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Parte a Treviso un percorso di formazione professionale per over 30 in cerca di occupazione.
120 ore di pratica in laboratorio e 4 mesi di tirocinio in azienda con borsa lavoro

 

La cooperativa La Esse e la Scuola Professionale Lepido Rocco propongono a Treviso il percorso di formazione professionale addetto alle lavorazioni del legno. Finanziato dalla Regione Veneto, selezionato nel quadro del POR FSE 2014-2020, Asse I Occupabilità – Work Experience, il progetto nasce dalla necessità espressa dalle aziende attive nel territorio di trovare personale specializzato, in un settore come quello del legno in forte ripresa e mette a disposizione 13 tirocini in diverse imprese della provincia di Treviso.

Come è articolato

L’intervento formativo sarà teorico e pratico e verrà realizzato da docenti della Scuola Professionale Lepido Rocco all’interno di laboratori attrezzati. Tra i temi affrontati, tecnologia di comparto, attrezzature e nozioni base sulle lavorazioni, diverse tipologie di legno, montaggio e assemblaggio di manufatti lignei, cura degli spazi e norme igieniche e di sicurezza.

 

Il percorso è articolato in 120 ore di attività formativa professionalizzante e 608 ore di tirocinio, con 4 ore di orientamento e 12 ore di accompagnamento al tirocinio. La formazione si svolgerà prevalentemente alla Scuola Professionale Lepido Rocco, nella sede di Lancenigo di Villorba. Il tirocinio sarà organizzato in aziende del settore, partner del progetto. Liniziativa è gratuita e prevede una borsa lavoro di 450 euro al mese. 

 

A chi è destinato

Destinatari sono 13 disoccupati/inoccupati, ai sensi del D.lgs. 150/2015, beneficiari e non di prestazioni di sostegno al reddito, over 30, residenti o domiciliati sul territorio regionale, che abbiano assolto l’obbligo d’istruzione o formazione professionale.
In fase di selezione verranno valutate eventuali esperienze precedenti in ambito produttivo del settore o di settori differenti, oltre a motivazione e predisposizione al ruolo.

 

Come candidarsi

Le selezioni sono aperte fino a giovedì 10 ottobre 2019.
Sono richiesti i documenti DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) emessa dal Centro per l’Impiego, copia del documento di identità e del codice fiscale, Curriculum in formato Europass, da inviare a La Esse – [email protected]

 

Per ulteriori informazioni

Cooperativa La Esse

0422.419441

[email protected]

Tante le opportunità lavorative nel settore metallurgico, delle produzioni industriali e della logistica

 

Sono oltre 250 le opportunità di lavoro in Veneto offerte da Etjca – Agenzia per il Lavoro, attiva in Italia dal 1999 e oggi uno dei primi 10 player nel settore delle APL, fra contratti in somministrazione e inserimento diretto in azienda.

 

In Veneto la maggior parte delle categorie professionali ricercate da ETJCA sono nel metallurgico, delle produzioni industriali e della logistica. Nello specifico, si selezionano più di 60 figure tra montatori meccanici, assemblatori, addetti alla produzione, addetti alla pressa metalmeccanica, verniciatori, operation manager e assemblatori elettrici e oltre 30 professionisti nelle produzioni industriali come magazzinieri mulettisti, progettisti meccanici, manutentori, addetti all’assemblaggio, fresatori CNC, programmatori CAD. Inoltre sono molto richiesti anche autisti di autobus e autovetture, magazzinieri, impiegati di logistica e spedizioni e periti tecnici disegnatori/progettisti.

 

Solo nella provincia di Treviso si selezionano più di 100 figure soprattutto nell’ambito tecnico-industriale come periti o impiegati tecnici, addetti al magazzino spedizioni, addetti al reparto produttivo e operatori alla fresa CNC. Sono fortemente ricercati anche impiegati amministrativi, impiegati tecnici commerciali per l’estero, addetti back office, geometri, periti informatici, impiegati di produzione e impiegati tecnici disegnatori.

 

Tante le offerte di lavoro anche per chi è alla ricerca di una prima occupazione soprattutto nella città di Verona. Si offrono infatti stage come scaffalisti nella grande distribuzione, impiegati assicurativi per agenzia assicurativa, stagisti per ufficio amministrazione e a Vicenza un regulatory compliance specialist da inserire in contratto di stage ma con prospettive di inserimento in azienda.

 

Tutte le posizioni aperte sono consultabili sul sito di agenzia alla sezione “offerte di lavoro”.

Prosegue con successo la battaglia a 360 gradi contro l’illegalità per il contrasto delle occupazioni abusive: ieri a Favaro è stato sgomberato un alloggio con l’esecuzione di un sequestro preventivo, disposto dalla Procura di Venezia. La famiglia di stranieri occupanti aveva preso possesso, con effrazione, della casa di proprietà dell’Ater a dicembre scorso. Grazie alla misura del sequestro preventivo, con il supporto della forza pubblica, è stato possibile recuperare l’alloggio e metterlo in sicurezza. Sarà ora destinato a lavori di manutenzione per rientrare nel circuito delle assegnazioni.

 

“Un ringraziamento alla Procura per aver disposto la misura del sequestro preventivo – afferma il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon – dimostrando grande sensibilità e attenzione nei confronti dei nostri inquilini esasperati dalle occupazioni abusive che peggiorano la vivibilità e minano il senso di sicurezza nei condomini. Noi lavoriamo per contrastare simili situazioni e il sostegno delle istituzioni e della magistratura determina il successo delle nostre azioni. È quindi un grande segnale positivo, che serviva al nostro territorio per dire finalmente basta alla certezza dell’impunità che alberga tra chi occupa illegalmente le case pubbliche, privando di un diritto e prevaricando i cittadini per bene, quelli a cui spetta una casa e che magari la attendono da tempo. Buttare giù la porta di un’abitazione pubblica significa schiacciare il diritto di chi attende in graduatoria, passargli davanti e prendersi un privilegio illegale”.

 

Tra i problemi che si sono verificati nell’esecuzione degli sfratti o degli sgomberi c’è anche quello degli arresti domiciliari, in quanto la misura cautelare rischia di bloccare i provvedimenti esecutivi.

 

I tre casi più emblematici a Mestre, Chioggia e Marghera

Tre i casi emblematici che l’Azienda territoriale di edilizia residenziale si è trovata a gestire solo nell’ultimo mese:

• a Mestre una famiglia di stranieri, sei persone, di cui quattro minori, avevano occupato un’abitazione Ater con effrazione nel dicembre del 2016. Una famiglia che con atteggiamenti di natura violenta avevano creato uno stato di paura negli inquilini del condominio, da cui sono partite più segnalazioni all’Azienda e alle forze dell’ordine. Dopo quattro vani tentativi di esecuzione dello sgombero, era stato fissato per il 6 giugno scorso il quinto ed ultimo accesso con forza pubblica, ma a maggio l’Ater viene informata che uno dei figli minorenni è stato sottoposto agli arresti domiciliari dal Tribunale dei Minori. Come domicilio per la misura cautelare, la famiglia di stranieri aveva indicato la casa di Mestre che occupava abusivamente.

 

La situazione ha quindi rischiato di bloccare e rimandare nuovamente lo sgombero, ma la tempestiva segnalazione dell’ufficio legale dell’Ater è stata accolta dal Tribunale dei Minori, che ha modificato la misura cautelare per il soggetto. Così, il 6 giugno scorso, lo sgombero è andato a buon fine e l’appartamento è stato liberato e recuperato dall’Ater, che potrà ora inserirlo tra gli alloggi da restaurare e riassegnare ai cittadini.

 

• a Chioggia un soggetto ritenuto pericoloso è finito agli arresti domiciliari. L’uomo vive in una abitazione dell’Ater con la madre anziana.

Ad aprile del 2018 è stato convalidato lo sfratto per morosità, a cui sono seguiti due tentativi di accessi andati a vuoto, il terzo fissato per settembre 2019. La settimana scorsa però, l’Ater ha appreso che il soggetto è stato messo agli arresti domiciliari e ha indicato quale residenza della misura cautelare l’alloggio in cui c’è in corso lo sfratto. L’Azienda, venerdì, ha scritto alle forze di Polizia di Chioggia, segnalando le problematiche collegate alla misura cautelare nell’alloggio. Va inoltre aggiunto che il soggetto è coinvolto in episodi di aggressioni tra condomini, e non si ritiene una buona idea fargli scontare la pena detentiva nello stesso contesto.

 

• a Marghera una famiglia di stranieri che nel 2014 aveva ricevuto lo sfratto per morosità è tornata ad occupare l’alloggio con effrazione a settembre 2018. Uno dei figli della famiglia è finito in carcere, ma dopo un periodo di tempo il Tribunale di Padova ha disposto per il soggetto il rinvio dell’esecuzione della pena, a fine maggio, con rientro nell’abitazione che però risulta occupata abusivamente. L’Ater ha quindi nuovamente segnalato la situazione, ottenendo dal Tribunale la possibilità di eseguire comunque lo sgombero.

La Giunta di Roncade ha deliberato in merito all’estensione della progettualità del “RIA – Reddito di Inclusione Attiva”; questa misura prevede di promuovere e sostenere percorsi di recupero, reinserimento sociale e autonomia di persone in stato di marginalità ed esclusione sociale.

 

L’accordo regionale coinvolge più comuni. Per quanto riguarda questa provincia, Treviso è comune capofila con assegnazione di un contributo complessivo pari a 382.281 euro; dei quali, per il progetto denominato “RIA prosecuzione”, un totale di 250.051 euro comprensivi della cifra di 32.500 euro destinate per le attività di promozione e coordinamento.

 

 

L’iniziativa

Relativamente al progetto “RIA estensione” (al quale Roncade aderisce da ora) Treviso ha riservato un totale di 132.230 euro.

 

Il Comune di Roncade ha disposto un fondo di dotazione del proprio bilancio per una quota pari a 0,30 euro per abitante, arrivando alla somma di 4.368 euro.

 

Gli aderenti

I comuni aderenti al RIA dispongono pertanto di risorse finanziarie complessive pari a 453.642 euro per la realizzazione della quinta annualità del progetto. Queste confluiranno in un fondo per la gestione comune delle attività e verranno erogate al Comune di Treviso; il quale dovrà procedere alla rendicontazione di spesa da presentare in Regione entro fine aprile del prossimo anno.

 

“Anche questa iniziativa, unitamente alle altre forme di sostegno all’occupazione attive nel Comune di Roncade quali ad esempio lo ‘Spazio Lavoro’; può significare una risposta concreta per chi trova maggior difficoltà ad essere accompagnato in modo dignitoso e con la giusta attenzione per la sua fragile condizione, nel percorso di inserimento lavorativo”. Dice l’Assessore alle Politiche Sociali Sergio Leonardi.

 

Non solo reddito

Oltre ai percorsi di recupero volti alle persone in stato di esclusione sociale; il progetto intende intraprendere iniziative per la politica attiva del lavoro finalizzate ad incrementare l’occupabilità. Vi sono anche forme di sostegno al reddito che superino la logica assistenzialistica, nonché il consolidamento della rete territoriale di agenzie del pubblico e del privato impegnate nel reinserimento sociale e lavorativo di soggetti in situazione di marginalità e fragilità.

Il 2018 ha rappresentato per il Veneto il quarto anno consecutivo di crescita occupazionale, con oltre 36 mila posti di lavoro dipendente in più, 22 mila dei quali a tempo indeterminato. A certificarlo sono i dati della Bussola trimestrale dell’Osservatorio di Veneto Lavoro sull’andamento del mercato del lavoro regionale.

 

In un contesto economico in lieve rallentamento, ma comunque positivo, il ritmo di crescita dell’occupazione veneta si assesta sugli stessi livelli del 2017. Ma risulta ora trainato principalmente dai contratti a tempo indeterminato, aumentati nell’arco di un anno di 22.200 unità. Tale incremento è in larga parte attribuibile alle trasformazioni da tempo determinato, raddoppiate rispetto all’anno precedente (59.800 contro 30.200).

 

Un risultato – spiegano i ricercatori di Veneto Lavoro – dovuto prevalentemente al boom di assunzioni a termine registrato nel 2017, che a un anno di distanza ha generato un fisiologico incremento delle trasformazioni. A incidere, però, sono stati anche gli incentivi strutturali all’assunzione di giovani under 35 introdotti a inizio 2018 e gli effetti del Decreto Dignità, entrato in vigore a novembre, che intervenendo in maniera restrittiva sui rapporti a tempo determinato ha in parte contribuito all’eccezionale incremento delle assunzioni e delle trasformazioni a tempo indeterminato osservato nel quarto trimestre dell’anno (rispettivamente +22% e +115% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e in particolare nel mese di dicembre.

 

Incide pochissimo il fenomeno dello staff leasing, ovvero la somministrazione a tempo indeterminato, che pur essendo triplicata rispetto all’anno precedente, con 1.500 assunzioni pesa appena per l’1% sul totale delle assunzioni stabili. Si riduce, di contro, tranne che nel lavoro stagionale, il ricorso ai contratti a tempo determinato, che nel quarto trimestre dell’anno registrano un saldo negativo per 47.700 posizioni di lavoro e su base annua mostrano una crescita modestissima (+1.700).  

 

“Fattore cruciale per il mantenimento e il miglioramento degli attuali livelli occupazionali  – dichiara l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan – è e sarà sempre di più individuare politiche formative in grado di ridurre la distanza tra domanda e offerta di lavoro. Il disallineamento tra le richieste delle imprese e le competenze dei lavoratori è un problema che investe la sfera educativa: in questo senso i dati sugli ITS, dove il 90% degli studenti trova subito lavoro, così come quelli sulle iscrizioni a scuola che certificano una crescita degli Istituti tecnici, non possono che essere un segnale positivo. Ma il fenomeno del disallineamento interessa anche la sfera personale, perché la responsabilità della formazione non può essere in capo soltanto alle istituzioni e alle imprese. È una questione di consapevolezza individuale: ogni lavoratore deve sapere che per rimanere competitivi nel mondo del lavoro è necessario mantenere aggiornate le proprie competenze professionali sulla base di ciò che richiede il mercato”.

 

Sotto il profilo settoriale, la novità più significativa del 2018 è rappresentata dalla crescita dell’industria, che ha registrato un aumento di 17.800 posti di lavoro, pari a quasi la metà della crescita totale. Bene in particolare il metalmeccanico (+8.500 posti) e l’edilizia (+3.900). Continua inoltre il trend positivo dell’agricoltura, con un migliaio di posti di lavoro in più, mentre si ridimensiona il contributo alla crescita fornito dai servizi, che mantengono un saldo positivo per 17.400 posizioni di lavoro, ma che denotano un sensibile rallentamento nei settori del commercio e del turismo.

 

Le dinamiche settoriali si riflettono sui livelli occupazionali dei singoli territori: a registrare la crescita più consistente (+9%) sono infatti le province a maggiore presenza manifatturiera, ovvero Treviso, con un saldo di +8.100 posizioni di lavoro, e Vicenza (+8.000), mentre le economie incentrate sui servizi, quali Padova e Venezia, mostrano performance meno brillanti, rispettivamente +6.700 e +3.600, entrambe in calo rispetto all’anno precedente. Il saldo più elevato, sebbene inferiore a quello del 2017, si registra tuttavia a Verona (+8.800). Variazioni più modeste, ma comunque positive, a Belluno (+900) e Rovigo (+100).

 

La Bussola di febbraio 2019 con tutti i dati del mercato del lavoro veneto è disponibile sul sito di Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it, e, in sintesi, nella Press Area di ClicLavoro Veneto, www.cliclavoroveneto.it.

Si svolgerà mercoledì 20 febbraio la seconda edizione di IncontraLavoro, l’iniziativa di recruiting promossa da Regione del Veneto e Veneto Lavoro, dedicata in questa occasione al lavoro stagionale nel settore turistico-alberghiero.

 

Presso il PalaExpomar di Caorle (Venezia), nell’ambito della Fiera dell’Alto Adriatico, nell’istituto professionale alberghiero “G. Cipriani” di Adria (Rovigo) e nel Centro per l’Impiego di Affi (Verona) i lavoratori in cerca di opportunità per l’estate 2019, preventivamente selezionati dagli operatori dei servizi pubblici per l’impiego sulla base del proprio curriculum e delle proprie competenze, potranno incontrare le imprese del settore e le agenzie per il lavoro alla ricerca di potenziali candidati e svolgere colloqui conoscitivi per le posizioni di lavoro disponibili.

 

I disoccupati interessati a partecipare alle selezioni possono consultare sul portale ClicLavoro Veneto tutte le offerte di lavoro attive e candidarsi direttamente a quelle di proprio interesse attraverso il servizio Centro per l’Impiego Online. Particolarmente ricercate le figure di cuoco, cameriere, barman, receptionist e commesso. I candidati selezionati saranno ricontattati direttamente dal Centro per l’Impiego per fissare i dettagli dell’appuntamento per il colloquio di lavoro da svolgersi nella giornata del 20 febbraio.

 

Tutte le informazioni su IncontraLavoro e i dettagli sulle modalità di candidatura sono disponibili nella pagina dedicata.

 

“IncontraLavoro è un punto di riferimento per le persone in cerca di occupazione in Veneto. La prima edizione dello scorso 7 novembre ha registrato la partecipazione di oltre 300 aziende e circa 3 mila potenziali candidati”, sottolinea l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan.

 

“Anche in virtù dei lusingheri risultati ottenuti, abbiamo promosso un secondo appuntamento interamente dedicato al lavoro stagionale, per intercettare la domanda di lavoro delle imprese turistico-alberghiere del litorale veneziano, del delta del Po e dell’area del Garda – prosegue l’assessore – Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con circa 70 milioni di presenze l’anno e favorire l’incontro tra domanda e offerta in un settore primario dell’economia regionale dev’essere un obiettivo prioritario delle politiche per il lavoro”.

È partito il progetto Mind the gap – Ocio al passo! dell’assessorato alla Coesione Sociale del Comune di Venezia per “rimettere in moto” i giovani tra 16 e 22 anni che non studiano, hanno abbandonato ogni percorso scolastico o formativo e sono privi di un’occupazione.

 

La recente indagine sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione europea rivela che quasi un giovane su cinque in Italia, nella fascia tra 15 e 24 anni, non ha né cerca un lavoro né è impegnato in un percorso di studi o di formazione. Si tratta dei cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training) e il nostro Paese vanta uno dei tassi più alti d’Europa: 19,9% contro una media nel Continente dell’11,5%. In Italia si stima che interessi una popolazione di circa 2 milioni e mezzo di giovani tra i 15 e i 29 anni e un numero significativo è presente anche la nostra regione.

 

Dopo uno studio specifico realizzato nel territorio lo scorso anno sui giovani cosiddetti “sdraiati” (coloro che passano la giornata sul divano senza stimoli né voglia di impegnarsi in qualcosa e abbandonando gli studi) che ha visto coinvolti cooperative sociali del Terzo Settore, Enti di formazione, attori istituzionali e i giovani stessi, il Settore Servizi alla Coesione Sociale ha avviato il progetto “Mind the gap – Ocio al passo!”, che sarà realizzato con il supporto delle cooperative sociali Co.Ge.S. Don Lorenzo Milani e S.U.M.O.

 

Il progetto mira a “dare una scossa” ai giovani Neet dai 16 ai 22 anni, offrendo anche un supporto a coloro che stanno affrontando un primo fallimento o delle difficoltà nel loro percorso scolastico, universitario e/o lavorativo.

 

Il progetto si articolerà lungo 3 filoni:

Un ponte tra scuola/università e lavoro che permetterà al ragazzo di finalizzare ed organizzare al meglio i propri percorsi scolastici di alternanza scuola/lavoro, aiutandolo nell’orientamento e nella scoperta delle opportunità offerte dal sistema scolastico o dal mondo del lavoro.

 

Delle palestre formative (ispirate al Servizio Civile), ovvero una brevissima esperienza di stage dai 15 ai 60 giorni, realizzata presso un’azienda, un ente o un’associazione che in un’ottica di responsabilità sociale si è data disponibile ad accogliere il giovane offrendogli un’occasione al tempo stesso civica, formativa e orientativa.

Il progetto prevede di accogliere all’interno dei dispositivi di ponte e palestre circa 56 giovani nel periodo novembre 2018-settembre 2020

 

Un Help Desk gratuito a cui i giovani possono accedere direttamente oppure tramite invio da parte della famiglia, dei servizi o scuole e università previo appuntamento (telefonico e/o via mail) rivolgendosi a Coges don Lorenzo Milani, Viale San Marco, 172 – Mestre (VE). Email: [email protected]; Infoline: 338.8800069 – 041.5316403 (int. 2).

 

Accedendo a questo sportello si può usufruire di un pacchetto di tre colloqui con esperti che, a seconda dell’esigenza e del bisogno raccolto, potranno inserire i ragazzi in esperienze formative, di stage o in percorso di consulenza mirato alla ricerca attiva di un lavoro, al bilancio di competenze o alla definizione di un progetto professionale a partire dalla scelta scolastica, universitaria o lavorativa.

 

Il progetto prevede di accogliere nello sportello circa 100 giovani nel periodo novembre 2018-settembre 2020.

 

“Gli studi e le ricerche sul tema NEET – dichiara l’assessore Simone Venturini – stanno evidenziando la rilevante portata di questo fenomeno sociale, una portata sottovalutata per anni nel nostro paese e mai affrontata in modo sistematico. Senza la pretesa di risolvere miracolosamente il problema e con grande umiltà, due anni fa, abbiamo iniziato un percorso di studio del territorio e di approfondimento sul tema, mappando i servizi esistenti e coinvolgendo le realtà pubbliche e private interessante. Prende oggi il via il progetto Mind the Gap, la prima di una serie di risposte che come Amministrazione comunale intendiamo mettere in atto per far fronte a questo preoccupante fenomeno sociale. Ovviamente queste azioni si inseriscono in un quadro molto più ampio di attività già in essere e in servizi rivolti ai giovani che negli ultimi due anni sono stati rafforzati”.

 

Il Governo ha firmato il Decreto relativo alle risorse finanziarie che il ministero dello Sviluppo economico metterà a disposizione per la riconversione e riqualificazione dell’area di crisi industriale complessa di Porto Marghera a Venezia, a seguito della call di Invitalia del febbraio scorso che aveva registrato in totale 59 manifestazioni d’interesse. Nello specifico, il Governo ha assunto un impegno finanziario di 20 milioni di euro per sostenere la realizzazione di investimenti produttivi di dimensioni non inferiori a 1,5 milioni di euro. Le risorse ministeriali saranno integrate dai fondi della Regione Veneto, finalizzati al sostegno di interventi di riqualificazione e l’adeguamento delle competenze professionali e dell’occupazione.

 

“La grande collaborazione tra Comune, Città Metropolitana e Regione, in particolar modo con il presidente Luca Zaia e gli assessori Elena Donazzan (Lavoro) e Roberto Marcato (Sviluppo economico) ha portato a questo importante risultato, non solo per Porto Marghera, ma per tutta Venezia e il Veneto – commenta il sindaco Luigi Brugnaro – Al Governo va il nostro ringraziamento per aver dato una risposta concreta alle 43 manifestazioni d’interesse di imprenditori che hanno deciso di investire nel nostro territorio un totale di 556 milioni di euro, che creeranno 895 nuovi posti di lavoro. Cento anni fa nasceva Porto Marghera; questi 20 milioni, cui si aggiungono i 6,7 milioni della Regione, puntano al futuro, diventando il segnale tangibile per assicurare le condizioni necessarie allo sviluppo del territorio e al suo rilancio, sia in termini produttivi che occupazionali. Sono previsti inoltre altri finanziamenti regionali specifici per gli investimenti sotto il milione e mezzo di euro, con un potenziale di altri 16 interventi, con 10 milioni di euro di capitali privati, che creeranno un centinaio di nuovi occupati. È un grande risultato di squadra, ottenuto grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali, Invitalia e le parti sociali ed economiche interessate”.

 

La firma del Decreto consente di pervenire in tempi rapidi alla sottoscrizione, da parte del Comune di Venezia e degli altri soggetti coinvolti, a un Accordo di programma con cui saranno puntualmente definite le modalità di erogazione delle agevolazioni previste per favorire la crescita e lo sviluppo dell’area di crisi in attuazione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione industriale di Porto Marghera – Venezia.

 

In particolare, con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma il Comune di Venezia si impegna a:

– collaborare con Invitalia nella definizione dell’offerta di opportunità insediative nel territorio comunale e nelle attività di promozione e comunicazione previste;
– prevedere, in accordo con gli altri soggetti istituzionali coinvolti, azioni di semplificazione e/o accelerazione dei percorsi procedurali necessari all’insediamento delle imprese;
– individuare un referente unico per accompagnare gli investitori nella fase iniziale di raccolta delle informazioni (es. ricognizione lotti/stabilimenti industriali disponibili) e nel corso dell’iter amministrativo di insediamento;
– essere parte attiva del Gruppo di Coordinamento e Controllo.

“Nel rapporto sull’occupazione diffuso da ISTAT sono stati evidenziati i dati provvisori, raccolti su base nazionale, del solo mese di giugno 2018. A livello Veneto, in attesa delle stesse proiezioni nel periodo in questione, va sottolineato che nel primo trimestre dell’anno è stato registrato un considerevole aumento delle assunzioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: da gennaio a marzo infatti sono stati attivati nuovi contratti per 163.100 italiani (+17,3%) e 61.800 stranieri (+16,9%)” .
Così, l’assessore regionale al Lavoro del Veneto Elena Donazzan commenta i dati ISTAT sull’occupazione al mese di giugno.

 

Secondo i dati elaborati da Veneto Lavoro, i contratti attivati in Veneto tra gennaio e marzo 2018 sono stati 163.150 riguardanti lavoratori italiani (di cui 22.160 a tempo indeterminato, 89.145 a tempo determinato, 9.475 apprendistato e 42.370 somministrato); e 61.795 (di cui 7.365 a tempo indeterminato, 33.835 a tempo determinato, 1.620 apprendistato e 18.975 somministrato) riguardanti lavoratori stranieri.

 

“Analizzando con attenzione i dati di ISTAT e Veneto Lavoro riferibili all’occupazione in Veneto e a nordest in questo primo trimestre dell’anno – aggiunge la Donazzan – emerge un trend positivo dell’occupazione nella nostra Regione: anche
su questo il Veneto si sta differenziando dalla media nazionale, con un mercato del lavoro che in questa fase si sta dimostrando particolarmente effervescente”.

 

Secondo i dati Istat, gli occupati nel nordest sono: italiani 4.538.000 (di cui 550 mila a tempo determinato e 2.924.000 a tempo indeterminato – i restanti con altri contratti o autonomi); stranieri 554.000 (di cui 104 mila a tempo determinato e 389 mila a tempo indeterminato – i restanti con altri contratti o autonomi).

Qualora il Decreto Dignità diventasse legge, riguarderebbe 80.000 rapporti di lavoro in Veneto, come rileva il dato calcolato da Veneto Lavoro, a proposito del provvedimento che, nella formulazione del Governo,​ dovrebbe approdare nei prossimi giorni in Parlamento.
L’Associazione dei Consulenti del Lavoro di Treviso interviene sul tanto discusso “decreto dignità” in particolare sottolineando come il punto relativo alla riforma del tempo determinato, non sia assolutamente condivisibile.

 

“Anziché dare alle imprese la possibilità di incrementare l’occupazione, si ritorna al passato, con un notevole irrigidimento del rapporto di lavoro – sottolinea Antonietta Giacomin Presidente ANCL Treviso – Risulta incomprensibile come si cerchi di contrastare la precarietà del lavoro con un notevole appesantimento del contratto a tempo determinato.”

 

I punti critici della riforma del Tempo Determinato sono riassumibili in cinque principali aspetti:

– la riduzione dai 36 ai 24 mesi di durata massima del contratto;

– il mantenimento del limite del 20%;

– il ripristino della causale in caso di proroga;

– la maggiorazione della contribuzione per ogni nuova proroga, con costi aggiuntivi a carico dell’impresa;

– la diminuzione del numero delle proroghe da 5 a 4.

 

“La reintroduzione della causale alimenterà nuovo contenzioso, di molto ridimensionato negli ultimi anni – prosegue la Giacomin – In un momento in cui vi è la necessità di creare nuovi posti di lavoro, si disincentivano le imprese ad assumere. Anziché andare nella direzione della semplificazione in questo caso si appesantisce un contratto che, con il Jobs Act, proprio con il fine di creare occupazione, era stato notevolmente alleggerito. A questo punto si può ipotizzare che le aziende probabilmente opteranno per la stipulazione di contratti di durata massima di 12 mesi con conseguente ulteriore precarietà, senza contare che molti dei contratti in scadenza non verranno più rinnovati, proprio per le motivazioni sopra riportate.

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