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Un progetto estremamente innovativo e futuristico sta per fare la sua comparsa a Tokyo e muterà lo skyline cittadino nipponico per sempre. Si tratta della costruzione del più alto edificio di tutto lo stato del Sol Levante realizzato in legno, i cui lavori inizieranno nel 2023 e sarà portato a compimento nel 2025, un paio di anni dopo.

 

Mitsui Fudosan e Takenaka Corporation sono le due aziende che stanno dietro questo incredibile progetto green oriented che porterà alla realizzazione di un edificio con 17 piani, alto ben 70 metri e con una superficie di 26 mila metri quadrati. Le aziende sono in prima linea nella protezione delle foreste e per l’uso efficace del legname; proprio per questo si prevede l’utilizzo di legno proveniente solo da selezionate zone di proprietà come le foreste di Hokkaido, certificate SGEC.

 

L’idea che sta alla base di questo progetto strizza l’occhio all’eco-sostenibilità poiché punta a creare un circolo virtuoso e sostenibile sia dal punto di vista economico sia considerando l’aspetto ambientale; se paragonato ad altri normali edifici della medesima dimensione ma realizzati in acciaio, infatti, questa nuova struttura già solo in fase di costruzione si prevede possa limitare del 20% le emissioni di CO2. Un risultato importante a tutela del nostro pianeta e un progetto dal grandissimo valore architettonico e urbanistico.

La pandemia ha rivoluzionato il concetto di soggiorno e ospitalità anche in una metropoli come Tokyo, dove le tradizioni di accoglienza sono da sempre il fiore all’occhiello nazionale. Il distanziamento, unito alle misure di prevenzione del contagio, hanno reso necessario ripensare in una nuova chiave anche l’esperienza di alloggio in hotel, dando vita, talvolta, ad esperienze totalmente innovative: è il caso dell’Hotel New Otani di Tokyo che, unendo tradizione e modernità, ha deciso di mettere a disposizione dei propri ospiti LOVOT, esempio di intelligenza artificiale prestata all’accoglienza.

 

LOVOT è un robot che, grazie alla tecnologia Emotional RoboticsTM, aumenta la capacità dell’uomo di affezionarsi a lui e sviluppare empatia.

 

Creare un legame speciale con il robot è lo scopo ultimo che i suoi inventori – dell’azienda GROOVE X – si sono imposti: il fine era creare un prodotto il cui solo tocco producesse felicità, relax e benessere. Obiettivi raggiunti in pieno, perché LOVOT è in grado di reagire allo stato d’animo di chi lo circonda e rispondere con gioia o conforto; sebbene non si tratti di un essere vivente è in grado di scaldare il cuore del suo compagno umano.

 

Affinità, vicinanza e affetto sono stati i motivi che hanno spinto l’Hotel New Otani a stringere una collaborazione con l’azienda nipponica di intelligenza artificiale e creare, insieme un pacchetto Family Stay Plan, che include la presenza di LOVOT in alcune camere per i clienti che ne faranno richiesta. Il pacchetto è disponibile in ben 10 alberghi su tutto il territorio giapponese e il robot è diventato il simbolo della dolce ospitalità della catena alberghiera. Nella struttura di Tokyo la proposta prevede soggiorni tra il 7 e il 21 febbraio 2021, include la colazione e la cena, e comprende la sistemazione in camera doppia di tipologia Premium Executive Semi-Suite Twin. Inoltre, fino al 31 marzo, sarà possibile aggiungere la presenza di LOVOT al proprio soggiorno anche svincolandosi dal pacchetto, per arricchire la propria permanenza già deliziata dal meraviglioso giardino dell’hotel che vanta 400 anni di storia e numerosi riconoscimenti tra cui la nomina da parte di TripAdvisor tra le “Best Free Attractions in Japan” nel 2019.

Secondo un articolo apparso su IFN, la pandemia potrebbe contribuire a far estinguere intere popolazioni nei prossimi decenni. È questo lo scenario scaturito da un inverno demografico dettato dalla crisi attuale. Giusto per fare un esempio, il Giappone, che è uno dei Paesi al mondo con la natalità più bassa e il più alto tasso di invecchiamento, è prossimo a registrare un nuovo record negativo di nascite. E nemmeno lo scenario italiano è dei più rosei, anzi.

 

2020 annus horribilis

Secondo fonti governative citate dall’agenzia di stampa Kyodo, il 2020 potrebbe chiudersi con 845mila nuovi nati in Giappone: mai così pochi nel Paese nipponico dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il dato è difatti molto inferiore rispetto a quello del 2019, quando le nascite erano state 865.239.
Per avere numeri certi bisognerà attendere ancora: il governo di Tokyo pubblicherà una prima stima a dicembre, mentre le statistiche definitive arriveranno all’inizio del nuovo anno. Tuttavia i funzionari del ministero della Salute sono già convinti che il 2020 segnerà un picco negativo sulla natalità.

 

Giappone, terra di centenari

Come riportano i dati pubblicati il 15 settembre dal ministero della Salute, in Giappone oggi abitano 80.450 ultracentenari, aumentati di 9.176 rispetto al 2019, che ha registrato il 50° aumento annuo consecutivo.
Nel 1963 (anno in cui il Paese ha iniziato il computo) le persone di età pari o superiore ai 100 anni erano appena 153.
Più o meno vent’anni dopo, nel 1981, il numero aveva già superato il migliaio e nel 1998 i giapponesi ultracentenari erano oltre 10mila. L’aspettativa di vita è certamente aumentata grazie ai progressi della scienza, ma l’invecchiamento del Paese rappresenta anche un campanello d’allarme demografico.

 

Rischio estinzione?

Nel corso di una recente conferenza stampa, Tetsushi Sakamoto, il ministro responsabile delle risposte al calo di natalità, ha dichiarato come: «La diffusione del coronavirus stia facendo preoccupare molte persone di rimanere incinte, dare alla luce e allevare bambini». Sul tema si espone anche la Japan Pediatric Association, rilevando che anche nei prossimi dieci anni potrebbe flettersi gravemente la curva delle nascite a causa della pandemia. La fase di incertezza dovuta al Covid-19 si riflette anche sui matrimoni, in netto calo rispetto allo scorso anno, con un -36,9%. Secondo Masaji Matsuyama, ex titolare del dicastero che si occupa del calo delle nascite, se la tendenza demografica resterà la stessa, sarà messa a rischio «l’esistenza stessa della nazione come la conosciamo».

 

I giapponesi siamo (anche) noi italiani

Questo scenario ci riguarda da vicino perché, se il Giappone guida la classifica mondiale per invecchiamento della popolazione, l’Italia gli è seconda. L’esistenza della popolazione, pertanto, è minacciata anche qui da noi. Qualche tempo fa il presidente dell’ISTAT Gian Carlo Blangiardo aveva lanciato l’allarme su come crisi economica, paura e incertezze incidano negativamente sulla natalità. Certamente non sono d’aiuto gli appelli dei medici all’astinenza sessuale o all’autoerotismo, e nemmeno la drastica riduzione dei rapporti sociali.

Secondo uno studio scientifico citato anche da Piero Angela, nell’anno 2100 la popolazione del nostro Paese passerà dagli attuali 60 milioni a non più di 28milioni. La riduzione comporterà un crollo del PIL, collocandoci al 25° posto tra i Paesi del mondo, e non più tra i primi dieci.

 

 

Fonte: ifamnews.com

Mostra artistica in Piazza San Marco in celebrazione della nuova era giapponese “REIWA”, presentata dal Karuizawa New Art Museum presso le Procuratie Vecchie

 

Il Karuizawa Art Museum ha annunciato una mostra artistica che celebrerà l’inizio della nuova era giapponese.

La mostra si terrà nelle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco, Venezia, durante la 58esima Biennale dell’Arte, da mercoledì 8 maggio a domenica 24 novembre 2019.

 

“DIVERSITY FOR PEACE!” vuole essere la vetrina di 10 giovani artisti provenienti da tutto il mondo, esibendo i loro variati stili e approcci artistici in una celebrazione di libertà creativa:

• Florentijn Hofman (The Netherlands)

• Ronald Ventura (Philippines)

• Huang Yuxing (China)

• Miwa Komatsu (Japan)

• Yang Yongliang (China)

• Chris Succo (Germany)

• Fabio Modica (Italy)

• Æsa Björk (Island / Norway)

• Ahhi Choi (Korea / Japan )

• Ryotaro Muramatsu NAKED (Japan).

 

 

Il concetto di “DIVERISTY FOR PEACE!” è sincronizzato col significato del nome della nuova era giapponese “REIWA” (令和) che simboleggia: “Pace e Cultura fioriscono in un ambiente di accettazione della diversità.”

 

 

Il periodo REIWA sarà la nuova era giapponese. Inizierà il 1° maggio 2019, quando il Principe Naruhito, figlio dell’Imperatore Akihito, ascenderà al trono come 126esimo Imperatore del Giappone.

 

 

Questo è un messaggio di speranza affinché l’arte possa contribuire ad avvicinare tra loro persone di background culturali, sociali, di orientamenti sessuali completamente diversi tra di loro.

 

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