Dottoressa Nespolo, perché la scelta di lasciare l’Italia per la Nuova Zelanda?
Da diversi anni ero già abituata a vivere all’estero, quindi quando ho incontrato il mio attuale compagno, originario degli Stati Uniti, durante il Cammino di Santiago, abbiamo subito considerato la possibilità di trasferirci insieme. Lui aveva già un visto e l’intenzione di trasferirsi in Australia, e abbiamo discusso l’idea di andare a vivere in Oceania, invece di scegliere tra uno dei nostri paesi d’origine. La decisione è stata in parte influenzata da questioni legate all’immigrazione: lui non parlava ancora italiano, e per me sarebbe stato più complicato ottenere un visto americano rispetto a uno australiano. Mentre eravamo ancora in Italia e pianificavamo il trasferimento in Australia, durante una serata di tango a Venezia, abbiamo conosciuto una persona che aveva trascorso un anno in Nuova Zelanda e ne parlava con grande entusiasmo. Fino a quel momento, non avevamo considerato questa isola a sud dell’Australia. Cominciando a valutare anche questa possibilità, e un po’ sopraffatti dalle numerose opzioni, abbiamo deciso di lasciare la scelta al caso: una moneta ha deciso per noi, ed è uscita testa, la Nuova Zelanda. Al momento della partenza pensavamo di restare un anno, il tempo del nostro visto, ma ora, cinque anni dopo, siamo ancora qui.
Ci racconti qualcosa di quest’isola lontana, che ha anche la fama di avere una natura straordinaria e incontaminata… • 30.000 kmq più piccola dell’Italia, e con solo cinque milioni di abitanti. Quanti sono ad oggi gli italiani residenti in Nuova Zelanda?
La Nuova Zelanda è una nazione insulare situata nel sud-ovest dell’Oceano Pacifico, rinomata per i suoi paesaggi naturali straordinari e diversificati. Il paese è composto da due isole principali, l’Isola del Nord e l’Isola del Sud, ognuna delle quali offre scenari unici che vanno da spiagge incontaminate (a nord) e colline ondulate a maestose montagne e fiordi (a sud). L’Isola del Nord è più urbana e popolosa e circa un terzo della popolazione della Nuova Zelanda vive ad Auckland (che può essere scambiata per la capitale, che invece è Wellington).
Gli abitanti della Nuova Zelanda sono chiamati “Kiwi” in gergo per l’associazione con l’iconico uccello kiwi, un animale piccolo e incapace di volare, originario solo della Nuova Zelanda. Questo soprannome risale alla Prima Guerra Mondiale, quando i soldati neozelandesi vennero chiamati “Kiwi” dai loro alleati. Il termine si diffuse e venne accolto sia a livello nazionale che internazionale, diventando un appellativo affettuoso per tutti i neozelandesi. Oggi, il kiwi è un simbolo nazionale forte, presente su monete, stemmi e loghi, rappresentando l’identità culturale del paese.
Con una popolazione di circa 1,7 milioni di persone, Auckland è la città più grande del paese, rappresentando circa il 33-35% della popolazione nazionale. La popolazione tende a concentrarsi nelle città viste le opportunità di lavoro e il fatto che la campagna occupa la maggior parte del territorio. L’agricoltura è un pilastro fondamentale dell’economia della Nuova Zelanda, svolgendo un ruolo cruciale nelle esportazioni e nella salute economica complessiva del paese. La Nuova Zelanda è conosciuta per il suo settore agricolo altamente produttivo, che include l’allevamento di bovini da latte, ovini, bovini da carne e l’orticoltura. Il paese è uno dei principali esportatori mondiali di prodotti lattiero- caseari, come latte in polvere, burro e formaggio, destinati a mercati di tutto il mondo. Infatti, circa il 95% della produzione lattiero-casearia neozelandese viene esportata e in generale il 93% dei prodotti in generale, che per fare aumentare i prezzi alimentari per i suoi stessi abitanti.
Più della metà delle esportazioni totali di merci della Nuova Zelanda sono prodotti agricoli, riflettendo l’importanza del settore. Oltre ai latticini, il paese esporta grandi quantità di carne, lana, frutta e vino. Il clima temperato e i terreni fertili della Nuova Zelanda contribuiscono al successo agricolo, mentre l’impegno per pratiche agricole sostenibili ha ottenuto riconoscimento a livello globale. Il successo del settore agricolo è quindi essenziale per l’economia della Nuova Zelanda, sostenendo le comunità rurali e contribuendo in modo significativo al PIL del paese. Il PIL del paese è di circa 250 miliardi di dollari neozelandesi, con una crescita economica costante negli ultimi anni.
Riguardo la frutta locale, due frutti che spiccano per il loro sapore unico sono i kiwifruit e le feijoa. Il kiwifruit, con la sua pelle pelosa e la polpa verde dolce, è diventato il simbolo del paese ed è molto amato sia dai locali che dai turisti. La feijoa, invece, è un frutto esotico dal sapore aromatico e dolce, spesso utilizzato in dolci e marmellate. Oltre a questi, la Nuova Zelanda produce anche mele croccanti, succose pere, ciliegie dolci, e agrumi come arance e limoni.
Durante la stagione estiva, i frutteti sono pieni di freschezza e varietà, rendendo la frutta locale molto apprezzata. Inoltre, la raccolta della frutta offre molte opportunità di lavoro per gli stranieri, soprattutto nei mesi estivi, quando la domanda di manodopera aumenta. Questo è un ottimo modo per immergersi nella cultura neozelandese e guadagnare qualche soldo mentre si esplorano le bellezze naturali del paese. Lavorare nei frutteti è un’esperienza gratificante anche se faticosa, che permette di apprezzare la qualità della frutta locale, contribuendo anche all’economia agricola neozelandese.
Noi siamo riusciti a fare tesoro dei diversi microclimi neozelandesi essendo primi vissuti a Queenstown e Wānaka (Isola del Sud), Palmerston North (dove siamo ora e frequento l’università, Isola del Nord) e Whangārei (nord del Isola del Nord). Da quando siamo arrivati abbiamo potuto apprezzare come mai prima il contatto con la natura (qua spesso incontaminata) e il piacere di stare in forma, prima Queenstown e Wānaka, dove ci sono montagne e laghi glaciali (viste da togliere il fiato che probabilmente avete visto nel Signore degli Anelli) e dove abbiamo potuto sciare, fare arrampicata, andare in canoa sul lago e moltissimo trekking. Qui il trekking è definitivamente più impegnativo di quello in Italia, considerando un territorio meno abitato e più selvaggio. Palmerston North è comodo in quanto centrale, e da qui non solo si può raggiungere la capitale in un paio d’ore per un fine settimana di shopping e cultura, ma in qualche ora si possono raggiungere altri posti mozzafiato come New Plymouth (con il suo vulcano inattivo e l’opzione del surf), Taupo (con il suo bellissimo lago e la possibilità di fare molte attività su di esso) o Napier (dove si tiene una volta l’anno un festival anni ‘20 molto interessante). Quando invece eravamo a Whangārei, abbiamo per lo più apprezzato il bel tempo e la moltitudine di spiagge da cartolina dove si può surfare tutto l’anno.
I neozelandesi sono noti per il loro amore per lo sport e per il loro impegno a livello agonistico. La Nuova Zelanda ha una forte tradizione sportiva, con sport come il rugby, il cricket e la vela che sono particolarmente popolari. Nel rugby, ad esempio, gli All Blacks sono una delle squadre più celebri e vincenti a livello mondiale. Nelle ultime Olimpiadi, la Nuova Zelanda ha continuato a ottenere risultati impressionanti, con medaglie in sport come l’ergometro, la vela, l’atletica e il ciclismo su pista. La passione per lo sport è radicata nella cultura neozelandese, con una forte partecipazione a livello di base e un sistema che supporta lo sviluppo degli atleti fin dalla giovane età. Questa dedizione si traduce in performance eccellenti a livello internazionale, sottolineando quanto siano sportivi e competitivi.

Il paese è noto per la sua società progressista (anche se ancora c’è da progredire in certi campi) e una forte stabilità politica – con il governo di destra ora al potere. Il governo attuale, in carica da novembre 2023, è guidato dal Partito Nazionale con il Primo Ministro Christopher Luxon. Questo governo è formato da una coalizione con ACT New Zealand e New Zealand First. La Nuova Zelanda vanta come qualità di essere uno dei paesi meno corrotti al mondo e sicuramente qui il successo si basa di più sulle capacità personali che sul nepotismo.
In Nuova Zelanda, l’assistenza sanitaria pubblica offre un buon livello di accesso, coprendo servizi come cure ospedaliere e emergenze gratuitamente per i residenti e i cittadini. Tuttavia, le visite ai medici di base comportano un costo che varia dai 50 agli 80 dollari a seconda della zona, con l’eccezione dei bambini sotto i 14 anni, che possono accedere a visite gratuite. Le cure dentistiche e oculistiche sono generalmente a carico del paziente, dato che non sono incluse nel sistema pubblico, il che può rendere i costi piuttosto elevati.
Il costo della vita in Nuova Zelanda è alto, specialmente nelle grandi città come Auckland e Wellington. Ad Auckland, l’affitto per una casa con 2-3 camere si aggira tra i 500 e i 600 dollari a settimana, mentre nelle aree più piccole o rurali si può scendere a 300-400 dollari. Anche la spesa alimentare è costosa; una famiglia può spendere tra i 150 e i 300 dollari a settimana, a seconda delle scelte alimentari e dell’acquisto di prodotti locali o importati.
Il mercato immobiliare ha visto un aumento notevole dei prezzi. A Auckland, il valore medio di una casa supera il milione di dollari neozelandesi, mentre in città come Wellington e Christchurch si parla di 600.000-800.000 dollari. Anche nelle aree rurali, i prezzi possono essere elevati rispetto ad altri paesi.
Nonostante il costo della vita sia alto, la qualità della vita in Nuova Zelanda è considerata molto buona. I livelli di criminalità sono bassi, l’aria è pulita e ci sono ampi spazi verdi, il che contribuisce a un buon equilibrio tra vita lavorativa e personale. Gli stipendi medi si aggirano intorno ai 55.000-60.000 dollari neozelandesi all’anno, il che può aiutare a coprire le spese, ma resta una sfida, soprattutto nelle aree urbane più costose.

Il governo aiuta molto con sussidi se c’è bisogno e molti settori sono facilitati grazie a un governo per lo più socialista. Questa è superata da quella australiana, per cui molti vengono tentati da un facile trasferimento a un paese più benestante. Inoltre, i cittadini che si trasferiscono in Australia possono accedere a diritti di residenza e lavorativi grazie a un visto speciale noto come “Special Category Visa” (subclass 444). Questo visto consente ai neozelandesi di vivere e lavorare in Australia senza dover ottenere un visto di immigrazione tradizionale.
Il paese è stato l’ultimo ad essere scoperto dagli esseri umani, in questo caso dai Māori, un popolo polinesiano che arrivò nelle isole intorno al 1300-1400 d.C. I Māori svilupparono una cultura ricca e complessa, stabilendo insediamenti e una società strutturata basata su tribù e legami familiari. Gli europei arrivarono in Nuova Zelanda più tardi. Il primo europeo a raggiungere le isole fu l’esploratore olandese Abel Tasman, nel 1642. Tuttavia, fu il capitano britannico James Cook a mappare in dettaglio le isole durante il suo viaggio nel 1769-1770, aprendo la strada per ulteriori esplorazioni e contatti. La Nuova Zelanda fa parte del Commonwealth delle Nazioni, un’associazione di paesi che erano precedentemente sotto il dominio britannico o che hanno legami storici con il Regno Unito.
Com’è il rapporto tra gli italiani residenti in Nuova Zelanda e l’Italia? Sono integrati e l’Italia è sempre nel loro cuore?
La comunità italiana in Nuova Zelanda è piccola ma in crescita costante. Oggi, circa 4.500 persone di origine italiana vivono nel paese, con la maggior parte che si è stabilita in città come Auckland e Wellington. Molti italiani arrivarono dopo la Seconda Guerra Mondiale, cercando nuove opportunità, e si integrarono principalmente nei settori dell’agricoltura e della ristorazione. Oggi, sempre più italiani scelgono la Nuova Zelanda per motivi di lavoro o studio, e sono supportati da associazioni locali che mantengono vive le tradizioni attraverso eventi culturali e scuole di lingua. Anche se non sono numerosi, gli italiani hanno trovato un modo per mantenere una connessione forte con la loro cultura e con il paese d’origine, contribuendo al carattere multiculturale della Nuova Zelanda.
Sicuramente, l’Italia è un Paese ben difficile da scordare e la Nuova Zelanda, pur offrendo tanto, è molto diversa dal nostro paese. Per esempio, anche se è possibile mangiare bene anche qua, di sicuro non è la cultura culinaria e l’apprezzamento per convivere il cibo che abbiamo noi, considerando che la loro cultura di base è quella inglese. L’amore per la bellezza tipica della nostra cultura viene definitamente a mancare, e si vede anche nel quotidiano, ad esempio nell’architettura (sono poche le città degne di una visita) o nella mancanza di interesse nella moda. Tutti gli italiani che ho conosciuto finora hanno radici ancora forti in Italia, e anche se non considerano di tornare definitivamente, di solito cercano di tornare almeno un paio di volte l’anno o hanno amici e parenti che vengono a fare visita. Gli italiani residenti qui mi sembrano bene integrati, parlando normalmente un livello alto di inglese e lavorando per lo più in società o per il governo neozelandese; anche a livello sociale sarebbe difficile isolarsi come comunità dato che non ce ne sono molti di noi. In generale, direi che arricchiamo la loro cultura, specialmente con la nostra calorosità.
- Quali sono le iniziative dell’Associazione per l’Italia nel Mondo in Nuova Zelanda?
Al moment sto lavorando ad alcuni progetti coinvolgendo amici italiani che vivono qui, per organizzare attività di promozione del “Paese Italia” sotto vari aspetti. Per esempio, promuoviamo la lingua italiana partecipando gratuitamente ad un club per aiutare la gente locale ad imparare la nostra lingua.
- Ci sono attività culturali promosse dalla nostra Ambasciata? Può raccontarcele?
L’Ambasciata Italiana a Wellington svolge un ruolo attivo nella promozione della cultura italiana in Nuova Zelanda, organizzando una varietà di attività culturali. Tra queste, vi sono eventi che celebrano la cultura italiana, come concerti, mostre d’arte e spettacoli teatrali, spesso con la partecipazione di artisti italiani o in collaborazione con artisti neozelandesi. L’ambasciata promuove anche il cinema italiano attraverso proiezioni di film, festival e rassegne, offrendo ai neozelandesi l’opportunità di esplorare il panorama cinematografico italiano. Inoltre, vengono organizzati corsi di lingua e laboratori culturali per coloro interessati a imparare l’italiano e conoscere meglio la cultura italiana. L’ambasciata collabora con scuole, università e istituzioni culturali locali per conferenze e scambi culturali, e organizza eventi gastronomici, come degustazioni di cibo e vino italiani, per far conoscere le tradizioni culinarie del paese. Queste iniziative contribuiscono a rafforzare i legami culturali tra Italia e Nuova Zelanda e a promuovere una maggiore comprensione e apprezzamento delle tradizioni italiane.
Quali sono, secondo lei, le attività che potrebbero interessare chi volesse investire nel paese o dedicarsi all’import/export?
Sicuramente consiglierei di colmare quello di cui mancano qua, concentrandomi sui prodotti alimentari, l’abbigliamento e l’artigianato.
Qual è la situazione sotto il profilo turistico? Sono molti gli italiani che vengono a visitare il paese?
Il turismo in Nuova Zelanda è una parte fondamentale della sua economia, attirando visitatori da tutto il mondo con i suoi paesaggi spettacolari, le attività all’aperto, la fauna particolare e la cultura unica.
La fauna della Nuova Zelanda è veramente unica data la ricca varietà di uccelli che si possono trovare solo qui. Questo è in gran parte dovuto all’assenza di predatori terrestri fino all’arrivo degli esseri umani, il che ha permesso a molte specie di uccelli, come il kiwi e il kakapo, di evolversi senza preoccuparsi di minacce. Molti di loro non sanno nemmeno volare, il che li rende speciali e completamente adattati al loro ambiente. Passeggiando nella natura, è comune imbattersi in questi uccelli speciali.
Ma la fauna neozelandese non si limita agli uccelli; le sue acque sono altrettanto ricche di vita. Le coste ospitano una varietà di pesci, tra cui merluzzo e tonno, che attirano pescatori e appassionati di snorkeling. È incredibile esplorare questi ecosistemi marini, dove puoi avvistare pesci colorati e coralli vivaci. Noi, ad esempio, abbiamo fatto una bellissima immersione guidata per nuotare con delfini nelle acque di Akaroa, vicino a Christchurch, un paesino famoso per la sua aria francese.
Una delle esperienze più straordinarie è l’osservazione delle balene orche. Nella zona di Kaikoura, puoi partecipare a escursioni per avvistare queste magnifiche creature nel loro habitat naturale. È un’esperienza emozionante vedere le orche nuotare e giocare, insieme ad altre specie di balene e delfini che popolano queste acque nutrienti. La possibilità di avvicinarsi a queste straordinarie creature marine rende il paese un vero paradiso per gli amanti della natura. In sintesi, che tu sia un appassionato di birdwatching o un amante del mare, la fauna neozelandese offre esperienze indimenticabili in un ambiente unico.
Le principali attrazioni includono i fiordi del South Island, i vulcani dell’Isola del Nord, le spiagge incontaminate e le città vivaci come Auckland e Wellington. Io personalmente raccomando le Great Walks se si è interessati al trekking. Sebbene il numero di italiani che visitano la Nuova Zelanda non sia tra i più elevati in confronto ad altri paesi europei, l’interesse è in crescita. Ogni anno, circa 30.000-40.000 italiani visitano la Nuova Zelanda, attratti dalla bellezza naturale, dalle opportunità di avventura e dalla cultura particolare del paese. Ai giovani sotto ai trent’anni raccomando di fare domanda per un visto Working and Holiday che permette di lavorare e viaggiare per il paese per almeno un anno.

Ci sono delle criticità per gli italiani lì residenti?
Gli italiani residenti in Nuova Zelanda possono affrontare alcune criticità, come l’adattamento culturale e le barriere linguistiche, oltre al riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute in Italia. Nonostante queste sfide, molti italiani hanno trovato opportunità significative nel paese.
Sotto il profilo economico di cosa si occupano gli italiani residenti? Qualche settore di eccellenza?
Sono particolarmente attivi nel settore della ristorazione, dove gestiscono ristoranti e caffè che offrono la cucina italiana, molto apprezzata in Nuova Zelanda. Inoltre, alcuni contribuiscono all’industria del vino, sfruttando la loro esperienza enologica in un settore che sta guadagnando riconoscimento internazionale. Molti italiani sono anche imprenditori, avviando e gestendo imprese locali, mentre altri sono impiegati in professioni specializzate come l’ingegneria, l’architettura e il settore tecnologico. La loro presenza arricchisce il panorama economico e culturale neozelandese, portando competenze e tradizioni che valorizzano ulteriormente il contesto locale.
Qualcosa di particolare sulla Nuova Zelanda?
Un aspetto curioso della Nuova Zelanda è la sua cultura “Kiwiana”, che celebra l’identità unica del paese con simboli divertenti e talvolta insoliti. Ad esempio, la tradizione del “haka”, una danza o canto di guerra tradizionale Māori, è ampiamente praticata non solo dai Māori, ma anche dalle squadre sportive come gli All Blacks, prima degli eventi. Un altro elemento peculiare è l’adorazione degli uccelli (visto che qui c’è ne una ricchissima biodiversità aiutata dalla natura isolana del paese dove gli unici mammiferi erano una specie di pipistrello) e in particolare dei kiwi, un uccello incapace di volare che è diventato un simbolo nazionale e un soprannome affettuoso per i neozelandesi stessi. Inoltre, la città di Matamata, famosa per il set cinematografico di Hobbiton, ha abbracciato la sua fama con eventi e merce a tema Hobbit, offrendo ai visitatori un assaggio del mondo fantastico de “Il Signore degli Anelli.”
Ringrazio il Nuovo Terraglio per l’intervista e per la sezione dedicata alla nostra associazione AIM sulla Nuova Zelanda, date che è certamente un’opportunità per tenere aggiornati e vicini al nostro paese i tanti italiani sparsi nel mondo ed anche perché poter ospitare sul sito i contributi che vengono di vari paesi. Credo che questa sia una importante occasione di scambio di culture usi e costumi.
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