienza autentica di fruizione del territorio. Anche le località meno conosciute, i centri più piccoli, parte dei territori montani, naturali e rurali, compresi quelli delle aree interne, entrando in questi circuiti potranno proporre i loro valori escursionistici. Questi itinerari vengono annoverati tra i ‘prodotti emergenti’ del turismo, ma per l’alto  livello di gradimento e di interesse raggiunto in brevissimo tempo, sono certamente una delle componenti del cosiddetto turismo slow sulle quali è necessario investire”.        

 

“Avvicinarsi a questi percorsi – ha concluso Caner – significa conoscere un Veneto non meno interessante e suggestivo di quello delle destinazioni più mature: è un’occasione di arricchimento culturale per turisti e visitatori e nel contempo un’opportunità da non sottovalutare dal punto di vista economico e occupazionale per le diverse attività che possono nascere e svilupparsi nell’ambito dell’ospitalità, dall’alloggio alla ristorazione”. 

Sono in arrivo ai Comuni veneti le risorse statali per nidi e scuole materne paritarie. La Regione Veneto ha ratificato l’intesa Stato-Regioni sul piano di azione pluriennale per il sistema integrato di educazione per i bimbi 0-6 anni. Intesa che, in accordo con Fism e Anci, dà il via libera al trasferimento ai Comuni del Veneto dei 18,9 milioni di fondi statali per sostenere la gestione dei 793 nidi e delle 1109 scuole materne presenti nel territorio regionale, frequentati da oltre 100 mila bambini76 mila nelle scuole d’infanzia e 24 mila nei nidi. Da parte sua la Regione Veneto ha già anticipato il cofinanziamento regionale 2019 per 34 milioni di euro, equamente ripartiti tra nidi e scuole per l’infanzia. 

 

“Il Veneto è l’unica regione in Italia – sottolinea l’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin che a Roma ha rappresentato il Veneto ai tavoli di intesa sul sistema educativo integrato per l’infanzia – dove 4 bambini su 10 in età 0-6 anni frequentano un nido o una materna paritaria. E al tempo stesso è l’unica Regione che finanzia con risorse proprie le spese di gestione di queste scuole con più del doppio di quanto paghi lo Stato. L’intesa Stato-Regioni impegna le Regioni a un cofinanziamento ‘pari ad almeno il 30 per cento delle risorse assicurate dallo Stato’. In Veneto, invece, il rapporto è invertito:  la Regione si fa carico del 60 per cento del contributo pubblico a nidi e materne, mentre la quota del Fondo nazionale per il sistema integrato sta al 40 per cento”.

 

A chiusura dell’esercizio 2019 arriveranno quindi alle 1902 strutture paritarie per l’infanzia del Veneto 18.916.714 euro di contributi del Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione, che insieme ai 33.927.500 mln di contributi regionali già anticipati nel corso dell’anno e ai 5 milioni di contributi in conto capitale per l’ammodernamento dei nidi portano il sostegno pubblico 2019 al sistema educativo e di istruzione paritaria per i bambini della fascia pre-obbligo scolastico a complessivi 57.916.992 milioni di euro

 

“Nonostante la cronica ristrettezza di risorse, la Regione Veneto riesce a mantenere costante negli anni il proprio aiuto ai Comuni per assicurare un servizio indispensabile alle famiglie – fa presente l’assessore Lanzarin –  Se nidi e materne paritarie dovessero chiudere, un bambino su tre rimarrebbe a casa, in quanto la rete dei servizi statali è ampiamente sottodimensionata o addirittura assente in molte aree geografiche del Veneto. La scelta di sostenere il sistema delle paritarie per l’infanzia è particolarmente impegnativa per il bilancio regionale, ma va confermata  per il valore sociale delle nostre scuole e del servizio indispensabile che rendono ai bambini, ai genitori e alle comunità territoriali di cui sono espressione”.

 

Nel dettaglio, i contributi al Veneto del Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione 2019 sono così ripartiti tra le sette province:

Dal 30 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020, altri 13.500 veneti si sono messi a letto con l’influenza, portando il totale dall’inizio del monitoraggio a 90.900 persone colpite, pari a un’incidenza di 2,75 casi per mille residenti, in aumento rispetto alla precedente rilevazione, ma ancora inferiore all’incidenza nazionale, attestata a 3,73 casi per mille.

 

Lo attesta il nuovo rapporto epidemiologico sull’influenza, elaborato dalla Direzione Prevenzione della Regione e diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

 

L’andamento stagionale, che gli esperti reputano simile a quello degli anni scorsi, indica, anche in questo caso come in ogni stagione, nei bambini da 0 a 4 anni la fascia di età più colpita, con un’incidenza di 4,93 casi ogni mille abitanti. Seguono gli adulti tra 15 e 64 anni (2,84 per mille); i ragazzi tra 5 e 14 anni (2,49); gli ultrasessantacinquenni con 2,07 casi ogni mille.

 

Il monitoraggio segnala la comparsa, per la prima volta quest’anno, di due casi di complicanze (una sindrome da distress acuto e una grave insufficienza respiratoria acuta), una all’Ulss 3 Serenissima e una all’Ulss 2 Marca Trevigiana.

 

“I nostri esperti – dice l’Assessore Lanzarin – prevedono che il picco stagionale possa arrivare verso la fine del mese. C’è quindi ancora tempo per vaccinarsi, ed è un appello che rivolgo a tutti i cittadini, e in particolare alle categorie a rischio. L’intera rete di sanità pubblica rimane attiva e a disposizione”.

Facciamo squadra per rispondere alle tante tragedie della strada con una grande campagna di sensibilizzazione nazionale.

È questo il senso di una lettera che il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato oggi al Premier Giuseppe Conte e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli.

 

Nella missiva, il Governatore ricorda che, nel solo Veneto, nel 2018 (e i dati in elaborazione per il 2019 non consentono ottimismo), ci sono state 311 vittime per incidenti stradali, con 19.313 feriti, e fa riferimento alla campagna “Occhio alla Vita” lanciata il 30 dicembre scorso da Spresiano in collaborazione con l’Associazione delle Imprese di Intrattenimento (il Silb), che utilizza immagini forti, come carcasse di auto incidentate piazzate all’esterno delle discoteche a far da monito ai giovani frequentatori.

 

Zaia chiede a Conte sostegno alle iniziative del Silb, ma va oltre: “Ritengo – scrive al Premier e alla De Micheli – necessaria e urgente la definizione, il finanziamento e la realizzazione di una capillare campagna nazionale, che coinvolga ogni settore del mondo dell’informazione: giornali, televisioni e radio pubbliche e private, il web in ogni sua articolazione. A questo scopo proporrò in sede di Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome italiane un diretto coinvolgimento di Regioni e Province, in ipotesi partendo dalla partecipazione a un tavolo tecnico comune con il Governo nazionale ove definire e concordare i contenuti, i mezzi i costi e le modalità di attivazione di quella che si configurerebbe come una vera e propria campagna nazionale salvavita”.

Natale con cieli sereni e temperature in calo, a eccezione di qualche nevicata sopra i 1500 metri: queste le previsioni di Arpav e del Centro funzionale della Protezione civile del Veneto, che segnala venti tesi in quota da stasera fino alle prime ore di giovedì 26, localmente anche nelle valli e sulle zone pedemontane per raffiche di Foehn a partire da domani pomeriggio.

 

Da stasera a domani mattina probabile neve burrascosa sulle Dolomiti centro-settentrionali, con apporti nevosi irrisori e perlopiù marginali rispetto ai settori di schianto. 

 

Giovedì 26, invece, non si prevedono precipitazioni. 

 

Rimane confermata ‘allerta per il passaggio oggi e domani dell’onda di piena del Po, in tuti i comuni rivieraschi del bacino idrografico, nonché per i livelli del Fratta-Gorzone nel Basso Vicenrtino e Bassa Padovana e del Lemene, nel Veneto Orientale.

Da domenica 15 dicembre entrano in vigore i nuovi orari ferroviari che, rispetto agli attuali, presentano poche variazioni che migliorano ulteriormente i servizi.  

 

“La conferma della validità della struttura complessiva dell’orario – sottolinea l’assessore regionale ai trasporti, Elisa De Berti – testimonia il proficuo e costante lavoro di perfezionamento del servizio di trasporto che abbiamo condotto in questi anni, instaurando da una parte un buon rapporto di collaborazione con Trenitalia e mantenendo dall’altra un proficuo confronto con le rappresentanze dei pendolari, alle cui istanze abbiamo sempre dedicato una doverosa attenzione. Le poche modifiche che abbiamo introdotto per il 2020 ci consentono di affinare l’offerta e di assicurare viaggi più puntuali e funzionali, soprattutto nelle aree a maggior domanda”. 

 

Oltre a delle piccole modifiche agli orari dei treni da e per Venezia, dovuti alla rimodulazione della stazione “nodo” di Santa Lucia, con benefici sulla puntualità e sull’affidabilità del servizio, la principale novità riguarda la Venezia-Verona, una delle linee a più forte domanda. Anche in base alla richiesta dell’utenza, saranno introdotte due nuove coppie di treni veloci nella fascia oraria mattutina, nella quale oggi non circolano treni in quanto utilizzata per attività di manutenzione dell’infrastruttura: la prima coppia (Venezia 9:10 – Verona 10:38; Verona 11:22 – Venezia 12:50) sarà introdotta a partire dal 15 dicembre e circolerà dal lunedì al venerdì, la seconda coppia (Venezia 10:10 – Verona 11:38; Verona 12:22 – Venezia 13:50) circolerà inizialmente il sabato e i giorni festivi e poi, dal 13 settembre 2020, tutti i giorni.  

 

“È anche giunto il momento di toccare con mano i notevoli progressi pianificati grazie al miliardo di euro di investimenti realizzato con Trenitalia – precisa l’assessore –: nel 2020 entreranno progressivamente in servizio 14 nuovi treni Rock e 9 nuovi treni Pop, che dal mese di giugno saranno impiegati anche sulla Padova-Bassano e sulla Padova-Montebelluna, linee sulle quali si concluderanno la prossima primavera i lavori di elettrificazione. Entro il 2023 i Rock e i Pop circolanti sulla nostra rete saranno in complessivamente 78 e sostituiranno i vecchi convogli diesel, garantendo ai viaggiatori innovative tecnologie di bordo e soprattutto un servizio più puntuale, confortevole e sicuro”. 

 

Il 2020 vedrà ancora un deciso impegno della Regione sul fronte dell’intermodalità, al fine di rendere sempre più allettante l’offerta del trasporto pubblico. 

 

“Grazie agli accordi con le aziende del trasporto pubblico locale – precisa De Berti – sarà sempre più facile e comodo raggiungere gli aeroporti del Veneto. Dopo il servizio stazione-aeroporto di Treviso, analogo collegamento tra il terminal ferroviario e quello aeroportuale sarà attivato anche a Verona, prevedendo la vendita di un unico biglietto per il trasporto su ferro e su gomma. Nel corso di questo mese di dicembre saranno, inoltre, attivati servizi analoghi da Verona Porta Nuova con destinazioni verso gli Ospedali di Borgo Roma e di Borgo Trento, la Fiera e la località di  Castel D’Azzano”.

 

“E sempre a proposito di intermodalità – conclude l’assessore De Berti – proseguiranno le iniziative per promuovere l’integrazione treno-bici, una soluzione che facilita la mobilità quotidiana in ambito urbano e che favorisce lo sviluppo del cicloturismo, attività che annovera un numero crescente di appassionati. Nel 2020 sono confermati i servizi ‘Trenobus delle Dolomiti’, ‘VeronatrenoBici’ e ‘TrenoBici del mare’, effettuati con convogli dotati di numerosi posti per l’alloggiamento delle biciclette”.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale ha emesso un bollettino di aggiornamento della situazione in base alle evoluzioni meteo

 

Come attesto, da ieri sera precipitazioni estese in tutta la Regione. La situazione attuale vede precipitazioni in spostamento da sud-ovest a nord-est che interessano gran parte del Veneto, anche con rovesci a tratti. 

 

Si è alzata rispetto al previsto la quota neve che sulle Prealpi a 1700/1900 m, sulle Dolomiti molto variabile tra i 900/1100 m delle zone più chiuse e i 1400/1600 m delle zone più aperte.

 

Per quanto riguarda la situazione dei fiumi, si segnalano dei lievi incrementi nelle sezioni montane e pedemontane di alcuni corsi d’acqua. L’incremento più significativo si è registrato sull’Agno a Recoaro, che ha superato la prima soglia di guardia. Sul resto dei corsi d’acqua non si sono ancora registrati incrementi, e i livelli sono in generale in lenta diminuzione dopo la morbida di due giorni fa. Al momento non sono stati segnalati fenomeni franosi sui versanti.

 

Le previsioni fino alle 15 di oggi indicano persistenza precipitazioni estese, dalla costa alle zone pedemontane e montane da discontinue/modeste (1-5 mm/h) a frequenti/moderate (5-10 mm/h). Quota neve sulle Prealpi stabile attorno ai 1700/1900 m, sulle Dolomiti generalmente stabile a 1400/1600 m sulle zone più aperte ed in risalita fino a 1400/1600 m sulle zone più chiuse. I venti sulla pianura andando dalla costa alla pedemontana continueranno ad essere da tesi e provenienti da sud-est a moderati con tendenza a disporsi da nord-est, nelle valli deboli/moderati con direzione variabile, in alta montagna forti / molto forti da sud-est

 

 

Cosa ci aspetta nelle prossime ore

In base alle previsioni per le prossime ore si attendono ulteriori incrementi dei livelli idrometrici nelle sezioni montane e pedemontane di quei corsi d’acqua, i cui bacini montani saranno interessati dalle precipitazioni più significative.

 

Le precipitazioni previste potranno, inoltre, creare possibili locali disagi nella rete di drenaggio urbano e in alcuni canali della rete secondaria. La saturazione dei terreni potrà determinare l’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti.

Al breve miglioramento meteorologico di queste ore fa seguito, in Veneto, l’arrivo di una nuova perturbazione. A partire dalla serata di domani, giovedì 14, e per tutta la giornata di venerdì 15 sono previsti venti tesi, a tratti forti, di Scirocco sulla costa e sulla pianura veneta, in quota e sulle dorsali prealpine, dai quadranti meridionali. Dalla serata di domani cominceranno le prime deboli precipitazioni sparse in successiva estensione e intensificazione. 

 

Venerdì 15 il tempo sulla nostra regione sarà in prevalenza perturbato, con precipitazioni diffuse, anche con rovesci o occasionali temporali, localmente anche molto abbondanti, sulle zone montane/pedemontane e localmente abbondanti anche sull’alta pianura. Sono previste abbondanti nevicate sopra i 1200 metri e dalla mattina di venerdì il pericolo di valanghe sale al livello 4 (arancione) su tutto il territorio montano per la probabilità di distacchi spontanei, anche di dimensioni molto grandi, lungo i percorsi abituali. Dalla sera di venerdì probabile attenuazione dei venti e diradamento delle precipitazioni.

 

In considerazione del quadro meteorologico previsto il Centro decentrato della Protezione civile del Veneto ha dichiarato lo stato di pre-allarme (allerta arancione) per criticità idrogeologiche su tutta la fascia montana e pedemontana del Veneto e per il bacino idraulico del Basso Brenta-Bacchiglione. Per l’area del bacino scolante in laguna, del Basso Piave e del Sile, nonché del Livenza, del Lemene e del Tagliamento è allerta gialla fino alla mezzanotte di venerdì 15.

“Pensavamo di avere visto il peggio con Vaia, invece siamo di fronte a uno scenario apocalittico su Venezia e tutto il litorale. Uno scenario che ci preoccupa anche per le prossime ore. In montagna sta nevicando e le temperature si stanno alzando. Sono previsti 120 cm di neve, che con lo scirocco stanno facendo prospettare uno scenario come quello dell’alluvione del 2010. Ricordo che in quell’occasione sono stati colpiti 235 Comuni, oltre 10.000 tra cittadini e imprese, ed è stato superato il miliardo di danni.”  

 

Così il Presidente della Regione, Luca Zaia, ha inquadrato questa mattina la drammatica situazione di emergenza maltempo che si è venuta a creare in Veneto da ieri sera. Particolarmente colpiti Venezia, Pellestrina e tutta la zona del litorale. Erano presenti alla conferenza stampa, svoltasi nella sala operativa della Protezione civile regionale, a Marghera, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il Direttore del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco Fabio Dattilo.  

 

“Abbiamo già dichiarato lo stato di crisi per Venezia e tutte le altre località – continua a spiegare il Presidente – resta ferma la modalità che tutte le segnalazioni che via via arriveranno saranno accolte lasciando aperto il decreto. Continueremo a seguire le evoluzioni dalla sala operativa, consapevoli che siamo di fronte ancora una volta a un evento straordinario.”

 

Nell’Unità di Crisi della Protezione Civile, attivata ieri, sono operativi l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, il direttore dell’area ambiente Nicola Dell’Acqua e il direttore della Protezione Regionale, Luca Soppelsa, che stanno monitorando tutto ciò che accade non solo a Venezia ma anche nel resto della Regione.

Il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto ha emesso un nuovo bollettino, nel quale si conferma l’arrivo di precipitazioni in tutta la Regione, accompagnate da forti venti

 

Le previsioni ARPAV dicono, infatti, che, tra martedì e mercoledì, sono attese precipitazioni anche abbondanti, con venti dai quadranti orientali anche forti sui monti e, a tratti, sulla costa nella seconda parte di domani. Sui monti quota neve piuttosto variabile, fino a martedì pomeriggio in risalita fino anche a 1600/1800 metri sulle Prealpi e 1400/1700 metri sulle Dolomiti, da domani sera in calo fino anche a 1000/1200 metri sulle Prealpi e a 700/900 metri sulle Dolomiti.

 

In riferimento alla situazione meteorologica attesa sul territorio regionale, in particolare le previsioni che domani indicano l’arrivo di venti dai quadranti orientali anche forti sui monti e a tratti sulla costa nella seconda parte della giornata, è stata dichiarata la fase operativa di attenzione su zone montane, pedemontane e costiere per vento forte.

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