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Il Servizio elettorale del Comune di Venezia ha reso noti i dati dello scrutinio del referendum costituzionale confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari.

 

Hanno votato Sì 79.588 votanti, pari al 63%; hanno votato No 46.730 votanti pari al 36.99%.
Schede bianche 1.089, schede nulle 624; schede contestate 2.
Affluenza al voto: 128.033 votanti (il 67,12% degli aventi diritto).

A questo link è possibile consultare i risultati sezione per sezione del Comune di Venezia.

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?

 

È questo il quesito presente sulla scheda elettorale che gli italiani si sono ritrovati di fronte nelle giornate di ieri e di oggi, fino alle 15.00. I cittadini hanno così manifestato la loro preferenza sulla conferma o meno della riforma del taglio dei parlamentari, che prevederà 230 deputati e 115 senatori in meno dalla prossima legislatura.

 

Alle ore 15.00, a urne chiuse, è iniziato lo spoglio, ora in pieno svolgimento, in attesa dei risultati nazionali ufficiali in arrivo nelle prossime ore.

 

Stando a quanto emerso dai primi exit poll, si direbbe che il Sì abbia ottenuto una netta vittoria rispetto al No.

 

In ogni caso, non essendo previsto un quorum dal momento che si tratta di un referendum confermativo, sarebbe bastato anche un solo Sì superiore ai No per approvare la riforma.

 

I risultati ufficiali possono essere seguiti in diretta live sul sito del Governo.

 

 

Fonte: money.it

Il Comune di Mogliano Veneto informa che sono stati prorogati i termini per la comunicazione di disponibilità all’incarico di scrutatore di seggio elettorale da parte degli iscritti al relativo albo comunale.

 

Il modulo, disponibile sul sito istituzionale alla pagina dedicata alle elezioni 2020, potrà essere inviato con le modalità indicate, sino alle ore 12.00 di giovedì 27 agosto 2020.

Il 20 e 21 settembre p.v. si terranno le elezioni regionali, che si collocano una settimana dopo l’inizio previsto del nuovo anno scolastico.

In occasione del voto, molti plessi verrano chiusi per diventare – come di consueto – sede di seggio.
Nella giornata di venerdì 31.08.2020, fanno sapere i rappresentanti dei genitori 1^ e 2^ istituto N. Mandela e M. Minerbi – era pervenuta all’Amministrazione comunale di Moglaino, nella sede e nei tempi preposti, una richiesta di modifica di tale prassi, scaturita appunto dal periodo concomitante con il nuovo avvio scolastico, già reso difficile e incerto dall’emergenza Covid-19.

 

Nella richiesta veniva proposto di individuare delle sedi di seggio alternative (sedi di quartiere, centro sociale, biblioteca, palestre, ad esempio) per sgravare le scuole dalla chiusura.

 

Di fronte alla replica dell’Amministrazione Comunale, i rappresentanti dei genitori 1^ e 2^ istituto N. Mandela e M. Minerbi hanno così commentato: “L’Amministrazione con nostro grande rammarico ha scelto di non andare incontro a questa iniziativa. Le scuole soggette ad essere sede di seggio verranno pertanto chiuse come di consueto.

 

Spiace constatare come la ripartenza dell’anno scolastico in presenza, situazione già molto compromessa dalla recente emergenza Covid, non sia una priorità della nostra Amministrazione Comunale, nonostante molti comuni vicini abbiamo già predisposto quanto necessario per evitare uno stop delle lezioni dopo solo una settimana di frequenza, garantendo il diritto allo studio delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi così come sancito dalla nostra Costituzione”.

 

 

La risposta dell’Amministrazione Comunale: la soluzione per non sottrarre giorni di lezione ai giovani moglianesi

Segue il commento dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale moglianese: “Cambiare sede dei seggi elettorali, per oggettive e insormontabili problematiche, è una strada che non si può percorrere. L’Amministrazione Comunale di Mogliano Veneto, comunque, ha trovato la soluzione per non sottrarre giorni di lezione ai giovani moglianesi.
Enormi sono, infatti, le difficoltà logistiche e tecniche nell’organizzare le palestre o altri luoghi come sede alternativa dei seggi.
Infatti, qualsiasi altra scelta dovrebbe subire dei lavori importanti per garantire il rispetto normativo nella disposizione fisica dei seggi, con tempistiche troppo strette per riuscire negli interventi e con un altissimo esborso economico. Senza contare che va assicurato il pernottamento notturno delle forze dell’ordine all’interno degli immobili designati”.

 

E ancora: “In un periodo di emergenza sanitaria come questo, diventa impensabile poi concentrare più sezioni all’interno di un’unica stanza: ogni sezione richiede sei componenti di seggio e nell’ipotesi di raggruppare anche solo tre sezioni, significherebbe avere una presenza costante di diciotto persone, senza contare il grande numero di elettori e le conseguenti code da gestire.
Inoltre, la commistione delle lezioni scolastiche e delle elezioni favorirebbe, nelle ore di punta, delle oggettive difficoltà viabilistiche e di traffico, che rischierebbero di congestionare completamene la città, creando possibili criticità anche per la sicurezza di studenti, famiglie ed elettori stessi.
L’ultima esperienza di spostamento delle sedi elettorali, nella scorsa tornata, ha portato a grandissimi disagi: sebbene informati già dal 2018, infatti, moltissimi elettori hanno riscontrato grandi disagi, soprattutto tra i  più anziani.
Ed è proprio per responsabilità di Governo che l’Amministrazione non può scegliere sedi alternative ai plessi scolastici”.

 

“Considerata però – si legge ancora – la delibera di Giunta Regionale numero 1051, emanata in data 28 luglio 2020, che
stabilisce come i giorni di sospensione delle lezioni dovuti alle consultazioni elettorali del 20/21 settembre 2020 potranno essere recuperati dagli istituti scolastici interessati nell’ambito della propria autonomia organizzativa, l’Amministrazione comunale procederà a stretto giro a richiedere ai Dirigenti scolastici di individuare opportune date di recupero della sospensione dei servizi educativi a causa delle elezioni, così da garantire sia il recupero delle giornate di scuola perse ai ragazzi sia una tranquillità di organizzazione alle famiglie”.

 

“Così facendo il Presidente Zaia per l’ennesima volta, in questo periodo, mette una pezza alle incapacità politiche e amministrative di un Governo che non ha mai ascoltato la necessità dei cittadini e dei giovani studenti – dichiara il Sindaco Davide Bortolato – dopo che più Governatori hanno chiesto espressamente di anticipare i giorni delle elezioni per garantire ai ragazzi di non dover interrompere le lezioni”.

 

“La Regione del Veneto si dimostra per l’ennesima volta capace e fattiva – prosegue Bortolato – con questa delibera garantisce la serenità del recupero dei giorni persi per le elezioni a tutti i ragazzi e a tutte le famiglie che si sarebbero trovate a gestire i più piccoli con difficoltà”.

 

“Il Consigliere Ceschin durante il suo teatrale intervento in Consiglio Comunale, dove più volte mi ha attaccato gratuitamente – conclude il primo cittadino – dimostra di sapere ben poco rispetto all’organizzazione dei calendari e all’autonomia scolastica, e la delibera Regionale ne è la prova oggettiva, fossi in lui mi scuserei per il suo atteggiamento e studierei i regolamenti prima di intraprendere battaglie politiche, che nella scuola non dovrebbero entrare”.

Sandro Taverna, già Coordinatore Provinciale di Fratelli d’Italia Treviso, ora commissariato per la Candidatura alla Regione Veneto, inizia ufficialmente la sua corsa per le elezioni regionali di settembre, inaugurando a Treviso la sua sede elettorale.

 

Circa 250 persone si sono recate nella giornata di martedì all’inaugurazione della sede elettorale del candidato di Fratelli d’Italia, ovviamente in modo scaglionato, tra le 18.00 e le 24.00 con ingressi ponderati con il relativo distanziamento sociale di sicurezza.

 

Tra i molti presenti, anche diversi rappresentanti di associazioni e categorie del territorio, diversi amministratori locali, tra cui il consigliere comunale di Villorba Barbara Haas, che correrà alle elezioni regionali al fianco di Sandro Taverna.

 

Presenti all’inaugurazione anche il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Giuseppe Montuori, il parlamentare europeo di Fratelli d’Italia Sergio Berlato e il vice segretario nazionale di Riva Destra Angelo Bertoglio, assente per impegni parlamentari il coordinatore regionale On. Luca De Carlo, ma già presente due giorni fa in un altro incontro in visita alla sede prima dell’inaugurazione.

 

“Sono felice, emozionato e soprattuto motivato per questa nuova sfida – queste le prime parole di Sandro Taverna – voglio portare in Regione Veneto il nostro territorio, voglio portare in Regione Veneto, ognuno di voi, con le proprie esigenze, con le proprie necessità e soprattutto con le vostre proposte per il nostro territorio.
Voglio portare Treviso in consiglio regionale, perché sono certo e convinto che Treviso debba essere protagonista delle scelte e delle decisioni dei prossimi 5 anni. Proprio per questo motivo è molto altro, ho scelto di candidarmi al consiglio regionale”.

 

Perché Sandro Taverna ha deciso di servire Treviso?

“Voglio dedicare i miei prossimi anni a scrivere con voi il nostro futuro e il futuro di chi verrà dopo noi.
Tutto questo sarà possibile con la forza e la determinazione di tutti quanti gli amici che sceglieranno di essere protagonisti del nostro futuro con la testa e il cuore al servizio del nostro territorio”.

Le dimissioni di quattro componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione di Quartiere Mazzocco-Torni rendono necessaria una tornata elettorale, al fine di rendere operativa l’Associazione di Quartiere nell’esplicare il suo ruolo di anello di congiunzione tra Amministrazione comunale e cittadini.

 

Per questo, domenica 12 gennaio, dalle ore 9.00 alle 20.00, presso il Centro Parrocchiale di via Ronzinella, i residenti potranno eleggere i nuovi rappresentanti.

 

Ogni persona maggiorenne potrà candidarsi compilando l’apposito modulo presso l’ufficio Cultura/Associazionismo della sede municipale di via Terraglio, n. 3 (ex scuole Rossi), da lunedì 2 a mercoledì 18 dicembre, durante gli orari di apertura al pubblico.

 

“Auspico, come in ogni occasione elettorale, la massima partecipazione dei cittadini residenti per dare forza rappresentativa a coloro che saranno eletti, con i quali continueremo a dialogare per dare risposte ai bisogni della nostra collettività”. Questo l’augurio di Davide Bortolato, Sindaco di Mogliano Veneto.

Riceviamo e pubblichiamo un pensiero del Consigliere regionale Riccardo Barbisan, in merito alle elezioni di Spagna

 

Le recentissime elezioni spagnole ci consegnano un quadro in cui i partiti tradizionali reggono ma non convincono. Questa non è una novità per la Spagna né per molti altri stati europei. La crescita della destra è anche quello un evento che molti aspettavano esattamente nelle proporzioni in cui si è realizzato. Nulla di nuovo e inatteso quindi? Quasi.

 

In Spagna assistiamo anche al tramonto (forse) del primo partito anti sistema di sinistra nato e cresciuto negli ultimi dieci anni: Podemos sembra aver esaurito la sua carica innovativa senza essere mai riuscito a sbarcare al governo dello stato causa una incompatibilità con il PSOE di cui è rimasto vittima.

 

Ma la cosa che più sorprende è che in un Paese dove le istanze autonomiste e indipendentiste hanno conosciuto uno straordinario fiorire e vicende complicate come quella basca, oggi sono più forti e floride che mai. Non solo in Catalogna.

 

In Catalogna la riscossa indipendentista era attesa e vale, nella sommatoria dei tre partiti indipendentisti, il 3,21 % in più su base territoriale e porta con sé circa 15.000 elettori e un membro in più al Congreso.

 

Non sempre l’aumento percentuale comporta un conseguente aumento della rappresentatività come è successo al partito autonomista canariota CCA-PNC che, infatti, aumenta solo leggermente la propria percentuale dal 12,96 al 13,12. Lo stesso accade in Navarra, dove NA+ (partito navarro di centro destra autonomista) aumenta di qualche decimale e si conferma di gran lunga il partito più votato della Comunidad, senza aumentare i seggi. A crescere, sempre in Navarra, sia in termini assoluti di seggi e di elettori che percentuali è EH Bildu, partito indipendentista che passa dal 12,77 al 16,97%.

 

Ma è forse la Galizia l’angolo del paese iberico dove l’autonomismo ha suonato la sveglia più forte al Governo di Madrid. Il Blocco nazionale Galiziano è passato da 93.810  a 119.597 voti portando un suo rappresentante al Congreso.

 

Interessante anche capire in quanti comuni spagnoli ad essere il partito più votato non è né il PSOE né il PP e nemmeno altri partiti che si presentano in tutto il territorio dello Stato.

 

Sono addirittura 1300 circa i municipi in cui il partito più votato è un partito territoriale. Non pochi se consideriamo che il PSOE, il partito di gran lunga più votato, si è attestato primo in 3509 municipi.

 

Risulta evidente che il voto espresso dagli spagnoli, seppur in una competizione nazionale, in chiave territoriale, autonomista e indipendentista rappresenta quasi il 12% del totale e 42 seggi al Congreso.

 

Con 42 seggi, espressi in modo unitario, quella dei partiti territoriali sarebbe la quarta forza politica del parlamento spagnolo, ma è facile obbiettare che moltissimi di questi non facilmente potrebbero sommarsi sic et simpliciter data la diversa estrazione ideologica tra loro. Per esempio JxCat e NA+ difficilmente potrebbero mettere insieme un progetto politico unitario con il BNG.

 

La mappa geografica della Spagna ci offre un caleidoscopio e una frammentazione inedita che non ha precedenti e per cui non possono valere i vecchi schemi PP-PSOE con l’aggiunta qui e là di qualche partito territoriale d’area al bisogno.

 

La nuova sfida non può essere rinviata essendo che siamo giunti alla quarta votazione in cinque anni. Il toro va preso per le corna. La crisi dello Stato-Nazione nato e cresciuto nell’ottocento, degenerato nel 900 e artificialmente tenuto in vita negli anni 2000 non ha ancora trovato una via d’uscita. Ciò vale tanto più in realtà statali in cui vi sono comunità politiche e formazioni sociali e culturali che propongono e difendono una identità nazionale alternativa a quella unica imposta dallo stato di cui fanno parte. La distribuzione di deleghe, poteri legislativi e regolamentari così come avvenuta negli anni all’interno degli stati non ha impedito tensioni in Spagna, Inghilterra, Belgio e Italia.

 

Il tema della plurinazionalità all’interno di un singolo stato è un tema che in sistemi politici più avanzati (Spagna e Inghilterra) ha fatto capolino, anche se senza esiti compiuti, in altri, più arretrati (Italia) non è presente nemmeno dei dibattiti accademici.

 

Le questioni irrisolte come quella catalana spingono a chiederci se non sia utile spingerci oltre e pensare alla plurinazionalità in chiave europea favorendo una redistribuzione anche della sovranità dell’UE in chiave federalista attraverso una forte decentralizzazione della sovranità nella direzione di una maggiore responsabilizzazione degli stati membri e delle comunità regionali. Al fine che quest’ultime abbiano nel Parlamento statale una rappresentanza capace di intercettare spezzoni dell’attuale sovranità europea dalla quale oggi si sentono esclusi.

 

È di questi anni, per esempio, la difficoltà della Regione Veneto di spiegare all’UE che le p.m.i. veneta non ha alcuna relazione con la p.m.i. come intesa a Bruxelles e che, conseguentemente, il piano di sviluppo di esse non può avere le medesime caratteristiche a Berlino, Milano e Venezia.

Una rete di supporto e mutuo auto-aiuto dedicata soprattutto ai neo-sindaci, neo-assessori e neo-consiglieri formata da amministratori “anziani”, attraverso uno sportello messo a disposizione dall’associazione Comuni della Marca Trevigiana: è quanto ha proposto la presidente Mariarosa Barazza nel corso dell’assemblea annuale che si è tenuta nel pomeriggio di ieri al Sant’Artemio di Treviso, dove all’edificio 7 ha sede l’associazione.

 

«L’ultima tornata amministrativa – è stata l’analisi della Barazza – ha evidenziato un problema mai emerso prima nella nostra provincia, in linea con una tendenza regionale e nazionale: la minor disponibilità dei cittadini a mettersi in gioco nel fondamentale servizio di amministrare la comunità. In sei Comuni è stata presentata solo una lista, e uno di questi, dove purtroppo non è stato raggiunto il quorum, è stato commissariato. Questo ci deve spingere ancora di più a fare squadra tra amministratori locali, a sostenerci reciprocamente al di là degli schieramenti politici, per rendere meno faticoso l’impegno dell’amministrare».

 

 

La proposta

Da qui, la proposta avanzata oggi di formalizzare una rete di amministratori senior che sia di sostegno soprattutto ai “nuovi” con l’obiettivo di non farli sentire soli ma supportati nelle scelte politico-amministrative più critiche. Una sicurezza e un sostegno solidale non solo sotto il profilo tecnico (rispetto al quale l’Associazione offre già consulenza gratuita attraverso l’attività dei gruppi di lavoro) ma soprattutto umano e politico.

 

L’associazione ha infatti già da anni un panel di 12 gruppi di lavoro, formati da tecnici comunali ed esperti, che si riunisce regolarmente per analizzare i problemi della quotidianità amministrativa, ideare soluzioni, avanzare proposte operative, condividere le buone pratiche; gruppi di lavoro, coordinati dal dott. Vittorino Spessotto, che funzionano bene a supporto dell’attività amministrativa sui temi più sentiti dai Comuni: Personale/Organismi di Valutazione, Attività Produttive, Contenzioso Tributario, Contenzioso del Lavoro, Pratiche di Pensione, Lavori Pubblici, Edilizia e Territorio, MarcaContabile, Sociale, Privacy/Anticorruzione, Informatica, Ludopatie e Polizia Locale.

 

 

Sempre meno cittadini si mettono a disposizione per amministrare la propria comunità

«Amministrare un Comune comporta dei rischi di ordine penale e contabile importante, a fronte di indennità irrisorie e al taglio dei rimborsi spese e di una penalizzazione sul fronte lavorativo e della carriera, e in un clima generale di delegittimazione e sfiducia – continua Barazza -. È per questo che, come dimostra la recente tornata amministrativa, sempre meno cittadini si mettono a disposizione, candidandosi alla gestione del bene comune. È una tendenza che va invertita, perché ciò penalizza molto la qualità della nostra democrazia e della convivenza civica».

 

Il problema che oggi si sta manifestando in tutta la sua drammaticità ha radici in una serie di scelte del legislatore che, a parere dell’associazione Comuni della Marca Trevigiana, vanno riviste quanto prima.

 

Le cause

La Presidente Barazza punta il dito in particolare contro:

• decenni di tagli di spesa orizzontali ai Comuni che rendono spesso impossibile agli eletti rispettare le promesse elettorali, quel “patto di servizio” fatto con i cittadini da chi si candida;

• la carenza di personale che obbliga alcuni sindaci e amministratori ad assumere ruoli tecnici, amministrativi e contabili, non di loro competenza, per non far chiudere gli uffici comunali;

• il taglio al numero di amministratori, che costringe ciascun assessore ad accollarsi numerosi referati con le relative difficoltà, e che ha impoverito la dialettica politica nei consigli comunali;

• il cosiddetto “Spazzacorrotti” che non agevola l’eletto a continuare a mantenere incarichi nell’associazionismo locale (dallo sport alla parrocchia!) per fantomatici problemi di conflitto di interesse;

• idem per un professionista, dall’avvocato o architetto, che se entra in un Comune finisce in un ginepraio di conflitti di interesse penalizzante per la sua attività professionale: il che fa sì che molti professionisti si guardano bene prima di candidarsi;

• il taglio ai rimborsi spese;

• l’incertezza normativa, con un cambio continuo delle leggi e dei provvedimenti, che non favorisce – quando non ostacola – il lineare procedere amministrativo;

• la burocrazia asfissiante, e spesso irrazionale, che si manifesta in una pletora di adempimenti che rallenta quando non impedisce tout court l’agire amministrativo.

«Doveroso l’appello ai parlamentari trevigiani, che già si sono adoperati per portare all’attenzione del governo la piattaforma sulla finanza locale promossa dall’Associazione, affinché lavorino per trovare consenso su provvedimenti che aiutino a ridare all’Ente locale il ruolo che gli attribuisce la Costituzione italiana di pari dignità con Stato, Regioni e Province e aiutino soprattutto a rilegittimare agli occhi dei cittadini il ruolo di chi amministra, una battaglia culturale, quest’ultima, oltre che politica. Se non si interviene d’urgenza su questo fronte il rischio è un impoverimento civile senza precedenti per i nostri territori e le nostre comunità» conclude la presidente Barazza.

 

 

Photo Credits: FB @AssociazioneComuniMarcaTrevigiana

Buongiorno Luca Durighetto, quali sono i Suoi trascorsi politici e perché ha deciso di candidarsi a queste elezioni amministrative in veste di Sindaco?

Buongiorno a voi. Sono attivo politicamente da ormai 10 anni.

All’età di 27 anni ho iniziato il mio percorso nell’amministrazione pubblica, la prima carica è stata quella di consigliere con delega alle Politiche giovanili, e ho avuto la possibilità di operare in autonomia.

La seconda carica è stata di assessore allo Sport, all’Istruzione, alla Cultura e alle Politiche giovanili.

Mi chiedono in molti per quale motivo ho deciso di candidarmi. La voglia di rinnovare la squadra dopo l’ultimo mandato era forte da parte della lista civica di cui faccio parte; per questa ragione il gruppo ha deciso che sarei stato la persona ideale per incarnare questo spirito di cambiamento.

 

 

Cosa significa cambiamento?

Cambiamento significa avere un approccio diverso all’amministrazione pubblica.

Quando dieci anni fa abbiamo preso in mano il Comune, ci siamo trovati una situazione debitoria alquanto allarmante.

Il bilancio segnava un disavanzo di oltre 4.000.000 di euro.

Abbiamo iniziato a realizzare una serie di progetti pianificati, volti a sanare il debito e a mantenere lo standard di servizi ai cittadini.

Durante questi anni siamo riusciti a far scendere il debito del Comune fino a 800.000 euro circa, con l’obiettivo di appianarlo definitivamente.

 

 

Com’è andata? Soddisfatto per questa vittoria?

Sono chiaramente felice ma anche determinato e conscio che questo non è punto di arrivo ma di partenza. I cittadini hanno deciso di darci nuovamente fiducia e noi, non vogliamo deluderli.

Questa è stata la vittoria delle persone sui simboli!

Quando si parla di lista civica, noi cerchiamo di incarnare appieno lo spirito che la definisce.

All’interno della lista ci sono, infatti, persone con idee e posizioni politiche diverse, legate però dalla volontà comune di migliorare la nostra bellissima città, Zero Branco.

 

 

A questo punto quali sono i Suoi progetti per i prossimi cinque anni?

I prossimi 5 anni saranno una grande sfida per il nostro comune. Abbiamo grandi progetti pronti, primo fra tutti la realizzazione di una pista ciclabile Green che collegherà Zero Branco alla Via Ostiglia lungo il Rio Vernise.

Abbiamo inoltre predisposto la realizzazione di altri tratti di ciclabile urbana a partire da Via Peseggiana.

Altri progetti prevedono la realizzazione della nuova rotonda Casarin e di una nuova palestra comunale per i nostri ragazzi.

Per i giovani stiamo facendo ripartire gli scambi dedicati ai ragazzi delle scuole superiori e i Paesi esteri.

Per i più piccoli di elementari e medie stiamo organizzando dei camping in lingua inglese, oltre ad attività pomeridiane, svolte insieme alle associazioni del territorio e volte a formare i ragazzi con corsi di inglese, informatica e arti umanistiche.

 

 

Ed ora vuole ringraziare qualcuno?

Certamente, innanzitutto voglio ringraziare i cittadini di Zero Branco per averci dato fiducia.

Senz’altro, inoltre, tutte le persone con cui ho lavorato in questi 10 anni, tutti quelli che sono stati in Consiglio con me, gli amici e, infine, la mia famiglia, che mi sostiene ogni giorno.

 

 

 

Alessio Tonin

Erano le 5.30 del mattino di lunedì quando Davide Bortolato, oggi Sindaco di Mogliano, è riuscito a stendersi a letto.

 

L’interminabile domenica del ballottaggio era iniziata molto presto, alle 7, con il giro tra le 30 sezioni degli 11 seggi elettorali della sua città. Quasi ininterrottamente fino a sera, era passato di sede in sede, a salutare, a parlare con i concittadini. Poi si era ritirato, con alcuni componenti del suo staff, al piano superiore del “quartier generale” a ricevere i dati che invitavano, sezione per sezione, i rappresentanti di lista.
Poco dopo la mezzanotte un urlo liberatorio collettivo aveva comunicato a tutti gli altri sostenitori che attendevano nella piazza sottostante, la vittoria. Gli applausi e gli abbracci sono durati a lungo e hanno accompagnato il neo eletto Sindaco fin dentro il palazzo del Comune. Il  brindisi collettivo in piazza non è bastato e si è proseguito con una spaghettata notturna!
Dopo qualche ora di sonno, la sveglia ha riportato Davide Bortolato alla realtà. No, non era un sogno, ma una realtà e bisognava riprendere il lavoro. C’erano elettori da ringraziare, cittadini da salutare, giornalisti ai quali rispondere e mille altre cose da fare fino a sera. Così, fatta la doccia, in nuovo Sindaco si è recato tra i banchi del mercato del lunedì ad incontrare la gente, a parlare come sempre con la gente.
Delle cose da fare nei primi 30 giorni della nuova Amministrazione, ci parlerà domani.
Silvia Moscati

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