Home / Posts Tagged "intervista"

L’assessore al Sociale, Giuliana Tochet, è già in piena attività. Come sua abitudine si è rimboccata le maniche e ha affrontato le problematiche che l’assessorato affidatole presenta.

Ci siamo incontrati con l’Assessore, che ci ha rilasciato una breve intervista.

 

Buon giorno assessore, a pochi giorni dall’insediamento quali sono i primi problemi che ha affrontato?

Siamo una giunta operativa sin da subito. Dopo appena tre giorni dall’incarico tutti eravamo in piena attività. Per quanto mi riguarda ho subito affrontato il problema degli anziani e del caldo. Non potendo per il momento usufruire del Centro Anziani, ho dovuto trovare un luogo idoneo. Ho così risolto questo problema alloggiando gli anziani nel Centro Sociale luogo climatizzato, ora sono in un posto idoneo, al fresco, provvedendo anche a fornirli di bevande fresche.

 

A proposito, quale è la situazione del Centro Anziani? Quali altre problematiche urgenti sta tentando di risolvere?

Sto affrontando il problema apertura Centro Anziani dove si stanno ultimando le ultime cose e prevedo che in settimana sarà possibile l’apertura. Una cosa che necessita immediata soluzione è l’emergenza abitativa. Stiamo già lavorando su questo ed è la cosa che più mi sta a cuore. Inoltre per le pari opportunità devo lavorare sul regolamento per pensare anche agli uomini, non solo alle donne perché anche i padri hanno dei diritti. Sempre nell’ambito delle pari opportunità lavoreremo con progetti atti a combattere la violenza sulle donne, il bullismo, l’emarginazione e che favoriscano l’educazione socio affettiva per genitori.

 

Assessore, ora che è presa dal suo nuovo gravoso incarico abbandonerà l’associazione Il Pesco da lei con tanto amore e dedizione seguita sino ad oggi?

Naturalmente ho lasciato la presidenza de Il Pesco, ma l’associazione continua ad andare avanti, Mercoledì ci sarà la nomina del nuovo presidente, ma io non lo lascerò solo. Seguirò ancora il progetto Sollievo con la possibilità ora di entrare nella Conferenza dei Sindaci portando la voce dei Sollievo a livello regionale.

 

Altri problemi?

È urgente combattere le povertà. Ho appena inaugurato “La Scintilla”. Importantissimo è il fatto che abbiamo già creato una rete tra gli assessori al sociale di Preganziol, Mogliano e Zero Branco, lavoriamo già insieme. Se i territori sono uniti si raggiungono prima i risultati.

Sto lavorando per l’accreditamento del nuovo Centro Diurno per anziani al Gris che è stato realizzato grazie alla donazione di un filantropo. Per novembre dovrebbe essere aperto, ma non ancora accreditato quindi per il momento sarà a pagamento.

Voglio circondarmi di persone entusiaste che lavorano come lavoro io.

Buongiorno Luca Durighetto, quali sono i Suoi trascorsi politici e perché ha deciso di candidarsi a queste elezioni amministrative in veste di Sindaco?

Buongiorno a voi. Sono attivo politicamente da ormai 10 anni.

All’età di 27 anni ho iniziato il mio percorso nell’amministrazione pubblica, la prima carica è stata quella di consigliere con delega alle Politiche giovanili, e ho avuto la possibilità di operare in autonomia.

La seconda carica è stata di assessore allo Sport, all’Istruzione, alla Cultura e alle Politiche giovanili.

Mi chiedono in molti per quale motivo ho deciso di candidarmi. La voglia di rinnovare la squadra dopo l’ultimo mandato era forte da parte della lista civica di cui faccio parte; per questa ragione il gruppo ha deciso che sarei stato la persona ideale per incarnare questo spirito di cambiamento.

 

 

Cosa significa cambiamento?

Cambiamento significa avere un approccio diverso all’amministrazione pubblica.

Quando dieci anni fa abbiamo preso in mano il Comune, ci siamo trovati una situazione debitoria alquanto allarmante.

Il bilancio segnava un disavanzo di oltre 4.000.000 di euro.

Abbiamo iniziato a realizzare una serie di progetti pianificati, volti a sanare il debito e a mantenere lo standard di servizi ai cittadini.

Durante questi anni siamo riusciti a far scendere il debito del Comune fino a 800.000 euro circa, con l’obiettivo di appianarlo definitivamente.

 

 

Com’è andata? Soddisfatto per questa vittoria?

Sono chiaramente felice ma anche determinato e conscio che questo non è punto di arrivo ma di partenza. I cittadini hanno deciso di darci nuovamente fiducia e noi, non vogliamo deluderli.

Questa è stata la vittoria delle persone sui simboli!

Quando si parla di lista civica, noi cerchiamo di incarnare appieno lo spirito che la definisce.

All’interno della lista ci sono, infatti, persone con idee e posizioni politiche diverse, legate però dalla volontà comune di migliorare la nostra bellissima città, Zero Branco.

 

 

A questo punto quali sono i Suoi progetti per i prossimi cinque anni?

I prossimi 5 anni saranno una grande sfida per il nostro comune. Abbiamo grandi progetti pronti, primo fra tutti la realizzazione di una pista ciclabile Green che collegherà Zero Branco alla Via Ostiglia lungo il Rio Vernise.

Abbiamo inoltre predisposto la realizzazione di altri tratti di ciclabile urbana a partire da Via Peseggiana.

Altri progetti prevedono la realizzazione della nuova rotonda Casarin e di una nuova palestra comunale per i nostri ragazzi.

Per i giovani stiamo facendo ripartire gli scambi dedicati ai ragazzi delle scuole superiori e i Paesi esteri.

Per i più piccoli di elementari e medie stiamo organizzando dei camping in lingua inglese, oltre ad attività pomeridiane, svolte insieme alle associazioni del territorio e volte a formare i ragazzi con corsi di inglese, informatica e arti umanistiche.

 

 

Ed ora vuole ringraziare qualcuno?

Certamente, innanzitutto voglio ringraziare i cittadini di Zero Branco per averci dato fiducia.

Senz’altro, inoltre, tutte le persone con cui ho lavorato in questi 10 anni, tutti quelli che sono stati in Consiglio con me, gli amici e, infine, la mia famiglia, che mi sostiene ogni giorno.

 

 

 

Alessio Tonin

Il neo eletto Sindaco Davide Bortolato ha da subito dimostrato la sua disponibilità e vicinanza alla stampa concedendo, a pochissimi giorni dall’insediamento, una breve intervista alla nostra testata.

 

Signor Sindaco, quali saranno i primissimi segnali che darà alla città?

Come priorità ci occuperemo  delle frazioni ed dei quartieri, che ci hanno sostenuto e che sono stati i grandi dimenticati in questi ultimi anni. Conosco le potenzialità del bilancio e vorrei quindi vedere cosa è possibile fare per la passerella sul Rustegon a Campocroce.

 

Come lei sa esiste una emergenza parcheggi in città, come pure esistono problemi per le associazioni sportive, queste due cose sono per lei delle priorità? E cosa pensa di fare in merito?

Sono indubbiamente tra le primissime priorità. Infatti vorrei affidare un incarico per fare il P.U.M. (Piano Urbano Modalità) e rivedere tutta la questione parcheggi allo scopo di risolvere l’emergenza che c’è in centro città.

Mi occuperò da subito anche delle associazioni sportive per le quali in questi ultimi cinque anni ci sono stati zero investimenti. Abbiamo lo stadio Ferretto messo male, e lo stesso vale per i campi da tennis, me ne voglio occupare con investimenti e soldi perché per noi lo sport ha una funzione sociale.

 

Bene, allora queste sono le primissime urgenze, e quando presenterà la squadra che governerà la città per i prossimi cinque anni?

Conto di presentare la squadra ad inizio settimana prossima e poi faremo il primo Consiglio Comunale d’insediamento. Desidero aggiungere che sono pieno di soddisfazione per la fiducia datami dalla città e ringrazio tutti i moglianesi perché intendo essere il sindaco di tutti.

In questi giorni ho avuto molti attestati di fiducia ed auguri di buon lavoro, c’è stato un abbraccio caloroso della città. Continuerò a stare in mezzo alla gente e così faranno tutti i miei assessori.

Il mio primo impegno pubblico è stato l’incontro con i tecnici ed i professionisti della città ed i tecnici comunali di urbanistica.

Il secondo mio impegno pubblico sarà domenica prossima in occasione della festa  per il 250esimo anniversario dell’Arma dei Carabinieri. Sempre domenica prossima in piazza ci sarà anche l’evento “bollicine”.

Una piacevole chiacchierata tra i vigneti della Valpolicella con Marco Benedetti e i suoi vini, una gradevole scoperta del Vinitaly 2019

 

Marco Benedetti, classe 1988, è un ragazzo tenace e volenteroso. Conosce questi territori come le sue tasche. Suo nonno Luigi, per tutti Bieti, nel 1969 compra il terreno dove Marco vive tuttora, con il sogno, un giorno, di produrre il proprio vino.

 

Nel 2009 Marco si diploma e decide di trascorrere l’estate vendemmiando da alcuni parenti che lo assumono per l’anno seguente. Nel 2011 inizia poi a lavorare nella cantina vicino a casa.

Successivamente grazie al corso Sommelier AIS, Marco impara le tecniche di degustazione e di comunicazione, completando così il suo Know How enologico.

 

Il 2013 è l’anno della svolta. Marco prende in affitto gli ettari di vigneto di proprietà di suo zio Elio, portando così i propri possedimenti a 5 ettari totali.

Nasce così DolceVera.

Nei primi tre anni l’azienda sussiste grazie alla vendita di uva, finché nel 2016 inizia la vinificazione dell’intera gamma.

I vini di DolceVera sono i classici rossi della Valpolicella: grandi vini ricchi di gusto, profumo e corpo. 

 

 

 

Caro Marco, la tua è una storia di eccellenza vitivinicola: da dove nasce il nome DolceVera?

Questa è una domanda che mi fanno in molti. Vera è il nome di una suora molto cara a mio padre e che ha funto da guida spirituale in diverse occasioni.

Visto che mio padre ha sempre voluto portare avanti il sogno di mio nonno di produrre vino, ho deciso di omaggiarlo così per l’aiuto che mi ha dato.

 

Com’è stata la vendemmia 2018?

Il 2018 è stata un’annata difficile. Malgrado questo, è stata molto abbondante e con una concentrazione zuccherina elevata, e questo ci fa ben sperare.

Solo il tempo ora potrà rivelarci che tipo di vino sarà.  

 

Come si pone l’azienda verso la questione del biologico e dei trattamenti in agricoltura?

La tendenza è quella di abbracciare sempre più una filosofia green e l’azienda opera in questa direzione.

Nel mondo del vino convertirsi al biologico non è difficile, ma va posta attenzione a quali prodotti “alternativi” mettere sulla pianta, che va nutrita e difesa.

Ciò non significa evitare i trattamenti, ma farne solo quelli strettamente necessario in virtù delle necessità della vite, soprattutto in via preventiva e meno invasiva, contro le infestazioni da parassiti.

Data la delicatezza della pianta, nelle stagioni particolarmente piovose l’agricoltura biologica prevede circa il doppio dei trattamenti rispetto a quella tradizionale.

DolceVera opera partendo dal concetto delle 3 R: riduci, risparmia e rispetta.

 

Quali sono i tuoi mercati esteri di riferimento e su quali ti stai indirizzando?

Quest’anno ho partecipato per la prima volta a Vinitaly. Questa esperienza è stata incredibile per me. Ho avuto modo di conoscere un sacco di colleghi e addetti del settore molto interessati alla mia storia.

Nel futuro vorrei aumentare la quota di mercato negli Stati Uniti e consolidare quella crescente in Polonia.

 

Quante bottiglie riesci a produrre oggi? 

Oggi l’azienda produce circa 10.000 bottiglie all’anno. L’obiettivo da qui ai prossimi 5 anni è quello di raddoppiare e arrivare a 20.000.

La possibilità massima del terreno è di circa 50.000 bottiglie all’anno e DolceVera desidera arrivarci in massimo 10 anni.

 

C’è un vino della tua cantina al quale sei più legato o un’annata in particolare?

Beh in realtà sono molto legato a tutti i miei vini e metto la stessa passione in ognuno. Per quanto riguarda le annate, non abbiamo ancora una produzione così profonda per poterti rispondere.

Il mio vino preferito è sicuramente il Valpolicella Ripasso, esprime a pieno le peculiarità della nostra terra e si fa bere sempre, anche se ha struttura e corpo importanti.

 

Si possono effettuare visite in cantina?

Certamente, durante il periodo estivo, grazie alla collaborazione di una agenzia viaggi, organizzo visite per turisti (sopratutto americani) in mezzo ai vigneti, facendo loro provare l’arte della potatura e del raccolto.

Aspettiamo anche voi, con molto piacere!

 

Ivan D’Amore è un giovane promettente e pieno di entusiasmo che è stato candidato per la coalizione di Centro Destra nelle elezioni amministrative di Preganziol, vinte dal Sindaco uscente Paolo Galeano al primo turno.

 

Il giovane D’Amore, iscritto nelle file di Fratelli D’Italia, pur non essendo stato eletto ha avuto una magnifica affermazione con ben 111 voti di preferenza, che lo hanno posto al terzo posto tra i concorrenti del Centro Destra.

 

La nostra testata quindi ha voluto intervistare la giovane promessa di Fratelli d’Italia.

 

Buon giorno Ivan, allora com’è andata? Soddisfatto per questa prima esperienza politica?

È andata bene, sono sorpreso per le mie 111 preferenze, il terzo in tutta la coalizione, è stato un risultato personale che mi riempie di orgoglio, e che mi incita a continuare su questa strada. Evidentemente sono piaciuti i progetti che ho esposto: sicurezza urbana, lotta all’accattonaggio e alla prostituzione.

 

A questo punto quali sono i Suoi progetti per i prossimi cinque anni?

L’impegno personale è quello di continuare puntando su questi miei progetti. Non sono stato eletto consigliere per una questione di percentuali di partito pur essendo il terzo più votato della coalizione.

Resto comunque a disposizione dell’Amministrazione per dare il mio contributo come tecnico.

 

Bene questa è una posizione costruttiva. Quali invece le Sue posizioni verso Fratelli d’Italia?

Seguirò Fratelli d’ Italia che voglio portare in crescita anche a livello comunale e riuscire a creare anche a Preganziol un circolo forte per attirare i giovani trasmettendo loro i sani ideali. Tra cinque anni dobbiamo essere il partito di punta a Preganziol.

Nello stesso tempo mi impegnerò per portare il circolo al massimo, costruire con gli altri ed essere così protagonisti tra 5 anni. Punterò molto su tre cose: Sport, verde, cultura ( desidero fare una squadra di calcetto con il logo di Fratelli d’Italia).

 

Ed ora vuole ringraziare qualcuno?

Sì, rivolgo un ringraziamento al nostro gruppo Whatsapp “Tuttinsiemesipuò”, che è stato determinante per la mia affermazione e che ormai è come una grande famiglia.

Desidero terminare precisando che noi puntiamo ad essere propositivi verso questa amministrazione, con il dialogo si può costruire per fare l’interesse della comunità e dei cittadini.

Il nostro giornale accoglie oggi un ospite speciale: il tennista nativo di Mestre Gianluigi Quinzi, nonché giovane promessa del tennis italiano a livello mondiale, che ci si è gentilmente concesso per raccontarci quanto ha fatto sino ad oggi, e quelle che sono le sue ambizioni per il futuro.

 

 

Quando hai iniziato a giocare a tennis per la prima volta? Sappiamo che non praticavi solo questa disciplina nell’età della tua fanciullezza.

La prima volta che ho giocato è stata quando avevo 4 anni, praticavo come hai accennato diversi sport: sci e go kart, anche a livelli abbastanza buoni! Ho dovuto poi lasciar tutto quando a 8 anni ho avuto una borsa di studio in America da Nick Bollettieri e da lì è cominciata la mia carriera tennistica.

 

Parlaci del ricordo e del piacere che hai provato per la tua vittoria a Wimbledon Juniores nell’anno 2013, senza dimenticare la tua partecipazione alle Next Generation ATP Finals 2017 a Milano…

Ho bellissimi ricordi di Wimbledon, ogni partita che vincevo provavo un’emozione che non si può descrivere, ogni volta che il sento il nome di quel torneo, anche al giorno d’oggi, provo una sensazione davvero speciale: è stato il torneo più bello della mia vita. Il torneo ‘’Nextgen’’ è stato ugualmente molto bello, anche se venivo da un periodo in cui non giocavo benissimo, non avevo aspettative e non sentivo pressioni, in quanto non essendo in uno dei miei migliori periodi, mi dicevo fra me e me: ’’Vabbè, vado e vediamo come va’’. Partendo poi dalle qualificazioni, sono riuscito ad accedere alla fase finale del torneo ottenendo l’unica Wild Card che attribuivano e da li è cambiato tutto… Avevo tanta voglia di giocare con i miei coetanei (Shapovalov, Chung, Rublev nel suo girone, N.d.R.) che in passato battevo, ma siccome in quel momento erano sopra di me in classifica, la cosa mi faceva sentire un po’ triste. Sono stato comunque contento del torneo giocato.

 

Eri e sei attualmente, nonostante il periodo condizionato dagli infortuni e altre problematiche, una delle maggiori promesse del tennis italiano a livello mondiale: ti ritieni soddisfatto complessivamente di quanto fatto fino ad oggi?


Tra i vari infortuni e altro ho fatto bene, ma non benissimo… Ho qualche rimpianto perché potevo fare meglio in questi anni, ma non mi posso lamentare.

 

L’Italia tennistica e non solo crede ancora molto in te: come stai vivendo il tuo momento e quali i tuoi sogni ed obbiettivi principali?

Il mio sogno è vincere lo Us Open ed il mio obbiettivo è arrivare tra i primi 100 al mondo. C’è tanta gente che mi scrive e che mi cerca e questo è positivo, basta che mi cercano, positivamente o negativamente non importa! L’importante è che mi cerchino (ride, N.d.R.). Devo ringraziare la mia famiglia perché se sono arrivato fino a qui è anche grazie a loro e spero di raggiungere il mio obiettivo.

 

 

Intervista a cura di Edoardo Diamantini

Il centro commerciale Valecenter di Marcon sta subendo una ennesima ristrutturazione, allo scopo di renderlo più vicino ai sempre più pressanti adeguamenti imposti dall’evoluzione della clientela e del commercio.

 

Su quanto si sta preparando in Valecenter, Federico Cimbelli di Multi Italy, che si occupa delle trasformazioni e adeguamenti del centro commerciale di Marcon, ha rilasciato alla nostra testata la seguente intervista.

 

Dott. Cimbelli, il centro Commerciale Valecenter deve essere sottoposto ad una revisione degli spazi commerciali?
Premetto che la proprietà crede nel Valecenter e intende continuare ad investire sul territorio. Il Centro Commerciale sta subendo una ennesima ristrutturazione sia negli spazi commerciali, sia per quanto riguarda l’ipermercato Carefour.

 

Bene, come sta per essere ristrutturato l’ipermercato Carefour?
L’ipermercato, che copriva una superficie di 17,000 mq, perde 7.000 mq che sono stati assegnati e tre grandi marchi che hanno già aperto, o stanno per aprire, mega punti vendita di abbigliamento. Quindi Carefour avrà una superficie di 10.000 mq, restando comunque una mega struttura di vendita di alimentari. Sarà eliminato tutto il non food mentre resterà pochissimo del settore elettronica.

 

A quanto sembra state incentivando le attività commerciali della galleria?
Infatti. Cosi facendo la galleria avrà un offerta più adeguata alle attuali esigenze della clientela. Alcuni negozi sono stati spostati di ubicazione ed è stata rinforzata l’offerta della ristorazione. Al piano superiore è stato aperto anche uno studio dentistico.

Negli ultimi due anni sono state inserite  nuove attività al piano terra di brand nazionali e locali ed incrementata notevolmente l’offerta della ristorazione.

Tutte attività funzionali e iniziate già due anni fa. I lavori continuano senza sosta tanto che in autunno prevediamo due nuove aperture di grandi marchi.

 

È vostra intenzione coinvolgere in tutto questo anche il Comune di Marcon e il territorio?

In questa nostra opera intendiamo collaborare con il Comune per essere vicini ai consumatori ed alle maestranze. Mi sento di poter dire che i dipendenti saranno gli stessi di ora, magari spostati ad altre mansioni.

Abbiamo coinvolto anche il territorio e infatti il 4 giugno sarà inaugurata una mostra di disegni fatti dagli alunni delle scuole del territorio. I dieci disegni che saranno premiati diventeranno cartelloni stradali pubblicitari.

Ci impegniamo anche per divulgare il buon uso dell’acqua e del corretto utilizzo della plastica. Infatti sarà creata una campagna pubblicitaria incentrata su dieci buone abitudini sul tema dell’utilizzo corretto dell’acqua e sul riuso delle plastiche, temi questi interessanti dal punto di vista politico ed economico.

Cristina Manes Portavoce del Movimento 5 Stelle Mogliano Veneto, capogruppo per cinque anni del Movimento in Consiglio Comunale, nell’imminenza delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio, ha rilasciato un’intervista al nostro quotidiano.

 

Consigliera Manes, quali sono le sue riflessioni sui cinque anni passati in Consiglio Comunale? Quali i risultati della sua azione politica?

Devo dire innanzitutto che per me ‘è stato un onore poter rappresentare il Movimento 5 Stelle come sua portavoce nell’istituzione moglianese. Ho cercato di declinare al meglio i valori del Movimento, attraverso la mia attività politica, nel rispetto e nell’osservanza di tutte le sue regole. Questi cinque anni li ho vissuti con determinazione, che non è mancata neppure quando ho subito forti attacchi personali da parte della maggioranza, tanto
impegno e tanto studio. I risultati? Abbiamo messo in atto il nostro programma, seppur dall’opposizione.

 

Lo testimoniano oltre 56 atti presentati, le 10 mozione approvate, gli atti ispettivi che hanno indirizzato la giunta sui nostri temi. Confrontateli con quelli degli altri gruppi consiliari che hanno fatto da spettatori in questi cinque anni! Ho lavorato sodo anche per trasferire questa “eredità”, formando la squadra che si presenterà alle imminenti elezioni, unica lista certificata del M5S in provincia di Treviso, che sto supportando.

 

Con tanta passione ho partecipato attivamente alla vita del Movimento in tutti i suoi livelli, molte mie proposte in Consiglio comunale sono state condivise da altri Consiglieri M5S del Veneto e non solo. Ora mi occupo di un progetto per le Pari Opportunità del M5S in Veneto e collaboro con un gruppo di lavoro nazionale su questo argomento.

 

Consigliera Manes, qual è il suo giudizio sul sindaco uscente?

Penso che la Sindaca uscente abbia perso una grande opportunità: con i consiglieri di opposizione avrebbe potuto avviare un dialogo costruttivo di cui ne avrebbe beneficiato l’intera cittadinanza, oltre se stessa. Ne esce una figura che amministra in modo autoritario ed autoreferenziale non applicando le regole della condivisione, un esempio su tutti? Il bilancio partecipato. Era nel programma della maggioranza, lo abbiamo chiesto con una nostra mozione e lo hanno bocciato. Ha perso una grande opportunità: ha puntato a soluzioni di facciata nei vari contesti, come specchietti per le allodole, non è entrata nel merito dei punti che sono veramente necessari per i cittadini.

 

Cosa ne pensa di questa campagna elettorale?

Ci presentiamo per vincere, come al solito corriamo da soli, contro le ammucchiate degli altri partiti. La nostra è una sfida difficile, impari, la vinceremo solo se i cittadini capiranno la differenza tra noi e gli altri. Bisogna informarsi in modo autonomo, attingendo alla fonte delle notizie, non attraverso quello che ci vogliono far credere. Oggi entrambi i candidati si intestano nostre battaglie che hanno combattuto o snobbato. Abbiamo una bella squadra che lavorerà per far emergere e soddisfare le vere priorità per i cittadini. La differenza più importante è il rapporto con la legalità, a partire dalla scelta dei nostri candidati: da noi solo incensurati e senza carichi pendenti. Ci fanno ridere le recenti levate di scudo di Bortolato (Lega) contro Arena (Pd) per il mancato rispetto delle regole in campagna elettorale: “Il bue che dice cornuto all’asino”.

 

Solo il M5S può portare la bandiera della legalità perché è l’unico ad aver fissato delle regole certe, e a farle rispettare, per i propri portavoce innanzitutto. E a Mogliano stiamo rispettando in questa, come nella scorsa competizione elettorale, le regole della campagna elettorale, a differenza di altri. Per noi moralità e legalità nelle istituzioni stanno alla base e la nostra azione in Consiglio lo dimostra. Arena sta conducendo una campagna elettorale molto spinta, inaugurando a pochi giorni dalle elezioni: parcheggi, Centro Anziani, Mercato, non preoccupandosi di quel che dice la legge.

 

Ci rendiamo conto che dopo un ulteriore contributo di 800 mila euro di soldi pubblici al Centro Anziani, il suo Presidente è candidato del Centro Sinistra in appoggio alla Sindaca/Candidata Sindaca? E questo si aggiunge al fatto che la ristrutturazione del Centro Anziani, non è ancora terminata, lo sarà solo tra qualche mese, ma questo è stato
inaugurato ad una settimana dalle elezioni dalla Sindaca, con tanto di fascia tricolore.

 

Vige il divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione (art. 9, c.1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28) e di propaganda (art. 29, c. 6, della legge 25 marzo 1993, n. 81). Infatti dalla data di convocazione dei comizi elettorali (11 aprile 2019) e fino alla conclusione delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.

 

Inoltre, per quanto riguarda le elezioni amministrative, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale, e cioè dal 27 marzo 2019, e per tutta la durata della stessa, è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale.

 

Il suddetto divieto, assistito dalla sanzione penale, per il principio della personalità della responsabilità penale non può che indirizzarsi direttamente ai soggetti titolari di cariche pubbliche a livello locale).

 

Ma ricordiamo tutti, anche attraverso articoli di stampa (La Tribuna di Treviso 18/05/16, Oggi Treviso 17/05/16, etc…), che Bortolato è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Treviso nel 2016, insieme ad altri consiglieri di altri partiti/liste per aver raccolto firme false in occasione della campagna elettorale di cinque anni fa; non
sappiamo se abbia ricorso in appello o abbia sanato la sua posizione con il pagamento di una sanzione.

 

Ad ogni modo, sia il “moralizzatore” Bortolato che la Sindaca uscente hanno infranto anche questa volta come cinque anni fa, la legge, anche perché hanno affisso materiale elettorale fuori dagli spazi consentiti.

 

Infatti per la Legge 4 aprile 1956 n. 212. “Dalla data dell’avvenuta assegnazione degli appositi spazi per la propaganda elettorale e fino alla chiusura delle votazioni, è vietata: l’affissione o l’esposizione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti, inerenti alla propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o esposto al pubblico, nelle vetrine dei negozi, su portoni, sulle saracinesche, sui chioschi, sui capannoni, sulle palizzate, sugli alberi, sugli autoveicoli in sosta, etc. , …… l’esposizione di materiale di propaganda elettorale nelle bacheche, vetrine o vetrinette appartenenti a partiti, movimenti o gruppi politici”.

 

Divieti che non sono stati rispettati né a destra né a sinistra. Siamo solo noi che possiamo parlare di correttezza e di rispetto delle regole! Se il buongiorno si vede dal mattino, Cittadini attenzione a chi affidate il vostro voto!

Domenica Fazzello, detta Rita, è una figura storica della Mogliano politica e culturale. Laureata in Filosofia, insegnante di filosofia e lettere e Dirigente scolastico in pensione. È stata collaboratrice scientifica della Biblioteca Vaticana. Negli anni è stata Consigliere Provinciale e Comunale, Assessore alla Sicurezza Sociale a Mogliano negli 1980-1985, Vicesindaco ed Assessore alla Cultura anni 2006-2007, Consigliere comunale uscente.

 

Domenica Fazzello ha concesso una intervista alla nostra testata, in questo momento storico che vede la città di Mogliano impegnata in una tornata elettorale di notevole valenza politica per la concomitanza delle elezioni europee e di quelle amministrative.

 

Signora Fazzello, in generale, come valuta la situazione politica europea e le possibilità di cambiare questa Europa con le imminenti elezioni?

Prima raccomandazione, alle europee andare a votare sicuramente, il non votare non esiste, magari scegliere anche un partito che non supera lo sbarramento del 4%, ma votare. Il PD è in situazione di stagnazione, di disorientamento, sempre le stesse facce, non hanno combinato nulla.

Per l’Europa prossima non vedo cambiamenti, ipotizzo un modesto aumento delle forze sovraniste che non cambierà gli equilibri esistenti.

Il futuro per me sono gli stati uniti d’Europa con più equilibrio politico e meno ingerenza dell’economia. Sono positiva in questo, gli ideali sono una gran bella cosa, ma ora ce ne sono pochi. Sono un obbiettivo da perseguire con le persone giuste, per ora in Italia la sinistra non ne ha e la stessa cosa è a destra. A grandi ideali devono corrispondere grandi uomini, bisogna contare sui giovani, ma la scuola per il momento non è un grado di sfornarne. Spero solo che questo sia un momento di transizione durante il quale mi sento una persona libera.

 

A Mogliano sono imminenti le elezioni amministrative, come valuta la situazione politica attuale e cosa ne pensa dell’Amministrazione uscente?

Ho terminato il mio mandato da consigliere e non è stato un periodo facile, amo Mogliano che è il mio paese adottivo al quale ho dedicato le mie energie e la mia vita lavorativa. Mi sento in dovere di precisare che la nostra città non meritava e non merita questa amministrazione.

Votare a destra? Penso che ogni situazione va affrontata in ogni singolo momento storico, qui c’è bisogno di cambiamento. Se in Europa necessitano persone capaci di misurarsi e di comportarsi a livello europeo,  a maggior ragione ce ne è bisogno a livello locale.

 

Colgo nelle sue parole un certo sconforto ed un giudizio non positivo verso l’attuale amministrazione, quale è il suo parere sull’operato del sindaco uscente?

La sindaca dice tante parole ma bisogna fare i fatti, bisogna andare verso gli altri. Mogliano merita un nuovo sindaco perché bisogna rispettare le persone e le idee. Bisogna ascoltare e non abbattere chi non la pensa come te. In cinque anni ho visto solo grandi battaglie portate contro l’opposizione e gli stessi comportamenti sono stati adottati anche con la maggioranza e con i propri assessori  che ha defenestrato.

Mogliano merita un altro sindaco. Quando ha fatto dimettere Carla Iorio mi ha chiamata per offrirmi un assessorato, ma non c’erano le condizioni politiche perché accettassi avendo capito chi era il personaggio, sono rimasta al mio posto in Consiglio e mi sono dispiaciuta quando maltrattava le minoranza. Tutto questo spero che termini.

 

Per chiudere, ritiene che questo sindaco possa essere ricordato per dei meriti?

Meriti? Non sono suoi i meriti per le strade rifatte con i soldi del Vega, accordo risalente alla precedente amministrazione, e non è certo un merito il centro commerciale che sta sorgendo dietro la parte più antica di Mogliano con i reperti storici ivi giacenti che non si sa che fine abbiano fatto. Per quanto riguarda il PAT non era forse meglio accettare quello già fatto apportando delle correzioni? Meriti quindi non ne vedo.

Persona di grande spessore politico e culturale nella lista dei candidati di Forza Italia per le prossime elezioni amministrative, è certamente Chiara Di Giusto, laureata in lettere antiche ed insegnante appunto di lettere antiche nel liceo classico Antonio Canova di Treviso. Politicamente da sempre fedele a Forza Italia.

Chiara Di Giusto ha rilasciato al nostro giornale una intervista sulla situazione attuale di Forza Italia e sul suo impegno futuro per il comune di Mogliano.

 

 

Signora Di Giusto, come valuta la situazione di Forza Italia a Mogliano in questo momento storico, nel quale alcuni vedono il partito in una fase di stallo?

Forza Italia non ha avuto nessun consigliere in comune a Mogliano negli ultimi cinque anni, solo silenzio. Nessuno era delegato e quindi nessuno poteva darsi da fare per ricostruire il partito, eravamo spariti.

 

 

Qualcosa è cambiata nel 2018 con le elezioni politiche, quando Raffaele Baratto è stato eletto alla Camera dei Deputati e ha deciso insieme a Fabio Chies di prendere in mano la situazione moglianese dove il partito era spaccato ed era la cenerentola della provincia di Treviso?

Devo dire che nel 2018 ero scettica, ma poi ho visto l’interesse da parte di Baratto il cui scopo era quello di riunificare e costruire.

Oggi la Lega è al massimo e noi avevamo la difficoltà di creare una F.I. credibile, ma ora ci siamo riusciti. F.I. è il partito delle mie radici familiari.

 

 

Il partito ora, almeno a Mogliano, è in ripresa? Com’è la lista dei candidati che avete presentato?

Ci siamo ritrovati io e Carlo Nespolo soli, abbiamo trovato spazio ed ora il partito a Mogliano è in mano nostra e in netta ripresa. Abbiamo messo su una lista bella sotto il punto di vista della cultura, del lavoro ed anagraficamente interessante.

Il nostro obbiettivo politico è impegnarsi sì, ma puntando alla purezza nel fare la politica nel senso più antico e vero del termine.

 

 

E per la sfida europea cosa mi dice?

Prossima sfida è dare un buon risultato a F.I. soprattutto alle elezioni europee. Nel nostro collegio corre un giovane Consigliere provinciale ed Assessore nel comune di Cessalto, ed è Emanuele Crosato. Vogliamo sfatare la leggenda che F.I. non ha un processo di costruzione e svecchiamento, per chi se ne va c’è sempre chi è valido e resta. Queste elezioni europee saranno fondamentali come punto di una nuova partenza.

 

 

In chiusura, informi gli elettori su quale sarà il suo impegno in città qualora fosse eletta.

Mi sono candidata a Mogliano dove desidero interessarmi della scuola e dell’istruzione dei giovani, mio vero e grande interesse. Il mio obbiettivo, se sarò eletta, sarà quello di fondere la mia passione  per la scuola e quello per la politica.

Concludo precisando che naturalmente siamo parte integrante della coalizione che presenta Davide Bortolato come candidato sindaco, quindi collaboreremo al massimo, ma metteremo in atto anche le nostre iniziative.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni