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Le dimissioni di quattro componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione di Quartiere Mazzocco-Torni rendono necessaria una tornata elettorale, al fine di rendere operativa l’Associazione di Quartiere nell’esplicare il suo ruolo di anello di congiunzione tra Amministrazione comunale e cittadini.

 

Per questo, domenica 12 gennaio, dalle ore 9.00 alle 20.00, presso il Centro Parrocchiale di via Ronzinella, i residenti potranno eleggere i nuovi rappresentanti.

 

Ogni persona maggiorenne potrà candidarsi compilando l’apposito modulo presso l’ufficio Cultura/Associazionismo della sede municipale di via Terraglio, n. 3 (ex scuole Rossi), da lunedì 2 a mercoledì 18 dicembre, durante gli orari di apertura al pubblico.

 

“Auspico, come in ogni occasione elettorale, la massima partecipazione dei cittadini residenti per dare forza rappresentativa a coloro che saranno eletti, con i quali continueremo a dialogare per dare risposte ai bisogni della nostra collettività”. Questo l’augurio di Davide Bortolato, Sindaco di Mogliano Veneto.

Riceviamo e pubblichiamo un pensiero del Consigliere regionale Riccardo Barbisan, in merito alle elezioni di Spagna

 

Le recentissime elezioni spagnole ci consegnano un quadro in cui i partiti tradizionali reggono ma non convincono. Questa non è una novità per la Spagna né per molti altri stati europei. La crescita della destra è anche quello un evento che molti aspettavano esattamente nelle proporzioni in cui si è realizzato. Nulla di nuovo e inatteso quindi? Quasi.

 

In Spagna assistiamo anche al tramonto (forse) del primo partito anti sistema di sinistra nato e cresciuto negli ultimi dieci anni: Podemos sembra aver esaurito la sua carica innovativa senza essere mai riuscito a sbarcare al governo dello stato causa una incompatibilità con il PSOE di cui è rimasto vittima.

 

Ma la cosa che più sorprende è che in un Paese dove le istanze autonomiste e indipendentiste hanno conosciuto uno straordinario fiorire e vicende complicate come quella basca, oggi sono più forti e floride che mai. Non solo in Catalogna.

 

In Catalogna la riscossa indipendentista era attesa e vale, nella sommatoria dei tre partiti indipendentisti, il 3,21 % in più su base territoriale e porta con sé circa 15.000 elettori e un membro in più al Congreso.

 

Non sempre l’aumento percentuale comporta un conseguente aumento della rappresentatività come è successo al partito autonomista canariota CCA-PNC che, infatti, aumenta solo leggermente la propria percentuale dal 12,96 al 13,12. Lo stesso accade in Navarra, dove NA+ (partito navarro di centro destra autonomista) aumenta di qualche decimale e si conferma di gran lunga il partito più votato della Comunidad, senza aumentare i seggi. A crescere, sempre in Navarra, sia in termini assoluti di seggi e di elettori che percentuali è EH Bildu, partito indipendentista che passa dal 12,77 al 16,97%.

 

Ma è forse la Galizia l’angolo del paese iberico dove l’autonomismo ha suonato la sveglia più forte al Governo di Madrid. Il Blocco nazionale Galiziano è passato da 93.810  a 119.597 voti portando un suo rappresentante al Congreso.

 

Interessante anche capire in quanti comuni spagnoli ad essere il partito più votato non è né il PSOE né il PP e nemmeno altri partiti che si presentano in tutto il territorio dello Stato.

 

Sono addirittura 1300 circa i municipi in cui il partito più votato è un partito territoriale. Non pochi se consideriamo che il PSOE, il partito di gran lunga più votato, si è attestato primo in 3509 municipi.

 

Risulta evidente che il voto espresso dagli spagnoli, seppur in una competizione nazionale, in chiave territoriale, autonomista e indipendentista rappresenta quasi il 12% del totale e 42 seggi al Congreso.

 

Con 42 seggi, espressi in modo unitario, quella dei partiti territoriali sarebbe la quarta forza politica del parlamento spagnolo, ma è facile obbiettare che moltissimi di questi non facilmente potrebbero sommarsi sic et simpliciter data la diversa estrazione ideologica tra loro. Per esempio JxCat e NA+ difficilmente potrebbero mettere insieme un progetto politico unitario con il BNG.

 

La mappa geografica della Spagna ci offre un caleidoscopio e una frammentazione inedita che non ha precedenti e per cui non possono valere i vecchi schemi PP-PSOE con l’aggiunta qui e là di qualche partito territoriale d’area al bisogno.

 

La nuova sfida non può essere rinviata essendo che siamo giunti alla quarta votazione in cinque anni. Il toro va preso per le corna. La crisi dello Stato-Nazione nato e cresciuto nell’ottocento, degenerato nel 900 e artificialmente tenuto in vita negli anni 2000 non ha ancora trovato una via d’uscita. Ciò vale tanto più in realtà statali in cui vi sono comunità politiche e formazioni sociali e culturali che propongono e difendono una identità nazionale alternativa a quella unica imposta dallo stato di cui fanno parte. La distribuzione di deleghe, poteri legislativi e regolamentari così come avvenuta negli anni all’interno degli stati non ha impedito tensioni in Spagna, Inghilterra, Belgio e Italia.

 

Il tema della plurinazionalità all’interno di un singolo stato è un tema che in sistemi politici più avanzati (Spagna e Inghilterra) ha fatto capolino, anche se senza esiti compiuti, in altri, più arretrati (Italia) non è presente nemmeno dei dibattiti accademici.

 

Le questioni irrisolte come quella catalana spingono a chiederci se non sia utile spingerci oltre e pensare alla plurinazionalità in chiave europea favorendo una redistribuzione anche della sovranità dell’UE in chiave federalista attraverso una forte decentralizzazione della sovranità nella direzione di una maggiore responsabilizzazione degli stati membri e delle comunità regionali. Al fine che quest’ultime abbiano nel Parlamento statale una rappresentanza capace di intercettare spezzoni dell’attuale sovranità europea dalla quale oggi si sentono esclusi.

 

È di questi anni, per esempio, la difficoltà della Regione Veneto di spiegare all’UE che le p.m.i. veneta non ha alcuna relazione con la p.m.i. come intesa a Bruxelles e che, conseguentemente, il piano di sviluppo di esse non può avere le medesime caratteristiche a Berlino, Milano e Venezia.

Una rete di supporto e mutuo auto-aiuto dedicata soprattutto ai neo-sindaci, neo-assessori e neo-consiglieri formata da amministratori “anziani”, attraverso uno sportello messo a disposizione dall’associazione Comuni della Marca Trevigiana: è quanto ha proposto la presidente Mariarosa Barazza nel corso dell’assemblea annuale che si è tenuta nel pomeriggio di ieri al Sant’Artemio di Treviso, dove all’edificio 7 ha sede l’associazione.

 

«L’ultima tornata amministrativa – è stata l’analisi della Barazza – ha evidenziato un problema mai emerso prima nella nostra provincia, in linea con una tendenza regionale e nazionale: la minor disponibilità dei cittadini a mettersi in gioco nel fondamentale servizio di amministrare la comunità. In sei Comuni è stata presentata solo una lista, e uno di questi, dove purtroppo non è stato raggiunto il quorum, è stato commissariato. Questo ci deve spingere ancora di più a fare squadra tra amministratori locali, a sostenerci reciprocamente al di là degli schieramenti politici, per rendere meno faticoso l’impegno dell’amministrare».

 

 

La proposta

Da qui, la proposta avanzata oggi di formalizzare una rete di amministratori senior che sia di sostegno soprattutto ai “nuovi” con l’obiettivo di non farli sentire soli ma supportati nelle scelte politico-amministrative più critiche. Una sicurezza e un sostegno solidale non solo sotto il profilo tecnico (rispetto al quale l’Associazione offre già consulenza gratuita attraverso l’attività dei gruppi di lavoro) ma soprattutto umano e politico.

 

L’associazione ha infatti già da anni un panel di 12 gruppi di lavoro, formati da tecnici comunali ed esperti, che si riunisce regolarmente per analizzare i problemi della quotidianità amministrativa, ideare soluzioni, avanzare proposte operative, condividere le buone pratiche; gruppi di lavoro, coordinati dal dott. Vittorino Spessotto, che funzionano bene a supporto dell’attività amministrativa sui temi più sentiti dai Comuni: Personale/Organismi di Valutazione, Attività Produttive, Contenzioso Tributario, Contenzioso del Lavoro, Pratiche di Pensione, Lavori Pubblici, Edilizia e Territorio, MarcaContabile, Sociale, Privacy/Anticorruzione, Informatica, Ludopatie e Polizia Locale.

 

 

Sempre meno cittadini si mettono a disposizione per amministrare la propria comunità

«Amministrare un Comune comporta dei rischi di ordine penale e contabile importante, a fronte di indennità irrisorie e al taglio dei rimborsi spese e di una penalizzazione sul fronte lavorativo e della carriera, e in un clima generale di delegittimazione e sfiducia – continua Barazza -. È per questo che, come dimostra la recente tornata amministrativa, sempre meno cittadini si mettono a disposizione, candidandosi alla gestione del bene comune. È una tendenza che va invertita, perché ciò penalizza molto la qualità della nostra democrazia e della convivenza civica».

 

Il problema che oggi si sta manifestando in tutta la sua drammaticità ha radici in una serie di scelte del legislatore che, a parere dell’associazione Comuni della Marca Trevigiana, vanno riviste quanto prima.

 

Le cause

La Presidente Barazza punta il dito in particolare contro:

• decenni di tagli di spesa orizzontali ai Comuni che rendono spesso impossibile agli eletti rispettare le promesse elettorali, quel “patto di servizio” fatto con i cittadini da chi si candida;

• la carenza di personale che obbliga alcuni sindaci e amministratori ad assumere ruoli tecnici, amministrativi e contabili, non di loro competenza, per non far chiudere gli uffici comunali;

• il taglio al numero di amministratori, che costringe ciascun assessore ad accollarsi numerosi referati con le relative difficoltà, e che ha impoverito la dialettica politica nei consigli comunali;

• il cosiddetto “Spazzacorrotti” che non agevola l’eletto a continuare a mantenere incarichi nell’associazionismo locale (dallo sport alla parrocchia!) per fantomatici problemi di conflitto di interesse;

• idem per un professionista, dall’avvocato o architetto, che se entra in un Comune finisce in un ginepraio di conflitti di interesse penalizzante per la sua attività professionale: il che fa sì che molti professionisti si guardano bene prima di candidarsi;

• il taglio ai rimborsi spese;

• l’incertezza normativa, con un cambio continuo delle leggi e dei provvedimenti, che non favorisce – quando non ostacola – il lineare procedere amministrativo;

• la burocrazia asfissiante, e spesso irrazionale, che si manifesta in una pletora di adempimenti che rallenta quando non impedisce tout court l’agire amministrativo.

«Doveroso l’appello ai parlamentari trevigiani, che già si sono adoperati per portare all’attenzione del governo la piattaforma sulla finanza locale promossa dall’Associazione, affinché lavorino per trovare consenso su provvedimenti che aiutino a ridare all’Ente locale il ruolo che gli attribuisce la Costituzione italiana di pari dignità con Stato, Regioni e Province e aiutino soprattutto a rilegittimare agli occhi dei cittadini il ruolo di chi amministra, una battaglia culturale, quest’ultima, oltre che politica. Se non si interviene d’urgenza su questo fronte il rischio è un impoverimento civile senza precedenti per i nostri territori e le nostre comunità» conclude la presidente Barazza.

 

 

Photo Credits: FB @AssociazioneComuniMarcaTrevigiana

Buongiorno Luca Durighetto, quali sono i Suoi trascorsi politici e perché ha deciso di candidarsi a queste elezioni amministrative in veste di Sindaco?

Buongiorno a voi. Sono attivo politicamente da ormai 10 anni.

All’età di 27 anni ho iniziato il mio percorso nell’amministrazione pubblica, la prima carica è stata quella di consigliere con delega alle Politiche giovanili, e ho avuto la possibilità di operare in autonomia.

La seconda carica è stata di assessore allo Sport, all’Istruzione, alla Cultura e alle Politiche giovanili.

Mi chiedono in molti per quale motivo ho deciso di candidarmi. La voglia di rinnovare la squadra dopo l’ultimo mandato era forte da parte della lista civica di cui faccio parte; per questa ragione il gruppo ha deciso che sarei stato la persona ideale per incarnare questo spirito di cambiamento.

 

 

Cosa significa cambiamento?

Cambiamento significa avere un approccio diverso all’amministrazione pubblica.

Quando dieci anni fa abbiamo preso in mano il Comune, ci siamo trovati una situazione debitoria alquanto allarmante.

Il bilancio segnava un disavanzo di oltre 4.000.000 di euro.

Abbiamo iniziato a realizzare una serie di progetti pianificati, volti a sanare il debito e a mantenere lo standard di servizi ai cittadini.

Durante questi anni siamo riusciti a far scendere il debito del Comune fino a 800.000 euro circa, con l’obiettivo di appianarlo definitivamente.

 

 

Com’è andata? Soddisfatto per questa vittoria?

Sono chiaramente felice ma anche determinato e conscio che questo non è punto di arrivo ma di partenza. I cittadini hanno deciso di darci nuovamente fiducia e noi, non vogliamo deluderli.

Questa è stata la vittoria delle persone sui simboli!

Quando si parla di lista civica, noi cerchiamo di incarnare appieno lo spirito che la definisce.

All’interno della lista ci sono, infatti, persone con idee e posizioni politiche diverse, legate però dalla volontà comune di migliorare la nostra bellissima città, Zero Branco.

 

 

A questo punto quali sono i Suoi progetti per i prossimi cinque anni?

I prossimi 5 anni saranno una grande sfida per il nostro comune. Abbiamo grandi progetti pronti, primo fra tutti la realizzazione di una pista ciclabile Green che collegherà Zero Branco alla Via Ostiglia lungo il Rio Vernise.

Abbiamo inoltre predisposto la realizzazione di altri tratti di ciclabile urbana a partire da Via Peseggiana.

Altri progetti prevedono la realizzazione della nuova rotonda Casarin e di una nuova palestra comunale per i nostri ragazzi.

Per i giovani stiamo facendo ripartire gli scambi dedicati ai ragazzi delle scuole superiori e i Paesi esteri.

Per i più piccoli di elementari e medie stiamo organizzando dei camping in lingua inglese, oltre ad attività pomeridiane, svolte insieme alle associazioni del territorio e volte a formare i ragazzi con corsi di inglese, informatica e arti umanistiche.

 

 

Ed ora vuole ringraziare qualcuno?

Certamente, innanzitutto voglio ringraziare i cittadini di Zero Branco per averci dato fiducia.

Senz’altro, inoltre, tutte le persone con cui ho lavorato in questi 10 anni, tutti quelli che sono stati in Consiglio con me, gli amici e, infine, la mia famiglia, che mi sostiene ogni giorno.

 

 

 

Alessio Tonin

Erano le 5.30 del mattino di lunedì quando Davide Bortolato, oggi Sindaco di Mogliano, è riuscito a stendersi a letto.

 

L’interminabile domenica del ballottaggio era iniziata molto presto, alle 7, con il giro tra le 30 sezioni degli 11 seggi elettorali della sua città. Quasi ininterrottamente fino a sera, era passato di sede in sede, a salutare, a parlare con i concittadini. Poi si era ritirato, con alcuni componenti del suo staff, al piano superiore del “quartier generale” a ricevere i dati che invitavano, sezione per sezione, i rappresentanti di lista.
Poco dopo la mezzanotte un urlo liberatorio collettivo aveva comunicato a tutti gli altri sostenitori che attendevano nella piazza sottostante, la vittoria. Gli applausi e gli abbracci sono durati a lungo e hanno accompagnato il neo eletto Sindaco fin dentro il palazzo del Comune. Il  brindisi collettivo in piazza non è bastato e si è proseguito con una spaghettata notturna!
Dopo qualche ora di sonno, la sveglia ha riportato Davide Bortolato alla realtà. No, non era un sogno, ma una realtà e bisognava riprendere il lavoro. C’erano elettori da ringraziare, cittadini da salutare, giornalisti ai quali rispondere e mille altre cose da fare fino a sera. Così, fatta la doccia, in nuovo Sindaco si è recato tra i banchi del mercato del lunedì ad incontrare la gente, a parlare come sempre con la gente.
Delle cose da fare nei primi 30 giorni della nuova Amministrazione, ci parlerà domani.
Silvia Moscati

“Un grande e sentito in bocca al lupo a tutti i sindaci eletti. Auguro loro indistintamente di fare il meglio e che tutti ottengano grandi risultati in maniera che i cittadini possano avere sul territorio quello che si meritano”.

 

All’indomani della chiusura dei seggi dei ballottaggi in diversi comuni veneti, è l’augurio del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ai primi cittadini neoeletti, espresso oggi a Jesolo a margine dell’inaugurazione del nuovo percorso attrezzato di riabilitazione cardiologica dell’ospedale.

 

“Oramai siamo fuori dalla campagna elettorale, le elezioni sono finite, quindi i miei auguri sono veramente e sinceramente per tutti i primi cittadini che si accingono a guidare il loro comune, un lavoro difficile quasi una missione.  Quello più sentito è che da oggi si possa essere tutti buoni amministratori, i sindaci di tutti indipendentemente dalla casacca con la quale si è corso. Alla fine di tutto, a vincere devono essere sempre i cittadini che sono i nostri azionisti di riferimento e per farlo devono essere soddisfatti dell’operato di chi li amministra, ottenendo sul territorio le giuste risposte”.

Dopo cinque anni il Centro Destra e la Lega riconquistano il Comune di Mogliano. A ballottaggio ultimato, la vittoria è andata a Davide Bortolato, Centro Destra, per soli 45 voti.

Il nuovo Consiglio Comunale

Maggioranza

Lega, sei consiglieri: Carlo Albanese, Martino Cocito, Roberto Zanardo, Tiziana Eula, Edoardo Bison, Enrico Cerello

Lista Davide Bortolato Sindaco, 3 consiglieri: Giuliana Tochet, Federico Severoni, Nico Zane

Piazza Civica, 1 consigliere: Giorgio Copparoni

Opposizione

Mogliano 2024, 4 consiglieri: Renzo Prete, Tiziana Bau, Roberto Albanese, Carola Arena,

PD, 1 consigliere: Daniele Ceschin

Movimento 5 Stelle, 1 consigliere: Roberta Longhin.

Mogliano ha voltato pagina e ha eletto il nuovo sindaco Davide Bortolato del Centro Destra. La percentuale è stata del 50,18% contro il 49,82% realizzato dalla Arena.
Lo scarto di voti è stato minimo: solo 45 voti in più a favore di Bortolato, su un totale di 6121.
Lo spoglio delle 30 sezioni è stato al cardiopalma per l’alternarsi al comando dei due contendenti, ma alla fine Bortolato ha fissato il suo vantaggio.

 

Il neo sindaco ha rilasciato a caldo al nostro giornale la seguente dichiarazione: “Il cuore mi scoppia per l’emozione. Devo dire che ha vinto l’onestà, la correttezza contro l’odio. Ha vinto la squadra, tutti i componenti della coalizione hanno lavorato senza sosta per raggiungere questo obiettivo. Sarò il sindaco di tutti e vicino a tutti i cittadini”.

 

 

Oggi puntuale alle 13 è arrivato alla Club House dei campi da rugby di via Colelli il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.
È stato accolto dal candidato sindaco Davide Bortolato e dai numerosi cittadini intervenuti.
Brugnaro, con i suoi soliti modi gioviali, ha raccomandato a tutti di andare a votare, affermando inoltre da cittadino moglianese che Venezia a Mogliano sono una unica grande famiglia.
Dopo gli abbracci tutti si sono seduti per una spaghettata in allegria e amicizia.

La campagna elettorale a Mogliano continua e riserva sorprese e scorrettezze. È Davide Bortolato che denuncia fake news e bugie del sindaco uscente, Carola Arena.

 

“Mi sono state attribuite azioni e valori che non mi appartengono – afferma Bortolato – e quindi è giunto il momento di fare chiarezza. In questi ultimi quindici giorni mi è stato buttato addosso fango e odio sia sui social che su WhatsApp. Preciso che non sono quello che i miei avversari descrivono”.

 

“Comincio con il precisare la fake news del 2 giugno dove si afferma che il pulmino con la mia pubblicità abbia rovinato la festa della Repubblica in piazza dei Caduti. Il Vicesindaco ha dichiarato che il pulmino in questione ha invaso la piazza disturbando. FALSO, io ero in piazza con tutte le autorità ed il pulmino non è assolutamente passato, anche perché la piazza era stata totalmente chiusa al transito ed era presidiata dai Vigili e dalle Forze dell’Ordine, era letteralmente impossibile transitare. E’ stato detto che i Vigili Urbani hanno fermato il pulmino, informazione successivamente negata dai vigili stessi”.

 

“Sono stato attaccato ed accusato – continua Bortolato –  di aver festeggiato abusivamente la chiusura della campagna elettorale venerdì 24 maggio. ALTRA MENZOGNA, la mattina del 24 maggio ho ottenuto regolare permesso dal comune per fare la festa, ma nel pomeriggio questo permesso è stato revocato senza motivazioni plausibili. A questo punto ho presentato una SCIA ( Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Nel tardo pomeriggio sono passati Vigile per verificare e non hanno rilevato delle irregolarità. Quindi la festa è stata regolare e non abusiva, altra fake news”.

 

“Ed ora altra bugia della Arena. Il 17 maggio il sindaco uscente ha dichiarato di aver interpellato la Prefettura circa la regolarità delle inaugurazioni che stava facendo in piena campagna elettorale e ha precisato che per la Prefettura era tutto regolare. BUGIA, abbiamo interpellato la Prefettura a questo proposito che ha precisato di non aver avuto contatti con il Comune di Mogliano sull’argomento. Grave perché l’Arena non solo mente ai cittadini, ma mente anche sui rapporti che ha con la Prefettura”.

 

“Infine sempre la Arena ha pubblicato un post nel quale ha inserito la mia domanda per autorizzazione alla pubblicità fonica nelle strade rendendo così pubblici tutti i miei dati personali, che sono dati sensibili. Per ottenere la domanda ha fatto un accesso agli atti e questi atti non sono divulgabili. Questo è ABUSO DI POTERE, il mio legale ha preparato un atto di denuncia e querela contro la Arena”.

 

“Ora il segno è stato oltrepassato, – conclude Bortolato –  io le regole le rispetto e sempre le ho rispettate. Si è cercato in tutti i modi di screditare me e la mia squadra, ma i cittadini hanno capito che si sta facendo una campagna basata sul fango. A Mogliano c’è voglia di cambiamento e di una amministrazione che stia in mezzo alla gente e che abbia voglia di fare. Rivolgo un invito a tutti i miei concittadini, andate tutti a votare”.

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