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Al via il progetto Mind the gap – Ocio al passo!, destinato ai giovani in cerca di lavoro

È partito il progetto Mind the gap – Ocio al passo! dell’assessorato alla Coesione Sociale del Comune di Venezia per “rimettere in moto” i giovani tra 16 e 22 anni che non studiano, hanno abbandonato ogni

È partito il progetto Mind the gap – Ocio al passo! dell’assessorato alla Coesione Sociale del Comune di Venezia per “rimettere in moto” i giovani tra 16 e 22 anni che non studiano, hanno abbandonato ogni percorso scolastico o formativo e sono privi di un’occupazione.

 

La recente indagine sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione europea rivela che quasi un giovane su cinque in Italia, nella fascia tra 15 e 24 anni, non ha né cerca un lavoro né è impegnato in un percorso di studi o di formazione. Si tratta dei cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training) e il nostro Paese vanta uno dei tassi più alti d’Europa: 19,9% contro una media nel Continente dell’11,5%. In Italia si stima che interessi una popolazione di circa 2 milioni e mezzo di giovani tra i 15 e i 29 anni e un numero significativo è presente anche la nostra regione.

 

Dopo uno studio specifico realizzato nel territorio lo scorso anno sui giovani cosiddetti “sdraiati” (coloro che passano la giornata sul divano senza stimoli né voglia di impegnarsi in qualcosa e abbandonando gli studi) che ha visto coinvolti cooperative sociali del Terzo Settore, Enti di formazione, attori istituzionali e i giovani stessi, il Settore Servizi alla Coesione Sociale ha avviato il progetto “Mind the gap – Ocio al passo!”, che sarà realizzato con il supporto delle cooperative sociali Co.Ge.S. Don Lorenzo Milani e S.U.M.O.

 

Il progetto mira a “dare una scossa” ai giovani Neet dai 16 ai 22 anni, offrendo anche un supporto a coloro che stanno affrontando un primo fallimento o delle difficoltà nel loro percorso scolastico, universitario e/o lavorativo.

 

Il progetto si articolerà lungo 3 filoni:

Un ponte tra scuola/università e lavoro che permetterà al ragazzo di finalizzare ed organizzare al meglio i propri percorsi scolastici di alternanza scuola/lavoro, aiutandolo nell’orientamento e nella scoperta delle opportunità offerte dal sistema scolastico o dal mondo del lavoro.

 

Delle palestre formative (ispirate al Servizio Civile), ovvero una brevissima esperienza di stage dai 15 ai 60 giorni, realizzata presso un’azienda, un ente o un’associazione che in un’ottica di responsabilità sociale si è data disponibile ad accogliere il giovane offrendogli un’occasione al tempo stesso civica, formativa e orientativa.

Il progetto prevede di accogliere all’interno dei dispositivi di ponte e palestre circa 56 giovani nel periodo novembre 2018-settembre 2020

 

Un Help Desk gratuito a cui i giovani possono accedere direttamente oppure tramite invio da parte della famiglia, dei servizi o scuole e università previo appuntamento (telefonico e/o via mail) rivolgendosi a Coges don Lorenzo Milani, Viale San Marco, 172 – Mestre (VE). Email: [email protected]; Infoline: 338.8800069 – 041.5316403 (int. 2).

 

Accedendo a questo sportello si può usufruire di un pacchetto di tre colloqui con esperti che, a seconda dell’esigenza e del bisogno raccolto, potranno inserire i ragazzi in esperienze formative, di stage o in percorso di consulenza mirato alla ricerca attiva di un lavoro, al bilancio di competenze o alla definizione di un progetto professionale a partire dalla scelta scolastica, universitaria o lavorativa.

 

Il progetto prevede di accogliere nello sportello circa 100 giovani nel periodo novembre 2018-settembre 2020.

 

“Gli studi e le ricerche sul tema NEET – dichiara l’assessore Simone Venturini – stanno evidenziando la rilevante portata di questo fenomeno sociale, una portata sottovalutata per anni nel nostro paese e mai affrontata in modo sistematico. Senza la pretesa di risolvere miracolosamente il problema e con grande umiltà, due anni fa, abbiamo iniziato un percorso di studio del territorio e di approfondimento sul tema, mappando i servizi esistenti e coinvolgendo le realtà pubbliche e private interessante. Prende oggi il via il progetto Mind the Gap, la prima di una serie di risposte che come Amministrazione comunale intendiamo mettere in atto per far fronte a questo preoccupante fenomeno sociale. Ovviamente queste azioni si inseriscono in un quadro molto più ampio di attività già in essere e in servizi rivolti ai giovani che negli ultimi due anni sono stati rafforzati”.

 

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